Anna Katharine Green.
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IL MISTERO
 DELLE DUE CUGINE.
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Titolo originale: THE LEAVENWORTH CASE (a detective story).
Traduzione di: A. SORANI.
1978. Club degli Editori, MILANO
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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        Testo fornito dal Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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Un alto livello letterario e una grande capacit di intreccio caratterizzano questa detective story, che coniuga vena innovatrice e grande originalit alla cura dei particolari giuridico-investigativi, ambientata in una versione newyorkese di una casa di campagna inglese.
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L'AUTRICE.
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Anna Catharine Green nacque l11 novembre 1846 nel quartiere residenziale di Brooklyn Heights dove la famiglia si era da poco trasferita. Il padre James Wilson Green era un avvocato penalista.
Anna Catharine era la quarta figlia. Cambi il secondo nome di battesimo in Katherine quando pubblic il suo primo libro per essere pi vicino al nome della madre, la quale mor per unepidemia di colera quando Anna Catharine aveva solo tre anni. Il padre, a dispetto dei suoi atteggiamenti patriarcali, fece studiare le figlie anche se allepoca non erano molti i college che accettavano le studentesse. Anna Katharine si diplom e in seguito frequent il college dove gli insegnanti la incoraggiarono  sulla strada della scrittura.
Anna aveva avuto modo, poich il padre era un rinomato e attivissimo avvocato penalista, di conoscere il codice, ma non solo: accompagnando spesso il padre, pi volte aveva ascoltato i suoi colloqui con i responsabili della polizia. Per questo cominci a farsi strada in lei lidea di scrivere un romanzo: un racconto di tensione su crimini, avvocati, investigatori. A questo scopo inizi a prendere appunti sulle implicazioni legali di testamenti e matrimoni, prendendo interesse per le normative sulla subordinazione femminile e sulle leggi a proposito delleredit. Impieg sei anni per sviluppare la storia, nacque cos The Leawenworth Case (a Detective Story).
Scrisse in seguito molti altri libri e anche un volume di poesie. Mor a 88 anni nel 1935.
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IL MISTERO
 DELLE DUE CUGINE.
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Personaggi principali:
LEAVENWORTH la vittima,
MARY e ELEANOR le nipoti di Leavenworth, 
TRUMAN HARWELL segretario di Leavenworth,
THOMAS DOUGHERTY maggiordomo dei Leavenworth,
CATHERINE MALONE cuoca dei Leavenworth,
MOLLY OFLANAGANS, ANNA CHESTER cameriere dei Leavenworth,
HENRY CLAVERING linglese.
AMY BELDEN una donna romantica.
EBENEZER GRYCE linvestigatore,
RAYMOND il narratore.
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1. UN AFFARE CLAMOROSO.
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Da circa un anno appartenevo, come socio pi giovane, allo studio legale di Veeley, Carr e Raymond, quando una mattina, durante lassenza tanto del signor Veeley quanto del signor Carr, si present nel nostro ufficio un giovane la cui apparenza rivelava tanta premura e tanta agitazione, che io involontariamente balzai in piedi e gli andai incontro.
Che cosa  avvenuto? domandai. Non avrete mica cattive notizie da darmi, spero...
Sono venuto a cercare il signor Veeley,  in studio?
No risposi.  stato chiamato allimprovviso questa mattina a Washington e non sar di ritorno prima di domani. Ma se volete dire a me di che cosa si tratta...
A voi? interruppe lui, fissandomi con un gelido sguardo; poi, come soddisfatto del suo esame, continu: Non vi  alcuna ragione perch io non parli con voi. Quel che mi conduce qui non  un segreto. Sono venuto per informare lavvocato che il signor Leavenworth  morto.
Il signor Leavenworth! esclamai. Il signor Leavenworth era un vecchio cliente del nostro studio e un amico personale del signor Veeley.
S, assassinato con un colpo di pistola alla testa da mano ignota, mentre sedeva al suo tavolo, nella biblioteca...
Assassinato! Non riuscivo a persuadermi della veridicit della notizia. Come! Quel simpatico e affabile vecchio signore, che soltanto una settimana prima, in questa medesima stanza, aveva scherzato con me sulla mia ostinazione a restare scapolo e mi aveva, subito dopo, invitato ad andare a fargli visita in casa sua per veder qualche cosa che avrebbe potuto interessarmi! Fissai luomo che mi era davanti, quasi incredulo.
Come? Quando? balbettai.
La notte scorsa. Almeno noi supponiamo cos. Non lo abbiamo scoperto che questa mattina. Io sono il segretario privato del signor Leavenworth spieg e vivo in famiglia.  stato un colpo tremendo... specialmente per le signorine...
Tremendo! ripetei. Il signor Veeley ne sar addoloratissimo!
Sono rimaste sole continu con un tono di voce piano e formalistico che trovai poi essere inseparabile dalluomo alludo alle signorine Leavenworth... le nipoti del signor Leavenworth... E poich oggi sar tenuta linchiesta, mi sembra conveniente che vi assista qualcuno capace di consigliarle. Poich il signor Veeley era il miglior amico del loro zio, le nipoti naturalmente mi hanno mandato a ricercar di lui, ma, essendo assente, non so ora che cosa fare, dove rivolgermi...
Ebbene risposi io io sono un estraneo per le signorine, ma, se posso esser loro di qualche aiuto, il mio rispetto per il loro zio  tale...
Lespressione dello sguardo del segretario mi ferm le parole sulle labbra. Continuando in apparenza a guardarmi fisso, le sue pupille si erano a un tratto dilatate sino a misurare la mia persona da capo a piedi.
Non so... osserv lui finalmente, mentre solo un lieve corrugamento delle sopracciglia dava a vedere che non gli andava a genio il modo in cui si mettevano le cose. Forse  questo il partito migliore. Le signorine non debbono esser lasciate sole...
Benissimo! interruppi io. Andr! E sedutomi alla scrivania per lasciare un frettoloso messaggio per il signor Veeley, e fatti pochi altri preparativi necessari, accompagnai il segretario in strada.
E ora dissi ditemi tutto ci che sapete di questo terribile avvenimento!
Tutto quello che so? Non ci vorranno troppe parole. Lo lasciai, come al solito, seduto al tavolo della biblioteca e lho trovato questa mattina, seduto allo stesso posto, quasi nella stessa posizione, ma con un foro nel capo largo quasi quanto lestremit del mio mignolo...
Morto?
Stecchito!
Orribile! esclamai. E soggiunsi dopo un momento: Non potrebbe trattarsi di suicidio?
No, la pistola con la quale  stato commesso il delitto non  stata trovata...
Ma se si tratta dun delitto, deve esser stato commesso per qualche motivo. Ora il signor Leavenworth era una persona troppo generosa e benvoluta per aver nemici... e se il movente  stato il furto...
Non v stato furto. Nulla  stato trovato mancante... lui interruppe ancora tutto laffare  un mistero.
Un mistero?
Completo mistero!
Volgendomi, guardai con curiosit il mio informatore. Lospite duna casa in cui era stato perpetrato un delitto misterioso, era una persona piuttosto interessante da osservare; ma se luomo aveva bei lineamenti, il suo contegno era cos totalmente inespressivo che offriva assai scarsa base a qualsiasi tentativo dimmaginazione, sicch, distogliendo immediatamente lo sguardo da lui, domandai:
E le signorine sono molto abbattute?
Il segretario fece qualche passo prima di rispondermi.
Sarebbe strano che non lo fossero... rispose infine, e, o per lespressione del suo volto in quellistante, o per la natura stessa della sua risposta, sentii che parlare delle signorine al segretario del defunto signor Leavenworth, cos poco interessante e cos padrone di s, era come calpestare un terreno alquanto pericoloso. Ma poich sapevo che si trattava di persone molto compite, la scoperta non mi dispiacque del tutto. Fu perci con un senso di sollievo che vidi avvicinarsi il tram per la Quinta Avenue.
Rimandiamo a dopo la nostra conversazione dissi. Ecco il tram.
Ma, appena saliti, ci accorgemmo che proseguire a parlare di quellargomento ci era impossibile. Occupando perci il tempo a rimuginar nella mente quel che sapevo del signor Leavenworth, trovai che la mia conoscenza era limitata al semplice fatto di sapere che lui era un commerciante a riposo, molto ricco e di elevata posizione sociale; che, non avendo figli, aveva preso in casa due sue nipoti, una delle quali era gi stata dichiarata sua erede. Certo io avevo sentito parlare dal signor Veeley delle sue eccentricit, come ad esempio il fatto del suo testamento a favore di una delle nipoti, con la quasi completa esclusione dellaltra, ma delle sue abitudini di vita e delle sue relazioni mondane, ne sapevo poco o nulla.
Una gran folla stava raccolta dinanzi alla casa, quando arrivammo, ed ebbi appena il tempo di osservare che si trattava di un vasto e imponente palazzo dangolo, quando mi trovai travolto dalla gente e quasi trascinato fin su i gradini dellingresso. Facendomi largo a furia di gomiti, riuscii a salire i gradini, e trovatomi fortunatamente al fianco il segretario, mattaccai in fretta al campanello. La porta si apr immediatamente e un volto, che riconobbi subito per quello di uno dei nostri pi noti detective, apparve nel vano.
Il signor Gryce! esclamai.
In persona rispose. Entrate, signor Raymond. E, sospingendoci in casa, richiuse la porta con un sorriso un po beffardo, rivolto alla delusa folla degli astanti. Credo che non sarete sorpreso di trovarmi qui soggiunse tendendomi la mano, e gettando unocchiata al mio compagno.
No, risposi. Poi, pensando che dovessi presentare il giovane che mi era al fianco, continuai: Questo  il signor... signor... scusatemi, ma non so il vostro nome dissi volgendomi con uno sguardo interrogativo al mio compagno il segretario privato del povero signor Leavenworth mi affrettai a soggiungere.
Oh! Il segretario... Il magistrato inquirente ha domandato di voi.
 gi qui?
S, la giuria  salita adesso per esaminare il cadavere. Desiderate salire anche voi?
No risposi. Non  necessario. Sono venuto solo con la speranza di poter essere di qualche aiuto alle signorine, poich il signor Veeley non  in citt.
E avete pensato che loccasione era troppo buona per lasciarla perdere prosegu il signor Gryce. Proprio cos. Tuttavia, giacch siete qui, e laffare promette di essere clamoroso e voi siete un giovane avvocato desideroso di far strada, direi che voi dovreste prenderne cognizione in tutti i particolari. Ma seguite il vostro proprio giudizio.
Feci uno sforzo e vinta la mia indecisione, esclamai:
Ebbene, andr!
Allora, seguitemi.
Appena posto il piede sulla scala, vidi che la giuria discendeva, cos che, ritirandomi col signor Gryce in un angolo del corridoio che separava due salotti, ebbi il tempo di osservare:
Il giovane dice che non si tratta di furto...
Davvero?... fece Gryce fissando locchio su una maniglia vicina.
Che non manca nulla...
E che le imposte della casa erano tutte ben chiuse questa mattina. Proprio cos.
Non mi ha detto questo. In tal caso... e rabbrividii lassassino deve esser rimasto chiuso dentro tutta la notte...
Il signor Gryce sorrise misteriosamente alla maniglia.
Qui permettetemi di dire che il signor Gryce, il detective, non era lesile e impassibile individuo dallocchio acuto che sembra penetrare nel profondo del vostro essere e carpirne il segreto, come voi senza dubbio vattendereste che fosse. Il signor Gryce era invece un personaggio corpulento, dotato dun occhio che non solo non vi scrutava, ma neppur si posava mai su di voi. Se il suo sguardo si posava era sempre sopra un qualche cosa dinsignificante vicino a voi, un vaso, un calamaio, un libro o un bottone. Questi oggetti sembrava ammetterli alla sua confidenza, farli depositari delle sue conclusioni, ma voi, voi rappresentavate una nullit assoluta, non avevate niente da spartire con lui o coi suoi pensieri. In quel momento, come ho gi accennato, il signor Gryce dimostrava una speciale predilezione per una maniglia.
 una faccenda dissi che si presenta molto brutta.
I suoi occhi si volsero a rimirare un bottone della mia manica.
Venite! disse. La strada  finalmente libera.
Precedendomi, incominci a salire, ma sost al pianerottolo superiore.
Signor Raymond disse non ho labitudine di parlar molto dei segreti della mia professione, ma in questo caso tutto dipende dallo scoprire la traccia giusta sin dal principio. Non  un crimine comune;  lopera di un genio. Ora, talvolta una mente non iniziata pu afferrare, per intuizione, ci che lintelletto pi esercitato pu lasciarsi sfuggire. Se avvenisse qualcosa di questo genere, ricordatevi che io sono il vostro uomo. Non andate a chiacchierare in giro, ma venite da me. Perch questo  un grosso affare, rammentatevelo,  un grosso affare. E ora, saliamo!
Ma le signorine?
Sono nelle stanze di sopra. Costernate, naturalmente, ma tuttavia abbastanza composte, a quanto mi dicono.
E avvicinandosi a una porta, la dischiuse e mi fece cenno di entrare.
Sulle prime, mi parve buio pesto, ma a poco a poco i miei occhi si abituarono alloscurit e vidi che ci trovavamo nella biblioteca.
 qui che  stato trovato disse in questa sala e proprio in questo posto. E pos la mano su un gran tavolo, ricoperto dun tappeto, che con alcune poltrone occupava il centro della sala. Come vedete  proprio di faccia a questa porta e attraversando la sala, si ferm allentrata duno stretto passaggio che dava su unaltra stanza. Poich la vittima  stata scoperta seduta in questa poltrona, e perci con la schiena rivolta al piccolo corridoio, lassassino deve essersi avvicinato passando questa soglia per sparare il colpo, fermandosi, diciamo, pressa poco qui e il signor Gryce indic un punto a circa un passo dalla soglia suddetta.
Ma... mi affrettai a interrompere.
Non c ma che tenga! esclam. Abbiamo studiato la situazione. E, senza degnarsi di scendere in altri particolari, si diresse verso lo stretto passaggio. Armadietto dei liquori, guardaroba, lavabo... spiegava con un cenno della mano procedendo. E questo  lappartamento privato del signor Leavenworth disse indicando lelegantissima camera che si apriva dinanzi a noi.
Avvicinandomi al letto nascosto da pesanti tendaggi, stavo per sollevarli quando il signor Gryce li scost prima di me e mi present adagiato sui guanciali un volto calmo e sereno, dallaspetto cos naturale, che ne fui scosso.
La morte  stata troppo improvvisa per alterare i lineamenti disse Gryce volgendo la testa del morto in modo da mostrarmi una orrenda ferita che deturpava la nuca. Un foro come questo manda un uomo allaltro mondo senza preavviso. Il medico vi dir che la vittima non ha potuto inferirsela da s.
Inorridito, mi ritrassi, e il mio sguardo si pos su una porta situata proprio di fronte alla parete che guardava sullentrata. Sembrava essere la sola uscita dalla stanza, eccettuato il piccolo corridoio per il quale eravamo entrati, e non potei fare a meno di domandarmi se proprio per questa porta lassassino non fosse entrato per dirigersi verso la biblioteca. Ma Gryce, che aveva certo seguito il mio sguardo, bench in apparenza stesse rimirando un candelabro, si affrett ad osservare, come rispondendo alla domanda che si leggeva sul mio volto:
Trovata chiusa dal di dentro. Pu e non pu esser venuto da questa porta. Non pretendiamo di poterlo dire ancora.
Osservando che il letto non era affatto scomposto, notai:
Non si era dunque ancora coricato?
No, la tragedia deve essere avvenuta dieci ore fa. Quanto  sufficiente allassassino per provvedere a tutte le contingenze.
Lassassino? Chi sospettate? sussurrai.
Tutti e nessuno. Il mio compito non  di sospettare, ma di scoprire. E lasciando ricadere i tendaggi come erano prima, mi condusse fuori dalla camera.
Continuando ancora linchiesta del magistrato inquirente, pregai Gryce di informare le signorine che, data lassenza del signor Veeley, essendone socio, ero venuto ad offrire loro qualsiasi tipo di assistenza di cui potessero aver bisogno in una cos triste occasione; poi, mi diressi verso lampio salotto del piano superiore e mi sedetti tra le varie persone che vi si trovavano adunate.
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2. LINCHIESTA.
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Per pochi minuti rimasi come abbagliato dallimprovviso fiotto di luce che mi salut dalle molte finestre spalancate.
Il dottor Maynard, il noto medico, fu il primo testimone chiamato, e la sua testimonianza non riguard che il genere della ferita riscontrata al capo della vittima. Riassumer in breve ci che disse, poich alcuni dei fatti da lui esposti avranno molta importanza nel mio racconto.
Incominciando a parlar di s e della chiamata che lo aveva fatto accorrere alla casa del delitto, il dottore prosegu narrando che, al suo arrivo, aveva trovato la vittima su un letto in una camera del secondo piano, col sangue gi coagulato intorno a una ferita di pistola dietro alla testa; la salma era evidentemente stata trasportata l, dallattiguo appartamento alcune ore dopo la morte. Quella ferita era lunica inferta alla vittima, e, dopo averla esaminata, egli aveva localizzato ed estratto il proiettile che ora porgeva ai giurati. Il proiettile entrato alla base del cranio, era risalito obliquamente, e aveva colpito la medulla oblungata, cagionando la morte istantanea. Il fatto che il proiettile fosse entrato nel cervello in quel modo particolare il medico lo considerava degno di menzione, poich cos esso doveva non solo aver prodotto la morte istantanea, ma la istantanea immobilit. Inoltre, dalla posizione del foro dentrata e dalla direzione presa dal proiettile, risultava chiaramente impossibile che il colpo fosse stato sparato dalla vittima stessa, mentre le bruciacchiature riscontrate nei capelli dimostravano che il colpo doveva esser stato sparato da una distanza di tre o quattro passi. Ma non bastava: considerando langolo col quale il proiettile era penetrato nel cranio, era evidente non solo che la vittima doveva trovarsi in quel momento seduta, ma doveva anche essere assorta in qualche occupazione che lobbligava a piegare il capo in avanti. Interrogato in proposito, il dottore soggiunse che la vittima doveva trovarsi in buone condizioni di salute al momento della morte, ma che, non essendo lui il suo medico curante, non poteva esprimersi in modo conclusivo su questo punto senza un esame ulteriore. A richiesta di un giurato, aggiunse che non aveva veduto n pistola, n arma qualunque sul pavimento o altrove, in nessuna delle stanze dove era entrato.
Posso senzaltro aggiungere qui che il medico dichiar in seguito come dalla posizione del tavolo, della poltrona e della porta dietro di essa, per soddisfare tutte le condizioni imposte dalla situazione, lassassino dovesse essersi fermato sulla soglia del piccolo corridoio che immetteva nella stanza attigua; che il proiettile era piccolo e doveva essere stato emesso da una canna rigata e soggetta perci a deviazione nel suo passaggio attraverso ossa e tegumenti; era dunque evidente che la vittima non aveva fatto alcuno sforzo per sollevarsi o volgere il capo, quando era stato minacciato dallaggressore. La conclusione penosa era che i passi dellomicida dovevano esser ben noti, e la sua presenza nella stanza o conosciuta o attesa.
Terminata la deposizione del chirurgo, il magistrato inquirente prese il proiettile che era stato posto sul tavolo e per qualche momento lo palpeggi, con attenzione, nella mano, poi, tratta una matita di tasca, scrisse in fretta due o tre righe su un pezzo di carta, fece un cenno ad un agente al suo fianco e gli impart un ordine a bassa voce. Lagente prese il foglietto, lo lesse, poi lasci la sala. Un momento dopo, il portone si richiuse dietro di lui e un forte mormorio della folla, ancora in attesa fuor del palazzo, annunzi la sua apparizione tra il pubblico. Dal posto dove mi ero seduto potevo dominare la strada dalla finestra dangolo e, sporgendomi, vidi il poliziotto fermarsi, chiamare unauto, entrarvi frettolosamente e sparire nella direzione di Broadway.
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3. FATTI E DEDUZIONI.
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Tornato a guardar nella sala dove mi trovavo, vidi che il magistrato inquirente stava, attraverso un paio docchiali doro veramente imponenti, consultando un memorandum.
 presente il maggiordomo? domand.
Immediatamente si sent un gran brusio nel gruppo dei servitori, e un irlandese dallaspetto intelligente, bench alquanto altezzoso, si fece avanti e si colloc di fronte ai giurati. Ah dissi fra me dando unocchiata alle sue basette curate e al suo portamento deferente e dignitoso insieme ecco un modello di servitore, pronto a dimostrarsi anche un modello di testimone.
Il magistrato inquirente, sul quale il maggiordomo, come su tutti gli altri astanti, sembrava aver fatto una favorevole impressione, prese a interrogarlo.
Il vostro nome  Thomas Dougherty?
S, signore!
Ebbene, Thomas, da quanto tempo siete impiegato nelle vostre mansioni attuali?
Devono essere circa due anni, signore.
Voi siete la persona che scopr per primo il cadavere del signor Leavenworth?
S, signore, io e il signor Harwell.
E chi  il signor Harwell?
Il signor Harwell  il segretario privato del signor Leavenworth.
Benissimo. A che ora, ditemi, del giorno o della notte, avete fatto la vostra scoperta?
Presto, signore, di mattina presto. Saranno state circa le otto.
E dove?
Nella biblioteca, contigua alla camera da letto del signor Leavenworth. Abbiamo forzato la porta perch eravamo assai inquieti, non avendolo visto scendere a colazione.
Forzaste la porta? Dunque la porta era chiusa a chiave?
S, signore.
Dal di dentro?
Questo non posso dirlo. Non cera chiave nella serratura.
Dove giaceva il signor Leavenworth, quando lavete trovato?
Non giaceva, signore. Era seduto al suo gran tavolo nel centro della sala, con le spalle rivolte alla camera da letto. Era piegato in avanti, col capo tra le mani.
Come era vestito?
In abito da sera, lo stesso abito che indossava a cena la sera prima.
Nessun segno di lotta nella sala?
No, signore.
Nessunarma sul pavimento o sul tavolo?
No, signore.
Nessuna ragione di supporre un tentativo di furto?
No, signore. Il signor Leavenworth aveva ancora in tasca il portafoglio e lorologio.
Interrogato sulle persone che si trovavano in casa al momento della scoperta, rispose:
Le signorine Mary ed Eleanor Leavenworth, il signor Harwell, Catherine la cuoca, Molly la cameriera delle stanze superiori e io.
Le solite persone di casa.
S, signore.
Ora, ditemi: a chi spetta chiudere le imposte per la notte?
A me, signore.
E avete chiuso voi tutto, come al solito, la notte scorsa?
Certo, signore.
E chi ha riaperto questa mattina?
Io, signore.
E come le avete trovate?
Assolutamente come le avevo lasciate.
Come? Non una finestra aperta, non una porta socchiusa?
No, signore.
A questo punto, si sarebbe potuto sentir volare una mosca. La certezza che lassassino, chiunque esso fosse, non aveva abbandonato la casa almeno fino al mattino successivo al delitto sembrava pesare su tutte le menti. Gi a cognizione del fatto, anchio, tuttavia, non potei non provare una certa emozione quando esso fu ricondotto alla mia memoria e, ponendomi in modo da poter guardare bene in faccia il maggiordomo, cercai di scoprirvi qualche indizio atto a convincermi che lui aveva parlato cos perentoriamente solo per nascondere qualche sua negligenza. Ma il volto del maggiordomo era pieno di candore e sosteneva, saldo come una roccia, gli sguardi concentrati di tutti gli astanti.
Interrogato riguardo allultima volta che aveva visto vivo il signor Leavenworth, rispose:
Laltra sera, a pranzo.
 stato per veduto anche pi tardi da qualcuno di voi?
S, signore. Il signor Harwell dice di averlo veduto alle dieci e mezzo di sera.
Quale stanza occupate in questa casa, voi?
Una cameretta a pianterreno.
E dove dormono gli altri di casa?
Quasi tutti al terzo piano. Le signorine nelle grandi stanze sul di dietro, e il signor Harwell in una stanza pi piccola sul davanti. Le ragazze dormono sopra.
Sicch, nessuno si trovava nello stesso piano del signor Leavenworth?
No, signore.
A che ora siete andato a letto?
Verso le undici, credo.
Vi ricordate di aver udito qualche rumore, in casa, prima o dopo quellora?
No, signore.
Cos che la scoperta che avete fatto questa mattina  stata una vera sorpresa per voi?
S, signore.
Richiesto di fornire qualche pi minuto particolare della scoperta, il cameriere prosegu a dire che il primo dubbio che fosse accaduto qualche cosa era sorto quando il signor Leavenworth non era sceso a colazione dopo il suono della campana. Avevano atteso un po prima di andare a chiamarlo, ma poich il tempo passava ed egli non scendeva, la signorina Eleanor, inquieta, sera decisa a uscir dalla stanza, dicendo che sarebbe andata lei a veder di che si trattava; era tornata subito, spaventata, dicendo che aveva picchiato alluscio dello zio e lo aveva anche chiamato per nome senza ottenerne risposta. Il cameriere e il signor Harwell erano saliti a loro volta, avevano cercato di aprire entrambe le porte, avendole trovate chiuse e finalmente avevano forzato la porta della biblioteca e avevano trovato il signor Leavenworth seduto al suo tavolo, morto.
E le signorine?
Oh, loro ci seguirono e quando entrarono nella stanza la signorina Eleanor svenne...
E laltra, la signorina Mary... mi pare che si chiami Maria?
Non ricordo nulla di lei. Ero occupato a cercare un po dacqua per la signorina Eleanor e non prestai attenzione allaltra signorina.
E quanto tempo trascorse prima che il signor Leavenworth fosse portato nella camera attigua?
Vi fu portato quasi immediatamente, non appena la signorina Eleanor riprese i sensi.
E chi propose che il corpo fosse portato via dal luogo dove si trovava?
Lei, signore. Non appena fu in grado di stare in piedi, si avvicin, lo guard rabbrividendo e diede incarico a me e al signor Harwell di sollevarlo, di portarlo sul letto e di andare a cercare un medico, il che fu subito fatto.
Un momento... La signorina venne con voi quando entraste nellaltra stanza?
No, signore.
E che cosa fece?
Rimase accanto al tavolo della biblioteca.
A far che cosa?
Non potei vederlo. Mi voltava le spalle.
E quanto tempo si sofferm l?
Se nera gi andata quando noi ritornammo.
Andata via dal tavolo?
Andata via dalla sala.
Uhm! E quando lavete rivista di nuovo?
Dopo un momento. Entr dalla porta della biblioteca mentre noi ne uscivamo.
Aveva nulla in mano?
Nulla, a quanto ho potuto veder io.
Vi siete accorto che dal tavolo mancasse qualche cosa?
Non mi venne neppur lidea di guardarci. Il tavolo non aveva importanza per me. Non mimportava che dandare a chiamare il medico, bench sapessi che tutto era inutile.
E chi lasciaste nella camera quando ne usciste?
La cuoca, Molly e la signorina Eleanor.
Non la signorina Mary?
No, signore.
Benissimo. I signori giurati hanno qualche domanda da rivolgere a questuomo?
Quel piccolo consesso mostr subito segni dagitazione e uno dei giurati dallaspetto molto eccitabile, che sino ad allora non aveva fatto che dimenarsi sulla sedia dando a divedere che moriva dalla voglia di interrompere il corso del procedimento, esclam:
Avrei da rivolgere qualche domanda.
Benissimo, signore! disse Thomas.
Ma mentre lomino perdeva tempo a riprender fiato, un suo collega, tronfio e pomposo che gli sedeva al fianco, colse lopportunit di prender lui la parola, con voce tonante:
Voi dite di essere ormai da due anni in questa casa. Potreste dirci se la famiglia era molto unita?
Unita?
S, affezionata, mi capite: se andavano daccordo. E linterrogante prese a baloccarsi con una grossa catena doro che gli ornava il panciotto come per mostrare al pubblico che si riteneva in diritto dottenere una risposta ben ponderata.
Il maggiordomo, impressionato forse da quei modi, si volse intorno un po imbarazzato.
S, signore, per quanto mi consta.
Le signorine erano affezionate al loro zio?
S, signore.
E luna allaltra?
S, suppongo di s... Non sta a me dirlo.
Voi supponete di s. Avete forse qualche altra ragione che potrebbe indurvi a pensarla altrimenti?
Thomas esit un istante, ma proprio mentre il suo interlocutore stava per ripetere la domanda, riprese il suo contegno sicuro e prudente e disse:
No, signore, no!
Il giurato, malgrado il suo gran sussiego, parve rispettare la reticenza di un servitore che si rifiutava di esprimere chiaramente la sua opinione su un tale argomento, e si ritrasse, facendo capire con un largo gesto della mano che non aveva altro da chiedere. Immediatamente, lomino eccitabile si rifece vivo, chiedendo senza esitazione:
A che ora avete aperto le imposte della casa, questa mattina?
Circa le sei.
Non potrebbe qualcuno aver lasciato la casa dopo quellora, senza che voi lo vedeste?
Thomas volse titubante uno sguardo verso gli altri servitori, ma rispose prontamente e quasi senza riserva:
Non credo che sarebbe stato possibile a nessuno uscir di casa questa mattina dopo le sei a insaputa mia o della cuoca. La gente non salta gi dalle finestre del secondo piano alla luce del giorno; quanto a uscir dalle porte, la porta sul davanti si chiude con un tal colpo che tutta la casa ne  scossa da cima a fondo; per la porta di servizio nessuno pu attraversare il cortile che vi conduce senza passare sotto la finestra della cucina ed esser veduto dalla cuoca. E, cos dicendo, lanci uno sguardo piuttosto malizioso allomino paonazzo che gli aveva rivolto la domanda.
Questa risposta, di natura tale da accrescere le impressioni gi prodotte nella mente degli astanti, produsse un visibile effetto. La casa era stata trovata chiusa e nessuno era stato veduto uscirne! Evidentemente non si doveva andar troppo lontano per scovar lassassino.
Dimenandosi sulla sua sedia con anche maggior eccitazione di prima, il giurato fiss i presenti, ma, accorgendosi di esser riuscito a provocare con la sua domanda un grande interessamento, comprese subito che non gli conveniva porre in pericolo il successo ottenuto e lasci il campo libero alle possibili domande di altri colleghi. Ma poich nessuno di costoro mostr di voler prender la parola, Thomas cominci a sua volta a mostrarsi un po impaziente e, volgendosi rispettosamente alla giuria, domand:
Questi signori hanno altro da chiedermi?
Non ottenendo risposta, il maggiordomo lanci uno sguardo di soddisfazione verso il gruppo dei suoi colleghi; poi, tra la meraviglia generale prodotta dal suo mutamento di contegno, con grande sollecitudine, con un senso di sollievo di cui non seppi in quel momento rendermi conto, si ritir.
Ma il testimone seguente era nientemeno che Harwell, e io dimenticai presto Thomas e i dubbi che avevano suscitato in me le ultime mosse del maggiordomo, per interessarmi completamente dellescussione di un testimone di tanta importanza qual era il segretario, il braccio destro del povero signor Leavenworth.
Avanzandosi con la calma e la sicurezza di un uomo che ha compreso che la vita e la morte dipendono dalle parole che  chiamato a profferire, Harwell prese posto dinanzi alla giuria con una dignit non solo impressionante in se stessa, ma anche ammirevole e sorprendente per me che di lui avevo ricevuto non troppo buona impressione nel primo colloquio. Privo di ogni carattere veramente distinto e piacevole nei lineamenti, come ho gi detto, tipo duomo, anzi, molto comune e riconoscibilissimo, col viso pallido e regolare, i capelli neri ben pettinati, le basette, in questoccasione egli si mostrava perfettamente padrone di s. Nulla di notevole in lui, fuor che una grande concentrazione nello sguardo e una certa solennit nel portamento.
Il magistrato inquirente gli rivolse immediatamente la parola:
Il vostro nome?
James Truman Harwell.
La vostra professione?
Ho occupato il posto di segretario particolare del signor Leavenworth negli ultimi otto mesi.
Voi siete la persona che ha veduto per ultima da vivo il signor Leavenworth, non  vero?
Il giovane lev il capo con un gesto altero, che quasi lo trasfigur.
No davvero, perch non sono stato io a ucciderlo!
La risposta, che sembrava voler dare una certa lievit a un dibattito della cui estrema seriet tutti cominciavano ormai a esser compresi, produsse un immediato senso di antipatia per luomo che aveva avuto il coraggio di rispondere a quel modo. Un mormorio di disapprovazione si diffuse per la sala. In un attimo Harwell parve perdere tutto quello che aveva guadagnato col suo atteggiamento sicuro e il suo sguardo sereno.
Intendo dire esclam il magistrato inquirente, evidentemente sorpreso dalla illazione che il giovane si era permesso di trarre dalla sua prima domanda che voi siete lultima persona che ha veduto la vittima prima che essa venisse uccisa da un individuo ancora ignoto.
Il segretario incroci le braccia, o per nascondere un certo tremito da cui era stato colto, o per guadagnar tempo e riflettere. Finalmente rispose:
Non posso rispondere n s, n no. Con ogni probabilit io sono stato lultimo a vederlo. Ma in una cos grande casa come la nostra, non posso essere sicuro di un fatto anche cos semplice come questo. Poi, osservando il senso dinsoddisfazione che avevano diffuso intorno le sue parole, soggiunse: Il mio dovere era di vederlo a tarda ora.
Il vostro dovere di segretario, suppongo.
Egli assent gravemente col capo.
Signor Harwell prosegu il magistrato inquirente volete spiegarci quali erano i vostri compiti di segretario... In breve, che bisogno aveva il signor Leavenworth di un assistente e come vi impiegava?
Certo. Il signor Leavenworth, come forse sapete, era uomo assai facoltoso, in rapporti con societ, club, e istituzioni dogni sorta. Essendo conosciutissimo come uomo generoso e benefico, riceveva ogni giorno numerose lettere, con richieste di sussidi, di collaborazione, e cos via, lettere che era mio compito aprire e a cui dovevo io stesso rispondere, mentre la sua corrispondenza privata portava sempre un segno che la distingueva dalla restante. Ma non  tutto. Essendosi occupato in altri tempi del commercio del t, aveva fatto pi di un viaggio in Cina e si era indotto a preparare sullargomento un libro; negli ultimi otto mesi, lo aiutavo a raccogliere e ordinare il materiale, a scrivere sotto la sua dettatura per tre ore ogni giorno; e lultima ora, di solito, era alla sera, dalle nove e mezza alle dieci e mezza. Il signor Leavenworth era uomo molto metodico e abituato a regolare la sua vita e la vita di quelli che lavoravano per lui con precisione quasi matematica.
Voi dite che eravate solito scrivere sotto la sua dettatura, la sera. Avete fatto la stessa cosa anche la sera scorsa?
S, signore.
Che cosa potete dirci del suo contegno, del suo aspetto, la sera scorsa? Erano i soliti?
Una ruga corrug la fronte del segretario.
Poich probabilmente non prevedeva la sorte che lo attendeva come sarebbero potuti esser mutati i suoi modi?
Ci diede al magistrato inquirente loccasione di vendicarsi della sconfitta subita un momento prima, sicch egli ribatt severamente:
Lobbligo dun testimone  di rispondere alle domande, non di farle!
Il segretario arross, e il conto fu pari.
 giusto. Anche se il signor Leavenworth ebbe qualche sentore della sua fine, non me lo rivel. Al contrario, mi sembr pi assorto che mai nel suo lavoro. Una delle ultime frasi che mi disse fu questa: Fra un mese potremo mandare il libro alle stampe,  vero, Truman?. Mi ricordo questo particolare perch proprio in quel momento riempiva il suo bicchiere. Beveva sempre un bicchier di vino prima di coricarsi, e io dovevo portargli la sua bottiglia di sherry prima di lasciarlo. Stavo con la mano sulla maniglia della porta, ma mi riavvicinai a quelle parole e risposi: Lo spero, signor Leavenworth. Allora prendete un bicchiere di sherry anche voi disse e mi fece cenno di andare a prendere un altro bicchiere nellarmadietto del corridoio. Obbedii al suo invito e lui stesso mi vers da bere. Non mi piace troppo, lo sherry, ma loccasione era gradevole e vuotai il mio bicchiere, dun fiato. Mi ricordo dessermi un po vergognato di questo, perch il signor Leavenworth lasci invece a mezzo il suo, e infatti lo trovammo ancor mezzo pieno questa mattina...
A questo punto il testimone parve improvvisamente sopraffatto dallorrore della tragedia. Trasse il fazzoletto di tasca e se lo pass sulla fronte. Poi prosegu:
Signori, questo fu lultimo gesto del signor Leavenworth che io abbia visto. Posato che egli ebbe il bicchiere sulla tavola, gli augurai la buona notte e uscii dalla stanza...
Il magistrato inquirente si appoggi impassibile alla spalliera e lanci al giovane uno sguardo scrutatore.
E dove andaste?
In camera mia.
Incontraste nessuno?
Nessuno.
Avete udito o veduto nulla dinsolito?
La voce del segretario si fece un po fievole:
No, signore...
Signor Harwell, pensate bene: sareste pronto a giurare che non avete incontrato nessuno, che non avete udito o veduto nulla di anormale?
Il volto del segretario si turb, due volte egli schiuse le labbra per parlare e due volte si trattenne. Finalmente, con uno sforzo, rispose:
Ho veduto una cosa, una cosa troppo insignificante per essere ricordata, ma era insolita, e io non ho potuto far a meno di ricordarmela dopo la vostra domanda.
E che cosera?
Solo un uscio semi-aperto...
Luscio di chi?
Della signorina Eleanor. La sua voce era appena un bisbiglio.
E dove eravate voi quando osservaste questo fatto?
Non posso dirlo esattamente. Probabilmente alla porta della mia camera, perch non mi fermai mentre mi ci recavo. Se questa orrenda sciagura non fosse avvenuta, non avrei nemmeno pi ricordato il fatto.
Quando entraste nella vostra camera, ne chiudeste la porta?
S.
E a che ora vi coricaste?
Immediatamente.
E non udiste nulla prima di addormentarvi?
Ancora unindefinibile esitazione.
Quasi nulla.
Non un passo nellentrata?
Pu darsi.
Lo udiste s o no?
Non potrei giurarlo.
Ma ci pare di s.
S, credo daverlo udito. Per dir tutto, mi rammento di aver sentito un fruscio e un passo, ma non vi feci caso, mi addormentai subito dopo...
E poi?
Qualche tempo dopo mi risvegliai allimprovviso, come se qualcosa mi avesse scosso; ma se sia stato il rumore dun passo o altro, non potrei dirlo. Mi rammento dessermi sollevato sul letto, di aver volto lo sguardo intorno; ma non sentii altro, e cedendo presto alla sonnolenza che mi vinceva, mi addormentai profondamente non destandomi che questa mattina.
A questo punto, invitato a riferire come e quando egli avesse partecipato alla scoperta del delitto, non fece che confermare i particolari gi noti. Esaurito questo argomento, il magistrato inquirente gli chiese in che stato si trovasse il tavolo della biblioteca quando ne era stato rimosso il cadavere.
Sul tavolo non verano che i soliti oggetti: dei libri, della carta, e una penna in cui linchiostro si era prosciugato, oltre la caraffa e i bicchieri usati la notte.
Niente altro?
Non mi ricordo daltro.
A proposito della caraffa e dei bicchieri interloqu il giurato dalla grossa catena non avete detto che il bicchiere del signor Leavenworth fu trovato nella stessa condizione nella quale era, quando lasciaste il signor Leavenworth seduto nella sua biblioteca?
S, signore.
Eppure, egli aveva labitudine di bere un bicchiere intero?
S, signore.
Allora uninterruzione deve essere avvenuta subito dopo che voi ve ne siete andato, signor Harwell!
Un livido pallore si diffuse sul volto del giovane e parve per un attimo che egli fosse colpito da un orrendo pensiero.
Questa interferenza non  assolutamente necessaria balbett con difficolt. Il signor Leavenworth potrebbe... ma allimprovviso tacque come se fosse troppo affranto per poter continuare.
Proseguite, Harwell. Fateci sentire quel che avete ancora da dire.
Non so altro rispose Harwell con voce fievole, come in preda a una intensa emozione.
Poich non si trattava di una risposta a una domanda, ma di una specie di spiegazione spontanea, il magistrato inquirente lasci cadere largomento, ma mi accorsi che nellaula pi duno era rimasto sorpreso dallemozione del segretario e aveva cominciato a sospettare che questa emozione nascondesse qualche interessante indizio. Il magistrato inquirente, senza occuparsi n dello stato danimo del testimone, n delle impressioni degli astanti, prosegu nelle sue domande:
Sapete se la chiave della biblioteca era al suo posto o no, quando lasciaste la sala laltra notte?
Non so, non osservai.
Credete che fosse al suo posto?
Suppongo di s.
E la porta era chiusa a chiave, la mattina dopo, e la chiave scomparsa?
S, signore.
Allora colui che ha commesso il delitto deve aver chiuso la porta uscendo e deve aver portato via la chiave?
Parrebbe di s.
Il magistrato inquirente, volgendosi al collegio di giurati, esclam:
Signori, a me sembra che questa chiave costituisca un mistero che va indagato.
Un mormorio generale si diffuse immediatamente per la sala a comprovare lassenso di tutti i presenti. Il solito piccolo giurato, alzandosi, propose che si iniziasse senzaltro la ricerca di questa chiave ma, il magistrato inquirente, fulminandolo con uno sguardo, decise che linchiesta continuasse regolarmente sino a completa escussione dei testimoni.
Allora, permettetemi una domanda esclam lincorreggibile giurato. Signor Harwell, abbiamo udito che al momento in cui fu forzata la porta della biblioteca, stamane, le due nipoti del signor Leavenworth vi hanno seguito nella stanza.
Una sola di loro: la signorina Eleanor.
Quella che dicono sia lunica erede del signor Leavenworth?
No, signore: lerede  la signorina Mary.
Colei che diede gli ordini prosegu il giurato per il trasporto del cadavere nella stanza attigua?
S, signore.
Ordini cui voi obbediste, aiutando a trasportare il cadavere?
S, signore.
Ora, passando da una stanza allaltra, non osservaste nulla che potesse suscitare in voi qualche sospetto sul colpevole?
Il segretario scosse il capo.
Io non ho sospetti! disse recisamente.
Per una ragione o per laltra, sentii che non potevo prestar fede a questo ultimo asserto. Sia per il tono della voce, sia per il nervosismo con cui la sua mano si stringeva sopra una manica e la mano rivela sovente pi del volto sentii che quelluomo non era sincero nel fare quella dichiarazione.
Vorrei rivolgere una domanda al signor Harwell disse un giurato che non aveva interloquito ancora. Noi abbiamo avuto un racconto dettagliato della scoperta del delitto, ma un omicidio non  mai commesso senza motivo. Sa il segretario se il signor Leavenworth avesse qualche nemico?
Non lo so.
In casa erano tutti in buoni rapporti con lui?
S, signore... rispose con una certa titubanza nella voce.
Non unombra di dissenso tra lui e un qualche membro della famiglia, che voi sappiate?
Non son pronto a dir questo! rispose evidentemente un po turbato. Unombra  sempre una cosa molto vaga. Unombra ci pu essere stata...
Tra lui e chi?
Una lunga esitazione.
Una delle sue nipoti, signore.
Quale?
Harwell sollev ancora il capo, quasi in atto di sfida.
La signorina Eleanor.
E da quanto tempo perdura questombra?
Non potrei dirlo.
Non ne conoscete la causa?
No.
N la misura di questo dissenso?
No, signore.
Voi aprivate le lettere del signor Leavenworth?
S.
Non ne ha ricevuta egli nessuna, di recente, che voi possiate ricordarvi, atta a gettare qualche luce sul mistero?
Il segretario parve ammutolito. Stava riflettendo sulla risposta da dare, o linattesa domanda laveva impietrito?
Signor Harwell, avete udito la richiesta? chiese il magistrato inquirente.
S, signore. Stavo pensando.
Ebbene, rispondete, ora.
Signore rispose voltandosi per guardar bene in faccia il giurato e in modo che io potevo veder perfettamente la nervosit della sua mano. Ho aperto le lettere del signor Leavenworth nelle due ultime settimane e credo di poter dire che nulla si conteneva in esse che abbia riferimento alla tragedia.
Luomo mentiva. Lo compresi subito dalla sua mano, prima irresoluta, quasi ponderasse sulla bugia da dire, poi decisa.
Signor Harwell, pu darsi che voi abbiate perfettamente ragione, ma tutta la corrispondenza del signor Leavenworth dovr essere esaminata disse il magistrato inquirente.
Naturalmente rispose il segretario con noncuranza. Pi che giusto.
La testimonianza di Harwell era cos finita, ed egli si ripose a sedere, mentre io prendevo nota di quattro cose: che Harwell stesso, per qualche non confessata ragione, era conscio di un sospetto che egli era ansioso di bandire dalla sua stessa mente. Che il sospetto si riferiva a una donna, avendo egli udito un fruscio e un passo sulle scale. Che era giunta di recente in casa una lettera, la quale, se trovata, avrebbe probabilmente gettato qualche luce sul mistero. Che il nome di Eleanor Leavenworth si affacciava con difficolt alle sue labbra poich questuomo, evidentemente non impressionabile, mostrava una maggiore o minore emozione ogni volta che era costretto a pronunziarlo.
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4. UNA TRACCIA.
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Venuta la volta della cuoca, costei, che era una donnona grassoccia, benportante e vermiglia, si fece innanzi con grande sollecitudine, dando a divedere una tale lieta premura e insieme una tale ansia, che pi duno non pot trattenersi dal sorridere.
Il vostro nome?
Catherine Malone, signore.
Ebbene, Catherine, quanto tempo siete stata al servizio del signor Leavenworth?
In fede mia, saranno certo dodici mesi da che io son venuta con una raccomandazione della signora Wilson, alla porta di questa casa e...
Non occupatevi della porta di casa, ma diteci piuttosto, perch avete lasciato questa signora Wilson?
In fede mia,  stata lei che ha lasciata me, dovendo partire per lInghilterra, e, lo stesso giorno della sua partenza, con una sua raccomandazione, son venuta a battere alla porta di casa Leavenworth.
Va bene, va bene. Basta! Voi dunque siete da un anno nella famiglia del signor Leavenworth.
S, signore.
E vi siete trovata bene in questa famiglia? Avete trovato in lui un buon padrone?
Sissignore, non ho mai avuto un padrone migliore, e colga il malanno a quel delinquente che lo ha tolto dal mondo. Era buono e generoso, tanto che varie volte io ho detto ad Anna... e si ferm a un tratto con un gesto di comico terrore, volgendo lo sguardo verso gli altri servitori, come se avesse incautamente commesso un errore. Il magistrato inquirente, accortosene, si affrett a chiedere:
Anna? E chi  questa Anna?
Anna? Ma  la cameriera delle signorine, signore.
Ma qui non vedo nessuna che risponda a questo nome. Voi non ci avete parlato di nessuna Anna appartenente alla casa esclam il magistrato inquirente, rivolgendosi a Thomas.
No, signore! rispose questultimo, lanciando uno sguardo di sbieco alla cuoca, che gli era vicina. Voi mi avete domandato chi si trovava in casa al momento della scoperta del delitto e io ve lho detto...
Oh esclam il magistrato inquirente con tono satirico siete abituato ai tribunali, a quanto vedo... Poi, rivolgendosi alla cuoca, che girava gli occhi spalancati intorno alla sala, con manifesto turbamento:
E dov questa Anna?
In fede mia, signore, se n andata.
Ma da quando?
La cuoca riprese fiato, convulsamente:
Dalla notte scorsa.
A che ora, la notte scorsa?
Non lo so.
 stata licenziata?
Che io sappia, no. I suoi vestiti sono ancora qui.
Ah, i suoi vestiti sono ancora qui. E a che ora lavete perduta di vista?
Io non lho perduta di vista. Era qui la notte scorsa, non era pi qui questa mattina e per ci dico che se n andata...
Uhm! fece il magistrato inquirente, volgendo un lento sguardo intorno alla sala, mentre ognuno levava il capo a guardarlo. Dove dormiva questa ragazza?
La cuoca, che era stata occupata a giocherellare con gli angoli del grembiule per nascondere il suo imbarazzo, lev il capo. Noi tutti dormiamo in cima alla casa, signore.
In ununica stanza?
S, signore.
E questAnna  salita in camera anche lei, la notte scorsa?
S signore.
A che ora?
Erano le dieci, quando tutti siamo saliti. Ho inteso batter le ore allorologio.
E avete osservato nulla dinsolito nel suo contegno?
Aveva male ai denti, signore.
Ah, aveva male ai denti! Ditemi tutto quello che ha fatto.
Ma, a queste parole, la cuoca scoppi in lacrime e in lamentazioni.
In fede mia, non ha fatto nulla, signore. Non  stata lei a far qualcosa. Anna  una buona ragazza, e onesta... Son pronta a giurar sulla Bibbia che lei non ha messo neppur la mano alla porta del padrone. Perch lo avrebbe fatto?  scesa soltanto un momento dalla signorina Eleanor per prender qualche goccia di calmante, perch aveva male ai denti, un gran male...
Basta, basta! interruppe il magistrato inquirente. Io non accuso Anna. Solo domando che cosa fece dopo che eravate saliti nella vostra camera. Voi dite che ridiscese. Dopo quanto tempo ritorn su?
Non potrei dirlo. Ma Molly dice...
Non curatevi di quello che dice Molly. Voi non lavete vista scendere?
No, signore.
Non lavete vista tornare?
No, signore.
Non lavete neppure rivista questa mattina?
No, signore. Come avrei potuto vederla se se n andata?
Ma avete notato, laltra notte, che sembrava soffrire di mal di denti?
S, signore.
Benissimo. Ora, ditemi: come e quando siete venuta a sapere che il signor Leavenworth era morto?
Le garrule risposte della cuoca a questa domanda non furono molto informative, e il magistrato inquirente stava per congedarla, quando il piccolo giurato, ricordando unammissione da lei fatta, di aver veduto la signorina Eleanor uscire dalla porta della biblioteca pochi minuti dopo che il corpo del signor Leavenworth era stato trasportato nella stanza attigua, le domand se aveva visto se la sua padrona avesse in mano, in quel momento, qualche cosa.
Non so, signore.... Per, s... credo che avesse in mano un pezzo di carta... Mi ricordo ora di aver visto che se lo metteva in tasca...
Il testimone seguente fu Molly, la cameriera del primo piano.
Molly O Flaganan, cos si chiamava, era una bella ragazza dalle guance rosee e dai capelli neri, di circa diciotto anni, che in circostanze ordinarie non avrebbe esitato a rispondere brillantemente a qualsiasi domanda le fosse stata rivolta. Ma davanti al magistrato inquirente, in questa congiuntura, non pot dissimulare una mal celata agitazione, impallidendo alle prime parole rivoltele dal magistrato, chinando spesso il capo con aria confusa.
La sua testimonianza si rifer quasi soltanto ad Anna, a ci che sapeva di lei, e alla sua scomparsa; mi limiter perci a darne un breve riassunto.
Per quanto lei, Molly, ne sapeva, Anna era una ragazza dorigine irlandese che era venuta dalla campagna a far da cameriera e da sarta presso le signorine Leavenworth. Era venuta in casa qualche tempo prima di Molly, e bench fosse di poche parole e rifiutasse di parlare del proprio passato, era riuscita a farsi benvolere da tutti. Ma era malinconica e pensierosa e passava talvolta la notte a meditare, come se fosse stata una signora. Poich questa abitudine era assai singolare per una ragazza della sua condizione, si cerc di ottenere dalla testimone altri particolari al riguardo, ma Molly, con una scossa del capo, si limit a questunica dichiarazione. Aveva labitudine di star levata la notte, di mettersi alla finestra e di abbandonarsi cos ai suoi pensieri. Questo era tutto ci che Molly sapeva.
Invitata a parlare degli ultimi avvenimenti, Molly rifer che Anna per due giorni aveva sofferto il mal di denti e aveva avuto la faccia gonfia e che la notte scorsa il male laveva tanto tormentata, che si era alzata e si era vestita. Molly, interrogata minuziosamente su questo particolare, spieg che Anna si era vestita da capo a piedi mettendosi perfino la golettina e la cresta, aveva acceso una candela e aveva reso nota la sua intenzione di scendere dalla signorina Eleanor per chiederle un calmante.
Perch proprio dalla signorina Eleanor? domand a questo punto un giurato.
Oh, era sempre lei che dava medicine e ogni cosa alla servit!
Invitata a proseguire, Molly dichiar che questo era tutto ci che sapeva. Anna non era risalita e non era pi stato possibile rintracciarla allora della colazione.
Voi dite che aveva presa una candela disse il magistrato inquirente. Era una candela in un candeliere?
No, signore. Una candela semplice.
Ma perch aveva bisogno di una candela? Il signor Leavenworth non teneva la luce accesa nei corridoi e nellentrata?
S, signore. Ma noi spegniamo la luce quando saliamo a coricarci, e Anna ha paura del buio.
Ma se prese una candela, questa deve trovarsi in qualche posto, in casa. Nessuno ha veduto una candela?
No, per quanto sappia io, signore.
 questa qui? esclam una voce alle mie spalle.
Era Gryce, che teneva in mano e mostrava una candela stearica mezza consumata.
S, signore. Oh, dove mai lavete trovata?
Nellerba del cortile, tra la porta della cucina e la strada rispose calmo Gryce.
Sensazione. Finalmente. Una traccia! Sera trovato qualche cosa che sembrava collegare il teatro del delitto col mondo esterno. E subito la porta di servizio assunse un grande interesse. La candela trovata nel cortile sembrava provare che Anna aveva abbandonato la casa poco dopo essere discesa dalla sua stanza, e ne era uscita per quella porta lontana solo pochi passi dal cancello di ferro che dava sulla via laterale, bench Thomas, richiamato, confermasse che non solo la porta di servizio, ma anche tutte le finestre pi basse della casa erano state da lui trovate chiuse e sbarrate alle sei della mattina. Qualcuno le aveva necessariamente chiuse e sbarrate dopo la partenza della ragazza. Ma chi? Questa era ormai diventata la domanda cardinale e pi grave.
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5. DEPOSIZIONE DI UN PERITO.
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Dalla cupa apprensione in cui erano piombati, i presenti furono riscossi da un acuto squillo del campanello, e istantaneamente tutti gli occhi si volsero alla porta del salotto, la quale si apr dinanzi allagente che il magistrato inquirente, mezzora prima, aveva incaricato di una misteriosa missione. Egli era accompagnato da un giovanotto dallocchio vivo e dal comportamento serio, che aveva tutta laria di essere quello che era in realt: limpiegato di fiducia di una ditta rispettabile.
Avanzandosi senza alcun visibile imbarazzo, bench gli sguardi di tutti fossero fissi su di lui con la pi viva curiosit, egli si inchin davanti al magistrato inquirente.
Voi desideravate vedere un impiegato della ditta Bohn and Company? domand.
Bohn and Company era la ben nota ditta darmi e munizioni della Broadway.
S rispose il magistrato inquirente. Abbiamo qui un proiettile che desidero voi esaminiate. Siete al corrente, certo, di tutto quel che si riferisce a un commercio come il vostro...
Il giovanotto rispose con un semplice cenno molto espressivo, levando il capo, e poi prese quasi con indifferenza il proiettile in mano.
Potreste dirci da qual tipo di pistola il proiettile  uscito?
Il giovanotto palpeggi un momento il proiettile tra le dita, poi lo ripose sul tavolo, dicendo:
 una palla calibro trentadue, di quelle che si vendono di solito con la piccola pistola marca Smith and Wesson.
Una piccola pistola! esclam il maggiordomo balzando in piedi dalla sua seggiola. Il padrone era solito tenere una di queste pistole nel cassetto del comodino. Lho vista varie volte. Labbiamo vista tutti.
 proprio cos udii una voce esclamare lho vista una volta anchio... Il padrone stava ripulendola... Era la voce della cuoca.
Nel cassetto del comodino? domand il magistrato.
S, accanto al letto.
Un agente fu invitato a ispezionare questo comodino e torn pochi istanti dopo, portando una pistola che depose sul tavolo dinanzi al magistrato inquirente, dicendo:
Eccola!
Tutti balzarono subito in piedi, ma il magistrato porse larma allimpiegato della ditta Bohn chiedendogli se gli sembrasse della marca che aveva prima menzionato. Senza esitare questi rispose:
S, Smith and Wesson, potete vederlo da voi stesso...
Dove lavete trovata? domand il magistrato inquirente allagente.
Nel cassetto pi alto del comodino, presso il letto del signor Leavenworth. Era in un astuccio di velluto insieme a una scatola di cartucce, ed ecco qui una di queste cartucce che ho portato per campione.
Il cassetto era chiuso a chiave?
S, ma la chiave non era stata tolta dalla serratura.
Limpiegato di Bohn, estraendo il tamburo dellarma, disse:
 una pistola a sette colpi ed  completamente carica.
Ma soggiunse egli dopo aver attentamente esaminato il tamburo non  molto che  stata caricata di tutti i suoi colpi. Un proiettile  stato sparato recentemente da questa pistola.
E come fate a saperlo? esclam uno dei giurati.
Come faccio a saperlo? rispose limpiegato volgendo lo sguardo al magistrato inquirente. Volete esser cos cortese da esaminare attentamente questarma? Guardate innanzi tutto la canna.  lucida e brillante e non d certo a vedere che un proiettile vi sia passato ultimamente. Ma questo semplicemente perch  stata ripulita. Osservate ora il tamburo. Che cosa vedete?
Un po di nerofumo vicino a uno dei fori...
Proprio cos. Vi prego di passar larma a questi signori... Questa leggera traccia di nerofumo sullorlo duno dei fori  significativa. Quando si spara un colpo, resta sempre questo po di nerofumo. Chi ha sparato lultimo colpo di questa pistola si  rammentato del fatto e ha ripulito la canna, ma ha dimenticato il tamburo. E, indietreggiando dun passo, il teste incroci tranquillamente le braccia.
Perbacco! esclam una rude voce nella sala.  meraviglioso! Era la voce dun popolano che sera introdotto nella sala, e lesclamazione provoc una risata generale, che parve dare un po di tregua alla angosciosa tensione degli astanti. Rifatto il silenzio, il magistrato chiese allagente di precisare la posizione del comodino e la sua distanza dal tavolo della biblioteca.
Il tavolo della biblioteca  in una stanza e il comodino in unaltra. Per raggiungere il tavolo dal comodino, si sarebbe obbligati ad attraversare la camera da letto del signor Leavenworth in una direzione diagonale, passando per il piccolo corridoio che separa un appartamento dallaltro e...
Un momento. In che posizione si trova questo tavolo riguardo alla porta che conduce dalla camera da letto allatrio?
Si pu entrare da questa porta, girare dai piedi del letto al comodino, prendere la pistola, e tornare per il corridoio senza essere veduti da alcuno che sia seduto o in piedi nella biblioteca.
Vergine Santa! esclam la cuoca spaventata, coprendosi il capo col grembiule Anna non avrebbe mai avuto il coraggio duna cosa simile, mai, mai! Gryce, prendendo la donna per il braccio, la ricacci a sedere mentre lei continuava a gridare: Non  stata Anna, non  stata Anna!
Congedato il commesso di Bohn, fu richiamato Harwell, il quale si ripresent con manifesta riluttanza, quasi che lultimo testimone avesse sconvolta qualche sua teoria o rafforzato qualche suo sospetto.
Signor Harwell cominci il magistrato inquirente. Abbiamo sentito che il signor Leavenworth aveva una pistola, labbiamo ricercata e labbiamo trovata. Sapevate voi che egli possedesse unarma simile?
S.
La cosa era nota a tutti i familiari?
Cos pare.
Come mai? Aveva forse labitudine di lasciarla in giro, in modo che tutti la vedessero?
Non potrei dirlo. Quel che posso dirvi  come io personalmente venni a sapere dellesistenza della pistola.
Ebbene, ditecelo!
Parlavamo un giorno darmi da fuoco. Io me ne intendo alquanto e avevo sempre avuto il desiderio di possedere un revolver da tasca. Avendogli espresso questo mio desiderio, nel corso della conversazione, egli si alz, mi condusse presso il comodino e mi mostr la pistola.
Quando  stato?
Saranno alcune settimane.
Possedeva dunque la pistola da qualche tempo?
S, signore.
E questa  stata la sola occasione in cui voi lavete vista?
No ammise il segretario arrossendo. Lho veduta anche unaltra volta.
Quando?
Saranno circa tre settimane.
In quali circostanze?
Il segretario curv il capo, come con un senso di tristezza, si strinse nervosamente le mani e cominci a guardare i magistrati con uno sguardo che pareva quasi rivolgere una preghiera.
Signori esclam poi, dopo un momento di esitazione non potreste esimermi dal rispondere a questa domanda?
 impossibile! rispose il magistrato inquirente.
Il volto del segretario si fece anche pi pallido e implorante.
Sono allora costretto a fare il nome duna signora... soggiunse poi con esitanza.
Ci rincresce assai disse il magistrato inquirente.
Quello della signorina Eleanor Leavenworth! esclam il segretario.
A quel nome, pronunciato a quel modo, tutti diedero un balzo, meno Gryce, evidentemente occupato a esaminarsi attentamente le mani.
Certo,  contrario a tutte le regole di decoro e al rispetto che ognun di noi professa per la signorina portare il suo nome in questa discussione...
Il magistrato inquirente lo invit con un cenno a bandire tanta riluttanza, e Harwall prosegu allora, come cedendo alla forza maggiore:
Si tratta solo di questo... Un pomeriggio, circa tre settimane or sono, ebbi occasione di entrare nella biblioteca a unora insolita. Appressandomi al caminetto dove la mattina avevo lasciato un temperino, sentii rumore nella stanza adiacente. Sapendo che il signor Leavenworth era uscito e supponendo che le signorine fossero andate con lui, presi la libert di guardar chi fosse, e con mio grande stupore vidi la signorina Eleanor, in piedi presso il letto dello zio, con la pistola in mano. Confuso della mia indiscrezione, cercai di uscire senza essere osservato, ma invano, poich, proprio mentre ponevo il piede sulla soglia, lei si volse e, scorgendomi, mi chiam per nome, domandandomi, mentre mi avvicinavo, di spiegarle il meccanismo della pistola. Per far questo, fui obbligato naturalmente a prenderla in mano e questa  lunica altra occasione nella quale ho visto e maneggiato larma del signor Leavenworth...
Vi domand di spiegarle il meccanismo della pistola? Che intendete per questo?
Intendo rispose con un filo di voce e con un visibile sforzo per restar calmo come si carica, si punta e si spara...
Il volto di tutti i presenti parve illuminarsi come per un lampo improvviso; perfino il magistrato inquirente mostr segni di emozione e tacque per qualche momento fissando il giovane pallido e curvo con uno sguardo di compassione.
Signor Harwell domand alfine avete altro da aggiungere alla testimonianza che avete reso?
Il segretario scosse il capo tristemente.
Gryce sussurrai, scuotendo per il braccio il poliziotto assicuratemi, vi prego... Ma egli non mi lasci finire.
Il magistrato inquirente sta per interrogare le signorine mi interruppe e, se desiderate compiere il vostro dovere verso di loro, siate pronto. Ecco tutto.
Mi alzai lentamente e, udendo chiamare le signorine Leavenworth, mi avanzai dicendo che come amico della famiglia (una piccola bugia di cui spero non mi si far carico) chiedevo il privilegio di andarle a prendere e di accompagnarle da basso.
Il permesso mi fu subito accordato, e quasi prima daccorgermene mi trovai nellatrio col volto in fiamme, il cuore che mi batteva, e la voce di Gryce che mi diceva: Terzo piano, prima porta a capo delle scale. Le signorine vi aspettano.
...
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6. SPIRAGLI.
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Soffermandomi un istante sulla soglia per ricompormi, mi accinsi a battere alluscio, ma una limpida voce si fece udire dal di dentro e sentii pronunciar distintamente queste strane parole: Non accuso la tua mano, bench sappia che nessunaltra avrebbe voluto o potuto fare una cosa simile, ma accuso il tuo cuore, la tua mente, la tua volont ed  bene che tu lo sappia!...
Indietreggiai pieno dorrore, e turandomi le orecchie con le mani, ma sentii allimprovviso che qualcuno mi afferrava un braccio. Volgendomi, vidi che Gryce era al mio fianco, un dito sulle labbra:
Andiamo, andiamo sussurr. Vedo che non immaginate ancora in che razza di mondo siete capitato. Ricomponetevi e ricordatevi che gi vi attendono.
Ma chi ?... Chi  che ha parlato?
Questo lo sapremo tra poco e senza esitare egli picchi alluscio e lo spalanc, come ignaro del mio sguardo dimplorazione.
Seduta su una poltrona di velluto, ma un po sollevata, come nellatto di scagliare una potente invettiva, stava una splendida donna. Bionda, pallida, orgogliosa, delicata. Simile a un giglio nella sua veste candida, con fronte greca adorna di trecce doro, aveva una mano tremante aggrappata al bracciolo della poltrona, laltra protesa; tutto il portamento di lei era cos stupendo, e cos commovente, che io fui costretto a trattenere il respiro, domandandomi se mi trovavo davanti a una persona reale e viva o a qualche pitonessa evocata per magia fuor da un mondo antico.
Mary Leavenworth mormor la voce sempre presente alle mie spalle.
Mary Leavenworth! Io sentii immediatamente come un senso di sollievo. Quella stupenda creatura, non era dunque quella Eleanor che sapeva caricare, puntare e sparare una pistola. Volgendo il capo, seguii il gesto della mano tesa, che sembrava ora irrigidita da una nuova emozione, lemozione di una rivelazione improvvisamente interrotta e vidi... Ma no, Eleanor Leavenworth io non so descriverla, ci vorrebbero parole ben diverse dalle mie. Potrei star tutta una giornata a decantare la grazia sottile, la pallida magnificenza, la perfezione di forme e di lineamenti che facevano la meraviglia di tutti coloro che potevano ammirare Mary Leavenworth... Mi sarebbe pi facile descrivere tutti i battiti del mio cuore. Terribile, grandioso, patetico, questo volto dei volti sillumin al mio sguardo e subito la bellezza lunare della cugina impallid nella mia mente e non vidi che Eleanor, soltanto Eleanor, in quel momento e per sempre.
Lei stava presso un tavolino, rivolta alla cugina, una mano sul petto, laltra sul tavolo in un atteggiamento di vivo antagonismo. Ma prima che io mi fossi riavuto dallimpressione che la sua vista mi aveva prodotto, aveva voltato il capo, il suo sguardo aveva incontrato il mio, e invece della donna altera, tutta tesa a ricevere e a confutare linsinuazione dunaltra, io mi vidi dinanzi, ahim, una creatura umana tremante, palpitante, conscia che una spada le pendeva sul capo, incapace di impedire che questa spada cadesse e luccidesse. Volsi il capo come da una confessione, ma proprio allora la cugina, che aveva riacquistato la padronanza di s al primo tradimento dellemozione dellaltra, si avanz con la mano tesa, chiedendo:
Siete voi, signor Raymond? Molto gentile da parte vostra... e, volgendosi a Gryce: Siete venuto a dirci che ci attendono da basso, non  vero?
Era la voce che avevo udito di l dalla porta, ma modulata con una dolcezza carezzevole, avvincente.
Osservai Gryce, chiedendomi che effetto gli producesse quella voce. Evidentemente, leffetto era grande perch egli si inchin pi profondamente del solito, e il sorriso con cui egli parve rispondere allo sguardo di lei fu deferente insieme e rassicurante. Egli non guard la cugina, bench gli occhi di questa, mortalmente inquieti, lo scrutassero con angoscia e io, conoscendo Gryce come lo conoscevo, compresi che nulla poteva esser pi significativo o prometter peggio di quella sua apparente noncuranza verso una persona che sembrava riempir la stanza del suo terrore. Perci, vinto dalla piet, dimenticai che Mary Leavenworth aveva parlato, dimenticai persino la sua presenza e stavo per avvicinarmi alla cugina, quando mi sentii afferrato per un braccio da Gryce.
La signorina Leavenworth sta parlando... mi disse.
Richiamato a me stesso, mi sforzai di rispondere qualche cosa alla stupenda creatura che mi era dinanzi, le offrii il mio braccio e la condussi verso la porta. Immediatamente, la pallida, altera Mary Leavenworth mi sorrise, e lasciatemi dire che non  mai esistita una donna capace di sorridere come lei. Guardandomi con un franco e dolce invito negli occhi, mormor:
Siete molto gentile. Sento bisogno dappoggio... Il momento  cos tremendo e mia cugina qui... un lampo dapprensione balen nei suoi occhi  cos strana oggi...
Uhm! pensai tra me. Dove  andata mai la indignata pitonessa, piena di collera e di minaccia, che ho veduto entrando nella stanza? Cerca forse di allontanare i nostri sospetti modificando cos il suo contegno? O forse singanna lei stessa, tanto da credere che noi non si sia rimasti impressionati dallaccusa che abbiamo sorpreso in un momento cos critico?
Ma Eleanor Leavenworth, che si appoggiava al braccio dellinvestigatore, presto attrasse tutta la mia attenzione. Anche lei aveva riacquistato la sua compostezza, ma non cos completamente come sua cugina. Il suo passo vacillava, e la mano appoggiata al braccio di lui le tremava come una foglia. Volesse Dio che non fossi mai entrato in questa casa! pensai tra me. E tuttavia avevo appena terminato di formulare questa esclamazione interiore, che fui conscio duna segreta rivolta contro il mio stesso pensiero e fui vinto, anzi, da un senso di compiacimento che proprio a me fosse toccato di penetrare in questa tragica intimit e di sorprendere le parole che avevo sorprese e di seguire i passi incerti di Eleanor gi per le scale. Non che sentissi la minima indulgenza, ora, verso il delitto che era stato commesso, un delitto nefando. Lodio, legoismo, la cupidigia non mi erano mai parsi pi esecrandi, ma... Non  questo il momento di diffondermi sui sentimenti che mi invadevano lanimo, mentre scendevo dietro Eleanor verso la sala delladunanza, dove sedevano i rappresentanti della legge. Come passai la soglia e rividi lansiosa curiosit di tutti coloro che avevo lasciato pochi momenti prima, mi parve che nellintervallo fossero trascorsi dei secoli, tanto lanima umana  capace di sperimentare anche in pochi secondi.
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7. MARY LEAVENWORTH.
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Lingresso delle due bellissime donne nella sala fece leffetto del sole che splende sulla tenebra, uscendo allimprovviso fuor da nuvole dense. Gli adunati non poteron reprimere un mormorio di ammirazione, che per me fu spiacevole. Affrettandomi a far sedere la mia tremante compagna nel posto pi riparato che potei scovare, mi volsi a guardare la cugina, ma Eleanor, che di sopra era sembrata cos debole, non mostrava ora nessuna esitazione e nessun imbarazzo. Avanzando al braccio dellinvestigatore, guard per un istante con calma la scena che le si presentava e poi si inchin al magistrato inquirente con una grazia e una condiscendenza che parvero subito mettere il magistrato nella posizione di un ospite in quella casa di ogni eleganza. Prese la sedia che i servitori si erano dati subito premura di cercarle e di offrirle, con unaria tranquilla e sicura da regina della mondanit, e senzombra dimbarazzo per quella scena in cui tutti eravamo attori. Il mormorio cess, gli sguardi si abbassarono, un senso di rispetto si diffuse in tutti i presenti.
Anchio, impressionato comero dal suo contegno cos diverso dun momento prima, provai un senso di sollievo e fui pi che sorpreso quando, rivolgendomi alla signorina Mary che mi stava al fianco, mavvidi che i suoi sguardi erano fissi sulla cugina con unespressione interrogativa e tuttaltro che rassicurante. Timoroso delleffetto che questo sguardo poteva avere su coloro che ci attorniavano, mi affrettai a prenderle la mano che fredda e rigida pendeva su un bracciolo della sua poltrona, e stavo per invitarla a stare attenta, quando il suo nome, pronunziato dal magistrato inquirente, la scosse. Subito ritraendo lo sguardo dalla cugina, lei si volse alla giuria e vidi passare in quel momento nei suoi occhi un bagliore che richiam alla mente la pitonessa; ma fu un lampo, poi subito, con una espressione di grande modestia, si compose per rispondere alle domande del magistrato.
Ma chi potrebbe descrivere la mia ansiet? Soave come lei ora appariva, io sapevo bene che era capace di grandi collere. Avrebbe ripetuto qui i suoi sospetti? Odiava la cugina? Avrebbe avuto il coraggio di asserire in pubblico quello che aveva trovato cos facile di asserire in privato? Il suo contegno nulla faceva presagire con certezza e, nella mia ansiet, io mi volsi ancora a guardare Eleanor. Ma questa era seduta, col volto coperto dalle mani, mani cos bianche che parevano esangui.
La testimonianza di Mary Leavenworth fu breve. Dopo poche domande riferentisi al posto che occupava nella casa e ai suoi rapporti col defunto, le fu chiesto di narrare quanto sapeva del delitto e della sua scoperta da parte della cugina e dei servitori. Levando la fronte che sino ad allora sembrava non avesse conosciuto alcunombra e con una voce che, bench piana e femminile, suon sicura, rispose:
Mi rivolgete, signori, una domanda alla quale io non posso rispondere per diretta conoscenza personale. Io non so nulla del delitto o della sua scoperta, se non che quello che ho udito narrare dagli altri...
Diedi un sospiro di soddisfazione; vidi la mano di Eleanor ricaderle dal volto, e un lieve raggio di speranza splenderle nel viso per un attimo e poi dileguare, come un raggio di sole da un blocco di marmo.
Per quanto strano possa sembrarvi prosegu Mary non sono entrata nella stanza dove giaceva mio zio. Non vi ho neppure pensato, il mio solo impulso fu di fuggire da un luogo cos orribile, da una scena cos straziante. Ma Eleanor vi  entrata e lei potr dirvi...
Interrogheremo la signorina pi tardi disse il magistrato inquirente con una gentilezza insolita in lui e che dimostrava quanto la grazia e la dolcezza della donna lo avessero impressionato. Quel che vogliamo sapere  quello che voi stessa avete visto. E voi affermate, dunque, di non poterci dir nulla di ci che  avvenuto nella stanza al momento della scoperta?
No, signore.
E quello che  avvenuto nellentrata?
Nulla  avvenuto nellentrata.
I domestici non sono passati dallentrata e non vi  passata anche vostra cugina dopo essersi riavuta dallo svenimento che laveva colpita alla vista dello zio?
Gli occhi violetti di Mary si aprirono meravigliati.
S, ma questo non pu avere alcuna importanza.
Voi ricordate per che usc nellentrata?
S, signore.
Con una carta in mano?
Una carta? E lei si volse di colpo alla cugina. Avevi in mano una Carta, Eleanor?
Il momento era emozionante. Eleanor, che alla prima menzione del foglio di carta non aveva potuto reprimere un movimento visibile, sorse in piedi a questo richiamo e stava per parlare quando il magistrato inquirente, alz la mano e disse:
Non dovete rivolgere domande a vostra cugina. Diteci soltanto quello che voi stessa avete da dire.
Immediatamente Eleanor ricadde a sedere, le guance soffuse di rossore. Il magistrato inquirente ripet la domanda:
Diteci, vi prego: avete veduto se vostra cugina teneva qualche cosa in mano?
Io? No, io non ho veduto nulla.
Interrogata ancora riguardo agli eventi della notte precedente, disse di non poter gettare alcuna luce su di essi. Riconobbe che lo zio era stato un po riservato a tavola, ma non pi riservato di qualunque persona che abbia qualche pensiero o che non si senta del tutto bene. Interrogata se avesse veduto ancora lo zio, quella sera, dopo cena, disse di no e che era rimasta in camera sua e che lultima volta che aveva visto lo zio era stato la sera a capotavola durante il pasto. Questo era lultimo ricordo che serbava di lui.
Vera qualche cosa di cos toccante in questa sua rimembranza, che tutti le rivolsero uno sguardo di simpatia e che anche Gryce addolc lo sguardo con cui rimirava il calamaio. Ma Eleanor rimase immobile.
Vostro zio era in cattivi rapporti con qualcuno? Possedeva carte di valore o aveva somme di danaro nascoste?
A queste domande rispose negativamente.
Aveva incontrato in questi ultimi tempi qualche sconosciuto o ricevuto qualche lettera che possa in qualche modo gettar luce sul mistero?
Con una quasi impercettibile esitazione nella voce, lei rispose:
No, no che io sappia... ma, volgendo uno sguardo a Eleanor, vide certo qualcosa che la rassicur, perch si affrett a soggiungere:
Credo di poter essere anche pi esplicita e di poter assicurare positivamente di no. Mio zio aveva labitudine di confidarsi con me e, se gli fosse occorso qualche cosa dimportante, io lo avrei saputo.
Interrogata intorno ad Anna, ne diede le referenze migliori, ma disse di non saper nulla della sua strana sparizione e di ignorare se la cameriera avesse delle amicizie o ricevesse delle visite. Infine, interrogata riguardo alla pistola, afferm di non averla pi vista dal giorno in cui lo zio laveva comperata, perch Eleanor e non lei aveva la direzione degli appartamenti dello zio.
Questa fu la sola cosa da lei detta capace di indicare un dubbio o un sospetto segreto, ed essa sarebbe passata inavvertita, tanto era lindifferenza con la quale era stata detta, se Eleanor stessa non avesse rivolto uno sguardo dinterrogazione alla testimone. Ma era tempo che il giurato inquisitore si rifacesse vivo. Infatti egli si lev in piedi, guard ancora, come abbagliato da tanta bellezza, la signorina Mary, e domand se lei avesse attentamente riflettuto a ci che aveva detto.
Spero di far attenzione a tutto ci che dico in un momento come questo! rispose lei con energia.
Il piccolo giurato si ripose a sedere, e credevo che linterrogatorio fosse concluso, quando laltro giurato dalla imponente catena doro, allimprovviso, domand:
Signorina, vostro zio ha mai fatto testamento?
S, signore! rispose Mary con semplicit.
Pi duna volta?
Che io sappia, una volta sola.
E conoscete il contenuto di questo testamento?
S, egli non faceva mistero delle sue intenzioni con nessuno.
Il giurato la guard con maggiore attenzione.
Allora voi siete in grado di dirmi chi  destinato a ricevere il maggior vantaggio dalla morte di vostro zio?
La domanda era troppo brutale per non sollevare la disapprovazione di tutti, me compreso, ma Mary guard calma in faccia il suo inquisitore e si limit a rispondere:
Conosco soltanto chi ne avr tutti gli svantaggi: le fanciulle che egli ha circondato damore e di protezione, quando loro damore e di protezione avevano bisogno, le donne che guardavano a lui come a una guida sicura quando ladolescenza fu trascorsa. Per loro, signore, la sua morte  una perdita, a paragone della quale tutte le altre possibili perdite sono banali e indifferenti.
Signorina, la mente umana non pu far a meno di ricevere delle impressioni. Ora voi, con o senza ragione, nutrite qualche sospetto riguardo al possibile assassino di vostro zio?
Il momento era solenne. Il coraggio lavrebbe abbandonata? La sua determinazione di far da scudo alla cugina avrebbe resistito di fronte al dovere e allappello dellonest? Non osavo sperarlo.
Mary, levandosi in piedi, guard calma il magistrato e la giuria e senza alzare la voce, ma dandole una intonazione indicibilmente chiara e acuta, rispose:
No, non ho alcun sospetto, n ragione di sospettare. Lassassino di mio zio mi  assolutamente ignoto, non solo, ma io non ho idea alcuna di chi potrebbe essere.
Fu come se ci togliessero un peso dal cuore. Mentre eravamo tutti senza respiro, Mary si ritir ed Eleanor fu chiamata al suo posto.
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8. LE PROVE SI ACCUMULANO.
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E adesso che linteresse era al massimo, che il velo che ricopriva il mistero stava per esser sollevato, se non tolto del tutto, mi assal il desiderio di fuggire da quella scena, di abbandonar quel luogo, di non voler sapere pi nulla. Non che fossi conscio di avere in qualche modo paura che quella donna stesse per tradirsi. La freddezza del suo contegno ora impassibile, era garanzia sufficiente dellimpossibilit duna simile catastrofe; ma se i sospetti della cugina erano il frutto non dellodio, ma della conoscenza, se quel volto di bellezza era in verit solo una maschera, ed Eleanor era quella che le parole della cugina e le sue stesse potevano aver tradito, come sarei potuto rimaner l ad assistere alluscita del serpe dal fiore?
Volgendosi alla testimone con uno sguardo che, per quanto deferente, non mancava di austerit, il magistrato inquirente cominci:
Voi avete fatto parte della famiglia del signor Leavenworth sin dalla fanciullezza, non  vero, signorina Eleanor?
Da quando avevo dieci anni.
Era la prima volta che udivo la sua voce e ne restai sorpreso: era cos simile a quella della cugina e pure cos dissimile! Somigliante nel timbro, mancava della sua nettezza espressiva, risonava senza una vibrazione, non lasciava eco nellorecchio.
E da quel tempo siete stata trattata come una figlia, non  vero?
S, signore, come una figlia. Egli, anzi,  stato pi che un padre per noi due.
Voi e la signorina Mary siete cugine, credo. Quando  entrata lei nella famiglia?
Insieme a me. I nostri rispettivi genitori furono vittime dello stesso disastro, e, se non fosse stato per nostro zio, noi saremmo state gettate, bambine comeravamo, sul lastrico. Ma egli e qui Eleanor fece una pausa, e le labbra le tremarono ma egli, con tutta la bont del suo cuore, ci raccolse, ci adott, e ci diede quello che a entrambe mancava, un padre e una casa.
Voi dite che  stato un padre per voi e per vostra cugina, che vi ha adottate. Volete dir con questo che egli non solo vi ha circondato di tutti questi agi, ma vi ha fatto comprendere che essi vi sarebbero stati assicurati anche dopo la sua morte? In breve, che egli intendeva lasciare a voi ogni parte dei suoi beni?
No, signore. Egli mi ha fatto comprendere sin dal principio che i suoi beni sarebbero stati lasciati per testamento a mia cugina.
Vostra cugina era una parente stretta quanto voi. Non vi ha egli dato alcuna ragione per spiegarvi questa evidente parzialit?
Nessunaltra, se non il suo piacere.
Le sue risposte sino a questo punto erano state cos pronte e soddisfacenti, che una graduale fiducia sembrava aver preso il posto dei dubbi che, sin dalle prime, avevano avvolto il nome e la persona di questa donna. Ma allultima ammissione, espressa con voce calmissima, non solo i giurati, anche io stesso che avevo tanta ragione di non aver fiducia in lei, sentimmo scossi i nostri sospetti, tanto chiara suon linnocenza in quella risposta. Il magistrato inquirente prosegu:
Se vostro zio ha fatto per voi tutto quello che dite, dovevate essergli molto affezionata.
S, signore... e le sue labbra si atteggiarono a una piega risoluta.
La sua morte, allora, deve esser stata un colpo grave per voi.
Molto, molto grave.
Tanto grave da farvi perdere i sensi quando vi siete trovata in presenza del cadavere di vostro zio.
S, tanto.
E tuttavia eravate preparata a un colpo simile.
Preparata?
I domestici dicono che eravate molto agitata vedendo che vostro zio non compariva a tavola.
I domestici? La lingua pareva essersele appiccicata al palato, tanto era la difficolt con cui pronunciava le parole.
Dicono che, quando voi tornaste dalla sua stanza, eravate molto pallida.
Cominciava a comprendere che dei dubbi, se non dei sospetti, agitavano la mente delluomo che lassaliva con quelle domande? Non lavevo vista cos agitata dai memorabili istanti trascorsi in camera sua. Ma la sua diffidenza, seppure ne aveva, non si trad. Calmandosi, con un grande sforzo rispose:
La cosa non  tanto strana. Mio zio era un uomo molto metodico, e il minimo mutamento nelle sue abitudini poteva suscitare le nostre apprensioni.
Voi dunque eravate allarmata?
Sino a un certo punto, lo ero.
Signorina, chi si occupa di solito degli appartamenti privati di vostro zio?
Io stessa.
Allora, conoscete senza dubbio un certo comodino che si trova nella sua camera, con un cassetto?
S, signore.
Quanto tempo  che non avete avuto loccasione di aprire quel cassetto?
Da ieri con un tremito visibile a questa ammissione.
A che ora?
Verso mezzogiorno, a quanto mi sembra.
E cera la pistola che egli era solito tenere in quel cassetto?
Credo. Non ci ho fatto caso.
Avete girato la chiave dopo chiuso il cassetto?
S.
Avete ritirato la chiave?
No, signore.
Signorina Leavenworth, questa pistola, come forse avete osservato,  qui sulla tavola davanti a voi. Volete esaminarla? e sollevandola gliela mostr.
Se il magistrato inquirente aveva voluto sorprenderla e porla in agitazione, ci era perfettamente riuscito.
Appena vista larma micidiale, lei si ritrasse e gett un grido, subito represso.
Oh, no, no... gem allontanando larma con un gesto dorrore.
Debbo insistere a pregarvi di guardarla. Quando essa  stata trovata, era carica di tutti i suoi colpi.
La sua angoscia sembr dileguarsi.
Oh, allora... e stese la mano per prender larma.
Ma il magistrato inquirente, guardandola fisso, prosegu ancora:
 stata adoperata di recente, ma la mano che ha ripulito la canna, ha dimenticato di ripulire il tamburo, signorina.
Nessun nuovo grido, ma solo uno sguardo disperato, di desolazione; fu per cadere, ma si riprese e, alzando il capo, esclam:
E allora?
Il magistrato inquirente pos la pistola. Tutti incrociaron gli sguardi, tutti sembravano esitanti a procedere. Sentii dietro di me un tremulo sospiro e volgendomi vidi Mary Leavenworth guardare la cugina, come se cominciasse a riconoscere il fatto che altri, oltre lei, sentivano che vi era qualche cosa di inesplicato intorno a quella donna.
Infine, il magistrato inquirente riprese coraggio e continu:
Voi mi domandate: e allora? La vostra domanda mi obbliga a dirvi che nessun ladro, nessun assassino prezzolato, avrebbe usato questa pistola a scopo omicida per poi ripulirla, ricaricarla e riporla nel cassetto dal quale era stata tolta.
Eleanor non rispose, ma io vidi Gryce assentire col capo a queste parole.
No! continu il magistrato inquirente. Come sarebbe stato possibile, per una persona non abituata ad andare avanti e indietro nella camera del signor Leavenworth, entrare per la porta a cos tarda ora nella notte, sottrarre la pistola dal cassetto, attraversare lappartamento, avvicinarsi tanto a lui, come i fatti dimostrano esser stato necessario, senza costringerlo a volgere il capo da un lato, cosa che secondo la testimonianza del medico egli non pu aver fatto?
Ci attendevamo a queste parole di veder lagitazione di Eleanor. Fu invece sua cugina che si alz, gettando uno sguardo indignato tutto intorno e si accinse a parlare. Ma Eleanor, volgendosi prontamente, la invit ad aver pazienza e rispose, con voce fredda e meditata.
Voi non potete esser sicuri che le cose siano andate cos. Se mio zio stesso, per una sua qualunque ragione, avesse ieri adoperato la pistola, cosa certo possibile, se non probabile, osserveremmo i medesimi risultati e ne trarremmo le medesime conclusioni.
Il proiettile  stato estratto dal capo di vostro zio, corrisponde alle cartucce trovate nel cassetto, ed  del calibro usato con questa pistola.
Il capo le cadde tra le mani, gli occhi cercarono il pavimento, tutto il suo atteggiamento divenne scoraggiato. Il magistrato inquirente a quella vista si fece ancora pi grave:
Signorina Leavenworth, devo ora rivolgervi qualche altra domanda riguardo alla notte scorsa. Dove avete trascorso la sera?
Sola, nella mia camera.
Per, durante la sera vedeste vostro zio e vostra cugina...
No, non ho veduto pi nessuno dopo cena. Fuorch Thomas... aggiunse dopo una pausa.
E come fu che lo vedeste?
Venne a portarmi il biglietto di un signore che aveva chiesto di essere ricevuto da me.
Posso domandarvi il nome di questo signore?
Il nome sul biglietto era Le Roy Bobbins.
Il fatto sembrava abbastanza banale, ma limprovviso trasalire della signorina al mio fianco mi indusse a prenderne nota.
Quando siete nella vostra camera, avete labitudine di lasciarne luscio aperto?
No.
E perch lavete lasciato aperto laltra notte?
Avevo caldo.
Non per altra ragione?
Non ne saprei dar altra.
E quando lavete richiuso?
Prima di coricarmi.
Prima o dopo che i domestici erano saliti?
Dopo.
Avete sentito il signor Harwell, quando egli ha lasciato la biblioteca ed  salito in camera sua?
S, signore.
Quanto tempo avete lasciato luscio aperto, dopo questo fatto?
...Pochi... pochi minuti... Non potrei precisare... Eleanor questa volta rispose con precipitazione.
Non potete precisare? Ve lo siete dimenticato?
Ho dimenticato quanto tempo dopo che il signor Harwell era salito in camera sua, io ho chiuso la porta.
Pi di dieci minuti?
S.
Pi di venti?
Forse. Come era pallido il suo viso e come tremava!
Secondo le testimonianze, vostro zio  stato ucciso poco tempo dopo che il signor Harwell ebbe preso congedo da lui. Se la vostra porta era aperta, voi avreste dovuto sentire se qualcuno si recava nella sua stanza o un colpo sparato. Avete inteso nulla?
Non ho inteso nessun rumore.
Alcun rumore di nessun genere?
Nessun colpo di pistola...
Signorina Leavenworth, perdonate la mia insistenza. Nessun rumore particolare?
Ho udito chiudere una porta...
Quale porta?
Quella della biblioteca.
Quando?
Non lo so! premendosi convulsa le mani. Non lo posso dire. Perch mi fate tante domande?
Balzai in piedi. Maccorsi che vacillava e stava per perdere i sensi, ma, prima che potessi esserle vicino, si era ripresa e ricomposta.
Scusatemi disse non sono in me questa mattina. Perdonatemi. E volgendosi al magistrato inquirente: Che cosa mi chiedevate?
Vi chiedevo e la sua voce sera fatta pi grave e squillante, come se il contegno della donna deponesse contro di lei quando fu che sentiste chiudersi la porta nella biblioteca?
Non posso precisare lora, ma fu dopo che il signor Harwell era salito e prima che io chiudessi la porta mia.
E non avete sentito nessun colpo di pistola?
No!
Il magistrato inquirente diede un rapido sguardo alla giuria, i componenti della quale abbassarono gli occhi allunanimit.
Signorina Leavenworth,  stato qui riferito che Anna, una della servit, si diresse la notte scorsa verso la vostra camera per chiedervi qualche medicina. Vi  veramente venuta?
No, signore.
Quando avete saputo della sua strana sparizione?
Questa mattina prima della colazione. Molly, incontrandomi nellatrio, mi domand come stava Anna. Io trovai strana la domanda e perci la interrogai e, discorrendo, appresi che la ragazza se nera andata.
E che cosa pensaste di questo fatto?
Non seppi che cosa pensare.
Non vi pass per la testa alcun sospetto?
No.
Non collegaste il fatto con lassassinio di vostro zio?
In quel momento non sapevo ancor nulla del delitto.
E dopo?
Dopo, la possibilit che lei sapesse qualche cosa del delitto pu essermi balenata. Non saprei dirlo con certezza.
Potete dirci qualche cosa della storia di questa ragazza?
Non potrei dirvi pi di quello che vi ha detto mia cugina.
Non sapreste dirmi che cosa turbava cos le sue notti?
No, signore, non mi confidava i suoi segreti.
Allora voi non potreste neppur dire dove probabilmente si  recata uscendo da questa casa?
No, di certo.
Sono obbligato a rivolgervi unaltra domanda: foste voi a dare gli ordini per la rimozione della salma di vostro zio, da dove era stato trovato nella stanza adiacente.
Eleanor assent col capo.
Non sapete che non  lecito rimuovere il cadavere duna persona trovata uccisa se non alla presenza e dietro ordine dellautorit?
Non ho consultato in proposito la mia coscienza, ma solo i miei sentimenti.
Allora io suppongo che furono i vostri sentimenti che vi spinsero a restare in piedi presso la tavola alla quale egli  stato ucciso, invece di seguire coloro che trasportavano il corpo e vigilare che esso fosse deposto con ogni cura. O forse soggiunse con implacabile sarcasmo voi eravate in quel momento troppo interessata al foglio di carta che prendeste, per pensare ad altro?
Un foglio di carta? Chi dice che io abbia preso dal tavolo una carta qualunque? Io sono sicura di non aver preso nulla.
Un testimone ha giurato di avervi veduta chinarvi sul tavolo su cui erano parecchie carte; un altro, che, quando s imbattuto in voi, pochi minuti dopo lentrata, stavate ponendovi in tasca un pezzo di carta. La deduzione  ovvia.
Voi avete tratto le vostre deduzioni e voi dovete provare il fatto!
Il magistrato inquirente parve un po sconcertato da questa risposta, ma si riprese subito:
Vi devo domandare ancora: avete s o no preso qualche cosa dal tavolo?
Eleanor incroci le braccia e disse tranquillamente:
Rifiuto di rispondere.
Eppure  necessario che voi rispondiate!
Quando si trover in mio possesso una qualsiasi carta sospetta, allora ne potr spiegare la provenienza.
Il magistrato inquirente, a questa specie di sfida, parve perder completamente ogni indulgenza.
Non sapete esclam che questo rifiuto  punibile anche col carcere?
Lei chin il capo:
Lo so, purtroppo, sissignore!
A questo punto, Gryce alz una mano e si mise a carezzare una tendina della finestra.
E persistete ancora?
Eleanor rifiut assolutamente di rispondere e il magistrato inquirente non insist oltre. Era ormai evidente a tutti che Eleanor non solo rimaneva in una posizione di difesa, ma era perfettamente consapevole di questa posizione ed era preparata a mantenervisi. Anche la cugina, che sino ad allora aveva conservato una certa compostezza, diede segni di una violenta agitazione, come se si accorgesse che altro  accusare, altro veder laccusa farsi strada e produrre i propri effetti.
Signorina riprese il magistrato inquirente mutando linea dattacco voi avete sempre avuto libero accesso nellappartamento di vostro zio?
S, signore.
Sareste anche potuta entrare in camera sua, di notte, senza disturbarlo tanto da indurre a voltarsi verso di voi?
S e strinse angosciosamente le mani.
Signorina, la chiave della biblioteca  introvabile.
Eleanor non rispose.
Abbiamo appreso dalle precedenti testimonianze che, prima della scoperta del delitto, voi visitaste da sola la biblioteca. Volete dirci se la chiave era nella serratura?
Non cera.
Ne siete sicura?
Sicura.
Questa chiave non aveva niente di particolare nel formato e nel disegno?
Eleanor si sforz di dominare il terrore improvviso che la domanda le produceva, volse uno sguardo ai domestici, trem in tutta la persona e mormor alfine:
Era un po diversa dalle altre.
In che cosa?
Lanello della chiave era spezzato.
Ah, signori fece osservare il magistrato inquirente ai giurati locchio della chiave era spezzato!
Anche Gryce sembr far tesoro di questo particolare, perch fece un cenno dassenso col capo.
Sicch voi riconoscereste facilmente questa chiave, se la vedeste?
Lei volse al magistrato uno sguardo quasi di sorpresa, come se egli stesse realmente per mostrarle la chiave, poi, riprendendo coraggio, e vedendo che egli non le mostrava nulla, rispose:
Credo di s, signore.
Benissimo, allora disse egli facendo un cenno di congedo, volgendosi ai giurati: Signori, avete udito le testimonianze dei familiari e... A questo punto Gryce si avanz lentamente verso di lui, lo tir per un braccio mormorandogli qualche cosa allorecchio; io trattenni il respiro. Aveva ripetuto al magistrato inquirente le parole udite dinanzi alla porta? Ma uno sguardo al contegno del magistrato inquirente mi mostr subito che nulla di tanta importanza era trapelato. Il magistrato inquirente sembrava non solo stanco, ma anche un po annoiato.
Signorina disse rivolgendosi ancora alla testimone avete dichiarato di non esser stata con vostro zio la notte scorsa, di non aver visitato la sua camera. Siete pronta a ripetere questa dichiarazione?
La ripeto!
Egli guard Gryce che immediatamente trasse di tasca un fazzoletto curiosamente insudiciato.
 strano allora riprese che questo vostro fazzoletto che il signor Gryce ha ora in mano sia stato trovato stamane nella camera.
La donna lanci unesclamazione, ma mentre il volto di Mary si induriva in una specie di cupa disperazione, Eleanor rispose freddamente:
Non vedo perch la cosa sia tanto strana. Sono stata nella camera questa mattina presto.
E lavete perduto allora?
Il rossore le si diffuse in volto.
Conciato a questa maniera?
Non so nulla di questo insudiciamento. Che cosa ? Fatemelo vedere!
Un momento. Quel che desideriamo sapere  come mai esso  stato trovato nella stanza di vostro zio.
Posso avercelo lasciato giorni fa. Vi ho gi detto che ero solita entrare nella stanza. Ma prima lasciatemi vedere se il fazzoletto  proprio mio e tese la mano.
Presumo di s, visto che esso ha le vostre iniziali ricamate in un angolo riprese il magistrato inquirente, mentre Gryce consegnava il fazzoletto alla signorina.
Con voce terrorizzata, lei lo interruppe:
Queste macchie. Che cosa sono? Sembrano...
Sembrano quello che sono. Se avete mai pulito una pistola, sapete di che cosa si tratta.
Lei lasci cadere al suolo il fazzoletto e seguit a guardarlo con occhio smarrito.
Non so nulla di tutto questo...  il mio fazzoletto, ma... Non termin la frase incominciata, e ripet ancora:
Non so nulla di tutto questo...
Cos ebbe termine la sua deposizione. Fu richiamata allora Catherine, la cuoca, e le fu domandato se era lei che aveva lavato il fazzoletto.
Questo fazzoletto? S, lho lavato io, un giorno di questa settimana... e volse uno sguardo implorante alla sua padrona.
Ma in che giorno?
Oh, vorrei essermene scordata, signorina Eleanor, ma non c un fazzoletto simile in tutta la casa! Lho lavato laltro ieri.
E quando lavete stirato?
Ieri mattina.
E quando lavete rimesso nella camera della signorina?
Ieri dopopranzo, con laltra biancheria, proprio prima di cena e volgendosi a Eleanor soggiunse: Non posso non dirlo.  la verit... e si nascose il capo nel grembiule.
Queste ultime battute avevano evidentemente cos turbato Eleanor che quando il magistrato inquirente le domand, prima di congedarla definitivamente, se aveva altro da aggiungere o da chiarire, lei tese le mani quasi spasmodicamente, fece di no col capo e cadde a sedere sulla sua poltrona, svenuta. Ne segu una confusione generale, durante la quale notai che Mary non si affrettava per nulla a venire al soccorso della cugina, ma lasciava che si precipitassero verso di lei Molly e Catherine e facessero loro il necessario per farla rinvenire. Pochi momenti dopo, si era riavuta e pot esser accompagnata fuori della sala. Mentre usciva, vidi un uomo dalta statura levarsi in piedi e seguirla.
Dopo un momentaneo silenzio, ecco levarsi il piccolo giurato a proporre che linchiesta per quel giorno avesse termine. Avendo la proposta incontrato lapprovazione del magistrato inquirente, annunzi che linchiesta era rinviata alle tre del giorno dopo e preg tutti i giurati di non mancare. Pochi istanti dopo, la sala era vuota. Non eravamo rimasti che la signorina Leavenworth, Gryce ed io.
...
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9. UNA SCOPERTA.
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La signorina, che sembrava essersi trattenuta per un vago terrore di tutti e di tutto, si allontan dal mio fianco non appena si avvide che eravamo rimasti quasi soli e, ritirandosi in un angolo lontano, si abbandon al suo dolore. Volgendo perci la mia attenzione a Gryce, lo trovai occupato a contarsi le dita delle mani con unespressione preoccupata che poteva e non poteva provenire da quellattento esame che andava compiendo. Ma quando mi accostai a lui, egli, forse soddisfatto di aver constatato che il numero delle sue dita era regolare, mi accolse con un sorriso.
Ebbene gli dissi non posso biasimarvi. Avete il diritto di far quello che credete meglio, ma come ne avete avuto il cuore? Non era abbastanza compromessa, senza che ci fosse il bisogno di tirar fuori quel maledetto fazzoletto che lei forse ha e forse non ha lasciato cadere nella stanza fatale, ma che non  certo una prova che lei stessa  implicata nel delitto per quanto sia insudiciato di grasso di pistola?
Raymond egli rispose io sono stato incaricato, nella mia qualit ufficiale di detective, di investigare in questo caso misterioso e mi propongo di farlo.
Ci sintende. Io sono lultimo uomo a desiderare che voi non compiate il vostro dovere. Ma non potete avere la temerariet di affermare che questa giovane e soave creatura possa essere implicata in un delitto cos mostruoso. La semplice asserzione del sospetto di unaltra donna non dovrebbe...
Ma Gryce mi interruppe:
Voi perdete il tempo a chiacchierare quando la vostra attenzione dovrebbe esser diretta ad argomenti pi importanti. Questaltra donna, come voi chiamate uno dei pi perfetti ornamenti della societ di New York,  l che si consuma in lacrime. Andate a consolarla.
Guardandolo meravigliato, esitai un momento a compiacerlo, ma, vedendo che faceva sul serio, mi diressi verso Mary Leavenworth e mi sedetti accanto a lei. La ragazza piangeva, ma piano, quasi inconsciamente, come se in lei si mescolassero il dolore e la paura. La paura era anchessa palese e il dolore troppo naturale perch io avessi ragione di dubitare delluna e dellaltro.
Signorina Leavenworth le dissi ogni tentativo di consolazione da parte di un estraneo deve sembrare, in un momento come questo, la pi amara delle derisioni, ma cercate di farvi coraggio; considerate che un complesso di circostanze contrarie non costituisce una prova assoluta!
Scuotendosi come chi si sia ritratto dallorlo dun precipizio proprio mentre la caduta sembra inevitabile, volse gli occhi su di me con uno sguardo lento e intelligente, uno sguardo insolito in una donna cos tenera e bella.
No mormor non costituisce sempre la prova assoluta, ma Eleanor non lo sa. Lei  cos ostinata che non pu vedere che una cosa alla volta. Ha posto il capo in un laccio e... mi afferr in una pausa il braccio come in una morsa appassionata credete che ci sia qualche pericolo? Vorranno... ma non pot continuare.
Signorina mormorai, lanciando unocchiata verso linvestigatore che cosa volete dire?
Mary aveva immediatamente seguito il mio sguardo, e il suo contegno mut allimprovviso.
Vostra cugina continuai come se non mi fossi accorto di nulla pu essere ostinata, ma non capisco che cosa vogliate dire affermando che Eleanor ha posto il capo in un laccio...
Voglio dir questo rispose con fermezza che, consapevole o no, ella ha risposto alle domande che le sono state rivolte in modo che tutti quelli che lhanno udita possono aver motivo di credere che ne sappia molto di pi di quello che ha detto. Ha agito e il tono della sua voce era basso, ma cos distinto da potersi udire in ogni angolo della sala come se fosse ansiosa di nascondere qualche cosa, mentre non  vero, io sono sicura che non  vero. Fra Eleanor e me non c troppa armonia, ma nulla al mondo potrebbe indurmi a credere che lei sappia intorno al delitto pi di quanto ne sappia io. Non potrebbe qualcuno, magari voi, dirle che il suo modo di contenersi  un errore, capace di suscitare dei sospetti e che ne ha gi suscitati? Oh, diteglielo voi, da parte mia, che un cumulo di circostanze non costituisce una prova, come avete detto a me adesso.
Io la guardavo col pi grande stupore. Che mirabile attrice era questa donna!
Mi chiedete di dirle questo. Ma non sarebbe meglio che glielo diceste voi stessa?
Eleanor ed io non siamo in confidenza.
Era una cosa che non avevo certo difficolt a credere, eppure ero imbarazzato. Vera qualcosa di incomprensibile, infatti, in tutto il suo contegno. Non sapendo che altro dire, esclamai:
Che peccato! Dovreste esser voi a dirle che la via della franchezza  la migliore.
Mary si rimise a piangere:
Ah, perch mai questa orribile sventura  capitata a me che sono stata sempre tanto felice!
Forse proprio per la ragione che siete stata sempre tanto felice.
Non bastava che il povero zio morisse in questo modo orrendo, ci voleva anche che mia cugina fosse accusata di...
Le toccai leggermente un braccio, e questo parve farla ritornare in s. Si morse le labbra e cess di parlare.
Signorina sussurrai voi dovreste essere pi fiduciosa. Credo, in verit, che vi preoccupiate troppo. Se non accade nulla di nuovo, non credo che una qualche piccola manchevolezza, che vostra cugina abbia commesso, possa esserle di tanto danno!
Pronunziai queste parole semplicemente per vedere se lei avesse realmente da temer qualche cosa dal futuro e ne fui ampiamente ricompensato.
Qualche cosa di nuovo? Come potrebbe accadere qualche cosa di nuovo se  completamente innocente?
Ma un pensiero improvviso sembr balenarle alla mente:
Signor Raymond disse volgendosi e facendosi pi vicino a me, tanto che il suo mantello profumato mi sfior il ginocchio perch non mi hanno rivolto altre domande? Io avrei potuto dire che Eleanor, la notte scorsa, non ha mai lasciato la sua stanza...
Davvero? Che cosa pensar mai di questa donna?
S, la mia camera  pi vicina al pianerottolo, che la sua. Se lei fosse scesa, sarebbe dovuta passare dinanzi alla mia porta, e io lavrei intesa, non vi pare?
Non  proprio detto feci tristemente. Non potreste fornire altre ragioni?
Potrei dire qualunque cosa fosse necessario dire.
Indietreggiai. Cos questa donna avrebbe potuto mentire per salvare sua cugina; aveva mentito durante linchiesta, e allora gliene ero stato grato, ora invece ero semplicemente inorridito.
Nessun motivo esclamai pu valere contro la propria coscienza, nulla, neppur la salvezza di una persona che non  poi troppo amata.
No? ribatt Mary con un tremito sulle labbra, e un lungo sospiro. Non ho creduto di dir nulla di male... Non pensate troppo male di me.
No, no dissi, e qualsiasi altro uomo avrebbe detto lo stesso.
Non so quali altre parole avremmo continuato a scambiarci, perch, proprio in quel momento, la porta si apr ed entr un uomo nel quale riconobbi colui che aveva seguito Eleanor pochi momenti prima.
Signor Gryce disse egli soffermandosi sulla soglia potrei dirvi una parola?
Linvestigatore assent col capo, ma non si affrett a compiacere la richiesta. Invece si alz, si rec allaltra estremit della stanza, sollev il coperchio dun calamaio a portata di mano, vi borbott dentro qualche parola dopo averlo scrutato ben bene e poi lo richiuse. Il mio primo impulso fu quello di andare a guardare anchio nel calamaio, quasi a sorprendervi le confidenze di cui Gryce lo aveva onorato, ma contenni questo impulso assurdo e mi contentai di ammirare il contegno rispettoso con cui laltro poliziotto attendeva il suo capo.
Ebbene disse questultimo finalmente riavvicinandosi. Che c di nuovo?
Luomo invit con un cenno Gryce a uscire dalla sala e quando essi furono nellatrio e ci volsero le spalle, la loro conversazione divenne un bisbiglio indistinto. Mi volsi alla mia compagna. Era pallida, ma composta.
 forse venuto per Eleanor?
Non so... ma lo temo... Non potrebbe darsi che vostra cugina avesse in suo possesso qualche cosa che desidera nascondere?
Allora voi pensate che lei cerchi di nascondere qualche foglietto?
Non dico questo. Ma avete inteso quanto si  detto di un foglietto?
Non troveranno alcuna carta, n altro di sospetto, in possesso di Eleanor! In primo luogo, non vi era nessuna carta cos importante che qualcuno dovesse pensare a nasconderla... A questo punto vidi la figura di Gryce irrigidirsi. Non avrei dovuto saperlo? Non ero la confidente di mio zio?
Forse non cera nulla che voi non sappiate. Ma non potrebbe darsi che Eleanor fosse a conoscenza di qualche cosa?
Non cera niente da conoscere, signor Raymond. Noi vivevamo la vita pi metodica e familiare e, per mia parte, non comprendo perch si debba andar tanto a pensare a dei segreti. Mio zio  stato indubbiamente ucciso da un ladro volgare, a scopo di furto. Che nulla sia stato rubato non significa che il ladro non sia entrato in casa. Che le porte e le finestre siano state chiuse, potete voi crederlo sulla sola parola dun servitore? Io credo che lassassino appartenga a una di quelle bande di scassinatori per le quali entrar nelle case  facilissimo e voi, anche voi, dovreste convincervi che questa  la sola spiegazione possibile, se non per lonore della famiglia, almeno e qui mi guard con un lungo sguardo dei suoi tenerissimi occhi almeno per compiacenza verso di me.
Gryce a questo punto si fece vivo, dicendomi:
Signor Raymond, volete venir qui un momento, per favore?
Lieto di sfuggire a una situazione piuttosto imbarazzante, mi affrettai a obbedire:
Che cosa  accaduto di nuovo? domandai.
Ci proponiamo di ammettervi alla nostra confidenza mormor Gryce. Scusatemi, il signor Raymond, il signor Fobbs.
Minchinai alluomo che mi era presentato e attesi con un certo imbarazzo, perch consideravo istintivamente quelluomo come una specie di spia.
 una cosa duna certa importanza prosegu Gryce e non occorre vi dica che ve la riferir in via confidenziale. Fobbs, proseguite il vostro racconto.
Latteggiamento di questo Fobbs parve mutare ad un tratto.
Egli assunse unaria di grande importanza, si pose una grossa mano sul cuore e continu:
Incaricato dal signor Gryce di seguire i movimenti della signorina Eleanor Leavenworth, lasciai questa sala subito dietro di lei, e la seguii con le due domestiche che laccompagnarono, per la scala che conduce ai suoi appartamenti. Qui giunti...
Qui, dove? interruppe Gryce.
Nella sua camera.
Dov situata?
In cima alla scala.
Ma quella non  la sua camera. Continuate.
Non  la sua camera? Allora quello che lei cercava era il caminetto! e si batt una mano sul ginocchio.
Il caminetto?
Scusate. Fatemi proseguire la mia storia. Non sembrava che si curasse molto di me, bench io le fossi proprio dietro. Fu solo quando giungemmo alla porta della camera... che non  la sua camera, che lei si volse a congedare le domestiche e parve accorgersi desser seguita. Guardandomi con aria sostenuta, ma anche con una espressione di paziente sopportazione, entr nella stanza lasciando la porta semiaperta dietro di s, con una cortesia che non saprei abbastanza lodare...
Non potei nascondere un gesto di malumore di cui luomo si accorse, e fu forse per questo che quello raggentil il tono sarcastico che il suo racconto andava assumendo.
Per non perderla di vista, e per compier cos il mio dovere, non scorgevo altra via che di entrare nella stanza. Perci ve la seguii e mi accomodai su una sedia in un angolo. Lei mi lanci unocchiata e cominci a passeggiare avanti e indietro con una inquietudine alla quale io sono abbastanza abituato. Finalmente, sost proprio in mezzo alla camera. Portatemi un bicchier dacqua! Presto! Mi sento svenire unaltra volta. L, su quel tavolino in quellangolo! Per darle il bicchiere dacqua era necessario che io passassi dietro uno specchio, alto quasi sino al soffitto, e naturalmente esitai. Ma lei si volse, mi guard e, credete a me, anche voi vi sareste affrettato a compiacerla...
Avanti, avanti! esclam Gryce con impazienza.
Proseguo subito. Fui costretto dunque a celarmi alla sua vista per un attimo, ma questattimo bast perch, quando ricomparvi col bicchiere in mano, lei fosse inginocchiata davanti al caminetto, discosta dal luogo dove lavevo lasciata. Stava frugando nella cintura del vestito come se tenesse nascosta qualche cosa di cui fosse ansiosa di sbarazzarsi. Io losservai attentamente mentre le porgevo il bicchiere, ma teneva gli occhi fissi sulla grata, con uno sguardo che non rammentavo di aver mai visto a nessuno e mostrava di non accorgersi di me. Bevve un sorso, mi restitu il bicchiere e tese le mani sul fuoco. Ho tanto freddo! mormor Ho tanto freddo! E credo che avesse freddo veramente. Rabbrividiva. Nel caminetto non cerano che poche brace, e quando mi accorsi che frugava ancora nel vestito, dubitai maggiormente delle sue intenzioni, mi feci pi vicino dun passo e vidi allora che gettava qualche cosa oltre la grata, qualche cosa che produsse del rumore cadendo. Subito sospettando di che si trattava, stavo per intervenire quando lei si lev, afferr il secchio del carbone che era presso il caminetto e lo rovesci sulla brace. Voglio una bella fiammata grid una bella fiammata! Ma non  questo davvero il modo di ottenerla, esclamai, e senzaltro mi misi a rimettere il carbone nel secchio, a pezzo a pezzo, finch...
Finch? interruppi, vedendo che Gryce scambiava col suo accolito un rapido sguardo.
Finch non trovai questo e, aprendo la sua grossa mano, Fobbs mi mostr una chiave dallanello spezzato.
...
.
...
10. GRYCE RICEVE NUOVO IMPULSO.
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...
Questa scoperta fu tremenda per me. Dunque era vero. Eleanor, la bella, laffascinante era... Non ebbi la forza di finir la frase neppure nel segreto del mio cuore.
Mi sembrate sorpreso disse Gryce, osservando curiosamente la chiave. Io no. Una donna non teme, non arrossisce, non si contraddice e non sviene per nulla, specialmente una donna come la signorina Leavenworth!
Una donna capace di commettere un delitto simile sarebbe lultima ad arrossire, tremare e svenire ribattei. Ma fatemi un po vedere questa chiave.
Egli me la porse.
 quella che noi cercavamo. Non c dubbio possibile!
Gliela restituii, ribattendo ancora:
Se Eleanor dichiara di essere innocente, io le credo!
Egli mi guard con grande stupore.
Avete molta fiducia nelle donne disse sorridendo. Vi auguro di trovarne una che meriti questa fiducia.
A questo non risposi e segu tra noi un breve silenzio, interrotto da Gryce.
Vi  solo una cosa da fare... Fobbs, pregate la signorina di scendere. Non allarmatela. Guardate soltanto che scenda nel salotto. Fobbs usc, e io stavo per tornare da Mary, quando egli mi trattenne.
State qui, anzi venite con me! Tra pochi istanti lei scender.  meglio che la vediate.
Esitai, ma lidea di vedere ancora Eleanor ebbe il sopravvento. Dicendogli di attendermi, mi avvicinai di nuovo a Mary per farle le mie scuse.
Che c? Che cosa  avvenuto? mi chiese con ansia.
Nulla di preoccupante per voi. Non allarmatevi! Ma il mio volto mi tradiva.
 accaduto certo qualche cosa.
Vostra cugina sta per scendere.
Qui?
No, in salotto.
Non capisco. Tutto  cos orribile e nessuno mi vuol dir nulla!
Prego Dio che non ci sia nulla da dirvi e, giudicando dalla fiducia che voi avete in vostra cugina, nulla ci sar. Fatevi animo, dunque, e state sicura che io vi terr informata di qualunque cosa accada che voi dobbiate conoscere.
E volgendole ancora uno sguardo rassicurante, presi congedo da lei e seguii Gryce nel salotto, dove, di l a poco, Eleanor fece il suo ingresso. Pi languida di prima, ma ancora altera, Eleanor si fece innanzi lentamente e, incontrando il mio sguardo, mi fece un lieve inchino.
Sono stata chiamata qui disse volgendosi esclusivamente a Gryce da un uomo che credo sia un vostro subalterno. Se  cos, vi prego di non indugiare a farmi conoscere quel che desiderate, perch sono affranta e ho estremo bisogno di riposo.
Signorina disse Gryce stropicciandosi le mani e guardando con aria paterna la maniglia della porta mi duole assai di dovervi recar disturbo, ma il fatto  che desidero chiedervi...
Ma lei lo interruppe:
Si tratta forse della chiave che questuomo mi ha senza dubbio veduto gettare nel caminetto.
Precisamente.
In questo caso, io mi rifiuto di rispondere a ogni domanda. Non ho nulla da dire su questo argomento, se non questo e lo guard fisso con uno sguardo pieno insieme di dolore e di fermezza che egli ha ragione di avervi detto che io avevo la chiave nascosta su di me e che ho cercato di farla sparire tra le ceneri del caminetto.
Tuttavia, signorina...
Ma Eleanor si era gi ritratta verso la porta.
Vi prego di scusarmi: nessun vostro argomento potrebbe scuotere la mia determinazione. Quindi usc tranquillamente dalla sala, non senza aver rivolto uno sguardo nella mia direzione.
Per un momento, Gryce la guard con grande interesse; poi si inchin in atto domaggio quasi sino a terra, e, in tutta fretta, la segu. Io mero appena riavuto dalla sorpresa di questo movimento, quando un lieve passo si ud nellatrio, e Mary, rossa e ansiosa, fu accanto a me.
Che  avvenuto? Che cosa ha detto Eleanor?
Ahim risposi non ha detto nulla. Questo  il guaio, signorina. Vostra cugina si ostina in una reticenza veramente penosa su certi punti. Dovrebbe capire che se si ostina a comportarsi a questo modo...
Che cosa?
Dovrebbe capire che non potr sottrarsi agli effetti delle sue reticenze.
Per un momento mi guard spaventata e incredula, poi si lasci cadere su una poltrona e portandosi le mani agli occhi, grid:
Oh, perch siamo venute al mondo? Perch continuiamo a vivere? Perch non siamo morte con coloro che ci hanno dato la luce?
Davanti a una simile angoscia, mi sarebbe stato difficile tacere.
Cara signorina dissi non c alcun motivo per tanta disperazione. Il futuro si presenta tenebroso, ma non impenetrabile. Vostra cugina intender ragione, e spiegandosi...
Ma lei, sorda alle mie parole, sera levata in piedi in un atteggiamento quasi da impaurire.
Altre donne, al posto mio, diventerebbero pazze, pazze, pazze!
La osservavo con stupore sempre crescente. Credevo di comprendere ci che voleva dire. Immaginava di essere stata lei a fornire una traccia, di aver gettato lei il primo sospetto su sua cugina e che il fato che incombeva sulle loro teste lei stessa lo avesse provocato. Cercai di calmarla, ma i miei sforzi furono vani perch, tutta assorta nel suo strazio, Mary mi porgeva ben poca attenzione. Persuaso finalmente che non potevo far nulla per lei, mi accinsi ad andarmene, ma il mio movimento parve riscuoterla.
Mi dispiace di dover andare dissi senza esser riuscito a tranquillizzarvi. Credetemi, sono veramente desideroso di porgervi tutta la mia assistenza. Posso mandarvi qualcuno? Qualche signora parente o amica?  triste per me lasciarvi sola in una casa cos, in circostanze simili...
Ma voi supponete esclam che io intenda rimaner qui? Ci morrei. Qui questa notte? E le sue spalle furono percorse da un brivido.
Non  necessario che facciate questo! disse una blanda voce dietro di noi.
Mi volsi a Gryce che non solo era dietro di noi, ma doveva aver sorpreso almeno parte della nostra conversazione. Seduto comodamente in una poltrona presso la porta, una mano in tasca, laltra occupata a carezzare il bracciolo della poltrona, egli sorrideva verso di noi, come per chiederci scusa della sua intrusione e per assicurarci che non laveva commessa con malizia.
Tutto sar perfettamente custodito. Voi potete assentarvi con piena fiducia!
Mi attendevo di vederla risentita per quella interruzione, ma invece Mary manifest una certa soddisfazione nel vedere che linvestigatore era l con noi. Traendomi un po in disparte, mi sussurr:
Credete che il signor Gryce sia molto intelligente?
Ma risposi con una certa cautela dovrebbe esserlo, visto il posto che occupa. Le autorit, evidentemente, ripongono in lui molta fiducia...
Allora scostandosi da me con precipitazione, lei attravers la stanza e si rivolse a Gryce.
Signore disse so che avete un gran talento, che siete capace di scovare un delinquente in mezzo a una folla e che nulla pu sfuggire alla vostra penetrazione. E giacch  cos, abbiate piet di due misere orfane, private del loro protettore, del loro custode, e usate tutta la vostra accortezza e tutto il vostro acume per scoprire il vero autore di questo delitto nefando! Sarebbe folle da parte mia cercar di nascondere a voi il fatto che mia cugina nella sua deposizione ha dato motivo di qualche sospetto, ma dichiaro qui, dinanzi a voi, che la credo innocente come me stessa. Ve ne supplico, volgete gli occhi della giustizia dallinnocente al colpevole, cercate il vero colpevole! Non pu essere stato che un delinquente comune, un ladro qualunque. Non potrete voi assicurarlo alla giustizia?
Il suo atteggiamento era cos toccante e implorante, che io vidi Gryce sforzarsi per reprimere una palese emozione, bench il suo sguardo non cessasse di fissare una caffettiera che era su una consolle.
Voi dovete scovarlo, voi solo lo potete! lei continu. Anna, la cameriera che  scomparsa, deve saper tutto. Ricercatela, fate tutto quello che  in vostro potere. Tutto quello che posseggo  a vostra disposizione. Sono disposta a offrire la pi generosa ricompensa a colui che scoprir lautore di questo infame delitto...
Gryce si lev lentamente.
Non ho bisogno rispose di un appello cos commovente per essere incitato a compiere tutto il mio dovere in questo caso. Lorgoglio personale e professionale mi  di pungolo sufficiente, ma poich mi avete onorato esprimendo i vostri desideri, non vi nascondo che, da questo momento, mi sento anche pi interessato di prima nellaffare tenebroso in cui ci troviamo impigliati. Tutto quel che un uomo mortale pu fare, io lo far e se da qui a un mese io non verr da voi a esigere il premio che mettete, vorr dire che Ebenezer Gryce non  pi lui.
Ed Eleanor?
Non facciamo nomi concluse egli con un lieve cenno evasivo.
Pochi momenti dopo, io lasciavo la casa con la signorina Mary, perch lei mi aveva pregato di accompagnarla dalla sua amica signora Gilbert presso la quale aveva deciso di rifugiarsi. Lungo la strada, nella vettura che Gryce stesso ci aveva provveduto gentilmente, osservai che la mia compagna volgeva spesso indietro uno sguardo pieno di rammarico, come dolente di aver abbandonato sua cugina, ma questa espressione si mut presto in una grande ansia, quasi che lei temesse di veder a un tratto spuntare qualche fisionomia ingrata da qualche angolo della strada. Ad ogni momento, si poneva allo sportello e scrutava fuori, e questa angosciosa apprensione non parve calmarsi che quando imboccammo la Trentesima Strada. Allora le ritorn anche il colorito naturale e, volgendosi verso di me, mi chiese il favore di darle un lapis e un pezzo di carta. Le porsi luno e laltra e lei si mise a scrivere qualche riga mentre io mi meravigliavo che per questo scopo avesse scelto un momento e un luogo simile.
Voglio spedire questo biglietto mi disse, rileggendo le righe quasi illeggibili che aveva scribacchiato. Potreste far fermare un istante la vettura, mentre io scrivo lindirizzo.
La contentai e, un momento dopo, il foglietto, che io avevo strappato dal mio taccuino, era piegato, indirizzato, affrancato con un francobollo che lei aveva tolto dalla sua borsetta.
Questa lettera ha unapparenza molto curiosa disse, riponendosi sul grembo il biglietto in modo che io non potessi vederne lindirizzo.
Perch, allora, non aspettate fino a che siate arrivata a destinazione per suggellarla convenientemente e impostarla con comodo?
Perch ho fretta. Voglio impostarla subito. Guardate, vi  proprio una cassetta postale qui allangolo. Fate fermare unaltra volta, ve ne prego.
Posso imbucarla io per voi? chiesi porgendo la mano.
Lei fece di no col capo e, senza neppure attendere che le porgessi aiuto, apr lo sportello della vettura dalla sua parte e balz a terra. Prima di impostare la lettera, si guard intorno sospettosamente, ma, imbucatala, parve pi lieta e fiduciosa di quanto mai lavessi veduta e quando, di l a poco, si volse a salutarmi di fronte alla casa dellamica, mi porse la mano con una disinvoltura quasi allegra, invitandomi a farle una visita il giorno dopo, per informarla del proseguimento dellinchiesta.
Non ho alcun ritegno a dire che passai tutta la serata nel ricapitolare le deposizioni udite durante linchiesta, cercando di conciliare tutto quello che avevo udito con una teoria la quale escludesse la colpevolezza di Eleanor. Presi un foglio di carta e gettai gi una piccola lista dei motivi di sospetto che potevano addursi contro di lei:
1. Il suo ultimo disaccordo con lo zio, secondo la deposizione di Harwell.
2. La misteriosa scomparsa di una delle domestiche.
3. Laccusa formulata dalla cugina, ma udita, per, solo da Gryce e da me.
4. La sua tergiversazione riguardo al fazzoletto, insudiciato dal grasso della pistola, trovato nella stanza della tragedia.
5. Il suo rifiuto di parlare riguardo al foglio da lei sottratto, probabilmente, dal tavolo del signor Leavenworth dopo la rimozione del cadavere.
6. La chiave della biblioteca scoperta in suo possesso.
Elenco inquietante assai dissi, riesaminandolo, e mi affrettai a buttar gi, dallaltro lato del foglio, alcune note esplicative:
1. Disaccordi e controversie tra parenti son cosa comune, mentre  ben raro che essi conducano al delitto.
2. La scomparsa di Anna non deponeva in un senso pi che in un altro.
3. Se laccusa privata di Mary contro la cugina era importante e convincente, la sua dichiarazione pubblica che lei non conosceva e neppur sospettava chi potesse essere lautore del delitto era altrettanto importante e convincente. Certo, la prima aveva il vantaggio di essere stata fatta spontaneamente, ma era altrettanto vero che era stata pronunciata in un momento di eccitazione, senza previsione delle conseguenze e forse senza una doverosa considerazione dei fatti.
5. Un uomo o una donna innocente, sotto lincubo del terrore, pu contraddirsi e confondersi facilmente riguardo a fatti che sembrano incriminarli.
6. Ma la chiave! Che cosa potevo mai dire? Nulla. In possesso di quella chiave, e ostinata a non spiegar niente, Eleanor restava per forza sotto il peso di un sospetto che anchio, cos avverso a crederla colpevole, ero costretto ad ammettere.
Giunto a questo punto, mi cacciai il foglio in tasca e presi ledizione serale dellExpress. Il mio sguardo cadde subito su questi titoli cubitali:
IL CELEBRE MILIONARIO LEAVENWORTH, TROVATO UCCISO NELLA SUA STANZA. NESSUNA TRACCIA DELLASSASSINO.
PARTICOLARI MISTERIOSI.
Per fortuna non era ancora stato fatto il suo nome! Ma domani? Mi ricordai dello sguardo di Gryce nellatto di mostrarmi la chiave e inorridii. Lei deve essere innocente, non pu essere altrimenti ripetevo tra me; poi mi chiedevo, al contrario, quali prove avessi della sua innocenza. La sua bellezza sola! Rattristato, gettai il giornale e scesi le scale nella speranza di trovar gi il fattorino che mi consegnasse il telegramma che attendevo dal signor Veeley. Per una strana combinazione, mimbattei proprio nel fattorino e, preso il dispaccio, laprii subito. Era del direttore dellalbergo dove Veeley aveva preso alloggio e diceva cos:
WASHINGTON. EVERETT RAYMOND.
VEELEY  QUI AMMALATO. NON MOSTRATOGLI TELEGRAMMA PER TIMORE CONSEGUENZE.
MOSTRER APPENA CONSIGLIABILE.
LOWORTY.
Rientrai, pensieroso. Perch questo improvviso senso di sollievo? Avevo dunque inconsciamente temuto il ritorno del mio collega anziano? Eppure, chi altri avrebbe potuto conoscere meglio i segreti di quella famiglia? Chi altri avrebbe potuto mettermi sulla buona traccia? Era possibile che io, Raymond, esitassi a conoscere la verit in ogni caso? No, questo non si doveva dire. Rimessomi a sedere, trassi fuori di nuovo il mio memorandum e mi riposi a studiarlo e scrissi di fronte al numero sei la parola SOSPETTO a grossi caratteri. Ecco, nessuno doveva dire che io ero uomo da lasciarmi accecare da un bel volto di donna. Ma, malgrado ogni cosa, mi trovai a mormorare. Se lei si dichiara innocente, io le credo. A tal punto noi siamo le creature delle nostre predilezioni.
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11. LA CHIAMATA.
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I giornali del mattino contenevano del delitto un resoconto pi particolareggiato dei giornali della sera e, scorrendo il resoconto delle testimonianze rese allinchiesta, con unansia quasi febbrile, mi accorsi che non accennavano a quello che pi temevo. Anna, la cameriera scomparsa, era menzionata come la probabile complice dellassassino, se non come la stessa assassina, ma Eleanor non era nominata. Lultimo paragrafo del Times diceva:
La polizia  gi sulla traccia della ragazza scomparsa
e nellHerald lessi la notizia seguente:
Un premio generoso sar dato dai parenti di Orace Leavenworth a chi potr fornire notizie della dimora di Anna Chester, allontanatasi dalla casa del defunto la sera del 4 marzo. La suddetta  di origine irlandese, ha venticinque anni e pu essere riconosciuta da questi segni particolari: statura alta, capelli biondo-scuri con tendenza al rosso, lineamenti delicati, mani piccole ma sciupate, piedi grandi, di un tipo pi grossolano delle mani. Indossava, lultima volta che fu veduta, un abito a piccoli scacchi bianchi e neri e si crede sia uscita avvolta in un vecchio scialle verde. Ha sul polso destro la cicatrice di una grande bruciatura e due piccole cicatrici di vaiolo su una tempia.
Questo paragrafo volse i miei pensieri in unaltra direzione.  curioso quanto poco io mi fossi preoccupato di questa ragazza; eppure, a pensarci bene, era proprio la sua testimonianza che avrebbe potuto chiarire il mistero! Non potevo esser daccordo con coloro che la credevano personalmente implicata nel delitto. Una complice, consapevole del pericolo cui andava incontro, non avrebbe esitato ad andarsene ben fornita di tutto il suo danaro: invece, lispezione eseguita nella camera di Anna aveva dimostrato il contrario. Ma se, daltra parte, lei si fosse trovata faccia a faccia con lassassino mentre egli stava compiendo il suo misfatto, non se ne sarebbe andata via dalla casa senza metterla a rumore in modo da farsi sentire dalle signorine, una delle quali aveva la porta aperta? Il primo impulso duna ragazza innocente sarebbe stato di gridare, eppure nessun grido era stato udito. Che cosa si doveva pensare allora? Che la persona veduta da lei era una persona conosciuta, una persona di sua fiducia? Io non volevo prender sul serio questa possibilit e perci, lasciato il giornale, cercai di non pensar pi al delitto, almeno sino a quando altri fatti fossero venuti a mia conoscenza, sui quali poter basare una teoria. Ma chi pu controllare i propri pensieri agitati? Per tutta la mattina, continuai a essere assillato dal problema e lo considerai da ogni lato possibile, giungendo sempre alluna o allaltra di queste conclusioni: Anna doveva esser trovata, o Eleanor doveva spiegare quando e in che modo la chiave della biblioteca era venuta in suo possesso.
Alle due, mi mossi dallo studio per recarmi ad assistere al proseguimento dellinchiesta, ma, avendo trovato degli amici per la strada, feci tardi e giunsi a casa Leavenworth quando il verdetto era gi stato pronunciato. Questo mi dispiacque perch avevo perduto loccasione di vedere Eleanor, la quale si era ritirata non appena sciolta la giuria. Ma potei vedere il signor Harwell e da lui potei sapere che il verdetto era stato questo: Ucciso da un colpo di pistola sparato da mano ignota. Il risultato dellinchiesta fu per me di gran sollievo. Temevo peggio e non potei esimermi dal notare che il segretario, bench molto pallido, condivideva la mia soddisfazione.
Quel che mi diede meno sollievo fu il fatto, presto comunicatomi, che Gryce e alcuni suoi agenti avevano abbandonato la casa non appena conosciuto il verdetto. Gryce non era uomo da dimenticare un affare come questo fino a che vi fosse qualcosa di inesplicato. Meditava forse qualche azione decisiva? Un po allarmato, stavo per uscire in fretta dalla casa per andare a cercare qualche informazione sulle intenzioni di Gryce, quando vidi sollevarsi il tendaggio duna finestra al terreno dun edificio dirimpetto e vidi dietro il tendaggio apparire il volto di Fobbs. Questa vista mi accert che non avevo torto nel pensare che Gryce era entrato in lotta e non potei fare a meno di provare una certa compassione per la povera signorina, evidentemente posta sotto sorveglianza. Tornai indietro e scrissi un biglietto per lei, nel quale, come rappresentante del signor Veeley, le offrivo i miei servigi, in caso di improvvisa emergenza, aggiungendo che ero sempre in casa dalle sei alle otto. Fatto questo, mi mossi per recarmi a trovare la signorina Mary, secondo la promessa che le avevo fatto, di andarla a visitare in casa della sua amica.
Fui fatto passare in un salotto e mi trovai presto in presenza di colei che cercavo.
Oh esclam Mary, vedendomi, quasi con un grido di benvenuto cominciavo a pensare di essere stata dimenticata! e mi tese la mano impulsivamente, soggiungendo: Che notizie mi portate?
Un verdetto di omicidio.
I suoi occhi rimasero interrogativi.
Perpetrato da ignoti.
Mi parve che mostrasse un certo sollievo.
E se ne sono tutti andati?
Non ho trovato che la gente di casa.
Allora ogni disturbo  finito, non  vero?
Percorsi la stanza con lo sguardo.
Qui non c nessuno esclam.
Esitavo ancora, ma finalmente mi volsi e dissi:
Non voglio n offendervi, n allarmarvi, ma penso che sia vostro dovere rientrare in casa stasera.
Perch? balbett. Vi  qualche ragione che lo consigli? Non sapete che io non posso restare nella stessa casa con Eleanor?
Non so questo e non posso fermarmi a considerare le ragioni di ci che mi dite. Eleanor  vostra cugina,  stata allevata insieme con voi come una sorella. Non sta bene, da parte vostra, che voi la abbandoniate in un momento di necessit. Vi accorgerete che ho ragione di consigliarvi a riflettere un momento, senza passione...
Senza passione?...  un po difficile, nelle circostanze attuali esclam con ironia.
Ma prima che io le rispondessi, assunse un tono pi dolce, mi domand se veramente credevo che dovesse rientrare in casa, e, avendole io confermato il mio consiglio e detto che, pi presto si fosse decisa, meglio sarebbe stato, parve sul punto di cedere. A un tratto, scoppiando in singhiozzi, cominci a gridare che le chiedevo limpossibile e che la mia richiesta era crudele.
Mi ritrassi, addolorato.
Perdonatemi dissi sono forse andato un po troppo oltre. Voi avete senza dubbio altri amici pi in grado di consigliarvi...
Mary si volse di scatto.
Gli amici di cui parlate non farebbero che inchinarsi e implorarmi di fare tutto quello che mi piace. Solo voi avete avuto il coraggio quasi di darmi un ordine, di impormi di fare quel che credete giusto che io faccia.
Scusatemi ancora. Io non ordino: prego.
Cominci a passeggiare su e gi per il salotto, tutta agitata. Poi disse:
Voi non capite bene limportanza di quello che mi imponete. La stessa atmosfera di quella casa  per me deleteria. Ma perch Eleanor non potrebbe venire qui? So che la signora Gilbert ne sarebbe contentissima, e io rimarrei in camera mia e non avremmo occasione di incontrarci.
Dimenticate che un altro dovere vi aspetta in casa vostra. Domani dovranno aver luogo i funerali di vostro zio!
Ah, s, povero zio!
Voi siete a capo della casa e lunica persona che ha il dovere di rendere il tributo estremo a un uomo che ha fatto tanto per voi...
Mary ebbe uno strano sguardo negli occhi.
 vero mormor. Ebbene, voglio esser degna della buona opinione che avete di me, signor Raymond; ritorner da mia cugina.
Mi sentii meglio e le presi una mano, dicendole:
Possa vostra cugina non aver mai bisogno del conforto che voi certo non le farete mancare se la sorte lo richieder. La sua mano abbandon la mia.
Intendo fare il mio dovere rispose.
Mentre rifacevo la strada, mimbattei in un giovane magro e vestito allultima moda, il quale mi lanci uno sguardo indagatore. Poich egli portava il suo sgargiante vestito un po troppo ostentamente per un gentiluomo autentico e poich avevo un vago ricordo di averlo veduto allinchiesta, immaginai senzaltro che fosse uno degli agenti di Gryce e mavviai per il viale. Ma qual non fu la mia sorpresa di trovare, al primo angolo, unaltra persona che, mentre ostentava di attendere una vettura, mi lanci uno sguardo pieno di viva curiosit. Poich questultimo era evidentemente un gentiluomo autentico, fui seccato e, accostatomi a lui, gli domandai se trovava nella mia fisionomia qualche cosa che lo interessasse tanto da darmi delle occhiate cos indagatrici.
Trovo semplicemente che la vostra fisionomia sia molto simpatica! egli rispose, e fattomi un perfetto inchino, si allontan tranquillamente.
Irritato, rimasi qualche momento a guardarlo, cercando di capire chi e che cosa potesse essere. Non solo era un signore, ma anche un gran signore, dai lineamenti duna nobilt straordinaria e dal portamento distintissimo. Poteva essere sulla quarantina e doveva certo aver conosciuto la vita, ma il suo sguardo e i suoi lineamenti non rivelavano in lui lannoiato, il blas.
Non ha certo nulla a che fare con la polizia pensai n  proprio certo che mi conosca e prenda interesse agli affari miei, ma, a ogni buon conto, non me lo dimenticher.
Lattesa chiamata di Eleanor mi giunse verso le otto di sera. Mi fu portata da Thomas e diceva: Venite subito per carit. Io la frase era troncata, come se la penna le fosse caduta di mano.
Non posi tempo in mezzo e corsi da lei.
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12. ELEANOR.
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La porta mi fu aperta da Molly, che nellintrodurmi disse:
Troverete la signorina nel salotto, signore.
Dinanzi alluscio, mi soffermai un minuto ad ascoltare. Tutto era silenzio. Schiusi luscio, sollevai i tendaggi. Seduta sotto la luce duna sola lampada che faceva scintillare il suo abito di seta, Eleanor stava quasi immobile, pallidissima, e sembrava limmagine vivente di Psiche, tanto era rigida e apparentemente insensibile a ogni suono, a ogni rumore: silenziosa figura della disperazione.
Esitavo a inoltrarmi, quando le sue mani si mossero, i suoi occhi si addolcirono, tutta la sua persona parve rivivere, e lei si precipit verso di me con un grido di soddisfazione.
Signorina Leavenworth! gridai, sorpreso al suono della mia stessa voce.
Eleanor si port le mani al volto, come se il mondo e tutto quello che aveva per un momento dimenticato, le ritornasse alla memoria in un colpo solo.
Che c mai?
Non sapete? grid. Si comincia a dire che io... Non pot proseguire. Si port la mano alla gola. Leggete! disse alfine e mi indic un giornale che giaceva in terra.
Mi chinai e raccolsi il giornale, LEvening Telegram. Mi bast uno sguardo per vedere ci a cui lei si era riferita. Lessi i caratteri cubitali:
LAFFARE LEAVENWORTH. ULTIMI PARTICOLARI DEL DELITTO. GRAVI INDIZI CONTRO UN MEMBRO DELLA FAMIGLIA. LA PI BELLA DONNA DI NEW YORK SOSPETTATA. LA STORIA DI ELEANOR LEAVENWORTH.
Che vuol dire tutto questo? balbettai. Ma che cosa vuol dire? Il mondo  dunque impazzito? e i suoi occhi mi fissavano, come se lei non trovasse possibile comprendere a pieno loltraggio che le era stato fatto.
Io scossi il capo, incapace di rispondere.
Accusar me! me mormor. Io che amavo anche il suolo sul quale egli camminava, che mi sarei volentieri gettata tra lui e larma puntata contro di lui, solo che avessi saputo del pericolo che lo minacciava! Oh, non  unaccusa che mi lanciano,  una pugnalata nel cuore!
Capace finalmente di pronunciare qualche parola, dissi dopo una pausa:
Sembra che siate stata colpita da una grande sorpresa; signorina, non avete dunque previsto leffetto delle reticenze in cui avete voluto ostinarvi? Conoscete tanto poco la natura umana, da immaginare che, nella vostra posizione, avreste potuto serbare il silenzio riguardo a un solo particolare del delitto, senza suscitare lantagonismo della gente, per non dir nulla dei sospetti della polizia? Quando sfidaste il magistrato inquirente a trovare una qualunque carta sospetta in vostro possesso, quando rifiutaste di dire al signor Gryce in che modo eravate giunta in possesso della chiave?
Lei si ritrasse, come oppressa dalle mie parole.
Tacete! sussurr, guardandosi intorno con occhi smarriti. Talvolta penso che le mura stesse abbiano orecchi e che le ombre ascoltino...
Ah ripresi speravate forse di nascondere al mondo quello che  noto agli investigatori?
Non rispose.
Signorina Leavenworth proseguii temo che voi non comprendiate la vostra posizione. Cercate di considerare le cose per un momento, come se voi non ci entraste, cercate di comprendere da voi stessa la necessit di spiegazioni.
Ma io non posso spiegare.
Non potete?
Oh, dubitereste forse di me anche voi? Io pensavo che voi... Non avrei mai sognato... Adesso comprendo, voi non avete avuto fiducia in me neppure dal principio! Le apparenze contro di me sono state troppo forti. E ora sono dimenticata e abbandonata. E cadde inerte come in preda alla vergogna e allumiliazione.
Signorina Leavenworth! esclamai non sono che un uomo e non posso vedervi cos disperata! Ditemi che siete innocente e vi creder senza tener conto delle apparenze.
Eleanor si lev, magnifica.
Chi mi guarda in volto pu forse accusarmi dessere colpevole?
Io feci di no col capo.
Volete delle altre prove? e si precipit, tremante, verso la porta. Venite, dunque, venite! e i suoi occhi fiammeggiavano nellinvito.
Spaventato, commosso, cercai di trattenerla, ma lei era gi nel vestibolo. Correndole dietro, pieno di un timore che non osavo esprimere, mi trovai ai piedi delle scale, ma lei ne era gi in cima, e la vidi eretta e nobile alla porta della camera dello zio.
Venite! grid ancora, ma questa volta con voce pi ferma e quasi con un tono di reverenza. Apr la porta ed entr.
Soffocando lo stupore, entrai anchio. Non vera luce, nella camera della morte, ma la lampada del vestibolo la riempiva dun bagliore fantasmagorico, e a quel bagliore la scorsi inginocchiata accanto al letto, la testa chinata sul morto, una mano posata sul petto di lui.
Avete detto che se avessi proclamato la mia innocenza mi avreste creduta esclam levando il capo mentre entravo. Guardate! e ponendo la guancia sulla pallida fronte del suo benefattore, la baci, poi volgendosi di nuovo, grid: Potrei far questo se fossi colpevole? Non mi si gelerebbe lalito sulle labbra, non mi si fermerebbe il sangue nelle vene, la vita non mi sfuggirebbe dal cuore? Figlia di un padre amato e rispettato, credete voi che una donna che si fosse macchiata di un simile delitto potrebbe far questo? e inginocchiandosi, si appoggi sul cadavere guardandomi con uno sguardo che nessuna espressione potrebbe dipingere, nessuna lingua descrivere.
Un tempo prosegu si usava dire che un cadavere avrebbe sanguinato, se lomicida lo avesse toccato. Che cosa avverrebbe qui, se io, la sua diletta, carica dei suoi benefizi, ornata dei suoi gioielli, riscaldata dai suoi baci, fossi quella che mi accusano di essere? Il corpo del morto oltraggiato non mi respingerebbe?
Non avevo la forza di rispondere dinanzi a una scena simile.
Oh lei continu se c un Dio in cielo che ama la giustizia e condanna liniquit, che Egli mi ascolti! Se io col pensiero o con lazione, con intenzione o senza, sono stata lo strumento che ha condotto la morte su questo capo adorato, se anche solo lombra della colpa, non dico la sostanza, posa sul mio cuore e sulle mie deboli mani di donna, possa la collera del cielo far essa le sue vendette e la colpevole non possa mai pi rialzarsi dal petto del morto!
Un silenzio terribile segu a questa invocazione. A poco a poco, fu come se il mio chiuso cuore si riaprisse, e il mio interessamento, la mia piet, la mia tenerezza traboccassero; mi piegai su di lei e le presi la mano.
Allora voi non mi credete macchiata di questo delitto? sussurr, e pareva che il sorriso che le illuminava il volto non provenisse dalle sue labbra, ma emanasse da una profonda pace interiore.
Delitto! Delitto! mormorai quasi inconsapevolmente.
No, non esiste uomo che possa accusarmi di nulla, qui!
Per tutta risposta, io le presi la mano che tenevo tra le mie e la appoggiai al petto del morto. Lentamente, con gratitudine lei lev il capo, mormorando:
Ora venga pure la battaglia! Esiste almeno una persona che crede in me, a dispetto di ogni apparenza.
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13. IL PROBLEMA.
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Quando ridiscendemmo nel salotto, la prima cosa che videro i nostri occhi fu Mary, che stava avvolta in un lungo mantello, nel centro della stanza. Era arrivata durante la nostra assenza e ci aveva attesi, la testa alta, il portamento fiero. Guardandola, compresi quanto imbarazzante dovesse essere lincontro di quelle due donne e mi sarei congedato se qualcosa nellatteggiamento di Mary non me lo avesse impedito. Nello stesso tempo, deciso a cogliere loccasione per cercar di fare opera conciliatrice tra loro, mi inoltrai e inchinandomi a Mary, dissi:
Vostra cugina  pienamente riuscita in quello che voi desiderate tanto, a convincermi della sua piena innocenza. Sono ora pronto a unirmi con tutto il cuore e tutte le mie forze al signor Gryce per la ricerca del vero colpevole.
Avrei creduto che bastasse a chiunque di guardare in viso Eleanor Leavenworth per convincersi della sua innocenza rispose Mary, e alzando il capo con un gesto fierissimo, fiss i suoi occhi nei miei.
Sentii il sangue salirmi al volto, ma prima che potessi aprir bocca, riprese:
 duro per una fanciulla delicata e allevata nellamore e negli agi e abituata solo alle adulazioni e alle pi sincere espressioni di riguardo, essere obbligata ad assicurare il mondo della sua innocenza rispetto a un delitto orrendo. Eleanor ha tutta la mia simpatia e, liberandosi con un rapido gesto del mantello, gett per la prima volta unocchiata alla cugina.
Subito Eleanor si avanz come per sostenere quello sguardo, e compresi che per una ragione o unaltra, il momento aveva una importanza che non ero in grado di misurare. Vedere due donne cos splendide in evidente antagonismo era gi di per s uno spettacolo. Ma vi era qualche cosa di pi: lo scontro delle pi acute passioni che travolgono lanima umana. Eleanor fu la prima a riaversi e, con quella fredda alterigia che io avevo quasi dimenticato vedendola in preda a pi dolci emozioni, esclam:
Vi  qualche cosa di meglio della simpatia, ed  la giustizia! e si volse come per andarsene. Parler con voi in unaltra sala, signor Raymond.
Ma Mary, balzando innanzi, lafferr rudemente per un braccio:
No, tu devi parlare con me. Ho qualche cosa da dirti, Eleanor. E ricollocandosi nel centro della stanza, attese.
Guardai Eleanor, capii che veramente la mia presenza era di troppo e mi affrettai a ritirarmi. Per dieci lunghi minuti passeggiai avanti e indietro per il salotto, in preda a mille dubbi e congetture. Qual era mai il segreto di quella casa? Che cosa aveva dato origine al dissidio tra le due cugine? Non era certo cosa doggi o di ieri.
Nessuna fiamma improvvisa avrebbe potuto produrre un calore intenso come quello di cui ero stato proprio allora testimone. Per trovar lorigine di un dissidio cos profondo, bisognava risalire, certo, a molto tempo prima del delitto.
I tendaggi del salotto a un tratto si sollevarono e potei udire distintamente la voce di Mary:
Dopo questo, non possiamo pi vivere sotto lo stesso tetto. Domani, o tu o io troveremo unaltra casa e, rossa e tremante, fece qualche passo nel vestibolo avvicinandosi a me. Ma, scorgendomi, mut subito portamento, tutto il suo orgoglio parve dissolversi e stendendo le mani quasi a implorarmi di non guardarla, fugg via e sal la scala piangendo.
Ero ancora sotto limpressione di questa scena, quando i tendaggi del salotto si sollevarono ancora, ed Eleanor entr nella stanza dove mi trovavo. Pallida, ma calma, non mostrando alcun segno della lotta che aveva allora allora sostenuto, se non unombra di stanchezza intorno agli occhi, si sedette al mio fianco, cos diversa da quella che avevo veduta al mio primo entrare, che non potei fare a meno di stupirmene. Era come una donna nuova, forte e rassegnata, una grande regina, vinta ma non affranta e ancor piena di sicurezza.
Ditemi a che punto sono. Fatemi conoscere il peggio. Temo di non aver ancora compreso del tutto la mia posizione.
Lieto di sentirle dire questo, mi affrettai a compiacerla e cominciai a spiegarle il caso quale esso si presentava a una persona senza prevenzioni di sorta, insistendo sui motivi di sospetto insorti contro di lei e che forse a lei stessa sembravano di minima importanza e facilmente spiegabili. Cercai infine di farle riconoscere limportanza della sua decisione e terminai con un appello. Perch non si confidava con me?
Ma credevo che voi foste pago di quel che sapete.
Ne sono pago, ma non sono che uno, e io desidero che tutti siano convinti come sono convinto io.
Temo che questo non potr mai accadere disse con tristezza. Il sospetto  tenace e ricade sempre dove  caduto una volta. Il mio nome  macchiato per sempre.
E voi vi sottometterete a questo, quando una sola parola...
Penso che ogni parola mia non farebbe differenza alcuna, ora.
Volsi il capo altrove, perch mi era ribalenata alla memoria la visione di Fobbs, nascosto dietro le tendine della casa di fronte.
Se la cosa si presenta tanto male come voi dite,  assai difficile che Gryce tenga in qualche conto una mia spiegazione o una mia interpretazione del delitto.
Gryce sarebbe lieto di sapere in che modo voi vi siete procurata quella chiave, se non altro perch la sua inchiesta si potrebbe volgere nella direzione giusta.
Eleanor non rispose, e un grosso peso ricominci a gravarmi il cuore.
Varrebbe dunque la pena proseguii di soddisfarlo, e bench questo forse possa compromettere qualcuno che desiderate proteggere...
Lei si lev in fiamme.
Non dir mai come sono venuta in possesso di quella chiave! e rimettendosi a sedere, si strinse le mani come in una morsa risoluta. Anche se tutti coloro che mi amano dovessero supplicarmi in ginocchio di fare questa rivelazione, anche se il peggio avvenisse, io non parler mai.
Allora dissi io risoluto a non svelare il mio pensiero segreto, ma egualmente risoluto a scoprire, se possibile, il motivo del suo silenzio allora voi desiderate contrastare la causa della giustizia?...
Eleanor tacque, immobile.
Signorina soggiunsi la vostra ostinazione nel coprire un altro a costo del vostro buon nome  senza dubbio cosa generosa, ma i vostri amici e tutti coloro che vogliono difendere la causa della giustizia non possono accettare questo sacrificio. Se non volete aiutarci, dovremo fare senza il vostro aiuto. Anche se voi foste stata solo la figlia adottiva dellamico del signor Veeley, questo sarebbe bastato a incoraggiarmi a dare tutto me stesso per la vostra difesa, ma dopo la scena cui ho assistito dianzi, dopo la trionfale assicurazione che mi avete offerto, non solo della vostra innocenza, ma del vostro orrore del delitto e delle sue conseguenze, non sarei un uomo se non mi sacrificassi fino allultimo per il vostro buon nome.
E che cosa mi proponete di fare? chiese lei dopo un attimo di silenzio.
Mi propongo di liberarvi definitivamente da ogni sospetto, di scovare e di rivelare al mondo il vero colpevole.
Maspettavo di vederla indietreggiare, tanto ero diventato ormai persuaso riguardo la personalit del vero colpevole, ma invece lei incroci le braccia e rispose:
Dubito assai che voi riusciate a far questo, signor Raymond.
Dubitate che io riesca a scovarlo o che io riesca a metterlo nelle mani della giustizia?
Dubito che nessuno mai riuscir a sapere chi  il vero colpevole in questo caso.
Vi  una persona che sa.
Una?
Quella ragazza, Anna, deve saper tutto del mistero di quella notte. Troviamo Anna e avremo trovata colei che potr indicarci lassassino del vostro povero zio.
Questa  una semplice supposizione mormor, ma mi accorsi che il colpo aveva prodotto il suo effetto.
Vostra cugina ha offerto un premio generoso per chi ritrover quella ragazza, e certo molta gente si  gi messa alla sua ricerca. Tra una settimana lavremo rintracciata.
Il suo atteggiamento e la sua espressione mutarono.
Quella ragazza non potr essermi di alcun aiuto.
Vi  forse qualcun altro che potrebbe esservi daiuto?
Eleanor volse lentamente il capo.
Signorina proseguii, accalorandomi voi non avete un fratello che vi possa difendere, una madre che vi possa guidare, lasciate che io vi supplichi, in mancanza di amici pi cari e di parenti pi prossimi, di confidare in me almeno fino a dirmi una cosa.
E che cosa?
Se avete preso dal tavolo della biblioteca quella carta che vi si incolpa di aver preso.
Lei non rispose subito, ma guard lungamente e intensamente dinanzi a s, nel vuoto, come se stesse soppesando la mia domanda e la risposta. Poi si volse verso di me:
Rispondendovi, vi parlo in tutta confidenza. Signor Raymond, lho presa.
Non voglio chiedervi che cosa era questa carta, ma ditemi, almeno, ancora questo: quella carta esiste ancora?
No.
Pu sembrare una crudelt da parte mia esercitar su voi tante pressioni in un momento come questo. Nulla, se non la consapevolezza del pericolo in cui vi trovate, potrebbe indurmi a recarvi dispiacere, rivolgendovi domande che potranno sembrarvi puerili od offensive. Mi avete detto una cosa che desideravo ardentemente sapere; volete anche dirmi che cosa avete udito quella notte mentre eravate nella vostra camera, tra il momento in cui il signor Harwell saliva le scale e il momento in cui udiste chiudere la porta della biblioteca?
Avevo spinto troppo oltre le mie domande e me ne accorsi subito.
Signor Raymond lei rispose spinta dal desiderio di non sembrarvi del tutto ingrata, mi sono indotta a rispondere in tutta segretezza a una delle vostre domande. Ma basta, non chiedetemi altro...
Colpito al cuore dal suo sguardo di rimprovero, le assicurai con tristezza che avrei rispettato il suo desiderio.
Intendo fare tutto quello che mi sar possibile per scoprire il vero autore del delitto! dissi. Questo  un sacro dovere che mi sento obbligato a compiere, ma non vi rivolger pi domande n appelli. Quello che sar fatto, sar fatto senza il vostro aiuto e, se riuscir nella mia impresa, non vi domander altro premio che questo, che voi riconosciate che i miei motivi sono stati puri e le mie azioni disinteressate.
Sono pronta a riconoscer tutto questo sin da oggi! afferm, guardandomi con uno sguardo dangoscia. Ma, ditemi, signor Raymond, non potreste lasciare le cose come sono? Non domando aiuto o piuttosto non ne ho bisogno...
Il colpevole non deve approfittare della generosit dellinnocente. La mano che ha inferto quel colpo sciagurato non deve poi anche disonorare una donna e toglierle la sua felicit. Far quel che mi sar possibile, signorina.
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14. GRYCE A CASA SUA.
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La mattina dopo mi posi alla ricerca di Gryce con la migliore determinazione di non lasciarmi abbattere dai primi disappunti, n scoraggiare dai primi insuccessi. Limportante per me era di salvare Eleanor Leavenworth; e per far questo mi era necessario tutto il mio sangue freddo. Il mio maggior timore era che le cose giungessero a un punto decisivo prima che io potessi assicurarmi il diritto o loccasione di intervenirvi, ma il fatto che i funerali del signor Leavenworth erano annunciati per quel giorno mera di sollievo: conoscendo Gryce, ero sicuro che egli non sarebbe ricorso a misure estreme prima della triste cerimonia.
Non sono certo di aver avuto allora unidea esatta di quello che dovesse esser la dimora di un investigatore, ma quando mi trovai dinanzi al casamento di mattoni, a tre piani, dalle persiane semichiuse e dalle tende immacolatamente bianche dove mi avevano detto che Gryce abitava, mi parve che la casa rispondesse abbastanza bene al carattere del suo principale inquilino.
Un giovanotto pallido e dai ciuffi di capelli rossastri spioventi sulle orecchie, rispose alla mia scampanellata piuttosto nervosa, e, con una specie di smorfia che avrebbe voluto dir no, ma diceva s, soddisfece il mio desiderio di sapere se il signor Gryce fosse in casa.
Il mio nome  Raymond, e desidero vederlo.
Il giovane, dopo avermi squadrato da capo a piedi, mi indic una porta in cima alle scale, e io mi affrettai a salire, bussai ed entrai. Gryce stava curvo sopra una vecchia scrivania. Appena mi vide, diede in una esclamazione:
Benissimo, che onore! e venendomi incontro, apr e richiuse subito di colpo lo sportello di una enorme stufa che occupava il centro della stanza. Che freddo oggi, eh?
Davvero. Ma ho avuto poco tempo per pensare ai rigori della stagione. La mia ansia riguardo a questo delitto...
Certo egli rispose interrompendomi e gettando uno sguardo alla stufa  un affare alquanto imbrogliato. Ma forse non  tanto imbrogliato per voi. Mi pare che abbiate da comunicarmi qualche cosa.
S, ma dubito che sia quello che voi vi aspettate. Gryce, da che vi ho veduto lultima volta, la mia convinzione su un certo punto si  mutata in una fede assoluta. Quella che voi sospettate  innocente.
Se mi ero atteso che egli tradisse qualche sorpresa, fui davvero deluso.
 una fede molto piacevole mormor e vi fa onore, signor Raymond.
Ci tengo tanto dissi reprimendo un moto istintivo di collera che sono venuto oggi a chiedervi, in nome della giustizia e dellumanit, di sospendere ogni azione in questa direzione sino a che non ci sia possibile volgerci intorno e vedere di trovare una traccia pi sicura.
Ecco una richiesta ben singolare da parte di un uomo come voi! esclam Gryce senza dimostrare alcuna particolare meraviglia.
Gryce, quando il nome duna donna  macchiato una volta, rimane macchiato per sempre. Eleanor Leavenworth  una figura troppo nobile perch si possa attaccarla cos alla leggera, in un caso cos tremendo come questo. Se mi porgerete la vostra attenzione, vi prometto che non avrete a pentirvene.
Egli sorrise facendo passare il suo sguardo dalla stufa alla poltrona in cui mero seduto.
Benissimo! esclam vi ascolto. Dite pure.
Trassi di tasca il mio taccuino e lo deposi sul tavolo.
Come, degli appunti? Metodo pericoloso. Non mettete mai i vostri pensieri e i vostri progetti sulla carta.
Gryce, ho avuto, per studiare questa donna, delle opportunit che voi non avete avuto. Lho veduta in un atteggiamento che nessuna persona colpevole potrebbe assumere e sono sicuro, fuor dogni dubbio, che non solo la sua mano, ma anche il suo cuore sono innocenti. Pu saper qualche cosa del mistero, questo non pretendo negarlo, e del resto la chiave in suo possesso mi smentirebbe, se lo negassi. Ma che importa che lei sappia qualche cosa? Non potete disiderare di vedere una cos affascinante creatura ridotta alla vergogna perch tien celato qualche cosa che evidentemente considera suo dovere nascondere, quando con un po dastuzia noi possiamo riuscire a sbrogliare la matassa senza di lei.
Ma se  cos interruppe il detective come possiamo giungere a sapere quel che vogliamo sapere senza seguire la traccia che lei stessa ci ha offerto?
Non riuscirete mai a nulla seguendo la traccia offertaci da Eleanor Leavenworth. Qualcuno a cui la sua generosit, la sua fermezza e forse il suo amore sono ben noti, si  servito di lei. Cerchiamo chi ha potuto aver tanto ascendente su di lei e troveremo luomo che vogliamo scoprire!
Avete in mente qualcuno? domand linvestigatore con un certo sarcasmo.
Non faccio nomi risposi. Tutto quello che desidero  dellaltro tempo.
Intendete dunque occuparvi personalmente di questo affare?
S.
Posso allora chiedervi se voi intendete proprio lavorare da solo o se, invece, accettereste la collaborazione di una persona adatta?
Non desidero nulla di meglio che davervi per mio collega.
Dovete sentirvi ben sicuro di voi stesso egli disse con un ironico sorriso.
Sono sicuro della signorina Leavenworth ribattei.
Sentiamo allora ci che vi proponete di fare.
Non risposi immediatamente, perch, in verit, non avevo meditato alcun piano.
Mi sembra continu egli che sentiate gi che si tratta dun affare piuttosto difficile per un dilettante.  meglio che lasciate la cosa a me, signor Raymond, molto meglio.
Sono sicuro che nulla mi sarebbe pi gradito...
No, non ditemi altro. Non sono un accentratore e accetto i suggerimenti. Cos, ad esempio, se poteste informarmi di tutto quello che avete veduto e udito riguardo al caso che ci interessa, sarei felice di ascoltarvi.
Gryce dissi, contento di trovarlo tanto arrendevole non ho che pochi fatti da comunicarvi oltre quelli che gi conoscete. Invero, ho pi convinzioni che dati. Sono sicuro che Eleanor non solo non ha commesso il delitto, ma non ne  venuta a conoscenza altro che quando era stato compiuto. Sono altrettanto certo che conosce il vero colpevole e che, per un motivo che considera un sacro dovere, vuol tener nascosto questo colpevole anche a costo di andarci di mezzo. Ora, sapendo questo, non pu esser difficile per me o per voi trovare chi possa essere questa persona. Una maggiore conoscenza della famiglia...
Non conoscete dunque nulla della storia segreta della famiglia?
Nulla.
Non sapete neppure se queste signorine sono fidanzate o hanno degli innamorati?
No.
Egli rimase un momento silenzioso.
Raymond esclam alfine avete unidea delle difficolt che un investigatore deve affrontare per compiere il suo lavoro? Per esempio, voi immaginate che io possa insinuarmi in ogni sorta di societ, ma siete in errore. Per quanto strano questo possa apparire, io non ho mai avuto successo almeno presso una certa casta di persone. Non posso mai passare per un gentleman; i sarti e i parrucchieri non bastano a nascondere il detective... Voi, invece, non sentite certe difficolt. Siete nato gentleman e scommetto che sapete anche invitare a ballare una signora senza arrossire, ditemi la verit?
Certo, io...
Proprio cos. Invece io arrossisco! Posso entrare in una casa, inchinarmi alla padrona di casa, mentre ho un mandato darresto in mano o qualche preoccupazione professionale in mente, ma quando si tratta di mettermi i guanti, di alzare un calice di champagne per rispondere a un brindisi e far cose di questo genere, non sono assolutamente buono a nulla... Succede a tutti noi della polizia: quando abbiamo bisogno di un gentleman, dobbiamo andare a cercarlo fuori della nostra cerchia.
Non sapevo dove volesse andare a parare, ma lo lasciavo discorrere, vagamente conscio che forse io stesso potevo finir col mostrarmi necessario a lui e ai suoi compagni.
Signor Raymond, conoscete un gentiluomo che si chiama Clavering e che alloggia in questi giorni alla Hoffmann House?
No, che io sappia!
 un uomo compitissimo. Vi piacerebbe fare la sua conoscenza?
Seguii lesempio di Gryce e mi misi a contemplare la stufa.
Non posso rispondere fino a che non sappia un po meglio di che si tratta dissi alfine.
Non c molto da sapere. Henry Clavering  un signore, assai mondano, che abita alla Hoffmann House.  uno straniero in questa citt, senza essere un misantropo. Va a cavallo, passeggia, fuma, ma non fa mai visite, guarda le signore ma non  stato mai visto inchinarsi ad alcuna. In breve,  una persona che sarebbe desiderabile conoscere, ma  un uomo orgoglioso, col pregiudizio che hanno gli abitanti del vecchio mondo per noi americani, e io potrei avvicinarlo di persona, come non potrei avvicinare un imperatore.
E desiderereste...
Sarebbe un amico assai raccomandabile per un giovane avvocato che deve far fortuna, che  di buona famiglia e di indubbia rispettabilit. Son sicuro che se voleste darvi la pena di coltivare questa conoscenza, non ve ne pentireste.
Ma...
Potreste anche familiarizzarvi con lui, poco alla volta... scambiare con lui le vostre confidenze.
Gryce interruppi non potr mai consentire ad accaparrarmi lamicizia dun uomo per metterlo nelle mani della polizia!
 essenziale per i vostri piani che voi facciate la conoscenza del signor Clavering! rispose egli seccamente.
Oh, ha forse qualche rapporto col nostro caso?
Non so se vi troverete nella necessit di metterlo in mano nostra. Ma, ditemi, avreste o no difficolt a fare la sua conoscenza?
No.
E neppure, se lo trovate interessante, di conversare con lui?
No.
Anche se nel corso delle vostre conversazioni veniste a sapere qualche cosa che potesse servirvi di traccia nei vostri sforzi per salvare Eleanor Leavenworth?
Questa volta il mio no fu meno reciso. La parte della spia era lultima che desideravo fare.
Allora prosegu mostrando di ignorare il tono dubbioso col quale era stato dato il mio ultimo assenso vi consiglio di andare immediatamente ad alloggiare alla Hoffmann House!
Ho paura che questo non valga a nulla... e, se non sbaglio, credo di aver gi veduto questo signore e di avergli anche parlato.
Dove?
Prima descrivetemelo.
 un uomo alto, dai bei lineamenti, dal portamento eretto, un magnifico volto bruno, capelli neri striati di grigio, occhi penetranti e un accento persuasivo. Un personaggio molto imponente, ve lo assicuro.
Ho ragione di pensare daverlo gi veduto e in poche parole gli raccontai dove e quando.
Uhm disse egli alla fine mi pare che, come noi ci interessiamo a lui, lui si interessi a voi. Come mai?... Ah! Ora capisco. Peccato che gli abbiate parlato. Forse non gli avete prodotto una buona impressione e tutto dipende dal vostro incontro futuro, che deve esser scevro da ogni diffidenza... Dobbiamo lavorar con molta cautela prosegu alzandosi e cominciando a passeggiare avanti e indietro. Dategli lopportunit di vedervi in altra e miglior luce. Scendete nella sala di lettura della Hoffmann House, parlate con le persone pi eminenti che vi incontrerete, ma non troppo e non leggermente. Il signor Clavering  molto sofistico e pu non aver piacere delle attenzioni di uno che si ficchi in tutti i crocchi e si familiarizzi troppo con tutti. Mostratevi per quello che siete e lasciate a lui far tutti gli approcci. Egli li far.
Ma supponiamo che io mi sia sbagliato e che luomo che ho incontrato non sia il signor Clavering?
Questo mi sorprenderebbe assai, ecco tutto. E la mia testa dovrebbe cominciare a lavorare in altre direzioni egli esclam giovialmente.
Gryce dissi, ansioso di mostrargli che tutti questi discorsi intorno a un ignoto, non avevano distolto la mia mente dal problema principale. Vi  una persona della quale non abbiamo parlato.
No? E chi ?
Chi altri se non il signor... ma non potei proseguire. Che diritto avevo di mettere in ballo degli altri nomi senza aver prove sufficienti contro nessuno. Vi chiedo scusa, ma penso meglio di reprimere il mio primo impulso e di non nominare nessuno.
Harwell?
Il rossore che mi sal al viso trad il mio assenso.
Non vedo alcuna ragione che ci impedisca di parlar di lui, se c da guadagnar qualche cosa parlandone.
Credete che sia stato sincero nella sua deposizione allinchiesta?
Essa non  stata smentita.
 un uomo singolare...
Lo sono anchio!
Mi sentii battuto e confuso e afferrai il mio cappello dalla tavola, preparandomi a prender congedo, quando mi rammentai a un tratto di Anna e chiesi se ne avevano notizie. Egli parve esitare un po a rispondere, poi grid:
Sembra davvero che il diavolo abbia messo la coda in tutto questo affare. Se la terra si fosse aperta e avesse inghiottito quella ragazza, non si sarebbe potuta dileguare pi completamente di cos.
Mi ricordai, con una stretta al cuore, quel che Eleanor mi aveva detto: Anna non pu far nulla per me. Che davvero quella ragazza si fosse dileguata per sempre?
Ho messo un nugolo dagenti alle sue calcagna, senza contare il pubblico in genere, eppure ancora niente  venuto a galla sul suo conto e sul suo rifugio. Ho paura che una di queste mattine la troveranno nel fiume senza neppure uno straccio di confessione in tasca.
Tutto dipende dalla testimonianza di quella ragazza...
Che ne dice la signorina Leavenworth?
Che non pu esserle di alcun aiuto.
Eppure bisogna che io la scovi. E la scover a costo di mandar fuori R.
E chi  R.?
 un mio agente investigativo... e mentre stavo per andarmene, disse: Ricordatevi di farmi conoscere il contenuto del testamento, quando sar aperto!
Il testamento! Me ne ero del tutto dimenticato.
...
.
...
15. VIE DISCHIUSE.
...
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...
Assistei ai funerali del signor Leavenworth, ma non vidi le signorine, n prima, n dopo la cerimonia. Ebbi per una conversazione di pochi minuti col signor Harwell, e questa, senza rivelarmi nulla di nuovo, mi offr argomento di abbondanti congetture, perch egli mi domand, appena salutatomi, se avevo letto il Telegraph della sera innanzi e, quando gli ebbi risposto affermativamente, mi volse un tale sguardo, pieno insieme di dolore e di implorazione, che fui indotto a chiedergli come mai una cos tremenda insinuazione contro una signorina illibata e della miglior societ potesse aver trovato posto nei giornali. La sua risposta mi colp:
Forse perch il vero colpevole possa esser spinto dal rimorso a rivelarsi e a costituirsi, suppongo.
Curiosa induzione da parte di uno che non sapeva nulla del colpevole e del suo carattere. Avrei continuato volentieri la conversazione se il segretario, uomo di poche parole, non si fosse mostrato restio e non avesse tagliato corto. Non mi restava evidentemente che andare a conversare col signor Clavering o con chiunque altro avesse potuto gettare qualche luce sulla storia delle signorine.
Ebbi, la sera stessa, notizia del ritorno del collega Veeley, ma seppi nello stesso tempo che non si sentiva in grado di ricevermi e di avere un colloquio con me su un argomento cos doloroso come il delitto. Ebbi anche un biglietto da Eleanor, la quale mi dava il suo indirizzo, ma mi pregava di non farle visita, a meno che non avessi qualche cosa di molto importante da comunicarle, perch era troppo indisposta per ricever visite. Il biglietto mi rattrist assai. Ammalata, sola, in una casa estranea. Come tutto questo era pietoso!
Il giorno dopo, secondo il desiderio di Gryce, mi recai alla Hoffmann House e mi sedetti in sala di lettura. Vi ero da pochi minuti, quando entr un signore che riconobbi per colui col quale mi ero imbattuto e che dovette certo riconoscermi a sua volta, perch mi parve imbarazzato al vedermi. Ma si riebbe presto, prese un giornale e si immerse, in apparenza, nella lettura, bench io sentissi che i suoi occhi neri e profondi mi seguivano e mi scrutavano con un interesse che mi stupiva e mi sconcertava. Sentii che sarebbe stato poco giudizioso da parte mia ricambiare quegli sguardi indagatori, perci mi levai e, volgendomi a un amico che sedeva a un tavolo opposto, cominciai con lui una conversazione qualunque, nel corso della quale trovai loccasione di domandargli se conosceva quel signore.
Si chiama Clavering mi rispose e viene da Londra. Non ne so di pi, bench lo si trovi da per tutto, meno che nelle case private. Non ha ancora fatto il suo ingresso in societ. Attende forse delle lettere di presentazione.
Un gentiluomo?
Indubbiamente.
Uno a cui si pu parlare?
Sicuro, io gli parlo, ma egli ha poco da dirmi e lamico abbozz un sorriso, che cercai di ricambiare con una risatina.
Uscii e mi mescolai tra la folla di Broadway, domandandomi per la strada se era veramente possibile che quellignoto gentiluomo londinese, che andava da per tutto fuorch nelle case private, potesse in qualche modo essere implicato nellaffare che mi stava tanto a cuore. La cosa mi pareva non solo improbabile, ma assurda, e per la prima volta fui tentato di dubitare della sagacia di Gryce.
Il giorno dopo, ripetei lesperimento, ma non con miglior successo. Clavering scese in sala, ma, dopo avermi veduto, si ritir e cominciai a capire che fare la sua conoscenza non era facile. La sera andai a trovare Mary Leavenworth, e da lei fui accolto con una familiarit quasi da sorella.
Ah esclam presentandomi a una vecchia signora che le era al fianco, una lontana parente, credo, venuta per trattenersi un po con lei. Siete venuto a dirmi che Anna  stata rintracciata, non  vero?
Scossi il capo dolente di doverla deludere.
No dissi non ancora...
Ma il signor Gryce  stato qui oggi e mi ha detto che sperava di potermene dar notizie entro ventiquattro ore!
Gryce  stato qui?
S, a riferirmi come procedono le cose, per quanto non sembra che abbiano fatto qualche progresso...
Non cera da aspettarsi gran che, ma non dovete scoraggiarvi tanto presto!
Non posso fare a meno dessere scoraggiata. Ogni ora, ogni momento che passa in questa incertezza,  per me come un grave peso sul cuore. Vorrei che tutti si facessero in quattro per arrivare alla soluzione del mistero, vorrei che non si lasciasse nulla dintentato... Io...
Che cosa vorreste fare?
Non so! esclam. Forse nulla...
E prima che io potessi aggiungere qualche cosa, disse:
Avete veduto Eleanor, oggi?
Risposi di no, e lei non sembr soddisfatta della mia risposta, ma attese che la vecchia amica si fosse ritirata prima di chiedermi, con uno sguardo pieno dansia, se sapevo come stava Eleanor.
Temo che non stia per niente bene.
 un gran supplizio per me questa lontananza da Eleanor. No riprese notando forse il mio sguardo incredulo non voglio affatto indurvi a credere che io voglia togliermi di dosso la responsabilit di questa separazione. Sono sempre pronta a riconoscere che sono stata io la prima a desiderarla. Ma ci non toglie che non mi sia gravosa.
Penso che sia gravoso pi per lei che per voi.
Perch? Perch lei  relativamente povera, mentre io sono ricca?  questo che volete dire? Ah, potessi persuadere Eleanor a divider con me la mia ricchezza! Le darei di gran cuore la met di tutto quello che ho ricevuto, ma temo che lei non si decider mai ad accettarlo...
Date le circostanze, sarebbe molto meglio che non accettasse...
 quello che penso anchio, ma, se accettasse, mi toglierebbe un gran peso. Questa fortuna giuntami allimprovviso mi sta davanti come un incubo. Quando oggi  stato letto il testamento che mi pone in possesso di tanta ricchezza, mi parve mavvolgessero in un freddo sudario. Quanto erano diversi i sentimenti con cui mero abituata a pensare a un giorno come questo! La cosa pu sembrarvi orribile, signor Raymond, ma io sono stata cresciuta in modo da abituarmi a considerare questo giorno con orgoglio, se non ad attenderlo con desiderio. Il denaro ha voluto dir tanto nel mio piccolo mondo. Non che io voglia, specie in circostanze simili, dir male di nessuno e tanto meno del povero zio, ma dal giorno in cui, dodici anni fa, egli per la prima volta ci accolse tra le sue braccia e guardandoci in viso esclam che la bionda gli piaceva di pi e sarebbe stata lerede della sua fortuna, io sono stata adulata, vezzeggiata, accarezzata, chiamata piccola principessa e beniamina dello zio, tanto che  un miracolo che io serbi in cuore ancora qualche sentimento di generosit. Eppure ero consapevole sin dal principio che solo un capriccio aveva fatto questa distinzione tra me e mia cugina, distinzione che la bellezza o i meriti superiori non avrebbero potuto fare, poich Eleanor mi  pi che mai eguale in tutto questo. Se ho delle colpe, vedete che ho anche delle scusanti. Il denaro solo  stata la rovina di tutti noi!... E ora il denaro  venuto a me, col suo strascico di mali, e vorrei liberarmene. Ma, scusatemi, questa  debolezza, non voglio affliggervi col mio dolore. Dimenticate quello che ho detto, signor Raymond, o considerate le mie lamentele come lo sfogo duna ragazza oppressa dal peso di molti dolori e di molte perplessit.
Ma io non voglio dimenticare! risposi. Voi avete pronunziato delle parole stupende, espresso nobilissimi sentimenti, e la vostra ricchezza non potr certo non essere una benedizione per voi, se ne prendete possesso con sentimenti come questi.
 impossibile: non pu essere una benedizione. Poi, come colpita dalle sue stesse parole e mordendosi un labbro: Una grande ricchezza non  mai una benedizione... E ora soggiunse con un rapido mutamento di tono permettetemi di parlarvi di un argomento che vi potr sembrare fuor di luogo, ma di cui  necessario vi parli, se il fine che mi sta a cuore deve essere raggiunto. Mio zio, come sapete, stava lavorando a un libro sui costumi e sui pregiudizi cinesi. Era unopera che egli ambiva veder presto pubblicata, e naturalmente io desidero adempiere ai suoi desideri, ma, per far questo, trovo necessario non solo di interessarmi io stessa personalmente alla cosa, il signor Harwell essendo occupato in altro e avendo daltronde deciso di privarmi al pi presto dei suoi servigi, ma di invitar qualche competente ad accudire al completamento del libro. Ora ho udito dire... mi hanno detto... che voi sareste lunica persona adatta, e bench mi resti difficile chiedere un favore cos grande a una persona che fino a ieri mi era estranea, scusatemi, mi fareste il pi gran piacere se consentiste a rivedere il manoscritto e a dirmi quel che  necessario fare...
La tristezza con la quale queste ultime parole furono pronunziate dimostravano che la cosa le stava veramente a cuore, e io non potei non restare sorpreso per la strana coincidenza della sua richiesta e del mio segreto desiderio, perch gi da tempo mi ero domandato come avrei potuto ottenere libero accesso nella casa del delitto, senza comprometter n me n alcuno degli inquilini. Non sapevo allora quello che seppi poi, cio che era stato Gryce stesso a raccomandarmi alla sua attenzione per questo lavoro. Per quanto sentissi piacere della richiesta, credetti tuttavia mio obbligo protestare la mia incompetenza per un lavoro cos estraneo al mio campo professionale e di suggerire la scelta di uno studioso pi adatto. Ma lei non volle sentir ragioni.
Il signor Harwell ha una quantit di note e di appunti esclam e potr fornirvi tutte le informazioni necessarie. Non incontrerete alcuna difficolt, ve lo assicuro.
Ma Harwell non potrebbe far tutto da s? Mi sembra che sia molto intelligente e diligente.
Crede di esserlo mormor, scuotendo il capo ma so che lo zio non gli affidava neppure la stesura duna sola frase, e io desidero seguire quelle che certo sarebbero state le sue istruzioni.
Ma forse Harwell stesso non avr piacere di avere un collaboratore, un intruso...
Ma questo non importa nulla lei disse con uno sguardo di stupore. Il signor Harwell  al mio stipendio e non pu dir niente. Daltronde, non avr nulla da obiettare. Lho gi interpellato in proposito, ed egli non ha fatto obiezione alcuna.
Allora sta bene, vi prometto di pensare alla cosa. Potr, a ogni modo, dare unocchiata al manoscritto e dirvi a che punto si trova.
Oh, graziedisse Mary con un gesto di soddisfazione siete molto gentile e non so davvero come ricompensarvi della vostra gentilezza. Volete forse veder subito il signor Harwell? e si mosse verso la porta, ma si ferm a un tratto, come presa da un ripensamento. Il signor Harwell  ora in biblioteca. Vi dispiace?
Celando la mia impressione, dissi di no.
Vedete riprese tutte le carte si trovano nella biblioteca, ed egli pu lavorar meglio l che altrove. Ma desiderate che lo faccia venir gi?
Feci un gesto negativo e mi avviai verso la scala.
Ho pensato di far chiudere la biblioteca disse ma qualcosa me lo ha impedito.  come la mia impossibilit di lasciar questa casa.  una forza superiore che mi costringe ad affrontare tutti questi orrori. E tuttavia... ho sempre paura. Qualche volta, di notte... ma non voglio comunicare anche a voi la mia agitazione. Venite!... Ho gi detto anche troppo... e con una mossa svelta cominci a salire su per la scala.
Harwell era seduto, quando noi entrammo nella sala fatale, nellunica poltrona che mi aspettavo di veder libera e, guardando la sua magra persona curva proprio l dove poco tempo prima, dinanzi ai suoi occhi, sera disegnata la figura della vittima, non potei fare a meno di meravigliarmi della mancanza dimmaginazione delluomo che, con tali rimembranze, poteva non solo mettersi a sedere in quella poltrona e in quel luogo, ma continuar proprio l il suo lavoro, come se nulla fosse, in tutta calma. Ma mi avvidi poco dopo che la disposizione della sala era tale che quello era lunico posto in cui piovesse una luce favorevole e subito la mia meraviglia si mut in ammirazione davanti alla tranquillit con cui il segretario faceva sacrificio dei suoi sentimenti di fronte alla necessit.
Egli lev il capo come un automa quando noi entrammo, ma non si alz, e tutto in lui dava a vedere una mente preoccupata.
 sempre cos assorto mi sussurr Mary  una sua abitudine. Scommetto che non sa ancora nemmeno chi o che cosa  venuto a disturbarlo e facendosi innanzi in modo da essere scorta in piena luce, aggiunse: Ho fatto salire il signor Raymond. Egli  stato tanto gentile da acconsentire ai miei desideri riguardo al completamento del manoscritto.
Harwell si lev lentamente, depose la penna con manifesta riluttanza, come se interrompere il suo lavoro non gli facesse molto piacere. Io mi affrettai perci a prendere la parola anche prima che egli dicesse qualche cosa, e, dando unocchiata alle numerose cartelle del manoscritto ammucchiate sul tavolo, esclamai:
Mi sembra scritto molto chiaramente; se permettete, vi dar una scorsa per rendermi conto del suo carattere generale.
Egli si inchin, borbott qualche parola dassenso, poi si risedette goffamente e riprese la penna. Subito mi pass dalla mente il manoscritto, ed Eleanor e la sua situazione e il mistero che avvolgeva quella famiglia tornarono con pi forza ad assillarmi il pensiero.
Fissando in volto il segretario, gli dissi, dopo che Mary si fu congedata da noi:
Sono molto lieto delloccasione che mi si porge di vedervi un momento da solo a solo, signor Harwell. Almeno potr parlarvi un po...
Riguardo al delitto?
S...
Allora rispose egli rispettosamente, ma con fermezza dovete scusarmi.  un argomento cos sgradito, che non amo parlarne e tanto meno discuterne!
Sconcertato e sempre pi convinto che non avrei mai ottenuto alcuna informazione da questuomo, ripresi il manoscritto e cominciai a scorrerlo per vedere di che cosa veramente si trattasse. Quando ebbi finito, scambiai con il segretario poche parole riguardo al lavoro e giunsi alla conclusione che avrei potuto compiere quello che la signorina Leavenworth desiderava. Poi lasciai la biblioteca e ridiscesi nel salotto. Quando, unora pi tardi, lasciai la casa, ne uscii almeno con la persuasione che un ostacolo era stato rimosso dal mio cammino. Se non avessi raggiunto il mio intento, la colpa non sarebbe certo dipesa dal non essere a contatto con gli abitanti di quella dimora.
...
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...
16. IL TESTAMENTO DUN MILIONARIO.
...
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...
La mattina dopo, la Tribune riportava un sunto del testamento del signor Leavenworth, che doveva procurarmi qualche sorpresa. Infatti, mentre il grosso della sua immensa fortuna era lasciata a Mary, appariva, da un codicillo annesso al testamento cinque anni prima, che Eleanor non era del tutto dimenticata, perch un lascito considerevole, se non proprio importante, era stato assegnato anche a lei. Dopo esser stato ad ascoltare i commenti dei miei colleghi sul testamento, mi recai subito in casa di Gryce per ottemperare al desiderio che egli mi aveva espresso di andare a fargli visita non appena rese note le volont del defunto.
Buon giorno. Sedetevi! esclam vedendomi, ma con lo sguardo, come sempre, rivolto a un qualche cosa che non ero io.
Presi una poltrona al suo fianco e aprii la conversazione:
Sono curioso di conoscere le vostre impressioni sul testamento e i suoi probabili effetti sul mistero che dobbiamo risolvere...
E qual  la vostra idea?
Io penso che esso non muter molto lopinione pubblica. Coloro che credono Eleanor colpevole sentiranno che ora un nuovo motivo si  aggiunto a confortare la loro persuasione, mentre coloro che hanno sino a ora esitato a sospettare non saranno disposti ad ammettere che un lascito cos poco importante possa costituire un adeguato motivo per un delitto cos grande.
Voi avete seguito i commenti del pubblico. Quale vi sembra che sia lopinione generale di coloro che conversano con voi?
Che il motivo della tragedia deve esser ricercato nella parzialit dimostrata in un testamento cos strano, bench nessuno mostri di sapere in che modo.
E tutto questo non vi ha dato da pensare?
Da pensare? Non so che cosa vogliate dire... Sono sicuro che non ho fatto altro che pensare, in questi ultimi tre giorni...
Certo, certo. Non voglio dir questo, non voglio dirvi nulla di sgradevole... Avete veduto il signor Clavering?
Veduto, nientaltro che veduto.
E collaborerete col signor Harwell a finire quel manoscritto?
Come lo sapete?
Egli abbozz un sorriso.
S, la signorina Leavenworth mi ha chiesto di farle questo favore.
 una creatura regale egli esclam con improvviso impeto dentusiasmo; poi riassumendo il suo solito tono: Avrete dunque magnifiche opportunit, signor Raymond. Ora, vi sono due cose che vi prego di scoprire, la prima  di sapere quali rapporti vi siano tra le due signorine e il signor Clavering...
Vi sono dunque dei rapporti?
Indubbiamente. La seconda cosa, qual  il motivo delle divergenze che esistono tra le due cugine.
Mi ritrassi davanti a un programma simile. Dovevo dunque introdurmi in quella casa a fare la spia, cosa inconciliabile coi miei istinti di gentiluomo.
Ma non potete trovare qualcuno pi adatto di me per questa occorrenza? domandai. La parte della spia non mi  molto gradita, ve lo assicuro. Aiuter Harwell a preparare il manoscritto per la stampa, fornir al signor Clavering loccasione di fare la mia conoscenza e vedr di meritarmi che le signorine mi eleggano a loro confidente. Ma mettermi a origliare alle porte, fare delle sorprese, combinare dei sotterfugi sono cose assai lontane dal mio animo e dal mio campo. Il mio scopo  quello di scoprire quello che posso scoprire senza nascondermi, e spetta a voi andare a frugare negli angoli segreti di questo maledetto affare.
Sta bene, sta bene, voi farete il cane da caccia e io la talpa. So qual  la parte del gentleman...
Ed ora, quali notizie di Anna?
Nessuna. E Gryce scosse i pugni in aria.
Non posso dire di esser rimasto molto sorpreso quella sera quando, scendendo al piano terreno dopo unoretta di lavoro con Harwell, trovai ai piedi della scala la signorina Leavenworth. La sera prima, vera stato qualcosa nel contegno di lei che mi aveva preparato per un altro interrogatorio.
Signor Raymond cominci, rivolgendomi uno sguardo impacciato desidero rivolgervi una domanda. Credo che voi siate un uomo di cuore e vorrete rispondermi con coscienza, come un fratello... So che la domanda vi parr strana, ma non ho altro consigliere che voi e devo pur consigliarmi con qualcuno. Signor Raymond, pensate voi che una persona possa commettere una volta qualche cosa di molto brutto e poi diventare perfettamente onesta?
Senza dubbio, se ha rimorso del suo errore.
Ma diciamo che si tratti di pi assai che dun errore, di una colpa dannosa. La colpa dunora non inquiner per sempre la vita di questa persona, in modo da non darle pi scampo?
Questo pu dipendere dalla natura della colpa e dal danno prodotto. Se uno ha irreparabilmente recato offesa a un suo simile, sarebbe difficile per lui, credo, vivere poi una vita felice, bench il fatto di non vivere una vita felice non sia una buona ragione per non condurre una vita onesta.
Ma per condurre una vita onesta sarebbe necessario rivelare la colpa commessa? Non potrebbe uno fare il bene senza dover confessare al mondo che una volta ha commesso il male?
Certo, a meno che con la sua confessione egli possa in qualche modo riparare al mal fatto.
La mia risposta sembr turbarla. Ritraendosi, parve concentrarsi in una attitudine di meditazione, che accus anche di pi la sua meravigliosa e statuaria bellezza, ma, facendomi entrare nel salotto con un gesto dinvito, non volle pi insistere sullargomento e anzi si sforz di farmi dimenticare le sue parole, senza per riuscirvi, dato il vivo interessamento che io portavo a sua cugina.
Stavo discendendo il sentiero, quando vidi Thomas affacciato a un uscio che dava sul giardino, e fui preso dal desiderio di interrogarlo su un punto che mi aveva interessato sin dal giorno dellinchiesta. Chi era quel signor Robbins che aveva fatto visita a Eleanor, la sera del delitto? Thomas dimostr di non aver molta propensione alla comunicativa. Ricordava che un signore si era presentato quella sera, ma non sapeva dirne altro se non che si trattava di una persona dalta statura. Non volli insistere sullargomento.
...
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...
17. INIZIO DI GRANDI SORPRESE.
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Seguirono giorni in cui non sembrai fare alcun progresso. Il signor Clavering, disturbato forse dalla mia presenza, cess dal frequentare il luogo dove potevo trovarlo, privandomi cos delle occasioni di fare la sua conoscenza in modo naturale. Le serate trascorse dalle signorine Leavenworth non produssero altro che continuo imbarazzo e continua indecisione. Il manoscritto richiedeva minor lavoro di quel che avessi supposto, ma io ebbi ampio modo di studiare, invece del manoscritto, il carattere di Harwell. Trovavo che non era in fondo che un buon amanuense, rigido e malinconico, ma assiduo al suo compito, degno della massima fiducia quanto alladempimento del suo dovere e cominciai a rispettarlo e anche ad aver qualche simpatia per lui, per quanto egli mostrasse di non ricambiarmi molto questultimo sentimento. Non parlando egli mai di Eleanor, e neppure della famiglia in genere, incominciai per a sentire che la sua reticenza doveva avere una ragione pi profonda che il suo temperamento e a credere che, se si fosse deciso una volta a parlare, avrebbe detto qualche cosa di notevole. Questo sospetto naturalmente mi rendeva ansioso quando mi trovavo in sua presenza. Allora non potevo trattenermi dallosservarlo attentamente quando egli non se ne avvedeva, ma era sempre lo stesso: un lavoratore passivo, diligente e calmo.
Era come dare il capo nel muro e la cosa diventava insopportabile. Clavering sfuggiva, il segretario taceva, Mary si dimostrava sempre diversa, ora implorante e grata, ora riservata e ora febbrile, ma nei momenti di crisi anche padrona di se stessa. Speravo che le sue labbra frementi, una volta o laltra, avrebbero lasciato sfuggir qualche cosa. Il segreto da cui dipendeva la salvezza di Eleanor non poteva, secondo me, essere rivelato che da quelle labbra, e per questo, per stare il pi possibile con Mary, accorciai sempre pi le mie sedute in biblioteca col segretario, tanto che questi giunse a lamentarsi di esser lasciato troppe ore senza lavoro.
Ma intanto i giorni, come ho detto, passavano, e si venne a un altro luned, due settimane dopo il delitto, senza che nulla di nuovo fosse sopraggiunto. Anche di Anna niente si era pi saputo, il silenzio intorno al mistero si faceva tormentoso, tanto che a volte mi trovavo tentato di interromperlo con un grido tra quelle mura cos splendidamente tappezzate e ornate. Quel luned sera, quando andai da Mary, ero per pi calmo, e, entrato in salotto, vidi che lei invece passeggiava su e gi nervosamente, come se attendesse qualcuno o qualche cosa!
Siete sola? le domandai. Sarei indiscreto forse?
Lei arross, cess di camminare, lanci uno sguardo alla pendola e poi mi invit ad accomodarmi in una poltrona. Cercava di mostrarsi calma, ma non ci voleva molto, invece, a comprendere che era in uno stato di nervosismo eccezionale.
Signorina Leavenworth le dissi scusatemi se questa sera non mi limito a una semplice visita. Sono venuto per rivolgervi un appello.
Un appello a me?
S. Impedito in tutti i miei tentativi di apprendere la verit, sono venuto da voi per quellaiuto che da ogni altra parte mi vedo mancare, per quella parola che, se non salver assolutamente vostra cugina, ci potr mettere almeno sulla traccia di quello che dovr salvarla.
Non vi capisco.
 inutile che io insista nel chiarirvi qual  la vera situazione di vostra cugina. Chi ricorda il tono e la portata delle domande che le furono rivolte allinchiesta, la comprende senza aver bisogno di altre spiegazioni da parte mia, ma ci che voi forse non comprendete ancora  che, se lei non si libera in qualche modo dai sospetti che le pesano addosso, la conseguenza di questi sospetti sar...
Mio Dio, volete forse dire che potrebbe...
Essere arrestata, s!
Fu un colpo. Lorrore, la vergogna, langoscia le si dipinsero sul viso pallido.
E tutto per via di quella chiave?
Quella chiave? Ma come fate voi a sapere della chiave?
Come? Non so. Non me lavete detto voi?
No.
I giornali, allora.
I giornali non ne hanno mai parlato.
Mary divenne sempre pi agitata.
Ma io credevo esclam che tutti lo sapessero! No, no!... Era un segreto, ma, signor Raymond,  stata Eleanor stessa a dirmelo.
Eleanor?
S, lultima sera che fu qui. Eravamo insieme nel salotto.
E che cosa vi disse?
Che la chiave della biblioteca era stata vista in suo possesso.
Non riuscii a nascondere la mia incredulit. Eleanor, consapevole del sospetto che la cugina aveva di lei, lavrebbe dunque informata di un fatto che poteva avvalorarlo? Non potevo persuadermene.
Ma voi lo sapevate Mary prosegu. Non ho rivelato nulla che dovessi tener segreto!
No, e questa, signorina,  una cosa che rende la posizione di vostra cugina assolutamente pericolosa. Si tratta di un fatto che, rimanendo inesplicato, la porter allinfamia. Solo il suo buon nome immacolato e gli sforzi di uno che, nonostante le apparenze, la crede innocente, ha trattenuto sinora lontano da lei le mani della giustizia. Questa chiave far s che Eleanor cada in un abisso senza fondo dal quale tutti gli sforzi dei suoi amici non varranno a trarla se...
E voi dite?
Che dovete aver piet di quella povera fanciulla, la quale  spietata con se stessa, e dovete, spiegando quelle poche circostanze che per voi non sono misteriose, aiutarla a liberarsi dalla minaccia che le incombe.
E voi avete il coraggio di insinuare grid rivolgendomi uno sguardo pieno di collera che io ne so pi di voi, che io posseggo una conoscenza che non ho resa di pubblica ragione, per quanto concerne questo affare che  stato per noi una rovina? Forse il sospetto si  appuntato anche sopra di me, e voi siete venuto ad accusarmi, qui, in casa mia?
Calmatevi! Io non vi accuso di nulla, desidero solo che mi illuminiate sui probabili motivi che hanno indotto vostra cugina a osservare un silenzio dannoso. Voi non potete ignorarli. Voi siete sua cugina, siete quasi sua sorella, siete stata allevata insieme a lei e dovete sapere per chi o per che cosa lei nasconde fatti che, se rivelati, potrebbero condurre alla scoperta del vero colpevole. Sempre, sintende, se voi credete veramente quello che avete affermato sinora: che vostra cugina sia innocente.
Poich non rispondeva, mi levai e mi appressai di pi a lei.
Credete vostra cugina colpevole di questo delitto, o no?
Colpevole? Eleanor? O mio Dio! Fossero tutti innocenti come lo  lei!
Allora voi dovete ammettere che, se si astiene dal parlare riguardo ad argomenti che richiedono una spiegazione, lo fa per motivi di riguardo verso qualcuno che non  come lei senza colpa.
Come? No, no! Io non dico questo. Chi vi autorizza a dare questa spiegazione?
Lo stesso suo agire. Col suo carattere, un contegno come quello che Eleanor ha adottato non consente altra spiegazione. O  pazza, o sacrifica se stessa a un altro.
E chi credete voi di poter identificare per la persona alla quale Eleanor sacrifica se stessa?
Ah,  proprio qui che mi occorre il vostro aiuto. Con la conoscenza che avete dei suoi sentimenti...
Vi chiedo scusa, ma io so poco o nulla dei sentimenti intimi di Eleanor. Il mistero deve esser risolto da altri.
Mutai tattica.
Quando Eleanor vi ha confessato che la chiave smarrita era stata trovata in suo possesso, vi ha anche informato di dove lavesse presa e del perch la tenesse nascosta?
No.
Vi ha raccontato solo il fatto, senza darvene alcuna spiegazione?
S.
Ma non era questa uninformazione ben strana da dare a una persona che, poche ore prima, laveva apertamente accusata di aver commesso un delitto mortale?
Che cosa volete dir mai?
Non potete negare che voi una volta siete stata non solo pronta a crederla colpevole, ma lavete accusata di aver commesso il delitto!
Spiegatevi! grid.
Non ricordate dunque quel che diceste in quella stanza dove vi trovavate con vostra cugina, la mattina dellinchiesta, prima che io e Gryce entrassimo da voi?
I suoi occhi sempirono dun terrore improvviso. Sussurr:
Avete dunque udito?
Non potevo non udire. Ero fuori delluscio e...
E che cosa avete udito?
Glielo riferii.
E Gryce?
Era al mio fianco.
E tuttavia non diceste nulla della cosa, quando entraste!
No.
Voi, per, non ve ne siete dimenticato?
E come avrei potuto dimenticarmene?
Mary si pose il capo tra le mani, come perduta in un gorgo di tenebra.
E questo  il motivo per cui siete venuto da me stasera... a turbare il mio silenzio... a torturarmi di domande!
Forse le domande che io vi ho rivolto son tali che voi, se avete a cuore lonore di una persona tanto a voi vicina, dobbiate esitare a rispondere? Bench vi sia tra voi e vostra cugina un dissapore temporaneo, non potete desiderare di sembrarle nemica. Parlate, dunque, fatemi conoscere almeno il nome di colui per il quale lei si sacrifica! Un vostro cenno...
Ma Mary mi interruppe energicamente:
Signor Raymond, se voi non sapete, non sar io a informarvi. Non domandatemi altro. E volse per la seconda volta lo sguardo allorologio.
Mi avete chiesto prima se una persona che ha commesso una colpa deve necessariamente confessarla, e io ho risposto di no, a meno che questa confessione non serva a riparare la colpa. Vi ricordate? Comincio a pensare che la confessione sia il solo mezzo per uscire dalla difficolt, che solo dalle vostre parole Eleanor possa essere salvata. Non risponderete dunque alle mie suppliche?
Mi parve di aver toccato la corda giusta, perch, tremando e con gli occhi smarriti, Mary mormor:
Ah, se lo potessi!...
E perch non lo potreste? Non sarete mai felice, sino a che non parlerete. Se Eleanor persiste nel suo silenzio, questa non  una buona ragione che voi la imitiate. Non rendereste che pi difficile la sua posizione.
Lo so, ma non posso comportarmi altrimenti. Il destino ci tiene nella sua morsa, e non posso sfuggirne...
Questo non  vero. Ognuno pu sciogliersi da legami immaginari come i vostri.
No, no... voi non capite.
Capisco questo: che la via della rettitudine  una via diritta e che chiunque si smarrisce per i viottoli non  nella rettitudine.
Un lampo le balen in volto, la sua gola si gonfi di un singhiozzo, le sue labbra si schiusero ancora, quando, a un tratto, sud un forte squillo di campanello.
Oh grid volgendosi ditegli che non posso vederlo! Ditegli...
Signorina esclamai prendendole ambo le mani lasciate stare la porta, non occupatevi daltro che di questo. Vi ho rivolto una domanda da cui dipende la soluzione del mistero, rispondetemi, ditemi quali circostanze malaugurate vi hanno indotto...
Sfuggendo alla mia stretta, Mary grid:
La porta! Se aprono...
Precipitandomi nel vestibolo, incontrai Thomas che saliva le scale e gli dissi:
Tornate indietro! Vi chiamer quando sar necessario!
Con un inchino egli si ritir.
Attendete una risposta? lei esclam quando riapparvi. Qui? Sul momento? Non posso...
Ma...
 impossibile! ripet, con lo sguardo fisso alla porta.
Signorina, temo che non parlerete pi se non parlate adesso.
 impossibile! ripet.
In quella, sud ancora squillare il campanello.
Udite? disse.
Ritornai nel vestibolo e chiamai Thomas.
Ora potete aprire la porta dissi e feci per tornare presso di lei.
Ma lei mi indic, con un gesto, di andar di sopra, gridando:
Lasciatemi! e guardando nello stesso tempo Thomas, come a ordinargli di accompagnarmi.
Vi vedr ancora prima di uscire! dissi e mi affrettai a salir le scale che conducevano agli appartamenti superiori.
Thomas apr finalmente la porta e potei udire una voce armoniosa che domandava:
 in casa la signorina Leavenworth?
S, signore rispose il maggiordomo col suo pi profondo rispetto, e, piegandomi sulla ringhiera, potei scorgere il signor Clavering attraversare latrio ed entrare nel salotto.
...
.
...
18. SULLE SCALE.
...
.
...
Agitato e pieno di meraviglia per questevento straordinario, sostai per un momento a raccogliere i miei pensieri, quando una voce lenta e monotona che veniva dalla biblioteca mi colp lorecchio. Era Harwell che leggeva ad alta voce una pagina del famoso manoscritto. Postomi in ascolto, udii queste parole: A questo modo, i loro capi indigeni non solo perderanno il loro geloso terrore delle nostre istituzioni, ma sentiranno nascere per queste istituzioni una vera curiosit.
Aprii la porta ed entrai.
Oh, siete un po in ritardo! mormor il segretario alzandosi e avvicinando una poltrona.
Gi... risposi col pensiero sempre rivolto ai due che erano dabbasso.
Non vi sentite forse bene?
Mi scossi:
No, sto benissimo! e prendendo una parte del manoscritto, mi misi a leggere. Ma le parole mi danzavano davanti agli occhi, s che, alla fine, fui obbligato a rinunciare al lavoro.
Temo che non potr esservi dalcun aiuto stasera, signor Harwell. Il fatto  che non mi sento pi in grado di dare la mia attenzione a questo manoscritto, mentre luomo che ne ha assassinato lautore rimane impunito.
Il segretario abbandon le carte che aveva davanti, imitandomi, ma senza darmi alcuna risposta.
Voi mi diceste proseguii quando veniste a portarmi la prima notizia della tragedia, che si trattava dun mistero, ma  un mistero che va risolto, signor Harwell, perch esso sta rovinando la vita di molta gente che ci sta a cuore.
La signorina Eleanor? mormor il segretario.
La signorina Mary e me stesso e voi e una quantit daltri.
Voi avete dimostrato molto interesse a questo affare sin dal principio disse il segretario, intingendo la penna nel calamaio.
E voi non prendete interesse a una tragedia in cui sono coinvolti i membri duna famiglia presso la quale dimorate da tanto tempo?
Gi vi ho pregato, signor Raymond, di rinunciare a conversar con me su questo argomento.  un tema che non mi invita alla conversazione e alla discussione. E si lev in piedi.
Qui non si tratta di temi pi o meno invitanti. Se siete al corrente di qualche fatto connesso con questo affare che non sia ancora stato reso di pubblica ragione, vostro dovere  di farlo conoscere. La posizione della signorina Eleanor  di quelle che dovrebbe muovere a compassione ogni cuore sensibile, e se voi...
Se avessi saputo qualche fatto che potesse liberarla da questa situazione avrei parlato gi da molto tempo. Se non avete altro da dirmi e non vi sentite in vena stasera di proseguire il lavoro, vi chiedo dandarmene, tanto pi che ho un appuntamento.
Non vi trattengo! dissi. Posso fare da me.
Mi rivolse uno sguardo col quale pareva meravigliarsi del tono di freddezza che avevo preso con lui, e poi, con un inchino, usc tranquillamente dalla sala. Lo udii salir le scale, chiudere la sua porta e, contento di rimaner solo, mi disposi a godere la mia solitudine. Ma doveva esser di breve durata, e del resto la solitudine in quella sala mi era insopportabile. Udii presto Harwell ridiscendere e, non potendo pi trattenermi, uscii nel vestibolo e gli dissi che, se non aveva nulla in contrario, lo avrei accompagnato per un tratto di strada. Egli si inchin assentendo freddamente e continu a discender la scala. Era giunto proprio a mezza scala, e io stavo appunto osservando la rigidezza della sua persona e la goffaggine del suo portamento, quando lo vidi a un tratto fermarsi, appoggiarsi alla ringhiera e rimaner l, con uno sguardo verso di me che mi riemp del pi alto stupore. Scesi di corsa, lo presi per un braccio e gridai:
Che cosa  stato? Che vi  accaduto?
Ma egli mi respinse con mano energica.
Andate! disse. Tornate indietro e, quasi sospingendomi, mi fece risalir la scala. Arrivati in cima, rallent la stretta con cui mi aveva afferrato e tutto tremante si chin ancora sulla ringhiera, domandandomi con voce affannosa: Chi  quelluomo? Chi  quelluomo? Come si chiama?
Mi curvai a mia volta e vidi Henry Clavering che usciva dal salotto e attraversava il vestibolo.
 il signor Clavering! sussurrai. Lo conoscete?
Harwell si addoss alla parete opposta. Clavering, Clavering! balbett. Volete sapere chi ha ucciso il signor Leavenworth? Allora guardate, ecco chi lo ha ucciso;  stato costui! e dun balzo spar alla mia vista e rientr in camera sua.
Il mio impulso fu di corrergli dietro. Lo inseguii, infatti, picchiai alla sua porta, ma invano. Lo chiamai a voce alta dal vestibolo, ma senza ottener risposta. Deciso a non lasciarmelo sfuggire, rientrai in biblioteca e scrissi a suo nome un biglietto in cui chiedevo spiegazione dellaccusa che aveva formulato e gli dicevo che mi sarei trovato ad attenderlo nel mio ufficio, la sera dopo alle sei. Ci fatto ridiscesi per tornar da Mary. Ma doveva esser la serata dei disappunti. Si era ritirata in camera sua, mentre mi ero intrattenuto nella biblioteca e cos avevo perduto il colloquio dal quale mi attendevo tanto. Stavo per lasciar la casa, quando Thomas scese le scale con una lettera in mano. Era una lettera di Mary per me.
La signorina Mary disse Thomas vi prega di scusarla, ma era molto stanca. Mi trassi un po da parte per leggere la missiva e scorsi, vergate da una mano tremante, queste parole:
Mi avete chiesto pi di quello che io possa dirvi. I fatti vanno accolti quali sono, senza attender spiegazioni da me. Maddolora profondamente il non potervi soddisfare, ma non ho altra scelta dinanzi a me. Dio ci perdoni tutti e ci salvi dalla disperazione. M.
Poich non potremo ora rivederci senza imbarazzo, sar meglio che ciascuno porti il suo fardello da solo, in silenzio. Il signor Harwell verr a trovarvi. Addio.
Mentre stavo attraversando la strada, udii un passo affrettato e, volgendomi, vidi Thomas al mio fianco.
Scusatemi, signore disse ma ho qualche cosa di un po particolare da dirvi. Quando mi avete chiesto, laltra sera, che genere di persona fosse quel signore che fece visita alla signorina Eleanor la sera del delitto, non vi risposi come avrei voluto. Il fatto  che anche linvestigatore mi aveva rivolto la stessa domanda, e io mi sentivo un po impacciato. Ma so che voi siete un amico della famiglia e voglio dirvi adesso che quello stesso signore... Robbins, come si fece annunciare quella sera...  venuto in casa anche questa sera, facendosi annunziare alla signorina Leavenworth col nome di Clavering. S, signore soggiunse accorgendosi che avevo trasalito e, come ho detto a Molly, il suo contegno mi  sembrato un po strano. Quando venne, quella sera, esit molto prima di farsi annunziare alla signorina Eleanor; quando gli richiesi il suo nome, trasse di tasca un pezzo di carta e vi scrisse sopra il nome che vi ho detto prima, con uno sguardo un po strano per un visitatore. Inoltre...
Ebbene?
Signor Raymond prosegu il maggiordomo a voce pi bassa e facendomisi pi vicino vi  qualche cosa che non ho detto ad anima viva, tranne che a Molly e che forse pu servire a coloro che desiderano scovare chi ha commesso il delitto...
Un fatto o un sospetto?
Un fatto, signore! Vi chiedo scusa del disturbo che vi reco in questo momento, ma Molly non mi dar pace sino a che io non abbia parlato a voi o al signor Gryce, perch lei  cos agitata riguardo ad Anna, che tutti sappiamo innocente, bench la gente continui a dire che  colpevole per il solo fatto che non lhanno trovata quando la volevano...
Ma insomma, questo fatto?
Ah, s, signore. Il fatto... Vedete, io vorrei dir la cosa al signor Gryce, ma ho paura dei poliziotti che a volte vi afferrano per il petto senza starci troppo a pensare e a volte credono che voi ne sappiate pi di quanto ne sapete veramente.
Ma volete venire a questo fatto?
Il fatto  che quella notte, la notte del delitto, io ho visto il signor Clavering, o Robbins, o come si chiama, entrare in casa, ma n io, n nessun altro lo ha veduto uscire, e nessuno sa se sia veramente uscito.
Ma come?
Ebbene, ecco quel che voglio dire. Quando discesi dalla camera della signorina Eleanor, per dire al signor Robbins che la signorina non stava bene e non poteva riceverlo, il signor Robbins, invece di inchinarsi e di andarsene, come avrebbe fatto qualsiasi altro signore, entr in salotto e si mise a sedere. Forse si sentiva male, era molto pallido e mi chiese un bicchier dacqua. Non avendo alcun sospetto sul suo conto, mi affrettai a recarmi in cucina per prendere il bicchier dacqua, lasciandolo solo. Ma prima di rientrar in sala, sentii chiudere il portone di casa. Chi ? chiese Molly che era con me. Non so risposi a Molly a meno che non sia quel signore, che, stanco di aspettare, se ne sia andato! Se se n andato, non avr pi bisogno dacqua! osserv Molly, e cos deposi il vassoio e andai a vedere in sala, e infatti non cera pi, se nera andato davvero, o almeno io pensai che se ne fosse andato. Ma chi sa che non fosse rimasto in casa, in quella o in unaltra stanza buia, mentre io chiudevo tutte le imposte e le porte?
Non risposi, tanto ero rimasto stupito da quella rivelazione.
Vedete, signore, non direi questo di nessuna delle persone che vengono a visitare le nostre signorine, ma noi sappiamo che colui che  rimasto chiuso in casa quella notte ha ucciso il nostro padrone, e non  stata Anna...
Voi dite che la signorina Eleanor si rifiut di riceverlo... interruppi, nella speranza che questa interruzione lo inducesse a darmi qualche particolare del suo colloquio con Eleanor in quelloccasione.
S. Appena data unocchiata al biglietto, lei si mostr un po esitante, ma poi arross e mi incaric di dire quello che vi ho riferito. Non avrei pi ripensato alla cosa, se non avessi visto questo signore ritornare stasera con un nuovo nome sulle labbra e Molly non mi avesse obbligato a corrervi dietro e a parlarvi.
Rientrato in casa, quella sera, riaprii il mio taccuino e inaugurai una nuova lista di circostanze sospette intestandole con la lettera C, invece di E.
...
.
...
19. NEL MIO STUDIO.
...
.
...
Il giorno dopo, quando, coi nervi scossi e il cervello esaurito, entrai in studio, il commesso mi diede subito questannunzio:
C un signore che vi aspetta nella vostra stanza da molto tempo ed  molto impaziente.
Non avevo molta voglia di colloqui con clienti, vecchi o nuovi che fossero, e aprii quindi assai di malanimo la porta della mia stanza particolare. Ma chi vidi appena entrato? Il signor Clavering.
Troppo stupito per parlare, mi inchinai freddamente, ed egli, avvicinandosi con laria e i modi di un vero gentleman, mi porse il suo biglietto da visita, sul quale vidi scritto il suo nome: Henry Richtie Clavering, scusandosi nello stesso tempo dellincomodo della sua visita e dicendomi che era uno straniero nella nostra citt, che aveva un affare di grande premura, che aveva per caso sentito fare il mio nome come quello di un avvocato e dun gentiluomo. Si era permesso di venire da me per conto di un amico, il quale aveva bisogno di chieder consiglio a un avvocato su una questione che non solo implicava uno straordinario stato di fatto, ma era di natura tale da imbarazzarlo, data la sua ignoranza delle leggi americane.
Avendo cos attratto la mia attenzione e svegliato la mia curiosit, mi chiese senzaltro il permesso di narrarmi la sua storia. Vincendo lo stupore e la ripugnanza che mi suscitava quelluomo, assentii. Egli allora trasse di tasca un taccuino e mi lesse pressa poco quanto segue:
Un inglese, viaggiando in America, incontra in una stazione termale una signorina americana, della quale sinnamora pazzamente, e che, dopo qualche giorno, desidera sposare. Conoscendo che la sua posizione  buona, che la sua fortuna  ragguardevole, che i suoi sentimenti sono onorevoli, egli le offre la sua mano ed  accettato. Ma, per una ostinata opposizione della famiglia di lei, egli  costretto a celare i suoi sentimenti, bench il fidanzamento rimanga. Mentre le cose stanno a questo punto, egli  richiamato durgenza in Inghilterra e, allarmato dalla prospettiva di una assenza prolungata, scrive alla signorina, proponendole un matrimonio segreto. Lei consente ai patti seguenti: il primo  che egli la lascer immediatamente, dopo la fine della cerimonia e il secondo che egli affider a lei il certificato dellavvenuto matrimonio. Non era precisamente ci che egli desiderava, ma tutto quel che poteva servire ad unire la sua vita alla vita della fanciulla era per lui accettabile: e si sottomise. I due fidanzati si incontrarono davanti a un pastore metodista dun paese a una ventina di miglia dalla stazione termale dove la ragazza abitava, e la cerimonia nuziale fu presto compiuta. Due testimoni vi assistettero: un uomo chiamato a tale scopo dal pastore e una signora, giunta con la sposa. Non vi fu licenza di matrimonio e la sposa non aveva ancora ventun anni. Ora questo matrimonio pu considerarsi legale? Se la signora, sposata in buona fede quel giorno dal mio amico, negasse che  sua legittima moglie, pu egli costringerla a un legame al quale lei ha acceduto in forma cos poco ufficiale? In breve, signor Raymond, il mio amico  egli marito legittimo della signorina, o no?
Ascoltando tutta questa storia, mi accorsi che andavo cedendo a sentimenti affatto diversi da quelli con cui avevo ricevuto il mio visitatore un istante prima. Mi interessai tanto al caso dellamico, che quasi mi dimenticai di aver mai visto o sentito nominare Henry Clavering, e quando appresi che la cerimonia del matrimonio aveva avuto luogo nello Stato di New York risposi:
In questo Stato (e credo che tale sia dovunque la legge americana) il matrimonio  un contratto civile, che non richiede n licenza, n cerimonia, n sacerdote e neppure, in alcuni casi, testimoni per esser valido. Basta che luomo e la donna dicano lun laltro: Da questo momento noi siamo sposati o Voi siete ora mio marito, o Voi siete ora mia moglie. La sola cosa necessaria  il mutuo consenso.
Allora voi siete di parere che...
Che il vostro amico  il legittimo marito della signora in questione, ammesso naturalmente che non esistessero altre ragioni legali da una parte o dallaltra che impedissero questa unione. Quanto allet della signorina, ci che posso dirvi  che ogni fanciulla quattordicenne pu legalmente contrarre matrimonio.
Il signor Clavering si mostr subito assai soddisfatto.
Sono lieto di sentir questo! esclam. La felicit del mio amico dipende assolutamente da questo matrimonio.
Sembrava tanto lieto, che la mia curiosit raddoppi.
Vi ho dato il mio parere dissi riguardo alla validit del matrimonio, ma altra cosa sarebbe il poterne dare la prova, forse, se questo matrimonio fosse contestato.
Egli mi rivolse uno sguardo interrogatore e mormor:
 vero!
Permettetemi di rivolgervi alcune domande. La signora si  sposata sotto il suo vero nome?
S, certo.
E luomo?
Anche lui.
La signora ha ricevuto un atto di matrimonio?
S.
Debitamente firmato dal pastore e dai testimoni?
Egli chin il capo, assentendo.
E ha conservato questo certificato?
Non potrei dirlo. Credo di s.
E i testimoni furono...
Un uomo chiamato apposta dal pastore...
Che pu essere rintracciato?
Che non pu essere rintracciato.
Morto o scomparso?
Il pastore  morto e luomo  scomparso.
Il pastore  morto?
Tre mesi fa.
E il matrimonio quando ha avuto luogo?
Lo scorso luglio.
Laltro testimone, la signora, dove  adesso?
Pu essere rintracciata, ma non si pu contare su di lei.
E lo sposo, non ha nessuna prova del suo matrimonio?
Non pu neppur provare la sua permanenza nel paese in quel giorno particolare.
Il certificato di matrimonio deve per essere stato iscritto nei registri del comune?
No.
Ma come mai?
Non posso dirlo. So soltanto che il mio amico ne ha fatto ricerca, ma inutilmente.
Non mi stupisco che il vostro amico nutra delle preoccupazioni riguardo al suo caso, se come voi accennavate poco fa, la signora sembra disposta a negare che la cerimonia abbia avuto luogo. Tuttavia, se egli decidesse di ricorrere ai tribunali, potrebbe darsi che questi deliberassero in suo favore, ma ne dubito. Egli non pu avere altra prova che il suo giuramento, e se la signora giurasse, invece, in senso contrario, di regola il giudizio del tribunale  favorevole alla donna.
Il signor Clavering si alz e, guardandomi con una certa ansiet, mi domand con un tono sempre educatissimo, ma un po cambiato, se avessi avuto difficolt a mettere per iscritto quella parte del mio parere che concerneva la legalit del matrimonio, osservandomi che il suo amico sarebbe stato lieto di constatare che il suo caso era stato esposto bene, perch certo nessun avvocato avrebbe apposto il suo nome a un parere legale senza prima esser giunto alle sue conclusioni attraverso una attenta disamina della legge.
La richiesta sembrandomi ragionevole, io la soddisfeci senza esitazione e gli porsi il documento. Egli lo prese, lo lesse attentamente e lo ricopi nel suo taccuino. Fatto questo, si volse a me, con una emozione che mal riusciva a reprimere.
E ora, signore disse piantandomisi davanti in tutta la sua maestosa figura non ho che unaltra richiesta da farvi, ed  questa: che voi riprendiate questo vostro parere e che il giorno in cui conduciate una bella donna allaltare vi fermiate un momento a riflettere e a chiedervi: sono sicuro che la mano che io stringo con tanto favore  proprio libera? Sono certo che questa signora non sia stata da me dichiarata maritata secondo le leggi del mio paese?
Signor Clavering!
Ma egli con un inchino compitissimo, pos la mano sulla maniglia della porta.
Vi ringrazio della vostra cortesia, signor Raymond e vi auguro il buon giorno. Spero di rivedervi presto, senza che abbiate la necessit di venire a leggere i giornali!
E con un altro inchino scomparve.
Era stato per me un colpo terribile e rimasi per un momento come paralizzato. Io?... Io? perch avrei dovuto proprio io esser coinvolto in un affare come questo? Eleanor maritata, e a quelluomo? No, no, tutto, ma non questo. Afferrai il cappello e mi precipitai in strada con la speranza di rintracciare ancora quelluomo, per chiedergli una spiegazione della sua condotta misteriosa. Ma non riuscii a rintracciarlo.
Credo che quella fosse la giornata pi lunga della mia vita. Quando giunsero finalmente le cinque, mi recai alla Hoffmann House e chiesi del signor Clavering, ma immaginate quale fu la mia sorpresa nellapprendere che la sua visita al mio ufficio era stata compiuta immediatamente prima che egli simbarcasse sopra un vapore diretto a Liverpool. Sulle prime stentai a crederlo, ma, dopo un colloquio col vetturale che lo aveva condotto prima ad acquistare il biglietto allufficio di navigazione e poi al porto, dovetti arrendermi allevidenza. Il mio primo sentimento fu di vergogna: ero stato a faccia a faccia con un uomo accusato, mi aveva detto egli stesso che sarei rimasto qualche tempo senza vederlo e me lero lasciato sfuggir di mano! Il mio secondo pensiero fu di andare da Gryce a narrargli della partenza di quelluomo. Ma erano ormai le sei, lora che avevo fissato per il colloquio con Harwell e decisi allora di mandare soltanto un biglietto a Gryce per dirgli che sarei andato da lui in serata e rivolsi i passi verso il mio studio. Trovai che Harwell mi aveva gi preceduto.
...
.
...
20. TRUMAN! TRUMAN! TRUMAN!
...
.
...
Subito mi prese un grande spavento. Quali rivelazioni mi avrebbe fatto lo strano segretario? Ma seppi nascondere i miei sentimenti, lo salutai il pi cordialmente che potei e mi disposi ad ascoltare le sue spiegazioni. Per, sembrava che Harwell non avesse spiegazioni da dare; al contrario, era venuto, diceva, per scusarsi delle parole che aveva pronunciato la sera innanzi, parole che, qualsiasi effetto avessero prodotto su di me, egli ora considerava non sufficientemente basate.
Ma esclamai o voi avete delle buone ragioni per fare unaccusa cos grave, oppure avete parlato come un pazzo.
No, non  cos! egli ribatt aggrottando la fronte. In un momento di sorpresa, anche i pi savi possono dire certe cose, senza passare per pazzi.
Sorpresa? Allora voi dovevate aver conosciuto prima il volto o il portamento del signor Clavering. Il semplice fatto di vedere un estraneo nel vestibolo non potrebbe avervi turbato a tal punto.
Egli, ancora in piedi, tormentava con le mani lo schienale della poltrona che gli era davanti.
Sedetevi! proseguii. Si tratta di un affare molto serio e intendo andare a fondo alla cosa. Voi avete detto una volta che, se aveste saputo qualche cosa che potesse servire a liberare la signorina Eleanor dallaccusa che le pende sul capo, sareste stato pronto a comunicarla.
Ho detto interruppe egli freddamente che, se avessi saputo qualche cosa che potesse servire ad alleviare la sua situazione, avrei parlato.
Va bene,  lo stesso. Voi sapete qualche cosa, Harwell, e io vi chiedo in nome della giustizia di parlare!
Siete in errore, io non so nulla. Ho dei motivi, forse, per pensare certe cose, ma la mia ragione non mi permette di dar sfogo con leggerezza a dei sospetti, che non solo possono danneggiare la reputazione di un onestuomo, ma porre me nella spiacevole condizione di un accusatore che non ha basi sufficienti per la sua accusa.
Voi in questa posizione ci siete gi. Nulla al mondo mi potr far dimenticare che, in mia presenza, voi avete denunciato il signor Clavering come autore dellassassinio del signor Leavenworth. Dunque  meglio che vi spieghiate.
Volete semplicemente approfittare della vostra posizione e costringermi a rivelare il poco che so? Ceder dunque alla forza maggiore e parler, deplorando la triste necessit in cui mi ponete.
Sono semplicemente degli scrupoli di coscienza che vi inducono a tutte queste reticenze?
S, e linconsistenza dei fatti che sono a mia cognizione.
Giudicher i fatti quando me li avrete esposti.
Signor Raymond, voi siete un avvocato e indubbiamente un uomo positivo, ma forse anche voi potete intuire che cosa sia aver sentore dun pericolo prima daverlo di fronte, sentir qualcosa nellaria, prima di realizzare quali siano veramente gli influssi che vi sono passati accanto:  talvolta lombra della morte che si  posata sul libro che stavate leggendo o si  mescolata al vostro respiro durante il sonno. Se non minganno sul conto vostro, voi siete in grado di comprendere quello che ho sofferto in queste tre ultime settimane, e mi prenderete sul serio quando vi dir che proprio alla vigilia del delitto di cui il signor Leavenworth  stato vittima, io ho veduto in sogno tutto ci che  realmente avvenuto, lho visto uccidere, lho visto... qui egli si strinse convulsamente le mani e la sua voce si fece fievole come un sospiro ho visto il volto stesso dellassassino!...
Un brivido mi corse per la schiena, per un attimo mi parve di veder uno spettro davanti a me.
E questa era... cominciai.
Era la ragione per denunziare luomo da me veduto ieri sera nel vestibolo. E si asciug col fazzoletto il sudore che gli imperlava la fronte.
Sicch voi potete assicurare che il volto veduto nel sogno e quello visto nella realt erano lo stesso volto?
Egli assent gravemente col capo.
Narratemi allora il vostro sogno! esclamai, facendomi pi vicino a lui.
Ebbene disse egli con voce bassa e piena di paura fu dunque la notte innanzi il delitto. Ero andato a letto, soddisfatto di me e del mio lavoro, perch, per quanto la mia vita non sia delle pi piacevoli, quel giorno mi erano state rivolte parole di compiacimento che mi avevano riempito di gioia, quando mi sentii come un freddo al cuore e la tenebra, che un momento prima mi era parsa piena di pace, trem al suono di una voce soprannaturale e udii gridare il mio nome: Truman, Truman, Truman! ripetuto tre volte da una voce ignota e che non riconobbi. Sedutomi dun balzo sul letto, vidi accanto a me una donna. Il suo volto mi era nuovo eppure potrei descriverlo in tutte le sue fattezze. Mentre si chinava su di me, mi fissava negli occhi con uno sguardo che pareva implorare aiuto, bench le sue labbra fossero mute, e solo la memoria di quel grido riecheggiasse ai miei orecchi.
Descrivetemi il volto.
Era il viso ovale e biondo duna signora, bello, ma scolorito, cio non proprio bello, ma grazioso duna grazia infantile. I suoi capelli eran divisi in due bande sulla vasta fronte, gli occhi erano grigi, un po troppo discosti luno dallaltro, la bocca delicata ed espressiva, una fossetta nel mento. Un viso indimenticabile...
Seguitate.
Incontrando lo sguardo di quegli occhi imploranti, trasalii. Subito il volto scomparve, e io divenni conscio, come avviene nei sogni, di un certo movimento gi nel vestibolo. Un istante dopo, limponente figura di un uomo penetr nella biblioteca. Ricordo di aver provato alla sua vista un senso di terrore, misto a curiosit, bench indovinassi ci che egli stava per fare. Strano a dirsi, ora non mi sembrava pi di esser una terza persona spettatrice, ma lo stesso signor Leavenworth seduto al tavolo della biblioteca, immobile, incapace dun gesto o duna parola per allontanar da s la minaccia che incombeva su di lui. Potevo veder luomo, bench gli voltassi le spalle, strisciare lungo il corridoio, passare nella camera accanto, dirigersi al comodino, trarne larma, soppesarla nella mano, riavvicinarsi ancora. Potevo sentire ogni suo passo, come se egli mi camminasse sul cuore e mi rammento di esser rimasto a contemplare il tavolo, come se, da un momento allaltro, avessi atteso di vederlo cosparso del mio proprio sangue. Sentivo gli occhi dellassassino fissarmi e il battito dei suoi denti, mentre egli si risolveva allatto fatale. Ah! e il volto livido del segretario mostrava un indicibile terrore. Chi potrebbe dimenticare unesperienza come questa? Quali parole potrebbero descriverla? In un momento, tutte le agonie dellinferno nel cervello e nel cuore, un momento dopo il vuoto pi nero e poi la visione dun uomo curvo sulla sua vittima, gli occhi sfavillanti, le labbra strette e un volto che non avevo mai visto prima, un volto indimenticabile, campeggiante nel mio sogno con lineamenti indelebili.
E questo volto? chiesi con una voce che stentai a riconoscere per mia.
Era quello di colui che abbiamo visto uscire ieri sera dal salotto di Mary Leavenworth e dirigersi alla porta dingresso attraverso il vestibolo...
...
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...
21. UN PREGIUDIZIO.
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Per un attimo, restai preda dellorrore pi superstizioso, poi la mia naturale incredulit riprese il sopravvento e domandai:
Voi dite che questa visione lavete avuta la notte precedente il delitto?
Come una premonizione.
Ma non sembra che voi labbiate presa in questo senso.
No, io vado soggetto a sogni spaventosi e non li ho mai considerati superstiziosamente, n badai a questo se non dopo essermi trovato, il giorno seguente, davanti al cadavere del signor Leavenworth.
Non mi meraviglio allora del vostro strano contegno allinchiesta.
Ah, signore esclam egli con un pallido sorriso nessuno pu sapere quanto ho sofferto nei miei sforzi per non dire pi di quanto realmente conoscevo, senza tener conto del mio sogno circa il delitto e il modo con cui esso  stato compiuto!
Voi credete dunque che il vostro sogno non solo abbia adombrato il delitto, ma anche il modo in cui  stato commesso?
S.
 un peccato che il sogno non vi dicesse anche come lassassino sia riuscito a svignarsela da una casa come quella del signor Leavenworth!
Egli arross.
Certo sarebbe stato comodo disse. Magari mi avesse informato della fuga di Anna e del motivo che ha spinto a un delitto simile un estraneo e un gentiluomo.
Perch un estraneo? chiesi abbandonando il mio tono un po ironico. Conoscete dunque cos bene tutti i visitatori della casa per poter dire quali sono e quali non sono estranei per la famiglia?
Conosco personalmente i loro amici, signor Raymond, e Henry Clavering non  nel numero di questi, ma...
Avete mai accompagnato il signor Leavenworth nei suoi viaggi, in campagna, allestero?
No.
Eppure credo che talvolta si assentasse...
Certo.
Potreste dirmi dove si trovavano lo scorso luglio egli e le signorine?
S, andarono a R., il famoso luogo di cura termale e vi si trattennero qualche tempo. Ah esclam pensate forse che egli potrebbe averli conosciuti a R.?
Voi mi nascondete qualche cosa, Harwell! dissi guardandolo ben fisso. Sapete molto pi di questuomo di quel che volete darmi a intendere. Chi ?
Non ne so pi di quanto vi ho detto, ma e il viso gli si emp ancora di rossore se volete proprio ostinarvi...
Voglio giungere a sapere tutto ci che  possibile sapere intorno a questo Clavering.
Ebbene, allora posso dirvi questo: Henry Clavering scrisse una lettera al signor Leavenworth pochi giorni prima del delitto e ho ragione di credere che questa lettera producesse un effetto considerevole sulla famiglia.
E come fate a saperlo?
Lho aperta per errore. Ero solito aprire le lettere daffari del signor Leavenworth e questa, provenendo da una persona che non aveva labitudine di scrivergli, mancava del segno che abitualmente distingueva le sue lettere personali.
E vedeste il nome Clavering?
S, Henry Richtie Clavering.
E avete letto la lettera?
Il segretario non rispose.
Signor Harwell insistei questo non  momento delle false delicatezze. Avete letto la lettera?
S, ma in fretta e con la coscienza un po turbata.
Potete allora ricordarla se non altro nel contenuto generale.
Era una lamentela per il trattamento ricevuto da parte di una delle nipoti del signor Leavenworth. Non mi rammento altro.
Quale nipote?
Non era fatto nessun nome.
Ma voi inferiste...
No, signore. Questo  proprio quello che non feci. Mi forzai anzi a dimenticar la cosa.
E tuttavia voi dite che produsse un certo effetto sulla famiglia...
Ora so che lo produsse. Nessuna delle due signorine, da quel momento, si comport verso laltra come prima.
Signor Harwell, quando vi fu chiesto se il signor Leavenworth avesse ricevuto qualche lettera che in qualche modo potesse esser collegata alla tragedia, voi lo negaste. Come mai?
Voi siete un gentiluomo e avete un doveroso riguardo per le signore. Avreste voi ricordato in quelloccasione una lettera che conteneva delle lagnanze contro una di loro? E che ragione avevo io di ritenere che si trattasse duna lettera importante? Io non conoscevo questo Henry Clavering.
Eppure allora sembraste mostrare che la ritenevate importante. Mi ricordo che esitaste prima di rispondere.
 vero, ma non quanto esiterei ora se la domanda mi fosse indirizzata unaltra volta...
A queste parole segu un lungo silenzio. Mi levai e mi posi a percorrere la stanza in lungo e in largo.
Tutto questo  assai fantastico! dissi finalmente, sforzandomi a ridere come per cacciare quel senso di paura che ancora mi teneva.
Egli chin il capo assentendo.
Lo so! Alla luce del sole, sono anchio uomo pratico e riconosco linconsistenza duna accusa basata sul sogno di un povero segretario. Questa  proprio la ragione per cui esitavo a parlarvene. I sogni non sono cose con cui poter trascinare qualcuno in Corte dAssise, ma, signor Raymond, tenete bene a mente questo, se mai lassassino sar indotto a confessare il suo delitto, si vedr che il colpevole  luomo del mio sogno.
Trassi un lungo respiro. Per un momento la sua fiducia fu anche la mia e mi pervase un senso di sollievo, misto a un nuovo dolore, al pensiero di Eleanor liberata dal peso di tanta accusa solo per venir piombata in un pi profondo abisso di umiliazione.
E adesso egli passeggia per le strade prosegu il segretario come parlando a se stesso e osa persino rientrare nella casa del suo delitto. Ma la giustizia  la giustizia e presto o tardi avremo la riprova che il mio sogno  stato un sogno premonitore, che la voce che mi chiamava non era solo una fantasia del mio cervello eccitato, ma era la giustizia stessa che voleva additarmi il vero colpevole.
Parlate con strana convinzione, ma con tutta probabilit rimarrete deluso. Per quanto mi consta, il signor Clavering  persona rispettabilissima.
Non mi propongo di denunciarlo esclam, prendendo il cappello di sul tavolo non mi propongo neppure di fare unaltra volta il suo nome. Non sono un pazzo, signor Raymond. Ho parlato cos a voi perch ieri notte m avvenuto di tradirmi. Spero che voi considererete quanto vi ho detto come confidenziale, e spero comprenderete che ho parlato come ho parlato unicamente obbedendo alla forza delle circostanze.
Sta bene risposi e con lidea immediata di controllare la veridicit della storia stranissima che mi aveva narrato, gli domandai se avesse qualche testimone che potesse comprovare che egli aveva fatto il sogno prima del delitto e non dopo.
No, signore. So benissimo di aver fatto il sogno la notte prima del delitto e non dopo, ma non posso darne alcuna prova.
Non ne avete parlato ad alcuno la mattina dopo?
No, signore, non ero certo in grado di farlo.
Eppure, esso deve aver prodotto un grave effetto su di voi, pu avervi impedito di lavorare...
Nulla pu impedirmi di lavorare! esclam egli con amara tristezza.
Lo credo anchio dissi, ricordando la sua diligenza dei giorni scorsi. Ma immagino almeno che dovrete aver mostrato le tracce di aver passato una notte spaventevole. Non ricordate che alcuno vi abbia rivolto qualche osservazione sul vostro aspetto sconvolto o disfatto?
Solo il signor Leavenworth avrebbe potuto rivolgermi una osservazione simile, avrebbe potuto notare la cosa... disse con tristezza.
Signor Harwell, non sar in studio stasera e non so neppure quando ritorner qui. Considerazioni personali mi terranno per un certo tempo lontano dalle signorine Leavenworth, e io spero che voi vorrete continuare il vostro lavoro senza il mio aiuto, a meno che non vogliate portar qui il manoscritto.
Posso portarvelo...
Vi attender, allora, domani sera.
Benissimo... e stava per andarsene, quando un pensiero improvviso sembr balenargli alla mente. Poich non desidero tornare ancora su questo argomento, ma poich provo una curiosit legittima riguardo alluomo il cui portamento e il cui volto mi sono cos noti bench io non abbia fatto la sua conoscenza diretta, volete dirmi ci che sapete di lui? Dite che si tratta duna degnissima persona. Voi lo conoscete?
Conosco il suo nome e dove abita.
Dove?
A Londra.  un inglese.
Ah! esclam egli con una strana intonazione di voce.
Perch? Vi sorprende forse?
Ho usato quella esclamazione spieg dopo essersi morso le labbra e avere alquanto esitato perch ci che mi avete detto mi ha colpito.
Colpito?
S, voi dite che  un inglese. Ora il signor Leavenworth nutriva una profonda antipatia per gli inglesi. Era una sua caratteristica. Evitava sempre di esser presentato a persone che fossero inglesi.
Tocc a me, ora, mostrarmi stupito.
Voi sapete che il signor Leavenworth era un uomo che portava i suoi pregiudizi e le sue prevenzioni allestremo. Aveva un odio per la razza inglese che assumeva gli aspetti della mania. Se avesse saputo che la lettera che aveva ricevuto proveniva da un inglese, non lavrebbe neppur letta. Soleva dire che avrebbe preferito aver una figliuola morta piuttosto che sposa a un inglese.
Mi voltai per nascondere leffetto che queste parole mi producevano.
Credete che esageri? chiese il segretario. Domandatene al signor Veeley!
No, non ho alcuna ragione per pensare che esageriate.
Certo, egli aveva qualche motivo per odiar cos gli inglesi. Da giovane aveva dimorato per qualche tempo a Liverpool e aveva forse avuto molte occasioni per studiare il loro carattere e i loro costumi...
E il segretario si mosse ancora per andarsene.
Questa volta fui io a trattenerlo.
Scusatemi dissi ma voi siete stato in rapporti familiari col signor Leavenworth per tanto tempo... Pensate voi che se una delle sue nipoti, poniamo, avesse dimostrato il desiderio di sposare un uomo di quella nazionalit, egli, per quella sua prevenzione, si sarebbe risolutamente opposto al matrimonio?
Lo penso certamente.
Mi ritrassi. Avevo saputo quello che volevo sapere e non vedevo altra ragione per continuare il colloquio.
...
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...
22. UN DOCUMENTO RICOMPOSTO.
...
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...
Partendo dalla convinzione che il signor Clavering, nel colloquio della mattina, mi aveva dato, con maggiore o minore accuratezza, un resoconto delle sue esperienze e della sua posizione nei riguardi di Eleanor, mi domandai quali fatti particolari sarebbe stato necessario che io stabilissi per provare la verit del suo asserto e ne feci una nota:
1. Che Clavering era non solo stato in America nel tempo da lui indicato, nel luglio, ma era rimasto per un breve periodo in quella stazione termale dello Stato di New York.
2. Che questa stazione termale doveva essere la stessa in cui sera soffermata, nel medesimo periodo di tempo, Eleanor Leavenworth.
3. Che essi dovevano esser stati veduti insieme.
4. Che certo un giorno dovevano essere stati assenti dalla citt il tempo sufficiente per la cerimonia nuziale, avvenuta in un luogo distante venti miglia.
5. Che un pastore metodista, poi morto, viveva a quel tempo in un raggio di venti miglia da quella citt.
Mi domandai, poi, come avrei dovuto fare per accertare questi fatti. La vita di Clavering mi era ancora cos poco nota da non offrirmi tracce utili e cos, per il momento, la lasciai da parte e seguii invece le tracce offertemi dalla storia di Eleanor. Trovai che essa era veramente stata a R. Anchegli dunque doveva essere stato a R. Accertarmene doveva, perci, essere il mio primo cmpito e risolsi di andare a R. il giorno dopo.
Ma, prima di procedere innanzi con una inchiesta tanto importante, credetti necessario attingere tutte le notizie e raccogliere tutti i fatti che mi fosse possibile e mi recai da Gryce.
Lo trovai sdraiato sul divano del suo salotto, in preda a un forte attacco di reumatismi. Si scus con me per farsi trovare cos e poi mi domand subito ironicamente se ero rimasto molto sorpreso nellapprendere che luomo di cui ero andato in cerca se lera svignata dalla Hoffmann House.
Fui stupito di vedere che voi ve lo eravate lasciato sfuggire risposi. Dal modo con cui mi ingiungeste di fare la sua conoscenza avevo supposto che egli fosse un personaggio importante della tragedia.
E che cosa vi fa pensare il contrario? Il fatto che lho lasciato scappare? Questa non  una prova. Non si mettono i freni che quando la discesa  incominciata. Ma veniamo ad altro. Clavering dunque non si  sbottonato con voi prima di prendere il volo?
 questa una domanda alla quale trovo molto difficile rispondere. Costretto dalle circostanze non posso nel momento esser con voi troppo esplicito, ma vi dir quello che posso dirvi. Sappiate dunque che io credo che il signor Clavering si sia spiegato con me questa mattina, ma lo ha fatto in modo ambiguo, tanto che mi vedo costretto a intraprendere alcune indagini per poter poi aprirmi a voi con tutta certezza. Egli mi ha fornito una probabile traccia...
Un momento. Ha fatto questo intenzionalmente, con cattiva intenzione, o inconsapevolmente, in piena buona fede?
In buona fede, secondo me.
 peccato che voi non possiate spiegarvi pi chiaramente. Ho quasi paura di affidarvi lincarico di fare delle indagini, come voi le chiamate, per conto vostro. Non siete pratico di certi affari e perderete del tempo, senza contare che potreste mettervi a seguire delle orme false e a sperperare le vostre forze in dettagli inconcludenti.
Avreste dovuto pensarci, prima di accettare che collaborassi con voi...
E voi assolutamente insistete a lavorare da solo!
Gryce, il fatto  questo. Clavering, a quanto mi consta,  un gentiluomo dal nome illibato. Non so ancora per quale scopo voi mi abbiate posto alle sue calcagna. So soltanto che, seguendolo, sono venuto a conoscere certe cose che mi sembrano degne di studio.
Bene, bene, fate voi, ma ricordate che i giorni passano e che bisogna giungere, e presto, a qualcosa di concreto. Il pubblico simpazienta!
Lo so e per questo son venuto da voi a chiedervi aiuto a questo punto della mia inchiesta. Voi siete a conoscenza di certi fatti riguardanti questuomo che anchio debbo conoscere, oppure la vostra condotta a questo riguardo  stata senza scopo. Ditemelo con tutta franchezza. Volete informarmi di questi fatti e dirmi tutto ci che sapete intorno a Clavering, senza per questo obbligarmi ora a una simile confidenza da parte mia?
Questo  domandare un po troppo a un investigatore.
Lo so e per questo, se le circostanze fossero diverse, esiterei a farvi una simile domanda, ma, stando cos le cose, non vedo come potrei continuare il mio lavoro senza qualche concessione da parte vostra.
Un momento. Clavering non  linnamorato duna delle vostre signorine?
Arrossii a questa domanda.
Io lo credo di certo egli prosegu. Non essendo n un parente, n un intimo amico di famiglia, ho sempre pensato che fosse un innamorato.
Non vedo perch. Clavering  uno straniero, non  da lungo tempo qui, non ha avuto certo il modo di diventar cos intimo.
Ma questa non  la sola volta che Clavering viene in America.  stato qui anche un anno fa. Lo so di sicuro.
Di sicuro?
S.
Quante cose sapete oltre a questo? Volete dunque lasciarmi andare avanti alla cieca, riguardo a fatti che sono gi a vostra conoscenza? Ve ne prego, Gryce, contentatemi e non avrete nulla da rimpiangere. Io non ho motivi egoistici; se riuscir, il merito sar vostro; se far fiasco, la vergogna sar mia.
Benissimo egli borbott e il premio?
Il premio sar solo quello di esser riuscito a liberare una innocente dallaccusa che pende sul suo capo.
Questa assicurazione parve fargli un certo piacere.
Benissimo ripet e che cosa volete sapere?
Prima di tutto, come mai i vostri sospetti sono caduti su di lui? Per quali ragioni avete potuto supporre che un gentiluomo simile potesse essere implicato in un tal delitto?
Questa  una domanda che non dovreste essere obbligato a rivolgermi.
Ma come mai?
Perch lopportunit di rispondere a questa domanda lavete avuta voi prima di me.
Ma cosa volete dire?
Non vi ricordate la lettera impostata in vostra presenza dalla signorina Mary, mentre la conducevate in vettura a casa della sua amica?
Il pomeriggio dellinchiesta?
S.
Certo, ma...
Voi non avete pensato a guardare lindirizzo, prima che lei la infilasse nella cassetta?
Non ho avuto n lagio, n il diritto di farlo.
Ma la lettera non fu scritta in vostra presenza?
Sicuro!
E voi non avete considerato la cosa come degna dattenzione?
Comunque io abbia considerato la cosa, non vedo come avrei potuto impedire alla signorina Mary di imbucare quella lettera nella cassetta postale con le sue stesse mani...
Perch voi siete un gentiluomo. Questo talvolta presenta degli inconvenienti... egli borbott.
Ma voi come avete fatto a sapere? Ah, capisco. Siete stato voi a procurarci la vettura, e il fiaccheraio era un vostro aiutante...
Questo non centra disse Gryce con una smorfia. Mi  bastato sapere che una lettera che mi interessava era stata impostata a una certa ora in una certa cassetta per dare le istruzioni necessarie allidentificazione della missiva e, incaricatomi personalmente della cosa, non ho tardato ad avere in mia mano per un momento una busta mal chiusa, di cui potei leggere comodamente lindirizzo...
Il quale era?
Henry R. Clavering. Hoffmann House. New York.
Dunque, fu questo il modo in cui la vostra attenzione venne rivolta a quelluomo?
S.
 strano, ma andate avanti.
Seguii naturalmente la traccia, recandomi alla Hoffmann House e incominciando a fare delle inchieste. Appresi che Clavering era un cliente regolare dellalbergo, che era giunto da Liverpool tre mesi prima e aveva fissato una camera che aveva sempre tenuto occupata. Che, bench non si sapesse nulla di preciso sul suo conto, egli era stato sempre visto in compagnia di persone rispettabili, dalle quali era sempre stato trattato con estremo riguardo. E, infine, che pur non essendo molto generoso, aveva sempre dimostrato dessere uomo di mezzi. Saputo questo, mi sedetti nel bureau dellalbergo, attendendo che giungesse e che il portiere gli consegnasse la lettera di Mary Leavenworth, recapitata allora allora per lui. Volevo vedere che impressione gli facesse una tal missiva.
E riusciste a vederlo?
Purtroppo, no! Un importuno, mettendosi allimprovviso tra me e lui, me ne imped la vista. Ma la sera, dai camerieri e dal portiere, seppi che, dopo letta la lettera, egli aveva mostrato una certa agitazione, e pensai quindi di essere sulla buona strada. Gli misi dietro i miei uomini, e per due giorni il nostro Clavering fu attentamente seguito e sorvegliato; ma senza risultati. Il suo interesse per il delitto, se esisteva, rimaneva un segreto, e bench egli passeggiasse per le vie, leggesse i giornali e frequentasse i paraggi del palazzo Leavenworth, non solo si asteneva dallavvicinarcisi troppo, ma non faceva nessun tentativo di comunicare con qualcuno della famiglia. Frattanto, voi veniste a trovarmi e mi incitaste a continuare i miei sforzi con la vostra fermezza di propositi. Convinto ormai che solo un gentiluomo poteva venir a capo di qualche cosa con questo signor Clavering, lo affidai a voi...
Per trovare in me un collega poco proficuo! Ma chiesi dopo una breve pausa non avete pensato a fare delle ricerche per sapere come e dove Clavering avesse trascorso la notte del delitto?
S, ma senza un gran esito. Tutti furono daccordo nel dire che aveva passato la sera fuori e che la mattina era a letto, quando il cameriere and a dargli la sveglia. Ma nessuno seppe dire altro.
Infine, voi non avete raccolto alcuna prova tale da indurvi a implicar questuomo nel delitto, fuorch il suo agitato interesse per il mistero e il fatto che una nipote dellucciso gli aveva scritto una lettera...
Niente altro.
Ancora una domanda: siete riuscito a sapere in che modo e a che ora quella sera egli si fosse procurato un giornale?
No, ho appreso soltanto che egli fu osservato da pi duno mentre saffrettava a uscire dalla sala da pranzo con il Post in mano per salire immediatamente in camera sua, senza aver toccato cibo... Se Clavering avesse avuto una coscienza colpevole del delitto, o non avrebbe ordinato il pranzo prima daprire il giornale, o, apertolo, avrebbe mangiato.
Allora voi non credete, da quello che siete venuto a sapere, che Clavering sia colpevole?
Son pronto a lasciarmi convincere da quello che siete venuto a saper voi! rispose Gryce guardando con curiosit le carte che sporgevano da una tasca del mio soprabito.
Ma come avete fatto a sapere che Clavering si trovava qui nel luglio scorso? Anche questo ve lo hanno detto alla Hoffmann House?
No, ho avuto, se lo volete sapere, una comunicazione da Londra in proposito.
Da Londra?
S, da un collega che sta in Inghilterra e che qualche volta mi  daiuto con le sue informazioni, quando gliele richiedo.
Ma come? Voi avete avuto il tempo di scrivere a Londra e di ricevere gi una risposta?
Non  necessario scrivere. Basta telegrafare al mio amico il nome duna persona perch egli capisca che io desidero sapere tutto quel che  possibile sapere intorno a questa persona.
E voi gli avete telegrafato il nome di Clavering?
S, in cifra!
E avete gi ricevuto la risposta?
Questa mattina. Se volete avere la cortesia di frugare in questa mia tasca troverete la lettera.
Non aveva neppure finito la frase che io avevo gi la lettera in mano.
Scusate la mia furia! dissi. Questo genere daffari  per me del tutto nuovo...
Egli sorrise con indulgenza.
Aver furia  una buona cosa, ma bisogna saperla dissimulare. Ma leggiamo quello che dice il mio amico Brown di Londra del nostro signor Clavering.
Lessi quanto segue:
Henry Richtie Clavering, danni 43. Nato a ***, Hertfordshire, Inghilterra. Suo padre, Chas. Clavering fu per qualche tempo nellesercito. Sua madre Helen Richtie di Dumfriesshire, Scozia,  ancora vivente. Dimora con suo figlio a Portland Place, Londra, H.R.C.,  celibe, alto m. 1.80, statura imponente, carnagione bruna, lineamenti regolari, occhi neri, naso aquilino, portamento eretto. In societ  considerato ottimo elemento, favorito dalle signore. Generoso, ma non spendereccio. Si dice abbia cinquemila sterline allanno di rendita. Sua propriet maggiore una terra nellHertfordshire. Ha frequentato Eton e Oxford. Ha viaggiato dopo la morte di un suo zio, da cui fu nominato erede.  stato in Germania, in America, al Cairo.  andato in America nel 1875, da solo, e ne  ritornato tre mesi dopo a causa della malattia della madre. Si ignorano le sue peregrinazioni americane. I servitori dicono che sia sempre stato un beniamino della famiglia. Di recente,  divenuto taciturno, ha seguito con ansia larrivo della posta dallestero, ma ha spedito poche lettere, quasi solo giornali. Ha scritto a Monaco. Nel suo cestino fu scoperta una busta strappata con lindirizzo: ad Amy Belden, niente altro. Corrispondenti americani, specialmente a Boston. Due a New York, nomi ignoti, ma forse banchieri. Riportato in patria molto bagaglio, ha allestito un appartamento come per ricevervi una signora, appartamento poi chiuso. Partito di nuovo per lAmerica due mesi fa. Si dice per il Sud. Telegrafato due volte a Portland Place. Amici hanno di rado sue notizie. Lettere ricevute recentemente impostate in New York. Una collultimo vapore impostata a F., Stato di New York.
Il documento mi cadde di mano. F. era una piccola cittadina, vicino a R.
Il vostro amico  un genio dissi a Gryce; egli dice proprio quello che pi desideravo sapere... e prendendo il mio taccuino ricopiai dalla lettera le notizie pi importanti. Sulla scorta di queste notizie, vedrete che riuscir a scovare tutto quello che mi interessa nei rapporti di Clavering, lo scommetto.
E fra quanto potr sperare di venir posto in grado di prender parte al vostro gioco?
Appena sar persuaso di battere la via giusta.
E chi vi assicurer che la via sia giusta?
Baster che io faccia luce su un certo punto particolare e poi...
Chi sa che non possa io sin da ora far luce su questo punto e volgendo lo sguardo verso il suo scrittoio, Gryce mi chiese di aprirne il cassetto superiore e di portargli dei pezzi di carta, in parte bruciacchiati, che vi avrei rinvenuto,
Un altro risultato delle ricerche di Fobbs sotto le ceneri del caminetto il primo giorno dellinchiesta esclam Gryce. Voi avete creduto che non avesse trovato che la chiave. Invece, frugando ancora sotto le ceneri, guardate che cosa ha pescato...
Immediatamente mi posi a esaminare con avida curiosit quei pezzi di carta. Erano quattro e sembravano a prima vista essere i resti di un foglio di carta da scrivere comune, lacerati in tutta la loro lunghezza, ma un pi attento esame mostrava tracce di scrittura da una parte e, cosa pi importante, la presenza duna o pi gocce di sangue. Questultima scoperta fu per me orribile, tanto che io per un momento, annientato, deposi quei frammenti e volgendomi a Gryce domandai:
Che cosa vi sembrano?
 quello che vorrei sapere da voi.
Vincendo il mio disgusto, ripresi in mano quei pezzi di carta.
Paiono i resti duna vecchia lettera dissi alfine.
Ne hanno infatti tutta lapparenza...
Una lettera che dalle gocce di sangue osservabili da un lato scritto del foglio deve essere stata sul tavolo del signor Leavenworth al momento del delitto.
Proprio cos.
E dalla uniformit delle lacerazioni, mi sembra che essa sia stata strappata in pezzi regolari poi a loro volta spiegazzati e arrotolati prima desser gettati nel caminetto.
Benissimo... Andate avanti.
La scrittura, per quanto se ne possa decifrare,  una scrittura maschile, duomo colto, ma non  quella del signor Leavenworth. Mi  troppo familiare il suo manoscritto per non vederlo subito... Ma, aspettate, avete qui un po di gomma per incollare insieme questi frammenti e far loro perdere queste pieghe? Allora vedremo meglio...
La gomma  l, sullo scrittoio.
Procuratamela, cominciai a esaminare ancora una volta i frammenti per accertarmi come si potesse disporli meglio. Trovai prima il margine sinistro del foglio che cominciava colle parole: Mr. Hor poi quello destro e li fissai a una certa distanza, su un altro foglio di carta bianca. Mi accorsi allora che occorrevano due altre strisce a riempire lo spazio rimasto vuoto e che lo scritto non terminava ai piedi del foglio, ma doveva continuare nella pagina seguente. Mi accorsi che le due strisce che rimanevano dovevano essere quelle marginali della seconda pagina e incollai anche queste. Lopera delicata di decifrazione non diede subito tutti i suoi risultati, ma una H della firma attrasse subito la mia attenzione. Toltomi di tasca il biglietto che Henry Clavering mi aveva dato dopo avermi scritto il suo nome, vidi immediatamente che la H del biglietto e quella della lettera erano della stessa mano. Lo dimostrai subito a Gryce, e poi mi misi a leggere le parole e le sillabe che potevo decifrare:
Caro si... una nipote... che voi... degna... amore... fid... affascinante... viso... conversazione... ogni rosa... spine... soave come... capa... calpestare... chi ha posto... fif... cuore... debito... onore... Se credete... suo viso crudele... Vostro H... tchie...
 una rimostranza contro una delle nipoti del signor Leavenworth dissi dopo aver letto.
Che cosa?
Sicuro, ho gi inteso parlare di questa lettera.  una lettera scritta da Clavering al signor Leavenworth contro una delle sue nipoti e gli riferii quello che Harwell mi aveva narrato in proposito.
Ah, dunque Harwell si  deciso a parlare? Credevo che avesse fatto voto di tacere in perpetuo.
Harwell ed io ci siamo visti quasi tutti i giorni per due settimane e sarebbe stato strano che non si fosse deciso a dirmi qualcosa...
E vi ha detto di aver letto una lettera scritta da Clavering al signor Leavenworth?
S, ma ne aveva dimenticate le precise parole.
Questi frammenti possono rinfrescargli la memoria.
Preferisco tenergli nascosto questo documento.  inutile ammettere altri nella nostra confidenza, quando se ne pu fare a meno.
Lo credo.
Senza rilevare quel Lo credo, mi rimisi al lavoro di ricostruzione del testo della lettera, interponendo negli spazi vuoti qualche parola adatta a completarla e potei cos alla meglio decifrarne il contenuto.
...House
1 marzo 18...
Mr. Horatio Leavenworth
Caro Signore,
avete una nipote che voi ed ognuno giudican degna damore e di fiducia tanto  affascinante il suo viso e la sua conversazione. Ma ogni rosa ha le sue spine e questa rosa, per quanto soave essa sia, come donna  capace di calpestare chi ha posto fiducia nel suo cuore, luomo verso cui ha contratto un debito donore. Se non credete a me, interrogate il suo viso crudele... Vostro Henry Richtie Clavering.
S, questo deve essere il tenore generale della lettera esclam Gryce.
Mi pare che si debba leggere cos. Egli deve avere avuto qualche motivo di fare una rimostranza cos sdegnosa contro una donna che ancora reputa soave e affascinante...
Si trovano spesso, allorigine dei delitti pi oscuri, delle rimostranze siffatte.
Credo di sapere di che si tratta, ma vi prego di non insistere per ulteriori mie spiegazioni soggiunsi subito vedendo che Gryce si sollevava pieno di curiosit dal suo giaciglio. Vi basti sapere che la mia teoria risulta confermata da questa lettera.
Allora questa lettera  lanello che deploravate mancante alla vostra catena?
No...  soltanto una piccola prova... non  lanello che ancora cerco.
Tuttavia,  una prova che deve avere la sua buona importanza se la signorina Eleanor si  data tanta pena prima per sottrarla dal tavolo dello zio e poi...
Un momento! interruppi. Che cosa vi induce a credere che si tratti del foglio che Eleanor ha preso o si presume abbia preso dal tavolo del signor Leavenworth, quella mattina?
Perch scuotete il capo?
Perch le vostre ragioni per credere che questa sia quella tale lettera non mi soddisfano.
Cio?
Prima di tutto perch Fobbs non assicura di averle veduto un foglio di carta in mano quando Eleanor si  chinata sul fuoco, ed  improbabile ci che Fobbs vorrebbe farci credere, che lei abbia gettato questi frammenti di una lettera che avrebbe carpito con tanto pericolo e che doveva quindi starle tanto a cuore, nel secchio del carbone. In secondo luogo, vi faccio osservare che questi frammenti sono stati piegati e arrotolati in modo che potrebbero essere stati adoperati da una donna per farsi i riccioli o qualche cosa di simile...
Gryce mi guard con una compunta ammirazione:
Siete uno spirito molto brillante, caro signor Raymond, mi congratulo di cuore con voi!
Sorpreso e niente affatto compiaciuto da questo complimento, gli lanciai uno sguardo dubbioso e poi gli chiesi:
Qual , allora, la vostra opinione?
Oh, sapete che io non ho opinioni! Ho rinunciato alle opinioni quando ho affidato questo affare alle vostre mani!
Tuttavia...
Che la lettera di cui non abbiamo che i frammenti si trovasse sul tavolo del signor Leavenworth al momento del delitto  noto. Che, quando fu rimosso il cadavere, Eleanor Leavenworth abbia preso dal tavolo una carta  credibile. Che, quando lei ha saputo che il suo atto era stato notato e la sua attenzione fu richiamata su questo documento e sulla chiave, ricorresse a uno stratagemma per sfuggire alla vigilanza sotto la quale era stata posta, riuscendovi parzialmente col gettare la chiave nel caminetto,  arcinoto. Le conclusioni le lascio al vostro giudizio.
Perfettamente dissi levandomi. Lasciamo da parte per ora le conclusioni! Quel che voglio far ora  solo assicurarmi se una certa mia teoria  fondata o no. Allora potr concludere qualche cosa circa questo affare.
E fermandomi appena il tempo necessario a farmi dare lindirizzo del suo aiutante S, nel caso che avessi bisogno della sua assistenza nel corso delle mie indagini, lasciai Gryce e mi recai a casa del signor Veeley.
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23. STORIA DI UNA DONNA.
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Allora non avete mai sentito parlare delle circostanze che condussero al suo matrimonio?
Era il mio socio e collega che parlava, avendogli io chiesto di spiegarmi lantipatia del signor Leavenworth per la razza inglese.
No.
Se ne aveste udito parlare disse egli sollevandosi un po sul letto, perch non si era ancora del tutto ristabilito dalla sua malattia non avreste bisogno di domandarmi spiegazioni. Ma non  affatto strano che voi ignoriate come andarono le cose. Credo che forse appena una mezza dozzina di persone viventi potrebbero dirvi dove Leavenworth trov la bellissima donna che poi divenne sua moglie, e un numero anche minore ne trovereste capaci di darvi particolari sulle circostanze che lo condussero al matrimonio.
Sono dunque proprio fortunato a ricevere le confidenze duna persona tanto bene informata. Quali furono mai queste circostanze?
Non ne caverete molto frutto, ma, giacch desiderate conoscerle, ve le narrer. Leavenworth, da giovane, era molto ambizioso, tanto che una volta aspir a sposare una ricchissima signora di Providence. Ma, decisosi a partire per lInghilterra, vi si imbatt in una giovane donna la cui grazia e il cui fascino gli fecero dimenticare la signora di Providence, bench dovesse differire il progetto di sposare questa giovane, non solo essendo lei di umili condizioni, ma anche per il fatto che aveva un figliolo, sulla cui paternit i vicini professavano unassoluta ignoranza, e sulla quale lei non amava intrattenersi. Ma, come suole avvenire, lamore e lammirazione ebbero il sopravvento sulla saggezza. Egli fin per chiederne la mano, e lei si dimostr subito degna della sua stima, dandogli quelle spiegazioni che egli era stato troppo cavalleresco per richiedere. La storia della fanciulla era molto pietosa. Sembra che fosse americana di nascita, figlia di un ricco negoziante di Chicago. Vivo il padre, aveva conosciuto tutti gli agi, ma il padre mor lasciandola ancora inesperta e ingenua. Proprio ai funerali del padre, lei incontr luomo che doveva fare la sua rovina. Era un ignoto, e c da domandarsi come mai, non essendo un amico di famiglia, costui si trovasse presente al trasporto funebre. Il fatto  che si videro, si conobbero e dopo tre settimane vi dico che ancora era una giovinetta si sposarono. Ma ventiquattro ore dopo, lei saccorse in che mani sera messa. Il marito torn a casa ubriaco, se la trov davanti e la malmen. Questo fu linizio. Quando vide che i beni del padre ammontavano a molto meno di quello che sera potuto credere, egli la port in Inghilterra, dove non attese di essere ubriaco per sottoporla a tutte le sevizie. Lei le sopport fino a che pot, finch non le nacque il bambino; poi fugg. Due anni dopo la nascita del figlio, un mattino, si alz, prese il bimbo tra le braccia e scapp di casa. I pochi gioielli che era riuscita a mettersi in tasca bastarono a sostenerla, finch pot aprire un piccolo negozio, ma potete immaginarvi che vita penosa dovette condurre, abituata a tutte le agiatezze. Quanto al marito, non lo rivide e non ne seppe pi nulla sino a due settimane avanti che Leavenworth le offr di sposarla, apprendendo da un giornale che era morto. Era libera perci, ma, bench amasse Leavenworth con tutto il cuore, non voleva sposarlo, sentendosi per sempre come macchiata dal suo primo matrimonio e indegna di convolare ad altre nozze. Egli non riusc a persuaderla; e solo un mese o due dopo la morte del suo piccino, lei finalmente acconsent ad accettare la mano che le era offerta. Egli la riport in America, a New York, la circond dogni agio e dogni attenzione, ma il colpo che la poveretta aveva ricevuto era penetrato troppo a fondo. Due anni dopo la morte del bambino, mor anche lei. Leavenworth non fu pi lo stesso uomo. Bench, poco dopo, Mary ed Eleanor entrassero in casa sua, non riacquist pi tutto il suo spirito e la sua vitalit. Il denaro divenne il suo solo idolo; lambizione di accumulare, di lasciare una enorme fortuna atteggi tutte le sue idee e le sue vedute. Solo una prova rimaneva che egli non aveva mai dimenticato la donna amata: non poteva soffrire che in sua presenza si parlasse degli inglesi!
Veeley tacque e io mi levai per prender congedo da lui.
Vi ricordate le sembianze della signora Leavenworth?
Egli sembr alquanto stupito della mia domanda e rispose:
Era una donna pallidissima. Non proprio bella, ma dallespressione dolcissima e affascinante. Aveva i capelli scuri, gli occhi grigi...
E un po troppo discosti luno dallaltro...
Egli assent ancora pi stupito.
Come fate a saperlo? Avete visto un suo ritratto?
Non risposi a questa domanda.
Stavo per scender le scale, quando mi sovvenne di avere in tasca una lettera per il figlio del signor Veeley, Fred, e, non avendo un modo pi sicuro di fargliela recapitare quella sera stessa, che lasciandogliela sul tavolo della biblioteca, picchiai alluscio di questa stanza. Non ricevendo alcuna risposta, aprii la porta ed entrai.
La stanza non era illuminata, ma un fuoco allegro ardeva nel caminetto e al suo bagliore scorsi vicino al caminetto una signora che, sulle prime, presi per la signora Veeley. Ma, appena fatto qualche passo, maccorsi del mio errore, poich la persona davanti a me non solo non mi rispose, ma, levandosi al suono della mia voce, si rivel una dama di cos nobile portamento e di cos alta statura da non potersi certo scambiare per la consorte del mio collega.
Scusatemi! dissi. Ho sbagliato! Ma ad un tratto credetti di aver davanti a me non altri che Mary Leavenworth.
Ah, la signorina Leavenworth! esclamai.
La nobile figura parve quasi piegarsi, il capo sembr ricadere, una dolce voce disse:
S! ma, accostatomi ancora, vidi che non era Mary, ma Eleanor. La sorpresa era troppo grande e non riuscii a nasconderla. Diedi quasi un balzo indietro, mormorando qualche parola di scusa per averla presa per Mary e, vergognoso di farmi vedere in quellimbarazzo, mi disponevo senzaltro a uscire, quando riudii la sua voce soave:
Non mi lascerete senza una vostra parola, signor Raymond, ora che il caso ci ha rimessi di fronte! Siete proprio tanto meravigliato di trovarmi qui?
Non so... non maspettavo!... Ho sentito che eravate indisposta... che non uscivate e non volevate vedere i vostri amici...
Sono stata malata, ma ora sto meglio e sono venuta a passar la sera con la signora Veeley, perch non posso sopportar pi a lungo la vista delle quattro pareti della mia camera.
Tutto questo fu detto non in tono lamentoso, ma piuttosto come se desiderasse scusarsi per essersi fatta trovare dovera.
Sono lieto che abbiate fatto questo. Dovreste rimaner qui. Quella tetra pensione non  luogo per voi, signorina Eleanor. Tutti noi deploriamo che vi condanniate a un esilio...
Non voglio che vi preoccupiate per me. Sto benissimo dove sono. Non  un esilio e non sono sola. C una ragazzina, una bambina, i cui occhi innocenti non vedono che innocenza nei miei.  lei a tenermi lontana dalla disperazione... Poi, a voce pi bassa: C solo una cosa che mi disturba, ed  la mia ignoranza di ci che avviene a casa mia. Posso sopportare il dolore, ma lincertezza mi uccide. Ditemi, ve ne prego, qualche cosa di Mary. Non posso domandar notizie alla signora Veeley, che  tanto gentile, ma in fondo poco sa di Mary e di me e del nostro dissidio. Lei mi crede ostinata e mi biasima per aver abbandonata la casa e aver lasciata mia cugina. Ma voi sapete che non potevo fare altrimenti. Voi sapete... e la sua voce si fece tremula e non concluse.
Non posso dirvi molto mi affrettai a rispondere ma, qualunque cosa sappia, son pronto a dirvela. V qualche cosa che particolarmente vi prema di chiedermi?
Vorrei sapere come sta Mary, se sta bene, se...  tranquilla.
Vostra cugina non sta male, ma temo di non poter affermare che sia tranquilla.  in grande angustia, non solo per la perdita sofferta, ma per voi.
La vedete spesso?
Aiuto il signor Harwell a preparare per le stampe il lavoro di vostro zio, e naturalmente questo mi obbliga a trascorrer molto tempo nella casa.
Il lavoro di mio zio? chiese quasi presa da un senso dorrore.
S,  parso opportuno pubblicarlo e...
E Mary ne ha incaricato voi?
S.
Ma come ha potuto? Come ha potuto? Sembrava che non potesse liberarsi da un senso dorrore.
Mary pensa di comportarsi in un modo che lo zio avrebbe approvato.  ansiosa, come sapete, che il libro esca in luglio. Non adempie che ai desideri di lui...
Non parlatemene! esclam Eleanor indietreggiando dun passo. Poi, come se temesse di aver urtato i miei sentimenti, abbass di nuovo la voce: Siete la persona che ho pi piacere di veder incaricata di questo lavoro. Fatta da voi, sar unopera di riverenza e di rispetto, ma da uno straniero... Oh, io non avrei potuto sopportare che uno straniero... ci mettesse mano. Parve che quel senso dorrore stesse per agitarla di nuovo, ma si riprese. Volevo domandarvi una cosa, s, volevo domandarvi se in casa tutto  come prima, se i domestici, gli altri...
C sempre la signora Darrell. Non credo che nulla sia cambiato.
Mary non pensa dandar via?
Non credo.
Ma riceve visite? C qualcun altro, oltre alla signora Darrell, che laiuta a sopportare la sua solitudine?
Mi sentii percorso da un brivido di freddo.
S, qualche altro, pochi...
Volete nominarmeli? domand con voce quasi indistinta.
Certo, la signora Veeley, la signora Gilbert, la signorina Martin e...
Avanti...
Un signore che si chiama Clavering.
Pronunziate questo nome con un certo imbarazzo lei osserv dopo un momento che fu per me di intensa ansiet. Perch mai?
La guardai in volto. Era molto pallida, anzi bianca come il marmo alla luce incerta e mostrava quella calma fatta di volont che conoscevo cos bene.
Perch? Perch alcune circostanze riferentisi a questo signore mi sembrano un po singolari...
Cio?
Egli appare sotto due nomi. Oggi  Clavering. Qualche tempo fa era...
Avanti...
Robbins.
La sua voce parl come quella dun automa, senza timbro alcuno.
Quante volte questa persona, il cui nome sembra sia Robbins o Clavering pare che non ne siate certo  stato a trovare Mary?
Una volta.
E quando?
La notte scorsa.
E si trattenne molto?
Circa venti minuti.
E credete che ritorner ancora?
No.  partito.
Segu un breve silenzio. Capivo che Eleanor stava intensamente fissandomi, ma io, anche se avessi saputo che lei aveva una pistola carica in mano, forse non avrei avuto il coraggio di alzare il mio sguardo su di lei.
Signor Raymond riprese alfine lultima volta che vi ho veduto mi diceste che vi disponevate a condurre delle indagini per cercare di farmi riprendere il mio posto nel mondo. Vi dissi allora, e vi ripeto ora, che non desidero facciate alcun tentativo in questo senso. Voi mi rendereste almeno una certa tranquillit se mi assicuraste di rinunziare a un proposito tanto inutile.
 impossibile. Non posso rinunziare ai miei progetti, e anche sapendo che ci vi addolora, sono costretto a dirvi che mai abbandoner la speranza di riuscire a esser lo strumento di cui ha bisogno la causa della giustizia, la vostra causa... Non mi sentirei tranquillo neppure nella tomba, se rinunciassi al privilegio di salvare una nobile donna da una sciagura immeritata. Ditemi... soggiunsi accostandomi ancora pi a lei ...v qualche piccola cosa che io possa far subito per voi, qualche messaggio che desideriate affidare a un vero amico, qualche cosa che un vero amico...
No, avevo soltanto da chiedervi ci che vi ho chiesto, e voi ricusate di farmi questo favore.
Voi lo credete...
Tuttavia, s, avrei un altro piccolo favore da domandarvi.
Quale?
Che se qualcosa venisse alla luce, se Anna fosse rintracciata, se la mia presenza fosse richiesta in qualche modo, voi non vi dimenticaste di me. Mi farete conoscere tutto quello che avverr, anche il peggio?
Ve lo prometto!
E ora, buona sera. La signora Veeley sta per tornare e voi forse non avete alcun desiderio di farvi trovar qui.
No, davvero.
Tuttavia mi mossi assai lentamente per andarmene e, prima di uscire, volsi uno sguardo alla fiamma del caminetto e alla fantastica figura femminile che si delineava in quella luce quasi crepuscolare. Quante ombre parevano addensarsi intorno a lei che reclinava il volto disperato tra le mani convulse! Mi par di vederla ancora come in un sogno. Limmagine dolorosa mi segu lungo tutta la strada che percorsi rincasando, triste e solitario.
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24. UN RISULTATO INATTESO.
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Dicendo a Gryce che mi occorreva solo accertare un fatto per sapere se dovevo o no restituirgli il mandato affidatomi, alludevo alla conferma o alla smentita della supposizione che Clavering fosse stato un ospite della stessa stazione termale di Eleanor lestate prima. Quando, allindomani mattina, mi trovai a R. e potei aver tra le mani il registro dei visitatori dellHotel Unione, fu solo con un grande sforzo che potei reprimere la mia impazienza. Per non rimasi col cuore in sospeso altro che per breve tempo, perch quasi immediatamente trovai il nome di lui, scritto, verso la met di una pagina, sotto quelli del signor Leavenworth e delle sue nipoti e, quale che si fosse la mia emozione nel veder cos confermato il mio sospetto, dovetti riconoscere che ero ormai in possesso duna traccia che poteva risolvere il tremendo problema che mi preoccupava.
Corsi allufficio telegrafico e spedii un telegramma alluomo di cui Gryce mi aveva promesso laiuto e ricevetti da lui una risposta in cui mi diceva che non si sarebbe potuto mettere a mia disposizione prima delle tre. Per ingannare il tempo, mi recai a trovare un nostro cliente del luogo e non vi so dire le pene che soffersi nel dover rimanere per due ore con il cuore in fiamme a discutere di una causa che non mi interessava.
Giunsi alla stazione proprio mentre il treno stava arrivando e ne vidi scendere lunico passeggero per R., un giovanotto svelto, le cui sembianze mi parvero del tutto diverse da quelle che mero immaginato dovessero distinguere laccolito di Gryce. Stavo per andarmene deluso, quando questo giovanotto mi si accost, mi fece un inchino e mi present un biglietto da visita su cui non era stampata che la lettera S.
Siete molto puntuale dissi al giovane che mi sorrideva ammiccando.
Fortunato di farvi cosa grata! La puntualit  una virt troppo a buon mercato perch un giovane che desidera fare la sua strada non la debba praticare. Quali ordini avete da darmi? Il treno di ritorno parte tra dieci minuti e non c tempo da perdere...
Ma che centra il treno?
Credevo che voleste prenderlo. Il signor Brown afferra subito la valigia quando mi vede arrivare...
Sentite, voi siete ora a disposizione mia e di nessun altro. Non dovete discorrere se non quando ve ne do il permesso.
S, signore. Quando lavoro per Brown and Company lavoro per loro e quando lavoro per Smith and Company lavoro per Smith and Company.
Siamo intesi. Ecco qui le nostre istruzioni. Gli porsi un memorandum che avevo preparato. Egli lo lesse per qualche istante con molta attenzione, poi entr in sala daspetto e lo gett nel caminetto dove ardeva una bella fiamma, osservando a bassa voce:
Questo nel caso che mi venisse un colpo apoplettico o qualche altro accidente simile...
Ma...
Le istruzioni che avevo dato a S erano queste:
1. Trovare in che giorno e in quale compagnia le signorine Leavenworth erano arrivate a R. lanno prima. Che cosa vi avevano fatto, quali persone avevano frequentato. Anche la data della loro partenza e informazioni varie intorno alle loro abitudini, ecc.
2. Idem, riguardo al signor Henry Clavering compagno di viaggio e probabilmente amico delle suddette signorine.
3. Nome dellindividuo rispondente a questi dati: pastore metodista morto verso il dicembre scorso e che nel luglio dimorava in una cittadina a circa venti miglia da R.
4. Trovare anche il nome e il domicilio attuale di un uomo che in quel tempo era al servizio di detto pastore.
Dopo due giorni che, lo confesso, mi sembrarono interminabili, ricevetti la seguente lettera:
Signore, 1. Le persone menzionate giunsero a R. il 3 luglio. La comitiva consisteva di quattro persone, le signorine, il loro zio e una cameriera di nome Anna. Lo zio rimase tre giorni e poi part per una gita nel Massachussetts. Rest via per due settimane, durante le quali le signorine furono vedute pi o meno col signore nominato tra noi, ma non tanto da suscitare pettegolezzi od osservazioni. Questo signore lasci R. allimprovviso, due giorni dopo il ritorno dello zio, data 19 luglio. Quanto alle abitudini delle signorine: pi o meno mondane. Furono sempre a dei picnic, alle corse, nelle sale da ballo ecc. M. sembrava di buon umore E. considerata pi composta e, verso la fine del suo soggiorno, quasi triste. Si ricorda ora che i suoi modi sembrarono sempre caratteristici e che lei era pi o meno posta in ombra dalla sua cugina. Una cameriera dellalbergo dice che era per la persona pi angelica che fosse possibile incontrare. Nessuna particolare ragione per questa opinione. Lo zio, le signorine e la cameriera lasciarono R. il 7 agosto.
2. H.C. giunse allHotel in R. il 6 luglio coi signori Vandervort, amici dei suddetti. Ne ripart il 19 luglio, due settimane dopo larrivo. Poche notizie a suo riguardo, se non che egli  rammentato come il bel signore che faceva compagnia alle signorine L., e questo  tutto.
3. F. cittadina a sedici o diciassette miglia da R. ha avuto per pastore metodista, nel mese di luglio dello scorso anno, un sacerdote che  poi morto, Samuel Stebbing. Data della morte: il 7 gennaio di questanno.
4. Nome delluomo al servizio del suddetto a quel tempo, Timoteo Cook.  stato assente, ma ha fatto ritorno a F. due giorni fa. Visibile quando occorra.
Senza perder tempo scrissi queste due righe di risposta:
T.C. desideratissimo e cos ogni prova che possa dimostrare che H.C. e E.L. furono sposati in casa di S.S. in un giorno del luglio o dellagosto scorso.
La mattina dopo ricevetti il seguente telegramma:
T.C. gi in viaggio. Ricorda un matrimonio. Sar da voi alle due pomeridiane.
Alle tre di quello stesso giorno, mi recai da Gryce.
Sono venuto a farvi il mio rapporto! esclamai entrando.
Son pronto! egli rispose con lombra dun sorriso sulle labbra e contemplandosi amorosamente le unghie.
Gryce, vi ricordate la conclusione alla quale giungemmo nel primo nostro colloquio in questa casa?
Mi ricordo quella a cui giungeste voi.
Bene, la mia, allora. Era questa: che se noi avessimo potuto trovare la persona alla quale Eleanor Leavenworth si sentiva obbligata, per dovere o per amore, avremmo scoperto chi ha ucciso suo zio.
E voi credete di averlo scoperto?
S.
Questa  buona! Andate avanti...
Quando mi sono assunto lincarico di cercar di liberare la signorina Eleanor dai sospetti che gravano su di lei, fu col presentimento che questa persona cui lei cercava di fare scudo fosse il suo amante, ma non supponevo che fosse suo marito...
Come? interruppe Gryce con un improvviso lampo negli occhi.
Lamante della signorina Eleanor  suo marito. Questo  il vincolo che la lega a Clavering.
Come avete fatto a scoprirlo? chiese Gryce con un tono che rivelava disappunto o dispiacere.
Questo non  necessario che ve lo dica adesso. Non si tratta di sapere come venni a conoscere un certo fatto, ma di sapere se  vero quel che io affermo riguardo a esso. Credo che sia vero, e se volete gettare unocchiata su questo sommario di fatti riferentisi ai nostri due individui, penso che sarete daccordo con me. E gli sottoposi queste note:
Durante le due settimane correnti tra il 6 e il 19 luglio dellanno scorso, Henry R. Clavering di Londra ed Eleanor Leavenworth di New York furono ospiti dello stesso albergo. Fatto provato dal registro dellHotel Unione di R.
Essi furono non solo ospiti dello stesso albergo, ma furono apertamente in rapporti luno con laltro. Fatto provato dal personale di servizio dellalbergo.
19 luglio. Clavering lascia R. allimprovviso, circostanza che non sarebbe notevole, se il signor Leavenworth, del quale  pubblicamente nota lantipatia per gli inglesi, almeno come mariti, non fosse ritornato da un viaggio, proprio quel giorno.
30 luglio. Clavering  veduto nel salotto del reverendo Stebbing, ministro metodista a F., a sedici miglia da R., dove vien celebrato il suo matrimonio con una bellissima signorina. Provato da Timoteo Cook, un uomo al servizio dello Stebbing e chiamato apposta su dal giardino per fungere da testimone e per firmare un documento, molto probabilmente il certificato di nozze.
31 luglio. Clavering simbarca per Liverpool. Provato dai giornali di questa data.
Settembre. Eleanor Leavenworth nella casa di suo zio a New York si comporta come al solito, ma  pallida e preoccupata. Provato dai domestici al suo servizio. Clavering, a Londra, attende ansiosamente la posta dagli Stati Uniti, ma non riceve lettere. Ammobilia elegantemente un appartamento, come se lo destinasse a una signora. Provato con rapporti segreti da Londra.
Novembre. Eleanor Leavenworth ancora in casa dello zio. Nessuna pubblicazione del suo matrimonio. Clavering, in Londra, mostra segni di inquietudine. Lappartamento per la signora viene chiuso. Provato come sopra.
17 gennaio. Clavering, tornato in America, prende dimora alla Hoffmann House, New York.
1 e 2 marzo. Il signor Leavenworth riceve una lettera firmata Henry Clavering nella quale questi si lagna di esser stato vilipeso da una delle signorine nipoti di lui. Unombra manifesta cade sulla famiglia.
4 marzo. Clavering, sotto falso nome, si presenta in casa del signor Leavenworth e chiede di esser ricevuto da Eleanor. Provato da Thomas.
Quattro marzo? esclam Gryce a questo punto. Il giorno del delitto?
S, quel signor Robbins che si present quella sera non era altri che Clavering!
19 marzo. Mary Leavenworth, in una conversazione con me, riconosce che nella famiglia vi  un segreto ed  sul punto di rivelarmelo, quando  annunziato Clavering. Alla partenza di lui Mary si dichiara decisa a non ritornare sullargomento.
Gryce mise lentamente da parte questi appunti.
E da questi fatti disse voi traete lillazione che Eleanor Leavenworth  la moglie di Clavering?
S!
E che essendo sua moglie...
Sarebbe naturale che facesse tutto il possibile per nascondere qualsiasi cosa lo potesse incriminare.
Sempre supponendo che Clavering avesse commesso qualche cosa di incriminabile.
Naturalmente.
La quale ultima supposizione voi ora vi proponete di dimostrare vera...
La quale ultima supposizione noi dobbiamo ora cercar di dimostrar vera...
Allora voi non avete alcuna prova contro Clavering?
Penso che il fatto, ora acquisito, desser egli il segreto marito della donna accusata voglia dire qualche cosa.
Ma non necessariamente che egli sia lassassino del signor Leavenworth!
Non  una prova positiva, lo ammetto, ma essa pu dimostrare lesistenza dun motivo, e io posso similmente dimostrare che  non solo possibile, ma probabile che egli si trovasse nella casa al momento del delitto.
Ah, voi potete far questo? esclam Gryce rinunziando per un momento alla sua aria un po distratta.
Il motivo fu il solito interesse personale. Leavenworth impediva a Eleanor di riconoscere Clavering per marito ed egli doveva perci venir soppresso!
Debole.
I moventi degli assassinii sono pur deboli... qualche volta.
Ma il movente di questo delitto non deve esser stato debole. In tutto laffare non solo  osservabile un calcolo freddissimo, ma  anche chiara una deliberazione meditata e fondata sopra una spinta mortale di passione o di cupidigia.
Cupidigia?
Non si dovrebbe mai discutere delle cause che hanno condotto alla morte di un uomo ricchissimo, lasciando da parte uno dei pi comuni peccati del genere umano...
Ma...
Sentiamo invece quel che potete dire riguardo alla presenza di Clavering nella casa al momento del delitto.
Gli raccontai ci che Thomas, il maggiordomo, mi aveva riferito circa la visita di Clavering alla signorina Mary Leavenworth quella sera e circa la mancanza di qualsiasi prova esistente che egli fosse uscito dalla casa.
Questa  una cosa che ha una certa importanza disse Gryce quando ebbi concluso. Ma soggiunse poi in tono pi grave non vi accorgete che con tutto ci voi aggravate i sospetti sulla signorina Eleanor, invece di dissiparli?
Non potei trattenere unesclamazione di meraviglia e di paura.
Voi avete dimostrato che  una donna misteriosa, senza princpi, capace di far torto ai suoi pi intimi come suo zio e suo marito.
Andate troppo oltre...
Non pi di quello che me lo consentono le vostre stesse conclusioni. Se la sua situazione era grave prima dora,  doppiamente grave, se  vero che lei ha sposato segretamente Clavering.
E tuttavia gridai voi non potete creder colpevole dun delitto cos nefando una donna cos nobile come Eleanor!
No egli rispose lentamente.  bene anzi che sappiate quel che ne penso. Io credo che Eleanor Leavenworth sia innocente!
Lo credete? Ma allora... esclamai pieno di gioia che cosa ci resta da fare?
Nullaltro che provare che le nostre supposizioni sono basate sul falso disse Gryce, tranquillamente.
...
.
...
25. TIMOTHY COOK.
...
.
...
Lo guardai al colmo dello stupore.
Non credo che la cosa sia molto difficile egli soggiunse, e poi a un tratto: Dov dunque questo Cook?
 gi risposi insieme a S. Li ho condotti con me!
Benissimo. Sentiamoli. Fateli salire!
Un momento dopo lirrequieto S e il placido Cook entravano nella stanza.
Ah disse Gryce guardando indifferentemente questultimo costui  il servitore del defunto reverendo? Mi sembrate uomo da dire la verit.
Credo di dirla sempre, signore. Almeno, sino a ora, che mi rammenti, nessuno mi ha chiamato bugiardo.
No, no di certo esclam linvestigatore con un tono daffabilit insolito e, ditemi un po, che nome aveva la signora che voi vedeste sposare dal vostro padrone.
Che il cielo mi perdoni, non lo so davvero. Non credo daverlo neppur sentito.
Ma voi ve la ricordate?
Come se fosse mia madre! Non per mancare di rispetto a quella signora soggiunse rivolgendomi unocchiata. Quel che voglio dire  che era cos bella, che non potrei dimenticarmene neppur se campassi cento anni!
Potete descrivercela?
Non so, signori miei; era alta, daspetto imponente, aveva gli occhi splendenti e le mani bianche e sorrideva in un modo tale da far peccare di desiderio un poveruomo come me che nulla aveva mai visto di simile.
La riconoscereste?
La riconoscerei dovunque, in mezzo a una folla...
Benissimo, allora diteci qualche cosa di questo matrimonio.
Ecco... and cos. Era forse un anno che stavo in casa del reverendo Stebbing, quando una mattina, mentre stavo lavorando in giardino, vidi un signore avanzarsi in fretta verso la nostra porta ed entrare. Lo notai specialmente perch era un uomo daspetto imponente mai visto nel nostro paese, ma non ci avrei fatto poi troppo caso se, cinque minuti dopo, non si fosse fermata innanzi alla porta una carrozza con dentro due signore. Corsi, vedendo che le signore volevan scendere, a tener i cavalli ed esse scesero ed entrarono in casa.
Le scorgeste in viso?
No, non allora; portavano un velo...
Sta bene. E poi...
Poi, era da poco che mero rimesso a lavorare, quando udii chiamare e, volgendomi, vidi che il signor Stebbing era sceso e mi faceva cenno di andar da lui. Ho bisogno di voi disse andate a lavarvi le mani e venite nel salotto! Era la prima volta che mi faceva un invito simile, e rimasi molto sorpreso; tuttavia mi affrettai a ubbidire, ma rimasi cos abbagliato dalla vista di quelle dame e di quel signore che, appena entrato, mi confusi, inciampai in uno sgabello, arrossii e non capii pi nulla di quel che succedeva sino a che udii le parole marito e moglie pronunciate dal reverendo e maccorsi allora che forse avevo assistito a un matrimonio...
Timothy Cook tacque per asciugarsi il sudore che gli imperlava la fronte, quasi oppresso da questo ricordo, e Gryce colse loccasione per domandargli:
Voi dite che erano due signorine. Ora, laltra dove si trovava in quel momento?
Era l, ma non losservai molto, perch tutti i miei sguardi erano rivolti alla bella dama che sorrideva dun meraviglioso sorriso a ognuno che la guardava. Non ho mai visto un sorriso simile.
Potete ricordarvi il colore dei suoi capelli o degli occhi?
No, signore. Mi pare che fossero scuri, e questo  tutto quello che ricordo.
Ma invece ricordate bene il viso?
S, signore!
Gryce mi sussurr di andare a prendere due ritratti che teneva in un certo cassetto e di disporli in due diverse parti della stanza senza farmi vedere dalluomo.
Voi avete detto un momento fa prosegu Gryce che non vi ricordate del suo nome. Ma come mai? Non foste invitato a firmare latto di matrimonio?
S signore, ma, mi vergogno a dirlo, ero mezzo intontito e non udii molto e solo mi rammento che era stata sposata a un certo signor Clavering e che qualcuno chiam qualcun altro Elner o un nome pressa poco eguale. Se avessi pensato che poteva esservi utile, forse non sarei stato tanto stupido...
Parlateci della firma dellatto.
Non c molto da dire... Il signor Stebbing mi disse di apporre la mia firma in una certa parte dun foglio di carta che mi porse, e io ci misi la firma, e fu tutto.
Non cera unaltra firma dove voi scriveste la vostra?
No, il signor Stebbing si volse dopo di me allaltra signora, chiedendo anche a lei di mettere la sua firma, e lei disse di s e mise la sua firma prontamente.
E non la vedeste neppure allora in viso?
No, mi voltava le spalle quando rimosse il suo velo, ma vidi che il signor Stebbing, al vederla, trasal di meraviglia, il che mi fece pensare che quello che vedeva era degno desser visto. Purtroppo io non lho vista per conto mio...
Va bene, e poi che cosa successe?
Non lo so, io uscii ancora sbalordito dalla stanza e non seppi pi altro.
Dove eravate quando le signore se ne andarono?
In giardino; avevo ricominciato il mio lavoro.
Allora le vedeste? Il signore era con loro?
No, e questo mi sembr pi curioso di tutto il resto. Loro se ne andarono da sole, come erano venute, e cos fece lui, e dopo pochi minuti il signor Stebbing scese in giardino e mi ingiunse di non dir nulla di nulla, perch si trattava dun segreto.
Eravate voi la sola persona in casa a saper qualche cosa di quellaffare? Non cerano donne?
No, signore. Anche la signora Stebbing era fuori di casa.
Avevo compreso quali fossero le intenzioni di Gryce e avevo posto una delle fotografie, quella di Eleanor, ed era bellissima, sul caminetto e laltra, quella di Mary, anchessa stupenda, in piena luce sulla scrivania. Cook voltava ancora le spalle a entrambi i ritratti. A un certo momento Gryce volgendosi a S disse:
Non c nulla da dare al signor Cook per compensarlo del suo racconto? Guardate un po.
S assent e si volse verso il caminetto, Cook lo segu subito con lo sguardo, ma ad un tratto fece un balzo, attravers la stanza, si diresse verso il ritratto di Eleanor e si mise a guardarlo con evidente soddisfazione e piacere. Mi sentii salire il cuore alla gola, ebbi un moto non so se di paura o di speranza e mi voltai, ma mi ero appena voltato, quando udii Cook esclamare:  questa,  questa, signori miei! e lo vidi avvicinarsi a noi col ritratto di Mary, che aveva scorto e preso sullo scrittoio.
Non so dire se fossi sorpreso, eccitato, fuori di me. Certo riuscii a imitare con uno sforzo sovrumano la calma di Gryce.
Questa  la signora sposata al signor Clavering, buon uomo? Credo che vi sbagliate! grid Gryce con tono incredulo.
Sbagliare? Ma non vi ho detto che la riconoscerei in mezzo a una folla? La signora  proprio questa! e Cook prodigava alla fotografia sguardi pieni di ammirazione e di omaggio.
Sono assolutamente stupito disse ancora Gryce sogguardandomi in modo diabolico, che in un altro momento avrebbe suscitato la mia collera pi furibonda. Se ci aveste detto che la signora era questaltra indic il ritratto sul caminetto non mi sarei stupito affatto.
Quellaltra? Quellaltra non lho mai vista, ma questa... Volete dirmene il nome?
Se quel che dite  vero, il suo nome  signora Clavering.
Clavering? Gi... questo era il nome di lui!
Ed  una bella signora davvero... disse Gryce Morris, avete trovato? S si avanz con una bottiglia e dei bicchieri, ma Cook non aveva proprio voglia di bere. Forse era colpito da un rimorso, perch, volgendo gli occhi da noi al ritratto e dal ritratto a noi, borbott:
Se con quello che ho detto ho causato del male a questa signora, non me lo perdoner mai. Mi avete detto che si trattava di discolparla... Se mi aveste ingannato...
Non vi ho ingannato affatto! interruppe S. Domandate a questo signore se non si tratta precisamente di riparare ai torti fatti alla signora Clavering e indicava me.
Sicuro! esclam Gryce. Il signor Cook non deve avere nessuna preoccupazione. Avanti! Un buon bicchiere per rimettere lo stomaco dopo la passeggiata e la chiacchierata! E poi, lasciamolo tornare tranquillamente allalloggio che lamico S gli ha fatto preparare.
Ma ci vollero dieci minuti buoni prima che fossimo liberati dalla presenza del buon Cook. Rimasto solo con Gryce, dovetti certo mostrare in tutto me stesso la ridda di sentimenti che mi agitavano perch linvestigatore, dopo un momento, osservandomi, usc a dire:
Questa scoperta vi agita alquanto, non  vero? A me non fa lo stesso effetto, perch me laspettavo...
Ma non vedete che questa scoperta altera tutto laffare?
Ma non altera la verit.
Qual  la verit?
Gryce stese le gambe pensierosamente, poi disse con voce profonda:
Ci tenete proprio molto a saperla?
Ebbene, allora, a mio avviso, il complesso delle cose  mutato, ma per il meglio. Finch credevamo che Eleanor fosse la moglie, il suo contegno si spiegava, anche se non si spiegava la tragedia. Perch Eleanor o suo marito dovevano desiderare la morte dun uomo la cui bont pensavano dovesse cessare con la sua vita? Ma con Mary, lerede, dimostrata moglie? Ve lassicuro, Raymond, ora tutto si connette bene. Non dovete mai dimenticare, quando si tratta dun delitto come questo, chi sia colui che approfitta di pi dalla morte dellassassinato!
Ma il silenzio di Eleanor, il suo trafugamento di certe prove, come le spiegate? Io posso ammettere che una donna si sacrifichi per far da scudo a suo marito, ma non al marito di sua cugina.
Allora voi pensate sempre che Clavering sia lassassino?
Ma a chi altro si pu pensare? Voi non potete sospettare che Eleanor abbia deliberatamente voluto trarre da una difficolt sua cugina, mandando allaltro mondo il loro comune benefattore.
No esclam Gryce io non credo che Eleanor abbia a che fare con un pasticcio come questo.
Ma allora chi?
Chi? Ma la sola persona i cui inganni passati e la cui presente necessit chiedevano, esigevano la morte del signor Leavenworth come una liberazione: la bellissima, fastosa, cupida...
Balzai in piedi, in preda allorrore e alla ripugnanza.
Non pronunciate il suo nome! gridai. Avete ragione, ma risparmiatemi il suo nome.
Scusatemi ribatt Gryce questo nome dovr ormai esser pronunciato pi di una volta ed  bene che io cominci a pronunciarlo. Mary Leavenworth, o, se pi vi piace, la signora Clavering. Siete davvero tanto sorpreso? Il mio pensiero si  fermato su di lei sin dal principio.
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26. GRYCE SI SPIEGA.
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 inutile che io descriva i sentimenti che mi assalirono in quel tragico momento. Tutte le conversazioni che avevo avuto con Mary, dal giorno del delitto in poi, mi attraversarono la mente come una fantasmagoria, assumendo nuovi significati, dalla strana luce che ora la illuminava.
Vedo che vi ho alquanto sconvolto esclam Gryce dallalto della sua calma superiore. Non avete mai pensato anche voi che Mary potesse essere la colpevole?
Non chiedetemi quello che ho pensato. Io so soltanto una cosa, ed  che mi rifiuto di creder vera la vostra supposizione. Quale che sia il beneficio che Mary pu aver tratto dalla morte dello zio, sono sicuro che lei non ha preso parte al delitto.
E che cosa vi d questa sicurezza?
E che cosa, vi chieder a mia volta, fa a voi sospettare la sua colpa?
Voi siete pi indulgente con lei che con la cugina, dunque?
Non vi comprendo mormorai mentre una nuova luce si faceva in me.
Avete dimenticato laccusa che noi udimmo pronunciare quella mattina dellinchiesta tra le due signorine?
No, ma...
Voi credeste che laccusa fosse lanciata da Mary a Eleanor...
Naturalmente, e voi?
Non tanto... e Gryce sorrise sarcasticamente. Lasciai che nel tranello cadeste voi soltanto. Uno dei due bastava...
Sicch, intendete dire che era Eleanor che parlava in quel momento e che in tutte queste settimane io sono stato indotto in errore e che voi, che potevate farmi ricredere con una sola parola, non lo avete fatto?
Be, quanto a questo, avevo i miei motivi per lasciarvi seguire per un po di tempo la strada che avevate scelto. In primo luogo, non ero io stesso proprio sicuro quale delle due avesse parlato quella mattina, bench i miei dubbi non fossero eccessivi. Le voci di quelle ragazze, come avete potuto notare, sono molto somiglianti, mentre gli atteggiamenti in cui le trovammo, entrando, erano tali da esser spiegabili egualmente dalla supposizione che Mary stesse lanciando unaccusa o stesse respingendola. Cos, mentre non esitai, per conto mio, a dare la vera spiegazione della scena cui assistevamo, mi fece piacere constatare che voi accedevate a unaltra spiegazione. In tal modo avremmo potuto aver agio di controllare le due teorie. Voi seguiste la vostra e io seguii la mia. Voi seguiste ogni fatto con la convinzione contraria. E il risultato? Per voi, dubbi, contraddizioni, impossibilit di conciliare le apparenze dei fatti e le vostre convinzioni, per me la progressiva certezza che ogni nuovo fatto veniva a comprovare o a rendere pi probabile il mio punto di partenza.
La vostra teoria deve esser giusta dissi, dopo aver ripassato rapidamente nella memoria le ripetute asserzioni di Mary riguardo allinnocenza della cugina e i silenzi di Eleanor nei rapporti di Mary. Indubbiamente, la voce che udimmo deve essere stata quella di Eleanor. Lei crede nella colpevolezza di Mary e io sono stato cieco davvero a non averlo capito sin dal principio.
Se Eleanor crede la cugina colpevole, deve avere le sue buone ragioni...
Fui obbligato ad ammetterlo.
Non per nulla si nasconde in seno la chiave trovata chi sa dove e la distrugge o cerca di distruggere la lettera che incolpa la cugina.
No, no...
E tuttavia voi, un estraneo, che di Mary non conoscete altro che la sua civetteria, insistete a ritenere che sia innocente, anche di fronte al contegno che Eleanor ha tenuto verso di lei sin dalle prime...
Ma anche Eleanor pu essersi sbagliata! Non mi ha mai detto su che cosa erano basati i suoi sospetti; n noi sappiamo ancora qual ragione pu aver avuto nellassumere latteggiamento che ha assunto. Per quel che ne sappiamo, tanto Clavering quanto Mary possono esser colpevoli dellassassinio...
Sembrate creder quasi ciecamente alla colpevolezza di Clavering.
Indietreggiai. Che davvero il racconto di Harwell pesasse sulla mia libert di giudizio come una ossessione?
E tuttavia prosegu Gryce potete anche aver ragione. Non pretendo di aver raggiunto la certezza assoluta e forse altri elementi, prossimi a venir in luce, potranno, chi sa, aggravar laccusa contro di lui. Ma ci credo poco... La sua condotta come marito segreto di una donna che aveva molti motivi per commettere un delitto  stata sempre troppo coerente.
Ma egli lha abbandonata!
Niente affatto.
Come?
Invece di lasciare il paese, Clavering ha fatto solo mostra di lasciarlo. Invece di partire per lEuropa dietro ordine di lei, ha semplicemente mutato alloggio e oggi si trova, non solo in una casa dirimpetto alla sua, ma ad una finestra di questa casa, dove tutto il giorno sta spiando chi va e chi viene dalla porta dingresso.
Ma se mi hanno detto alla Hoffmann House che era salpato per lEuropa, e ho veduto io coi miei occhi luomo che lo ha accompagnato allimbarco.
E che vuol dire?
Clavering  poi ritornato in citt?
Precisamente. In unaltra vettura e in unaltra casa.
E voi mi dite che questuomo non  colpevole?
No, vi dico soltanto che non c ancora lombra duna prova che additi in lui lassassino!
Per pochi momenti regn tra noi un grave silenzio. Poi, udendo batter le ore allorologio, mi riscossi e domandai a Gryce che cosa si proponeva di fare.
Non c altro che una cosa da fare rispose.
Che cosa?
Procedere allarresto della signorina Leavenworth.
Non vedo esclamai, facendo il possibile per dominarmi che i dati in vostro possesso siano tanto positivi da autorizzarvi a una misura simile. Voi stesso avete detto che non basta esistano dei motivi, anche se a questi motivi si aggiunge il fatto che la persona incriminabile era presente nella casa al momento del delitto. Quali altre prove avete contro di lei?
Vi chiedo scusa, ho detto la signorina Leavenworth, mentre avrei dovuto precisare: la signorina Eleanor.
Ma come? Ma se voi e tutti pensate e pensiamo che lei sia la meno colpevole?
Ma  la sola sulla quale gli occhi di tutti si appuntano sinora! Raymond, il pubblico comincia a impazientirsi. Qualche cosa si deve fare, almeno momentaneamente. Eleanor ha richiamato pi dogni altro su di s i sospetti della polizia e deve sopportare le conseguenze del suo modo di procedere. Mi dispiace, si tratta duna nobile creatura, lammiro, ma la giustizia  la giustizia e, bench io la creda innocente, sar costretto a farla arrestare, a meno che...
Ma  assurdo,  iniquo! gridai.  fare uningiuria irrimediabile a una donna la cui sola colpa  quella di mostrare una immeritata devozione per una cugina indegna.
...a meno che non avvenga qualche cosa da qui a domattina.
Domattina?
S.
Perch non aspettare un giorno di pi? domandai, al colmo della disperazione.
E per fare che cosa?
Per andare da Clavering e costringerlo a confessare la verit.
Gi. Per mandare tutto allaria! Nossignore. Eleanor Leavenworth sa lunica cosa che dimostrer colpevole sua cugina e deve dirci questa cosa o subire le conseguenze del suo rifiuto.
Feci un altro sforzo.
Perch attendere soltanto sino a domani? Perch non fare qualche altra indagine, giacch ne abbiamo fatte ormai tante? Ancora un piccolo indugio!
Ma che indugio! Il tempo degli indugi  passato! esclam Gryce, perdendo la pazienza. Si deve finalmente fare qualche cosa di decisivo, bench, se potessi trovare lultimo anello che manca alla catena...
Lanello che manca? Ma quale?
Il motivo immediato della tragedia. Una piccola prova che mi dimostrasse che il signor Leavenworth ha minacciato la nipote della sua collera o Clavering della sua vendetta, mi basterebbe e non avrei pi bisogno di arrestare Eleanor. No, signora mia, entrerei nel vostro salotto dorato e, se voi mi domandaste se ho trovato lassassino, vi risponderei: s, e vi mostrerei un pezzo di carta che vi stupirebbe. Ma gli anelli mancanti non si trovano facilmente, per solito. Labbiamo cercato e ricercato, ma senza costrutto. Solo la confessione esplicita di qualcuna almeno delle varie persone implicate nel delitto ci potrebbe dare quello di cui andiamo in cerca. Ecco ci che far: Mary Leavenworth mi ha espresso il desiderio che le andassi a riferire a che punto sono le cose,  ansiosa di scovare il colpevole e offre una enorme ricompensa. Ebbene, soddisfer il suo desiderio, le dir i sospetti che nutro e le mie ragioni di sospettare. Sar un racconto interessante e non mi meraviglierei che provocasse una confessione altrettanto interessante. Ad ogni modo mi propongo di tentare. Eleanor merita che si corra questo rischio...
Non riuscirete a nulla. Se Mary  colpevole, non confesser mai. Se non lo ...
Ci dir chi  stato.
No, non ce lo dir se  stato Clavering, suo marito.
S, anche se  stato suo marito. Lei non ha lo spirito di sacrificio di Eleanor.
Dovetti convenirne. Il futuro ci si delineava dinanzi pi tenebroso che mai. E tuttavia, quando fui solo in strada, il pensiero che domin finalmente tutti gli altri fu che Eleanor era libera. Gioia di breve durata! Il tormento mi riprese e coricatomi non potei prender sonno, non facevo che ripetere tra me e me, automaticamente: Qualcosa deve avvenire, qualcosa deve avvenire per impedire a Gryce di compiere quel che si accinge a compiere. Che cosa? Clavering avrebbe potuto confessare. Anna poteva esser rintracciata. Mary stessa poteva decidersi a parlare, a fare delle rivelazioni, quelle che tante volte avevano tremato sulle sue labbra. Mi addormentai finalmente e feci i sogni pi tormentosi. Sognai perfino di veder Mary armata duna pistola scagliarsi contro Gryce. Da questa visione poco piacevole mi risvegli un colpo improvviso alla porta. Scesi in fretta e furia dal letto, e domandai chi era. La risposta venne in forma dun biglietto infilato sotto luscio. Non conteneva che queste parole:
Venite subito. Anna  stata ritrovata.
Anna trovata?
Cos abbiamo ragione di credere.
Quando? Dove? Da chi?
Sedetevi e ve lo dir.
Mi lasciai cadere in una poltrona vicino a Gryce.
No, non  dentro larmadio esclam Gryce vedendo che i miei sguardi vagavano per la stanza, da un mobile allaltro. Non siamo neppur sicuri che lei sia in qualche posto. Ma siamo venuti a sapere che il viso duna ragazza che si crede sia quello di Anna  stato visto allultima finestra duna certa casa a R., non turbatevi, una casa in cui era solita andare a far visita mentre alloggiava allalbergo con le signorine Leavenworth. Ora, poich forse sappiamo quale treno e quale via ha preso, quando, quella notte, usc di casa, pensiamo che possa esser veramente lei e che sia il caso di indagare se...
Ma...
Se  lei, vive molto segregata, nel pi rigoroso ritiro. Nessuno, fuorch il mio informatore, lha mai vista, n i suoi vicini sospettano della sua presenza.
Anna in segreto in una casa di R.! Ma quale casa?
Il nome della signora presso la quale ha trovato rifugio Gryce rispose col pi sardonico dei sorrisi , secondo le mie informazioni, Belden, Amy Belden...
Amy Belden? Ma  il nome trovato scritto su una busta lacerata in casa di Clavering a Londra.
Precisamente!
Allora stiamo per scoprire qualche cosa di nuovo. La provvidenza  intervenuta e Eleanor  salva! Ma quando avete ricevuto questa informazione?
Questa notte, o meglio questa mattina. Me lha portata S.
Era un messaggio, allora, diretto a S?
S.
Firmato da chi?
Da un onesto lattoniere che vive nella casa accanto a quella della Belden.
E questa  la prima volta che voi sapete qualche cosa di questa signora Belden?
S.
 vedova, maritata?
No so, non so altro che il nome.
Ma avete gi mandato S a fare delle indagini?
No, laffare  troppo serio per un uomo come lui; cio, esito ad affidar la cosa a lui solo. Possono nascere delle circostanze per cui occorra dellintelligenza. Non dico che S non ne abbia, ma talvolta egli non  allaltezza delle grandi occasioni, ha bisogno di essere diretto.
In breve...
Visto che non posso andar io, vorrei che andaste voi, non conosco nessun altro cui affidare questo compito delicato. Perch, vedete, non basta trovare e identificare la ragazza. Larresto duna testimone cos importante deve esser compiuto con molta segretezza. Non basta mandare un uomo da qui in un villaggio lontano, cercare la ragazza, costringerla o convincerla a farsi trascinare a New York. Bisogna che non lo sappiano i vicini, se  possibile, e ci vuol tatto, giudizio, intelligenza. E poi c la signora che la ospita in casa e che deve avere le sue buone ragioni per tenerla nascosta. Insomma, laffare  delicato. Ve la sentite di condurlo a buon punto?
Mi ci prover...
E pensare che mi privo io per voi... mormor Gryce. Ma via, allopera! Quando credete di poter partire?
Subito.
Magnificamente. C un treno alle dodici e un quarto. Prendetelo. Una volta giunto a R., rifletterete al modo di fare la conoscenza della signora Belden senza suscitare i suoi sospetti. S vi seguir e si terr pronto a fornirvi tutta lassistenza di cui potreste aver bisogno. Soltanto resta intesa una cosa: siccome egli sar travestito in qualche modo, non dovrete riconoscerlo, molto meno occuparvi di lui e dei suoi piani, sino a che egli vi consenta di farlo, ad un segno convenuto. Voi dovete lavorare per conto vostro ed egli per conto suo, sino a che le circostanze non richiedano un lavoro in comune. Non posso neppur dirvi se lo vedrete o no. Egli pu trovar necessario tenersi lontano, ma potete essere sicuro di questo: che egli sapr dove voi siete e che quando voi mostrerete... poniamo un fazzoletto rosso... ne avete uno?
Me lo procurer...
Questo fazzoletto rosso spiegato sar il segno che avete bisogno del suo aiuto sia che lo teniate in mano, sia che lo esponiate alla finestra...
E son queste tutte le istruzioni che avete da darmi?
S, non credo di averne altre. Affidatevi alla vostra discrezione e alle contingenze. Non posso dirvi ora tutto quello che dovrete fare. La vostra intelligenza sar la vostra miglior guida. Solamente, se  possibile, fatemi saper qualche cosa, o fatevi veder voi stesso domani a questora.
E mi porse un cifrario, nel caso che avessi avuto bisogno di telegrafargli.
...
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27. AMY BELDEN.
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In un giorno daprile piuttosto nuvoloso, scesi per la seconda volta in vita mia dal treno che mi aveva condotto alla stazione di R. e mi avviai subito per le popolose vie della cittadina, non con lintenzione di recarmi allalbergo, mta ambita di molti turisti newyorkesi, ma di andare a ritrovare quel nostro cliente, il signor Monell, del quale stavamo patrocinando una causa. Egli forse avrebbe potuto favorirmi indicazioni sul modo migliore di entrare in rapporti con la signora Belden. Mi parve buon segno limbattermi quasi subito proprio nel signor Monell in persona che veniva in citt col suo calessino, felice incontro che mi risparmiava di andare a fargli in casa una lunga visita.
Poich il miglior modo di dar lavvio alla conversazione era quello di parlargli della sua causa, dopo i primi convenevoli, mintrattenni volontieri sullargomento che tanto lo interessava e scarozzammo qua e l chiacchierando sino al momento in cui allimprovviso egli si ricord di avere una lettera da impostare. Ci affrettammo allora verso lufficio postale, dove egli entr, lasciandomi fuori a seguire landirivieni dei passanti. Tra questi, chi sa per qual ragione, mi interess, di l a poco, una donnina di mezza et la quale aveva in mano due buste, una grande e una piccola, e che, incontrato il mio sguardo, si affrett a nascondere quelle lettere sotto lo scialle. Mi venne fatto di chiedermi che cosa fossero quelle lettere e chi fosse quella donna che, al primo sguardo dun forestiero, sera sentita spinta a un atto un po sospetto.
Ma in quellistante, riapparve il mio cliente e, ripresa la strada insieme a lui, colsi finalmente la prima occasione per dirgli che avevo bisogno di chiedergli un favore.
Conoscete nessuno in questo paese che si chiami Belden?
C una vedova. Non conosco altri Belden.
Si chiama Amy?
S, la signora Amy Belden.
 quella che cerco. Potreste dirmi per favore chi , che cosa fa e se la conoscete personalmente?
Non capisco perch vi interessiate di certe anticaglie rispose sorridendo ma, visto che me lo domandate, non ho alcuna difficolt a dirvi che si tratta di una donna dabbene, che vive in una casetta qua vicino e che la conosco pressa poco come conosco una dozzina daltri parrocchiani. Ci scambio qualche parola quando la vedo, e questo  tutto...
Una vedova rispettabile, dunque. Ha famiglia?
No, vive da sola. Ha una piccola rendita, credo deve aver qualche soldo di suo, ma fa anche la cucitrice e si occupa di beneficenza per quanto glielo permettono i suoi mezzi, che forse non valgono quanto il suo cuore, e per quanto ce ne sia bisogno in una cittadina come questa. Ma perch tanta curiosit?
Oh, si tratta daffari. Soltanto daffari. La signora Belden  implicata in una certa causa che sto trattando ed ecco da che proviene la mia curiosit. La quale non  soddisfatta ancora. Per farla breve, Monell, io avrei bisogno di studiare il carattere di questa donna un po da vicino. Non potreste, in qualche modo, presentarmi in casa sua e darmi agio di conversare un po con lei?
Ma, non so... Non credo che sia una cosa poi tanto difficile. Per solito, lestate accoglie degli ospiti a pagamento, quando lalbergo  pieno, e potrebbe anche essere indotta a dare un temporaneo alloggio a un amico mio, desideroso di esser vicino allufficio postale per certi telegrammi che aspetta e che richiederanno, appena giunti, la sua immediata attenzione. Che ne dite? e Monell strizz locchio, non immaginando neppure quanto fosse andato vicino alla verit.
Non avete bisogno di dir tutto questo. Potreste dirle soltanto che non mi piace dormire in albergo e che nessuna meglio di lei potrebbe darmi ospitalit per qualche giorno.
Ma che diranno dellospitalit mia, se vi lascer andare sotto un altro tetto, invece daccogliervi in casa mia?
Non lo so, diranno corna di voi senza dubbio, ma presumo che la vostra ospitalit possa sfidare le male lingue!
Va bene, se insistete... Andiamo e vediamo quello che si pu fare.
Dopo un breve tratto di strada fermammo il calesse presso un piccolo cottage tutto bianco, di modesta ma piacevole apparenza.
Eccoci disse Monell bussiamo! Vedrete che ci verr ad aprire lei stessa, perch non ha donne di servizio.
Alzando gli occhi, vidi che tutte le finestre della casa, meno due sul balconcino, erano chiuse e dissi tra me che, se lei teneva nascosto qualcuno la cui presenza doveva rimanere segreta, non era molto probabile che, per quanto fossi ben raccomandato, consentisse ad avermi per ospite.
Avevo appena finito di formulare questo pensiero, quando la porta si apr e vidi davanti a me proprio la donna che avevo veduto dinanzi alla posta con le due lettere in mano. La riconobbi subito, bench fosse vestita diversamente e apparisse un po agitata e incerta come non mera apparsa prima. Ma lei non mi aveva riconosciuto certo. Lo compresi dallo sguardo interrogativo con cui guard me e Monell, il quale si affrett ad annunziare che io ero un suo amico, anzi il suo avvocato di New York. La vedova fece subito un inchino come desiderosa di esprimere la sua gratitudine per lonore che le facevamo con la nostra visita.
Siamo venuti per chiedervi un favore, signora Belden disse Monell. Possiamo entrare? Ho sentito tante volte parlare della vostra bella casina, che mi far molto piacere vederla... e senzaltro entr in casa, spingendo dentro gentilmente anche me, senza parer di notare lo sguardo un po meravigliato della donna.
Ma la signora Belden non tard a far buon viso a cattivo gioco, sent subito i doveri dellospitalit, ci fece accomodare in un ridente salottino e cedette, a poco a poco, al fascino della conversazione di Monell, che lietamente aveva cominciato a parlare del pi e del meno. Dalla parte che prendeva alla conversazione non tardai ad accorgermi che la signora Belden, bench di modesta condizione, non era una donna volgare; si vedeva, anzi, che non era una donna comune. Le sue maniere e le sue parole rivelavano una certa raffinatezza e unaria materna molto piacevole e ammodo. Non mi sarei mai immaginato che avesse qualche cosa da nascondere, se non si fosse mostrata imbarazzata allimprovviso, quando il mio cliente simbarc sul tema dellalloggio.
Sarei tanto felice di poter accomodare il signore lei disse dandomi uno sguardo molto scrutatore ma la verit  che...  un pezzo che non accolgo pi pensionanti... non ho pi tutte le comodit necessarie... Non potrei offrire un alloggio ammodo... Scusatemi!
No, non vi scusiamo affatto. Non sarete mica cos cattiva, dopo aver accolto il mio amico in una casa cos piacevole e Monell gir gli occhi ammirati per la comoda stanza, ben arredata e pulitissima di chiudergli luscio in faccia quando egli vi chiede lonore di fermarcisi per un giorno o due! No, signora Belden, non sarebbe da voi. Vi conosco troppo bene. Vorreste dir di no a un giovane di cos gran valore come questo mio amico?
Siete molto gentile, signor Monell, ma non ho neppure una stanza preparata. Ho dovuto fare tutte le pulizie, e la casa, credetemi,  in disordine. Perch non provare dalla signora Wright?  qui vicino...
No, no, il mio amico si fermer qui esclam Monell con franca ostinazione. Giacch non  possibile, e sembra proprio che non sia possibile, dargli alloggio in casa mia, che almeno io abbia la soddisfazione di vederlo alloggiato nella miglior casa che vanti il paese, presso la miglior...
Davvero insistei anchio mi dorrebbe troppo recarmi altrove dopo esser stato introdotto in una casa come questa...
Non sono mai stata chiamata inospitale balbett la signora Belden titubante, guardando noi e la porta ma ogni cosa  in tal disordine!... Quando verreste?
Vorrei poter rimaner qui senzaltro. Ho delle lettere da scrivere e non desidero altro che il vostro consenso per restar qui e accomodarmi a scrivere.
Alla parola lettere, mavvidi che lei accost quasi involontariamente la mano a una tasca, ma il suo contegno non mut e rispose decisa:
Ebbene, restate pure. Se vi riesce di contentarvi di quello che posso offrirvi, non sar mai detto che io rifiuti ci che il signor Monell, troppo buono, ha chiamato un favore. Guarder di prepararvi una camera nel pi breve tempo possibile, e intanto fate pure il vostro comodo qui; se avete bisogno di scrivere, troverete loccorrente in quel cassetto e mi indic un tavolino poco distante dalla poltrona in cui mero seduto.
Tante grazie! dissi. Ho tutto quel che mi occorre nella mia valigetta e mi affrettai ad aprire la valigetta, che lei stessa si era recata a prendere dal calesse, e a tirar fuori il necssaire da scrivere, che son sempre solito portarmi dietro.
Ricevuti i ringraziamenti e i saluti del signor Monell, che prese congedo da noi con molte congratulazioni, lei, volgendosi a me, disse con un inchino:
Allora vi lascio per un momento! e, con una rapida occhiata alla finestra, usc dalla stanza.
Udii i suoi passi, attraverso il vestibolo, far due o tre capi di scale, fermarsi, salire ancora, rifermarsi. E rimasi solo al piano terreno.
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28. IL SEGRETO DELLA SIGNORA BELDEN.
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...
La prima cosa che feci fu di ispezionare la stanza nella quale mi trovavo. Era piena di sole, bene ammobiliata, con un bel tappeto rosso in terra, bei quadretti alle pareti nitide, unatmosfera sana di raccoglimento domestico. Nel centro una tavola, in un angolo un pianoforte. Diedi unocchiata alla piccola biblioteca che faceva mostra di s a una parete. Pochi libri, scelti bene, di storia, di poesia, di letteratura amena: ecco dove la signora Belden aveva attinto la cultura di cui aveva dato prova durante la nostra conversazione. A un tratto, guardando il vetro duna finestra che dava su un cortiletto, vidi incise queste due serie di lettere che reputai, a prima vista, prive di significato, lo scherzo di qualche ragazzo:
gnirevalc yram
Distoltomi dalla finestra frugai in un cestino da lavoro su un tavolino. Era pieno di tante cose, tra cui un paio di calzini troppo piccoli e troppo consunti per appartenere alla signora Belden. Li esaminai e trovai la lettera H ricamata su uno di essi. Dal cestino i miei sguardi tornarono alla finestra, incuriositi da quelle due parole scritte sul vetro; immaginate la mia sorpresa quando, leggendole a rovescio, riuscii a dar loro il senso che avevano e che mi era sfuggito l per l: Mary Clavering.
Mi posi finalmente a scrivere le mie lettere e avevo appena finito, quando la signora Belden entr ad annunciare che il pasto era pronto. Quanto alla vostra camera soggiunse vi ho ceduto la mia, lho preparata per voi pensando che vi sar pi comodo stare al primo piano. E, schiudendo un uscio, mi mostr una bella camera, dove facevano mostra di s un letto, un grande cassettone, e uno specchio ornato duna cornice antica.
Io vivo assai semplicemente continu la signora ma mi piace aver il necessario e che lo abbiano gli altri e mi condusse nella sala da pranzo.
Dimenticher mai quel pranzetto? I suoi piatti squisiti, la sua intimit e la premura con la quale la signora Belden mincitava a mangiare e il mio senso di vergogna nel mangiare quelle buone cose cucinate da una donna sulla quale avevo tanti sospetti? Dimenticher mai lemozione provata quando maccorsi la prima volta che anche lei aveva qualche cosa sul cuore a cui avrebbe voluto dar sfogo? O il balzo che fece quando un gatto salt gi dal tetto della cucina nel praticello dietro la casa e come mi batt il cuore quando udii o mi parve dudire scricchiolare una trave del soffitto? Eravamo in una piccola stanza, lunga e stretta, che sembrava curiosamente attraversare tutta la casa, dando da un lato nel salotto, dallaltro nella camera da letto, che mi era stata destinata.
Voi vivete da sola in questa casa, senza alcun timore? chiesi mentre la signora Belden poneva dellaltro pollo freddo nel mio piatto, senza tener conto del mio gesto di diniego. Non ci sono in paese ladruncoli e vagabondi di cui una donna sola possa aver paura?
Nessuno mi far mai del male. Nessuno mi ha chiesto qualche cosa da mangiare, od ospitalit per la notte, che io non abbia accontentato!
Ma scommetto che sarete continuamente tormentata da girovaghi e questuanti, il cui solo pensiero  prendere tutto quello che possono senza dar mai nulla.
Non ho il cuore di cacciarli via.  il solo lusso che mi possa concedere, far qualche elemosina...
Ma i fannulloni, i vagabondi, la gente senzarte n parte... quelli che non vogliono lavorare e non lasciano lavorare...
Anchessi sono dei poveri!
Ecco mormorai tra me proprio la donna adatta a dar ricovero a una disgraziata ragazza, implicata in un delitto. Mi levai di tavola, ma proprio in quel momento mi balen il pensiero che, se lei teneva nascosta in casa Anna, avrebbe colto la prima occasione per salire a portarle qualche cosa da mangiare; gettai unocchiata sul pane e sul piatto di pollo freddo che era rimasto per vedere quanto ne sarebbe mancato.
Fumer il mio sigaro sulla veranda dissi e poi spero che sarete libera di venir a fare quattro chiacchiere con me.
Grazie disse premurosamente, mostrando ancor pi chiaramente il desiderio di prima di confidarsi ma non fate complimenti ad andare sul balcone a fumare. Il fumo in casa non mi disturba affatto.
Preferisco la veranda. Un po daria fresca  sempre piacevole.
La verit era che mi sentivo un po inquieto riguardo a S. Sentivo che anche un piccolo segno della sua presenza in paese mi avrebbe fatto bene, ma non mi fu concessa la soddisfazione di saperne qualche cosa. Inutilmente passeggiai per un bel pezzo avanti e indietro per la veranda. Non vidi traccia e non udii voce che mi rivelasse la presenza vicina o lontana del giovane chiacchierone. Se cera, doveva essersi costretto a molta riservatezza.
Sedutomi una volta ancora con la signora Belden, la quale era tornata gi con un piatto vuoto, come avevo potuto constatare andando in cucina con la scusa di prendere un bicchier dacqua, risolsi di non precipitar le cose e di attendere un momento opportuno della conversazione, prima di cercar di penetrare nei suoi segreti. Volevo insomma che lei stessa mi rivelasse quello che evidentemente le stava a cuore e, per fortuna, non dovetti attender molto.
Voi siete dunque avvocato mi disse, deponendo deliberatamente a un tratto il ricamo cui mostrava di accudire.
S risposi la mia professione  proprio questa.
Forse non vi rincrescer allora riprese dopo un momento di silenzio darmi un consiglio. Mi trovo in un caso curioso dal quale non so come uscire e che richiede invece una soluzione immediata. Posso parlarne un po con voi?
Ma certo, non chiedo di meglio che di potervi essere utile, se mi  possibile...
La cosa non richiede molte parole. Io ho in mio possesso delle carte che mi furono affidate da due signore, collintesa che esse non dovevano essere n distrutte n restituite senza il consenso verbale o scritto di entrambe le signore; esse dovevano rimanere in mano mia sino a tal momento, e nulla o nessuno avrebbe dovuto farle uscire dalle mie mani...
Fin qui la cosa  chiarissima...
Ma ecco che una delle due signore, quella pi interessata alla cosa, mi fa sapere che, per certe ragioni, la distruzione di queste carte  necessaria alla sua salvezza e alla sua tranquillit.
E voi desiderate sapere come dovete comportarvi in proposito?
S.
Mi levai in piedi, quasi per dominar meglio il tumulto di congetture dal quale mi sentivo assalito.
Il vostro dovere dissi  conservare queste carte fino a che non veniate esonerata dalla loro custodia nei termini e nei modi che vi sono stati imposti e ai quali vi siete impegnata.
Questo  il vostro parere davvocato?
Davvocato e di gentiluomo. Una volta impegnata a questo modo, voi non avete altra scelta. Sarebbe un tradimento di fiducia cedere alle sollecitazioni di una sola parte ci che voi vi siete obbligata a restituire ad entrambe. Il fatto che dal vostro trattenere le carte in parola possano derivare conseguenze dolorose non vi esonera dal vostro impegno, e inoltre voi non potete esser del tutto sicura che quel che una parte vi dice sia vero. Conseguenze anche peggiori potrebbero derivare pi dalla distruzione che dalla conservazione di queste carte.
Ma le circostanze? Le circostanze mutano i casi e mi sembra che i desideri della parte pi interessata alla cosa debbano esser presi in considerazione, tanto pi che io so esservi attualmente un certo disaccordo tra le due signore, disaccordo che pu forse impedire alluna di chiedere il consenso dellaltra...
No, due torti non fanno mai una ragione, n noi abbiamo la libert di compiere un atto di giustizia commettendo uningiustizia. Le carte devono essere conservate, signora Belden.
La legge  molto dura, molto dura! mormor la vedova piegando il capo, evidentemente addolorata di non poter ricevere la mia autorizzazione a favorire, come sarebbe stato il suo desiderio, la parte interessata.
Non  solo la legge, ma il semplice dovere osservai. Supponete un caso diverso, supponete che lonore e la tranquillit dellaltra parte esigessero la conservazione di quei documenti, quale sarebbe allora il vostro dovere?
Ma...
Un contratto  un contratto. Avendo accettato il patto e avendo dato la vostra parola di osservarlo, voi siete obbligata ad adempiere alla lettera a tutte le condizioni. Non potete n distruggere, n restituir nulla, senza il consenso dambo le parti.
Suppongo che abbiate ragione disse con tristezza, e tacque.
Guardandola, pensai tra me che, se Gryce o anche S fossero stati al mio posto, non si sarebbero dati pace sino a che non fossero giunti a saper tutto, e chi fossero le due signore e che cosa fossero quelle carte nascoste. Ma io non potevo far altro che attendere dalla stessa bocca di lei qualche altra parola che mi illuminasse e stavo perci decidendomi a proseguire in qualche modo il colloquio, quando la mia attenzione fu attratta dalla figura duna povera donna che usciva dalla casa accanto, tutta lacera e smunta, rosicchiando un tozzo di pane.
Ecco una povera diavola che pu interessarvi! dissi.
La signora Belden, come risvegliandosi da un dormiveglia, si lev lentamente e si mise anche lei a guardare la mendicante.
Povera creatura! mormor. Ecco un caso pietoso. Peccato che io non abbia molto da darle stasera. Una buona minestra... e, visto che la donna sera fermata alla nostra porta, la invit a passare in cucina, dove, di l a qualche momento, intesi che la poveretta si profondeva in benedizioni.
Ma la minestra non era tutto quel che la mendicante desiderava. Udii dopo qualche tempo che diceva:
La soffitta, il granaio, un posto qualunque, dove possa ripararmi dal vento... e cominci un lungo racconto di malattie, di sofferenze, tanto lacrimevole, che non fui affatto meravigliato quando la signora Belden, rientrando, mi disse che aveva acconsentito a farle passare la notte in cucina accanto al fuoco.
Ha unaria cos per bene, e la carit, come vi ho detto,  il mio solo lusso...
Questo incidente pose fine alla nostra conversazione. La signora Belden sal al piano superiore e mi lasci solo a riflettere sui miei futuri approcci. E lei che avrebbe fatto? Avrebbe distrutto le carte o avrebbe seguito il mio consiglio? Stavo domandandomelo, quando la udii ridiscendere lentamente le scale e uscire dalla porta di strada. Incuriosito, presi il cappello e la seguii. Aveva imboccato la strada principale, perci pensai sulle prime che fosse diretta a qualche casa damici l accanto. Ma, poco dopo, la vidi affrettare il passo, passare accanto allalbergo e alledificio scolastico senza fermarsi e prender la via dellaperta campagna. Dove andava mai?
Vedevo in lontananza profilarsi la sua piccola figura avvolta nello scialle e cercavo di non perderne le tracce nelle ombre della sera daprile. Si avvi lungo un ponte e qui udii per un tratto risuonare il suo passo; poi pi nulla. Si era fermata ad ascoltare, evidentemente. Non mi conveniva fermarmi a mia volta, cos scesi lungo la strada che costeggiava il ponte, cercando di non farmi vedere e la precedetti, ma arrivato ad un certo punto sostai e ritornai su i miei passi finch non giunsi ancora al ponte. Aguzzai la vista, ma la donna non cera pi.
Convinto che avesse scoperto il motivo della mia intrusione in casa sua e che, inducendomi a uscire, avesse voluto dar ad Anna il modo di fuggire, ero sul punto di tornare indietro al cottage che avevo cos incautamente lasciato, quando mi colp uno strano suono. Veniva dalla sponda sinistra di un ruscelletto che scorreva sotto il ponte ed era come il cigolio di una vecchia porta sui cardini arrugginiti. Saltai gi nel campo, nella direzione da cui avevo inteso quel rumore, e lentamente mi inoltrai nella tenebra, pensando gi che mi ero posto a una caccia disperata. Ma ad un tratto un lampo illumin il cielo e a quella luce improvvisa potei scorgere una capanna. Dal gorgoglio delle acque immaginai che essa si trovasse proprio sullorlo del ruscello ed esitavo ad avanzare, ma ecco colpirmi il suono dun respiro agitato, seguito da un rumore di passi, come se qualcuno camminasse su delle travi e, alla fievole luce che filtrava dallinterno della capanna, potei scorgere la signora Belden che, con un fiammifero acceso in mano, scrutava le quattro pareti di quel granaio. Procurando di non far rumore e trattenendo anche il respiro mi misi ad osservarla pi da vicino possibile. La vidi guardare il tetto, poi il pavimento e alfine deporre al suolo una piccola cassetta di latta che aveva tenuto sotto lo scialle. Compresi subito lo scopo della sua passeggiata. Era venuta per nascondere quello che non aveva osato distruggere e, soddisfatto a questo riguardo, stavo per fare un altro passo innanzi, quando il fiammifero le si spense in mano. Mentre lei stava per accenderne un altro, pensai che mi conveniva non destare i suoi sospetti, mi ritirai alquanto per attendere che se ne andasse, tanto pi che i lampi, fattisi pi frequenti, minacciavano ad ogni momento di rivelare la mia presenza. Lattesa mi parve piuttosto lunga, ma finalmente lei riapparve a passi lenti. Lasciai che raggiungesse il ponte ed entrai a mia volta nella capanna, nella tenebra fitta.
Per fortuna ero fornito di fiammiferi, come ogni ostinato fumatore. Ma dove rintracciare la cassetta? Dovetti, quasi a tastoni, cercare per ogni dove un bel pezzo, prima di accorgermi, dopo aver acceso una dozzina di cerini, che una trave dellimpiantito era un po fuori posto. Mi misi carponi, al buio, riuscii a sollevar la trave e affondai la mano in una specie di buca sottostante. Accesi un altro fiammifero e a quella luce vidi quel che cercavo. Lasciai cadere il fiammifero ancora acceso e misi la mano sulla cassetta. Soddisfatto di quel risultato, non pensai ad altro che a tornarmene in tempo per giungere a casa prima della signora Belden. E se lavessi incontrata? Era un rischio, ma decisi di affrontarlo. Ripresa la strada maestra, allungai il passo senza imbattermi in nessuno, ma allimprovviso, a una svolta, ecco la signora Belden in mezzo alla via, intenta a guardare indietro. Un po sconcertato, affrettai ancora il passo, attendendomi che lei, naturalmente, mi fermasse. Invece, parve che non mi vedesse n udisse. Stupto del suo contegno, anche pi sorpreso di non essere seguito, mi voltai a guardare indietro anchio, e mi accorsi allora di ci che la teneva inchiodata sul posto e cos assorta. La capanna era in fiamme.
Subito compresi che dovevo essere stato io la causa dellincendio, gettando il mio fiammifero ancora acceso sul pavimento e mi fermai spaventato a contemplare quelle fiamme lontane che salivano sempre pi alte. In quella contemplazione dimenticai la signora Belden. Ma un sospiro agitato vicino a me mi riscosse e la udii mormorare queste parole, pronunciate come in sogno:  Non lho fatto apposta!... Ma  meglio cos... Mary sar contenta e non ci sar da biasimare nessuno...
Non mi fermai a sentir altro. Se questa era la conclusione alla quale era giunta, avrebbe certo ripreso il cammino, tanto pi che si poteva udir lo scalpiccio di passi duna comitiva di contadini che accorreva al luogo dellincendio.
La prima cosa che feci, appena giunto a casa, fu di assicurarmi che nulla di grave era accaduto durante la mia assenza e labbandono della casa alle sole cure di quella disgraziata mendicante che vi era stata accolta poco prima. La seconda fu di esaminare un po la cassetta, la quale era assai solida e chiusa con un lucchetto, e a giudicare dal suo peso non doveva veramente contener altro che le carte di cui la signora Belden mi aveva parlato. La nascosi sotto il letto della mia camera e rientrai nel salotto. Mi ero appena posto a sedere con un libro in mano quando la signora Belden fece il suo ingresso.
Spero che non vi sarete annoiato disse togliendosi lo scialle e il cappello e mostrando un volto animato dalla gita, ma pi sereno. Che serata! Lampeggia e c un incendio laggi... Avevo una commissione da fare, ma non supponevo mi avrebbe preso troppo tempo soggiunse dandomi unocchiata che sopportai con la maggior possibile indifferenza. Vi ho forse lasciato troppo solo?
Le diedi una risposta qualunque e lei si affrett a lasciare il salotto per preparare la casa per la notte. La attesi, ma non ritorn; forse timorosa di tradirsi, si era ritirata nella sua stanza, lasciando che me la sbrigassi da me. La cosa mi fece un certo piacere, non avevo bisogno di altre emozioni e fui felice di rimandare allindomani il seguito delle mie indagini. Perci, appena calmato il temporale, andai a coricarmi e, dopo qualche inutile tentativo, riuscii finalmente a prender sonno.
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29. LA TESTE SCOMPARSA.
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Signor Raymond!
La voce bassa e penetrante mi dest dal sonno e mi costrinse a guardare in giro. Lalba era sorta, e, in piedi, sulluscio aperto che conduceva alla sala da pranzo, vidi la mendicante a cui era stata data ospitalit la sera prima. Stizzito e perplesso stavo per invitarla ad andarsene, quando, con mia somma sorpresa, costei lev di tasca un fazzoletto rosso e riconobbi S.
Leggete questo mi disse avvicinandosi e ponendomi in mano un foglietto, e senza aggiunger altro lasci la mia camera chiudendosi dietro luscio.
Mi levai tutto agitato, mi accostai alla finestra per legger meglio e scorsi queste poche righe:
Lei  qui. Lho vista.  nella stanza indicata con una croce in questa piccola pianta della casa. Attendete sino alle otto e poi salite. Procurer di attirare la signora B. fuori di casa.
Sotto era schizzata alla meglio la pianta della casa o meglio dellappartamento superiore, e vidi che la camera occupata da Anna era quella sopra la sala da pranzo. Quando avevo creduto di udire dei passi la sera innanzi non mi ero dunque ingannato. In parte lieto della notizia, ma in parte anche assai agitato al pensiero che di l a poco mi sarei potuto trovare faccia a faccia con una persona che, come tutto faceva presumere, conosceva il segreto del delitto Leavenworth, ritornai sotto le coperte per cercar di riposare unaltra ora, ma non potei riprender sonno e dovetti contentarmi di sentire i primi rumori della vita che si ridestava nella casa e nel vicinato.
Poich S aveva chiuso la porta, intesi appena i passi della signora Belden, quando scese le scale, ma lesclamazione di sorpresa che lei fece quando giunse in cucina e saccorse che la mendicante se nera andata, mi giunse distintamente allorecchio. Per un momento pensai che S avesse commesso un grave errore andandosene con cos poche cerimonie. Ma egli non aveva invano studiato il carattere della signora Belden, la sera prima, perch, mentre lei preparava la colazione, nella stanza adiacente alla mia, la udii mormorare:
Poveretta! Deve essere cos abituata a viver pei campi e sulla strada, che le deve riuscire insopportabile star chiusa in casa!
Che supplizio quella colazione! Sforzarsi di mangiare e sembrare allegro, cercar di chiacchierare e dover stare attento a non commettere errori, il cielo mi preservi da unaltra colazione simile! Come Dio volle, per, fu terminata anche quella e potei rientrare in camera mia e rimaner solo coi miei pensieri. Il tempo passava lentamente, ma suonarono alfine le otto, e proprio allultimo rintocco udii picchiare alla porta della cucina e la voce dun bambino grid:
Signora Belden, a pap gli  venuto male. Venite subito, signora Belden!
Balzai in piedi, come  naturale, e maffrettai verso la cucina. Sulluscio mimbattei nella signora Belden, la quale mi disse tutta ansiosa:
Un povero taglialegna, qui vicino, sta molto male e mi hanno mandato a chiamare. Volete aver la bont di custodir la casa fino al mio ritorno? Star fuori il meno possibile.
E, quasi senza attendere la mia risposta, prese lo scialle, se lo pose in capo e segu il ragazzetto in strada.
Sbito un silenzio di tomba avvolse la casa e mi parve impossibile vincermi e trovare il coraggio per salire le scale alla ricerca di Anna. Rimasi per qualche momento assolutamente nella impossibilit di muovermi, ma poi fui vinto insieme dalla curiosit e dal pensiero che tutto ci che facevo era per Eleanor. Salite le scale, spalancai senza pi esitazione la porta in cima al pianerottolo e mi trovai in una grande camera da letto, quella in cui aveva dormito, o meglio, cercato di dormire la notte innanzi la signora Belden. Traversata la camera, mi trovai dinanzi a unaltra porta, piccola e rozza, quella indicata da una croce nella pianta di S, mi fermai davanti a essa, mi posi in ascolto. Nessun rumore. Girando la maniglia, cercai di entrare, ma la porta era chiusa dal di dentro. Posi lorecchio al buco della serratura. Tutto era silenzio. Riguardando la pianta di S mi accorsi che un altro uscio immetteva nella stessa stanza, da unaltra parte del pianerottolo, e battei anche a questa porta e cercai di entrare, ma sempre inutilmente. Convinto che non mi rimaneva che usare la forza, cominciai a chiamare la ragazza per nome, invitandola ad aprire. Non ricevendo alcuna risposta gridai:
Anna Chester, siete scoperta! Se non aprite la porta, saremo obbligati a buttarla gi! Evitateci questo disturbo e apriteci!
Silenzio. Mi scagliai allora con tutto il peso del corpo contro la porta ed essa scricchiol, ma non cedette. Ripetei ancora una volta lassalto e finalmente, scardinata, essa mi apr allimprovviso un varco attraverso il quale caddi quasi nella tenebra duna camera gelida e poco aerata. Esitai un momento prima di volgere lo sguardo intorno e feci bene, perch lo spettacolo che colp i miei occhi dopo quella pausa fu uno dei pi agghiaccianti. Dal letto posto presso una parete, il volto di Anna Chester mi apparve pallido dun pallore marmoreo e appesantito in un sonno che sembrava simile a quello della morte. Sul pavimento erano ancora in mucchio le sue vesti come le aveva abbandonate nello spogliarsi. Su una sedia, il piatto che la signora Belden vi aveva deposto pareva attendere la fanciulla con gli stessi buoni cibi che noi avevamo mangiato. Ma lei giaceva fredda e inerte sotto le coltri, e i suoi occhi aperti erano vitrei! Avrei voluto gridare, ma mi feci forza e, accostatomi al letto, posai una mano su quella di lei che pendeva fuori delle lenzuola. Era non solo gelida, ma irrigidita. Balzando indietro, guardai ancora quel viso. Gran Dio, quando mai la vita aveva avuto quellapparenza? Quando mai il sonno aveva dato a un volto quel lividore e quella fissit? Chinatomi su di lei mi accostai alle sue labbra. Non un alito, non un moto. Sollevando le coltri, le posi una mano sul cuore. Era senza battito, come una pietra.
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30. CARTA BRUCIATA.
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Non mi pare di aver chiamato aiuto immediatamente. Il colpo di quella scoperta, proprio nel momento in cui la vita e la speranza merano rientrate nel cuore, il crollo improvviso di tutti i piani basati sullattesa testimonianza della ragazza, la tragica coincidenza della morte col caso di coscienza della signora Belden mimpedivano ogni azione. Per qualche momento, non potei far altro che restare estatico a contemplare il pallido e tranquillo volto di Anna, che sembrava riposare. Pi la guardavo, pi mi convincevo che doveva esser morta gi da alcune ore, e il tragico pensiero che, se avessi affrettato le cose, la sera prima, se avessi cercato di entrar subito nel nascondiglio della fanciulla, forse avrei potuto impedire la catastrofe, mi ricondusse al senso della situazione. Senza perdere altro tempo, mi recai nellaltra stanza, aprii la finestra ed attaccai al davanzale il fazzoletto rosso che avevo preso la precauzione di portare con me.
Subito un giovanotto che non somigliava affatto a S n nelle vesti, n nella espressione del viso, emerse da una casa accanto e si avvicin. Andai ad attenderlo in cima alle scale, e appena mi vide sussurr:
Ebbene? Che cosa c di nuovo? Lavete veduta?
S, lho veduta.
E ha confessato? chiese ancora salendo le scale a quattro a quattro.
No, non ho potuto parlarle... e, vedendolo allarmato al tono della mia voce, lo condussi nella camera della signora Belden e gli domandai: Che cosa avete voluto dire stamane, quando mi avete informato di aver visto la ragazza? Che era in una certa stanza dove avrei potuto trovarla?
Precisamente.
Siete stato nella sua stanza?
No, sono rimasto fuori. Scorgendo uscire una luce, mi sono arrampicato sul tetto, mi sono sporto verso la finestra e lho veduta girare per la camera. Che cosa  successo?
Venite esclamai non potendo pi contenermi e rendetevi conto voi stesso! e conducendolo nella cameretta gli indicai la figura giacente sul letto. Mi avete detto che avrei potuto trovare Anna qui, ma non che lavrei trovata cos.
Gran Dio,  forse morta?
S,  morta!
Ma  impossibile!... Forse dorme... ha preso un narcotico...
 un sonno senza risveglio... Presi la mano della fanciulla, e la lasciai ricadere inerte sulle coltri.
Questo parve convincerlo e, calmatosi, egli cominci a guardarla con una strana espressione sul viso. Ad un tratto, si mosse e cominci a frugare tra le vesti che giacevano sul pavimento.
Che fate? chiesi. Che cosa andate cercando?
Cerco un foglio dal quale lho veduta prendere quella che ho supposto fosse una medicina. Ah, eccolo qui! e raccolse da sotto il letto un fogliolino, che io non avevo osservato.
Fatemi vedere!
Egli mi porse la carta su cui si potevano ancora discernere tracce impalpabili duna polverina bianca.
Questo  importante mormorai piegando la carta. Se i resti di questa polvere saranno sufficienti a mostrare che era velenosa, le cause della morte di Anna saranno subito chiarite, si tratter evidentemente dun suicidio...
Non ne sono del tutto sicuro. Se non minganno, Anna non credeva affatto di prendere un veleno. Sembrava gaia e, quando ebbe preso la polverina, un sorriso come di soddisfazione le illumin il viso. Se la signora Belden le ha dato quella cartina, dicendole che era una medicina...
Questa  una cosa che bisogna appurare, come pure se si trattava di veleno o no. Probabilmente  morta di mal di cuore...
Egli alz le spalle e mi indic il piatto sulla sedia e la porta abbattuta.
S, la signora Belden  stata qui stamane e ha richiuso la porta quando  andata via, ma questo non prova nulla fuorch la convinzione da parte della signora che la ragazza stesse bene.
Convinzione che non poteva esser scossa da quel viso cos esangue, abbandonato sul guanciale?
Forse, avendo fretta, la donna non ha neppur dato unocchiata alla ragazza, limitandosi a deporre la cena.
Non voglio sospettar nulla di male, ma questa coincidenza...
Andiamo, non dilunghiamoci in congetture inutili, quando c tanto da fare. Venite via! e mi mossi verso la porta.
Ma che cosa volete fare? Avete dimenticato che questo non  altro che un episodio del grande mistero che siamo stati inviati a scoprire? Se questa ragazza non  morta di morte naturale, il nostro dovere  di venir a capo del...
Ma di questo si occuper il magistrato inquirente. Ormai non  pi affare nostro!
Lo so, ma possiamo almeno prender visione esatta della stanza e di tutto quello che contiene, prima di lasciare che vi entrino degli estranei. Sono sicuro che Gryce ce lo imporrebbe...
Ho gi vista la stanza. Tutto  come fotografato nella mia mente e purtroppo non so come far a dimenticarmene.
E il corpo? Ne avete osservato la posizione? Lo stato delle coltri che lo ricoprono? La mancanza dogni indizio di lotta? Il senso di riposo che spira dai lineamenti del viso?
S, s, non me lo fate guardare unaltra volta!
E questi abiti appesi al muro? Un abito di percalle, uno scialle, non certo quello col quale si dice sia fuggita da casa, ma uno scialle nero, forse della signora Belden, e questo cassettone e lo apr con poca biancheria cifrata, ma pi ordinaria di quella che doveva usare per solito, fatta forse apposta per lei dalla signora Belden... E questaltra biancheria, sul pavimento, sempre con le stesse sue iniziali. E questo... ah, guardate qui!
Mavvicinai a lui e vidi una brocca piena di carta bruciata.
Lho vista piegarsi in questangolo ma non potei capire che cosa stesse facendo. Che dopo tutto si tratti solo di suicidio?  evidente che ha voluto distruggere qualche cosa...
Non so dissi. Quasi quasi spero che si tratti veramente di suicidio!
Non un pezzetto di carta da cui si capisca di che si trattava, non un briciolo, peccato.
Forse la signora Belden potr risolvere questo enigma!
La signora Belden pu sciogliere tutto il mistero. Il segreto dellassassinio del signor Leavenworth  chiuso qui. Forse questa non era che una confessione! e indic ancora il mucchio di carta bruciata.
Qualunque cosa sia stata, ora non ne rimangono che le ceneri e dobbiamo cavarci dimpaccio da noi.
Certo egli consent con un sospiro. Ma Gryce non mi perdoner mai. Dir sempre che avrei dovuto comprendere che si trattava di una circostanza sospetta, questo prendere una dose di medicina mentre un detective le stava alle spalle.
Ma questo lei non lo sapeva. Non vi ha mica veduto!
Non sappiamo che cosa ha veduto lei e che cosa ha veduto la signora Belden. Le donne sono sempre un mistero e, bench io di donne me ne intenda, debbo dire che questa volta mi hanno completamente messo fuori strada...
Andiamo, andiamo! dissi. Tutto non  finito ancora. Chi sa che una conversazione decisiva con la signora Belden non faccia saltar fuori qualche cosa... Ma, a proposito, la signora sta per tornare e tutto dipende dal riuscir a sapere, se lei  al corrente della tragedia oppure no. Pu darsi anche che sia un altro colpo per lei...
Lo spinsi fuori delluscio, richiusi la porta dietro di me, e scendemmo le scale.
Una cosa che bisogna far subito soggiunsi  di mandare un telegramma a Gryce per informarlo dellaccaduto.
Subito disse S e fece un balzo per uscire.
Un momento! Ieri la signora Belden ha ritirato dalla posta due lettere; una in una busta grande, laltra in una busta piccola. Forse ci farebbe comodo sapere da dove sono timbrate queste lettere. Se riusciste...
Non ho bisogno di andar troppo lontano per questo interruppe S. Almeno per una di queste lettere. Perbacco, ho perduto... e si frug nelle tasche, e prima che avessi potuto trattenerlo si riprecipit su per le scale.
Proprio in quel momento udii aprirsi la porta dingresso.
...
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31. ESSE.
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 stato un tranello. Non era ammalato nessuno! Mi hanno ingannata, mi hanno ingannata! e la signora Belden, tutta ansimante e rossa in viso, entr nella stanza dove mi trovavo e si accinse a liberarsi dallo scialle. Ma, vedutomi in viso, sbott in altre esclamazioni: Che cosa  avvenuto? Che c ancora di nuovo? Perch mi guardate a quel modo?
 avvenuto qualche cosa di molto grave. Siete stata fuori pochi minuti, ma in questo frattempo  stata fatta una grave scoperta... e mi fermai a bella posta per vedere se questa pausa lavesse indotta a fare qualche confessione spontanea; ma bench ella impallidisse, non mostr tutta lemozione che mattendevo e proseguii: ...una scoperta che potr avere importanti conseguenze...
Lei scoppi allora in lacrime.
Lo sapevo, lo sapevo mormor lho sempre detto che sarebbe stato impossibile tenerla nascosta, se qualcuno fosse venuto in casa. Non sta mai ferma un momento! Ma, ma... non mi avete detto quello che  successo veramente! Qual  la vostra scoperta? Forse non  quella che pensavo...
Signora Belden dissi interrompendola non cercher di mitigare il colpo. Una donna che dinanzi ai pi urgenti richiami della legge e della giustizia consente a ricevere e a nascondere in casa sua una testimone cos importante come Anna, non ha certo bisogno di molti preparativi per venire a sapere che i suoi sforzi hanno avuto pieno successo, che lei ha distrutto documenti e testimonianze importanti, che la legge e la giustizia sono state oltraggiate, e che la donna innocente, che la deposizione di questa ragazza avrebbe potuto salvare,  ormai per sempre compromessa agli occhi del mondo se non a quelli dei rappresentati della legge.
Ma che cosa volete dire? esclam la vedova, gli occhi dilatati dallo stupore. Io non ho voluto far nulla di male... Ho voluto soltanto salvare una persona. Io... io... Ma voi chi siete? Che cosa avete a che fare con tutto questo? Che cosa vimporta a voi di quello che faccio o non faccio? Avete detto che siete un avvocato. Rappresentereste forse Mary Leavenworth e sareste forse venuto a vedere come eseguo i suoi ordini?
Signora Belden, importa poco adesso chi sono io, o che cosa sono venuto a fare. Lunica cosa che posso dirvi  che non vi ho ingannata affatto riguardo al mio nome e alla mia professione e che sono amico delle signorine Leavenworth e che qualunque cosa interessi loro, interessa me. Quando dunque vi dico che Eleanor Leavenworth  danneggiata irreparabilmente dalla morte di questa ragazza...
Morta? Ma che cosa dite? Morta?
Lo scatto fu troppo spontaneo, il tono inorridito della voce fu troppo naturale perch non rimanessi convinto che lei nulla sapeva del vero stato delle cose.
S ripetei. La ragazza, che avete tenuto nascosta tanto tempo e tanto bene, non  pi di questo mondo, signora Belden!
Non muscir mai pi dagli orecchi il grido che lei emise a questo punto e la sua esclamazione selvaggia:
Non  vero! Non ci credo! mentre si precipitava su per le scale. N dimenticher mai la scena di quando si trov in presenza della morta, urlando e singhiozzando che non sapeva nulla duna disgrazia simile, che aveva lasciato la ragazza nelle migliori condizioni di spirito e di salute, la notte innanzi, e che doveva esser morta dun malore improvviso perch non laveva sentita mai muoversi tutta la notte, bench avesse fatto attenzione pi duna volta a ogni piccolo rumore, per paura che mi svegliassi.
Ma siete stata qui questa mattina?
S, ma non mi sono accorta di nulla. Avevo furia e credetti che dormisse, e sono uscita richiudendo a chiave, come al solito.
 strano che sia morta proprio questa notte! Si  sentita male, ieri?
No, anzi era pi lieta e vispa del solito. Non ho pensato mai che fosse ammalata, n ieri n prima di ieri.
Ma allora perch vi siete data tanta premura di portarle una medicina, laltra notte? chiese improvvisamente S entrando nella stanza.
Io? No davvero esclam la signora sempre supponendo che fossi stato io a farle quella domanda. Ti ho dato forse qualche medicina, povera Anna; te lho data? e la signora Belden, cos dicendo, accarezzava pietosamente la mano della morta.
Ma allora come mai aveva una medicina? Da dove laveva presa, se non glielavete data voi?
Questa volta la vedova sembr finalmente accorgersi che cera qualcun altro nella stanza, si volse e guard lo sconosciuto con immensa stupefazione, prima di rispondere.
Non so chi siate voi, signore, ma vi posso dire che la povera ragazza non ha mai avuto medicina alcuna, non ha preso nessuna dose, e la notte scorsa stava bene, per quanto io sappia...
Eppure io lho vista trangugiare una polvere!
Lavete vista? Mi pare che il mondo impazzisca o sia io a impazzire! Come avete fatto a vederla, se lei  rimasta sempre chiusa in questa camera?
S, ma con una finestra come questa sul tetto non  difficile veder ci che avviene nella camera, cara signora.
Oh, ma dunque ho una spia in casa, una spia! grid la donna. Ma me lo merito. Lho tenuta prigioniera tra queste quattro mura e non son venuta neppur una volta a vederla durante la notte... Non vi rimprovero. Ma che cosa avete detto? Che lavete veduta prendere una polvere, un veleno?
Non ho detto veleno.
Ma avete voluto intender cos. Voi pensate che si sia avvelenata e che io abbia avuto una mano in questo.
Non ha voluto dir questo! mi intromisi. Egli dice che la ragazza ha preso qualche cosa che egli pensa sia stata la causa della sua morte e vi domanda soltanto come pu averla ottenuta.
Come posso saperlo io? Io non le ho mai dato nulla e non ho mai saputo che avesse nulla con s.
Sentivo che bisognava crederle e, parendomi che il dibattito si prolungasse troppo e ritardasse tutto il resto che cincombeva di fare di fronte a un simile infortunio, pregai S di avviarsi a fare la sua commissione e cercai di trarre via dal letto della morta la signora Belden; ma lei resist, anzi si pose a sedere accanto al letto dicendo che quello era il suo posto e che non se ne sarebbe andata. S anche lui si ostinava a non andarsene e ci fulminava entrambi con lo sguardo pieno di severit.
Fino a che questa donna non lascer questa camera, non me ne andr neppure io disse e non uscir dalla casa se non mi prometterete di prendere il mio posto nella sorveglianza su di lei.
Stupto, lasciai un momento la donna e mi avvicinai a lui, sussurrandogli:
Andiamo, voi spingete troppo oltre i vostri sospetti e siete troppo rude. Scommetto che non avete nulla che vi autorizzi a una condotta come questa, ma ad ogni modo vi prometto di sorvegliarla io.
Ma non qui! Portatela gi. Non posso lasciarla qui.
Andiamo, non prendete certe arie da padrone!
Se le prendo,  perch ho qualche cosa in mio possesso che mi induce a farlo.
Che  mai? La lettera?
S.
Mostratemela! dissi, agitato a mia volta.
Fino a che questa donna rimane in questa camera, non ve la mostrer.
Vedendolo inflessibile, dovetti decidermi a tornare dalla signora Belden.
Devo invitarvi a scendere con me le dissi. Non  un caso di morte naturale, saremo obbligati a chiamare il magistrato inquirente e altri. Bisogna lasciare la stanza e scender dabbasso.
Questo argomento valse a convincerla, e si lasci condurre fuor della camera, dopo aver coperto il viso della morta con una pezzuola. Due minuti dopo, avevo in mano la lettera di cui S mi aveva accennato.
 la sola che ho potuto trovare spieg S. Era in una tasca della veste della signora Belden. Laltra devessere in qualche posto, ma non ho avuto tempo di rintracciarla. Ma questa vi baster. Non avrete bisogno di chieder laltra.
Senza dar molto peso alle sue parole, aprii la lettera. Era la pi piccola delle due che avevo visto in mano della signora Belden, il giorno prima, alla posta, ed eccone il contenuto:
Cara amica, mi trovo in un tremendo imbarazzo. Voi che mi amate dovete esserne informata. Non posso spiegarmi, posso soltanto rivolgervi una preghiera: distruggete ci che avete presso di voi, fatelo oggi, subito, senza domande o esitazioni. Il consenso di un altro non ha nulla a che vedere in questo caso. Dovete obbedire. Se rifiutate sono perduta. Fate ci che vi domando e salvate
Una che vi ama.
Era indirizzata alla signora Belden, non aveva altra firma e il timbro postale era di New York. Ma io conoscevo la scrittura: era di Mary Leavenworth.
 una lettera che parla maledettamente chiaro! fece osservare in tono asciutto laccolito di Gryce.  una prova magnifica contro chi lha scritta e chi lha ricevuta.
S, sarebbe una prova magnifica, se io non sapessi che questa lettera allude alla distruzione di un qualche cosa assolutamente diverso da ci che voi supponete, allude alla distruzione di alcune carte che la signora Belden aveva in consegna, niente altro.
Ne siete sicuro?
Sicurissimo, ma ne riparleremo dopo. Adesso andate a fare quel telegramma a Gryce e andate ad avvertire il magistrato inquirente.
Vado! e se ne and veramente ad assolvere il suo compito, mentre io mi accingevo ad assolvere il mio.
Trovai la signora Belden che camminava avanti e indietro tutta agitata, emetteva sospiri lamentosi, preoccupandosi di quel che avrebbero detto di lei i vicini, il curato, le amiche o chi sa altri, ed esprimeva un grande desiderio di morire. Cercai di calmarla, la feci sedere e la pregai di stare a sentire quel che avevo da dirle.
Questi lamenti e queste lacrime non possono farvi che male, vi indeboliranno e vi renderanno nellimpossibilit di affrontare le prove che ancora vi attendono... e, cos confortandola, cercai di spiegarle le necessit del caso e le domandai se aveva qualche amico sicuro cui affidarsi in quella emergenza.
Con mia sorpresa, mi disse che, sebbene avesse conoscenti e amici non ne aveva per alcuno su cui fare affidamento e cui chiedere assistenza in un caso simile e che si sarebbe sentita completamente sola, se io non avessi voluto, io stesso, prenderla sotto la mia protezione. Fui commosso dalle sue parole e, senza esitare, mi offrii di fare tutto quello che potevo per lei, purch mi avesse trattato con la perfetta franchezza che il caso richiedeva. Lei, con grande mio sollievo, si dichiar pronta, non solo, ma ansiosa di dirmi tutto ci che sapeva, esclamando che di segreti, in vita sua, ne aveva gi avuti abbastanza.
Mi sento capace disse di andare dinanzi a tutti a dichiarare quello che ho fatto per Mary Leavenworth, ma prima, per amor di Dio, raccontatemi come si trovano quelle fanciulle. Non ho avuto il coraggio di scrivere o di chiederne a nessuno. I giornali hanno parlato molto di Eleanor, ma non hanno detto nulla di Mary, eppure Mary stessa non scrive che del pericolo che corre lei stessa e del rischio anche maggiore in cui incorrerebbe se si venissero a saper certe cose intorno a lei. Qual  la verit? Non voglio fare loro alcun male, ma voglio difender me stessa.
Signora Belden risposi Eleanor si trova nelle difficolt presenti per non aver voluto rispondere a tutto quello che le si chiedeva. Mary... ma non posso dir nulla di lei, sino a che non abbia inteso quello che avete da dir voi. Ci che abbiamo bisogno di saper da voi  come vi siete trovata coinvolta in questo affare e che cosa sapeva Anna per prendere la decisione di abbandonare New York e venire a rifugiarsi qui da voi.
Non mi crederete certo esclam la signora Belden, con gli occhi pieni di dubbio e un tremito convulso nelle mani ma io vi assicuro che non so affatto che cosa Anna abbia visto e udito, in quella notte fatale. Non mi ha detto nulla, e io non le ho chiesto nulla. Mi ha detto soltanto che la signorina Leavenworth desiderava che io le dessi rifugio per qualche tempo e io, perch amavo Mary Leavenworth e la ammiravo pi di qualsiasi altra donna che abbia mai incontrato, ho avuto la debolezza di consentire.
Sicch voi, dopo tutto quel che siete venuta a sapere del delitto, solo per compiacere la signorina avete continuato a tener nascosta quella ragazza, senza rivolgerle alcuna domanda, senza chiederle alcuna spiegazione?
Non mi crederete, ma  cos. Ho pensato che, se Mary laveva mandata da me, doveva avere le sue buone ragioni e... e... non so rendermene ben conto ora... dopo quello che  avvenuto, ma  stato proprio cos!
La vostra condotta  veramente strana. Anche voi dovete aver avuto le vostre buoni ragioni per obbedire cos ciecamente.
Oh, signore sospir ho creduto di capir soltanto che se Mary, una donna tanto in alto, si piegava sino a me per chiedermi un favore, doveva essere in qualche modo legata al colpevole e che era allora meglio per me non sapere nulla, non chieder nulla, ma solo obbedire e sperare che tutto andasse a finir bene. Non ho ragionato molto, ho seguito il mio impulso. Non avrei potuto fare altrimenti, non  nella mia natura. Quando mi si chiede qualche cosa da parte di una persona che amo, non posso mai rifiutarmi.
E voi amate Mary Leavenworth, una donna che voi stessa ritenete capace di esser legata con un grande delinquente...
No, non ho detto questo. Pu essere legata col colpevole, senza aver avuto alcuna parte nel delitto... No, lei non pu averci preso alcuna parte...
Ma che cosa ne sapete di Mary Leavenworth, per dare questo giudizio di lei?
 difficile rispondere disse arrossendo. Si tratta duna lunga storia e...
Non preoccupatevi della lunghezza della storia interruppi. Ditemi almeno qual  la ragione principale per cui la pensate collegata col colpevole.
La ragione  questa, che Mary si trovava in una difficolt grave, dalla quale solo la morte dello zio poteva liberarla.
Quale difficolt?
Fummo interrotti in quel momento da un suono di passi e guardando fuori vidi che S stava tornando solo solo. Andai a incontrarlo nellingresso, abbandonando la signora Belden.
Ebbene? Non avete trovato il magistrato inquirente? Non era in casa?
No, se nera andato in calesse a vedere un uomo caduto in un fosso a dieci miglia da qui. E, vedendo dal mio sguardo di sollievo, che non mi dispiaceva affatto questa dilazione, prosegu: Gli ci vorr molto tempo, delle ore, credo...
Le strade son cattive?
Davvero, io per conto mio non ho ancora trovato qui nessun animale che possa andare pi in fretta delle mie gambe.
Meglio cos, meglio per noi. La signora Belden mi deve fare un lungo racconto e...
E non desiderate essere interrotto, capisco! Assentii ed egli si volse verso la porta.
Avete mandato il telegramma a Gryce?
S.
Credete che verr qui?
Forse.
A che ora credete che potrebbe esser qui?
Verso le tre. Voi potete attenderlo verso quellora. Detto questo, mi volse le spalle con laria di uno che non sappia ormai come impiegare la sua giornata.
Tornato dalla signora Belden, le spiegai che il magistrato inquirente era stato costretto ad andar fuori citt e sarebbe rientrato solo tra qualche ora, in modo che noi avevamo tutto il tempo dinanzi a noi per il suo lungo racconto. Lei si disse disposta a incominciarlo subito, ed ecco quanto mi narr, riferito con le sue stesse parole.
...
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...
32. IL RACCONTO DELLA SIGNORA BELDEN.
...
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...
Sar un anno a luglio da quando vidi per la prima volta Mary Leavenworth. Conducevo allora unesistenza assai triste e monotona. Amavo le belle cose, odiavo quelle brutte, avevo dei gusti romantici, ma ero costretta a vivere modestamente e tristemente, a causa della mia vedovanza e della mia solitudine, e passavo i giorni a cucire, presentendo ormai che la mia vecchiaia sarebbe trascorsa in una penombra malinconica. Quandecco una mattina Mary Leavenworth entr in casa mia, e bast un suo sorriso a mutare tutto il tenore della mia vita.
Questo pu sembrarvi esagerato, specialmente quando vi avr detto che la sua visita era, come potrei dire? una visita daffari; lei aveva sentito che io ero una brava cucitrice e chiedeva che facessi del lavoro per lei. Ma se aveste potuto vederla, quale mi apparve quel giorno, con quel suo sguardo, quel suo sorriso, mi perdonereste la follia di vecchia romantica. Il fatto  che io fui subito abbagliata dalla sua bellezza e dal suo fascino e quando, qualche giorno dopo, ritorn e si pose fanciullescamente a sedere su uno sgabello ai miei piedi dicendomi che era stanca del tumulto dellalbergo, che aveva un gran desiderio di fuggire e di rifugiarsi presso qualcuno capace di trattenerla e di carezzarla come una bimba qual era, credetemelo, io fui al colmo della felicit, e non potei fare a meno di dimostrarglielo con le mie parole.
Torn il giorno dopo, e il giorno dopo ancora, sempre in preda a quella sua ansia fanciullesca, sempre con quel suo sorriso malioso sulle labbra. Ma il quarto giorno non venne, n il quinto, n il sesto, e io stavo gi per sentirmi ripiombata nella mia triste monotonia quando, una sera, lei entr a passi lievi in casa mia e mi pose allimprovviso le mani sugli occhi esclamando gioiosamente:
Indovinate chi sono? Ah prosegu, liberandosi del suo mantello e rivelandosi in tutto il suo splendore in un superbo abito da sera ho una voglia matta di correre, di vivere, di godere, ho bisogno di dire a qualcuno che per la prima volta mi sento viva e felice. Due occhi si son fissati nei miei e neppure Mary, regina di Scozia, con tutta la sua bellezza e la sua regalit, dovette mai sentirsi pi sovrana e pi donna di quello che mi sento io stasera.
E cominci a battermi le spalle, a carezzarmi sulle guance e a sorridermi con tanta gaiezza che io non potei fare a meno di commuovermi.
Avete avuto dunque la visita del Principe Azzurro? domandai alludendo a una fiaba che le avevo narrata, ma a queste mie parole arross e si ritrasse verso la porta.
No, no disse ho paura di no! I principi non si conquistano cos facilmente!
Come? Ve ne andate? e cos sola? Aspettate che vi accompagni.
Ma lei scosse il capo biondo e rispose:
No, sono venuta come uno spirito, come una fata, e come una fata me ne voglio andare e guizz via nella notte, come un raggio di luna.
La volta seguente, mi apparve tutta agitata, quasi febbrile, il che mi fece comprendere che il suo cuore era stato conquistato dalla dichiarazione del suo innamorato. Me lo fece discretamente comprender lei stessa, daltronde, prima di lasciarmi, ma avendo io alluso scherzosamente al suo prossimo matrimonio, si rattrist e mi disse:
Non mi sposer mai! terminando questa esclamazione con un lungo sospiro.
E perch? ardii domandarle con tono materno. Perch non vi sposerete mai? Come possono le vostre labbra di rosa dire una cosa simile?
Mi lanci una rapida occhiata, poi chin il capo e, con tono molto umile, rispose:
Ho detto che non mi sposer mai perch il destino non mi permetter mai di sposare luomo che mi piace!
Il destino?
S.
Che intendete dire?
Nulla... solo che sono stata tanto debole da... non volle dire innamorarmi, era una donna troppo fiera da ammirare un uomo che mio zio non mi permetter mai di sposare.
E si lev come per andarsene, ma la trattenni.
Che vostro zio non vi permetter di sposare? Ma perch?  povero?
No, lo zio ama il denaro, ma non sino a tal punto. Inoltre, il signor Clavering  tuttaltro che povero. Ha dei grandi beni al suo paese.
Al suo paese? interruppi. Non  americano?
No,  inglese.
E che difficolt vi pu essere? Credete che un inglese non possa esser fedele?
 un inglese lei esclam con amarezza e dicendo questo dico tutto. Lo zio non permetter mai che io sposi un inglese.
La guardai stupita. La ragione mi sembrava cos puerile...
 una vera e propria mania soggiunse. Potrei piuttosto chiedergli il permesso dandarmi ad affogare, che di sposare un inglese!
Se fossi stata una donna piena di giudizio, avrei dovuto dirle: ma allora perch non ve lo levate dalla mente? perch andate a ballare con lui e continuate a parlargli e fate di tutto perch la vostra simpatia si muti in amore? Ma ero romantica e irritata da quel pregiudizio che non potevo capire e le dissi:
Questa  una tirannia bella e buona! Perch mai dovrebbe odiare gli inglesi a questo punto? E perch, se li odia lui, dovrebbe obbligarvi a condividere il suo sentimento? E perch dovete sentirvi obbligata?
Perch... perch, ve lo dir rispose lei arrossendo voglio che conosciate anche la parte peggiore di me, giacch conoscete gi la parte migliore. Non voglio incorrere nella collera di mio zio, essendo stata abituata a considerarmi la sua unica erede, e so che, se dovessi sposarmi contro i suoi desideri, egli istantaneamente muterebbe le sue intenzioni e mi lascerebbe senza un soldo.
Ma esclamai con tutto il mio romanticismo che mi saliva alla testa se mi avete detto che il signor Clavering  abbastanza ricco, voi non avete certo bisogno del denaro dello zio e se amate...
Non capite! Il signor Clavering non  povero, ma lo zio  molto ricco! Io sar una regina... e qui lei mi si chin sul petto, tremando. Oh, lo so, vi sembro troppo interessata, ma che volete? La mia disgrazia  di essere stata allevata nellidolatria della ricchezza. Senza la ricchezza, senza il denaro, mi sentirei perduta... e tuttavia non posso dire al signor Clavering: andatevene, amo il denaro pi di voi, non posso, no, non posso. E ricominci a singhiozzare.
Ditemi che non mi credete troppo cattiva, troppo interessata prosegu dopo un poco ditemi che non rimpiangete di avermi narrato le vostre fiabe damore e di cavalleria!
Che cosa avrei dovuto risponderle? Le dissi che le volevo bene ugualmente, che non deploravo nulla, che avevo per lei ancora tutta la stima di prima. Parve farsi allora pi gaia.
E mi permetterete ancora di venir da voi, anche se le cose andranno a finir male? Non mi caccerete via?
Mai e poi mai.
Neppure se commettessi una bruttissima cosa, se fuggissi col mio innamorato e mostrassi allo zio come  stata mal ricompensata la fiducia che egli ha riposto in me?
In quel momento diceva queste cose senza dar loro troppo peso, perch non attese neppure la mia risposta e se ne and. E tuttavia le sue parole avevano tracciato un solco profondo nei nostri due cuori, e per due giorni io passai il mio tempo a rimuginare nella mente che cosa avrei potuto fare in favore suo, se lei avesse veramente dato seguito al suo fantastico progetto di fuga. Immaginate, dunque, quale fu la mia gioia quando una sera la povera Anna, che era allora la cameriera personale di Mary, venne da me con un biglietto che diceva cos:
Preparatemi per domani la fiaba pi bella, e fate che il principe sia cos leggiadro come qualcuno di cui avete inteso parlare, e la principessa cos folle come la vostra piccola Mary.
Questo biglietto non poteva voler dir altro che lei si era fidanzata. Ma il giorno pass, e Mary non si fece vedere. Passarono altri due giorni e nessuna notizia, fuorch quella che il signor Leavenworth aveva fatto ritorno da una breve escursione. Ancora due giorni passarono e finalmente una sera Mary ricomparve. Non lavevo ormai veduta da una settimana, ma sembrava che un anno intero fosse trascorso tanto era mutata nellaspetto e nel portamento. Non potei neppur dirle una parola di congratulazione.
Siete delusa! esclam. Vi attendevate confidenze, sussurri, rivelazioni e vedete invece davanti a voi una donna gelida e amareggiata, che per la prima volta non  in vena desser comunicativa...
Questo forse perch il vostro amore ha trovato pi impacci che incoraggiamenti...
Non rispose, ma cominci a percorrere la stanza, prima calma, poi sempre pi agitata, segno evidente che un mutamento avveniva in lei. Ad un tratto, mi si ferm davanti.
Il signor Clavering  partito da R., signora Belden.
Partito?
S, mio zio ha ordinato di dargli il congedo, e io ho obbedito.
Allora egli sa del vostro fidanzamento col signor Clavering?
S, dopo cinque minuti che lo zio era tornato, Eleanor gli ha detto tutto.
Allora lei sapeva?
S, e non ha potuto fare a meno di saperlo, perch io sono stata abbastanza leggera da farglielo capire in un momento di gioia e di debolezza. Non ho pensato alle conseguenze. Ma avrei potuto immaginarmele.  cos coscienziosa.
E cos vostro zio non ha accolto con favore il vostro fidanzamento?
Con favore? Ma non vi ho detto che egli non mi consentir mai di sposare un inglese? Ha detto che preferirebbe vedermi morta!
E cos avete ceduto? Non avete fatto alcuna opposizione? Avete chinato il capo dinanzi ad un uomo cos crudele e caparbio?
Ho obbedito a quello che egli mi ha ordinato...
E avete licenziato il signor Clavering, dopo avergli promesso di essere sua moglie?
Perch no, visto che non potevo mantenere la mia parola?
Allora avete deciso di non sposarlo pi?
Mary non rispose subito.
Mio zio direbbe che io ho deciso di lasciarmi guidare dalla sua volont rispose finalmente con unamarezza tinta dironia.
Ah, Mary, Mary!
Avete forse qualche rimprovero da farmi? Non devo forse lasciarmi guidare dalla volont dello zio? Non mi ha egli accolta, educata, colmata della sua bont, non mi ha insegnato che cosa  la ricchezza e a preferirla a tutto? Dovrei ora voltargli le spalle solo perch un uomo, che ho conosciuto appena da due settimane, mi offre, in cambio della ricchezza, ci che egli chiama il suo amore?
Ma se in due settimane voi avete imparato ad amare questuomo pi dogni altra cosa, anche pi della ricchezza di vostro zio?
Ebbene?
Ebbene io dico che dovreste sposare questuomo magari in segreto, riserbandovi di convincere un giorno o laltro vostro zio a perdonarvi.
Ma non sarebbe meglio lei domand gettandosi nelle mie braccia e ponendomi il viso sulla spalla che riuscissi a convincere mio zio, prima di correre il rischio di fuggire con un innamorato troppo ardente?
Colpita dalle sue parole, le sollevai il volto. Sorrideva.
Oh, cara, ma allora non avete congedato il signor Clavering sul serio?
Lho mandato via mormor.
Ma non senza speranza...
Mary scoppi francamente a ridere.
Cara signora Belden, volete proprio fare questo matrimonio? Sembrate voi linnamorata...
Ditemi, ditemi...
Egli mi aspetter mi rispose ritornando seria.
Il giorno dopo, sottoposi alla sua approvazione il piano che avevo progettato per i suoi rapporti segreti col signor Clavering. Entrambi dovevano assumere altri nomi, lei prendere il mio ed egli quello di Le Roy Robbins. Un segno sulla busta doveva distinguere le mie lettere dalle sue. Il piano le piacque e fu adottato, e cos feci il passo fatale che doveva definitivamente implicarmi in questo sciagurato affare. Anna doveva servire da intermediaria tra noi, avendo Mary compreso che non era prudente venir troppo spesso di persona da me. A questa ragazza cominciai ad affidare le lettere che non potevo recapitare io stessa, sicura, per la riservatezza di lei e perch non sapeva leggere, che le lettere indirizzate ad Amy Belden sarebbero giunte al loro vero destino senza fallo. E cos avvenne.
Ma si avver presto un fatto nuovo. Il signor Clavering, che aveva lasciato a Londra la madre ammalata, fu un giorno richiamato in patria durgenza, essendosi lei aggravata. Egli si prepar a partir subito, ma, mosso dal suo ardente amore, pauroso di perder Mary, cos corteggiata, durante la sua assenza, le scrisse esponendole il desiderio di sposarla prima di partire. Se lei avesse consentito a questo, egli le avrebbe obbedito poi in tutto. Solo se avesse consentito a questo, egli si sarebbe deciso a partire, altrimenti avrebbe lasciato la vecchia madre morire senza di lui. Per combinazione, Mary si trovava in casa mia quando le portai questa lettera dalla posta e non dimenticher mai limpressione che prov nel leggerla. Prima le parve che non fosse altro che un insulto, poi, calmandosi, si mise a gettare gi poche righe di risposta, in cui diceva che avrebbe acconsentito a soddisfare il suo desiderio se egli avesse a sua volta acconsentito a lasciare alla sua discrezione la dichiarazione pubblica di matrimonio e a congedarsi da lei alla porta della chiesa o di quel qualunque luogo in cui fossero state celebrate le nozze, per non ripresentarsi altro che quando questa pubblica dichiarazione di matrimonio fosse stata fatta. Dopo due giorni, venne la risposta. Come era da attendersi, il signor Clavering si proclamava disposto a tutto, pur di legare a lui la donna amata.
Tocc a me il cmpito di provvedere ai pi importanti preparativi. Occorreva che le nozze avessero luogo entro tre giorni, perch il signor Clavering aveva fissato di partire la domenica seguente. Occorreva anche trovare una localit che fosse insieme non troppo lontana e facilmente accessibile a Mary, che si sarebbe dovuta assentare dallalbergo. Bisognava inoltre procurare di non suscitare i sospetti, non del signor Leavenworth, il quale si era assentato ancora, ma di Eleanor. La mia scelta cadde su F., localit insignificante, ma che presentava tutti i vantaggi desiderati.
E vengo ora a ci che avrebbe potuto mandare allaria tutti i nostri progetti, al fatto della corrispondenza tra Mary e il signor Clavering caduta nelle mani di Eleanor. Ed ecco come and la cosa. Anna, la quale faceva la spola tra me e Mary, si era molto affezionata a me, e una sera era venuta a passar qualche ora in casa mia.
Si trovava da poco in mia compagnia, quando si sent picchiare alla porta e, andata ad aprire, mi trovai in presenza di una signora che, dal mantello in cui era avvolta, io presi per Mary. Pensando che fosse venuta con una lettera per il signor Clavering, lafferrai per un braccio e le dissi:
Lavete portata? Bisogna fare in tempo ad impostarla stasera, altrimenti non gli giunger... Ma non potei neppur finir di parlare, perch la signora si volse e maccorsi che era una sconosciuta.
Siete in errore mi disse tutta agitata. Io sono Eleanor Leavenworth e sono venuta a cercare della mia cameriera Anna.  qui?
Non potei far altro che indicarle la ragazza in un angolo della stanza e lei mi volse immediatamente le spalle.
Anna, ho bisogno di voi disse. Venite via! e se ne sarebbe andata senza dir altro se io non lavessi trattenuta un momento.
Signorina... ma Eleanor mi lanci uno sguardo che mi agghiacci, gridando: Non ho nulla da dire a voi, non trattenetemi! e, volgendosi solo per vedere se Anna la seguiva, usc di casa.
Quasi per unora, io rimasi l sulle scale come impietrita, poi me ne andai a letto, ma non potei prender sonno. Potete quindi immaginarvi con quale stupore la mattina dopo vidi entrare, tutta festosa e pi bella che mai, Mary, con la lettera per il suo Clavering in mano.
Allora non ha capito nulla? esclamai.
Se intendete parlar di Eleanor, ha capito perfettamente tutto e sa ogni cosa. Sa che amo il signor Clavering e che gli scrivo. Non ho potuto nasconderle nulla dopo lerrore che voi avete commesso ieri sera, e le ho detto la verit.
Anche che voi state per sposarvi?
No, questo no. Questa non era una comunicazione necessaria.
E non lavete trovata adirata, come certo vi attendevate?
Non direi che non fosse un po stizzita, ma pi che stizzita era addolorata, s, addolorata e cos dicendo rideva dun riso un po canzonatorio, non per la cugina, ma per me.
E se dicesse tutto allo zio?
No, non dir nulla!
Fu come se mi togliessero un peso dal cuore.
Allora possiamo andare avanti! esclamai.
Il piano combinato tra noi era questo. Mary, al momento fissato, doveva scusarsi con la cugina duna breve assenza, motivata dal fatto che mi aveva promesso di condurmi con s a fare una visita in un paesetto vicino. Doveva allora salire in una vettura, precedentemente ordinata, insieme con me. Saremmo dovute, con questo mezzo, partir subito per F. e dirigerci alla casa del pastore, dove tutto sarebbe stato pronto per la cerimonia. Il piano era semplice, solo che avevamo dimenticato laffetto che Eleanor portava alla cugina. Non dubitavamo che lei sospettasse qualche cosa di male, ma non immaginavamo che si sarebbe decisa a seguir la cugina, a chiederle una spiegazione della sua condotta. Eppure avvenne proprio ci che non avevamo immaginato. Ora vi spiego. Mary, che aveva preso a svolgere il programma stabilito sino a lasciare sul tavolo di Eleanor un biglietto di scusa, era venuta in casa mia e stava appunto sciogliendosi dal suo lungo mantello per mostrarmi il suo vestito, quando fu picchiato energicamente alla porta dingresso. Rimettendole, in fretta e in furia, il mantello sulle spalle, corsi ad aprire, intendendo di disfarmi subito del visitatore importuno, quando udii Mary, che si era affacciata alla finestra, esclamare:
Santo cielo!  Eleanor!
Che debbo fare? domandai, tornando indietro.
Niente altro che aprire la porta e farla entrare. Non ho mica paura di Eleanor!
Feci subito cos ed Eleanor, pallida, ma risoluta, entr in casa e in questa stessa stanza, ponendosi di fronte a Mary, proprio nel posto in cui siete voi ora.
Sono venuta disse levando il viso in cui appariva una espressione di dolcezza e insieme di forza che anche in quel momento suscit la mia ammirazione a domandarvi se volete permettermi di accompagnarvi nella vostra gita di questa mattina.
Mary, che si era preparata a qualche parola di accusa o di richiamo, si volse, con affettata leggerezza, allo specchio.
Mi rincresce molto esclam ma la vettura non ha posto che per due persone, e sono obbligata a rifiutare.
Ordiner io unaltra carrozza.
Ma io non desidero la tua compagnia, Eleanor! Abbiamo progettato una gita di piacere e preferiamo andar sole.
Davvero non volete consentirmi di accompagnarvi?
Non posso impedirti di venire in unaltra vettura!
Mary, siamo state allevate insieme disse Eleanor facendosi anche pi grave in viso siamo sorelle per laffetto, se non per il vincolo del sangue, e non posso vederti intraprendere una simile avventura con la sola compagnia di questa donna. N la coscienza, n laffetto, n il rispetto che sento per nostro zio assente, me lo permettono: se vuoi andare dove ti proponi di andare, io debbo accompagnarti. Dimmi dunque se dovr venire al tuo fianco come una sorella o correrti dietro come una custode del tuo onore contro la tua stessa volont!
Del mio onore?
Tu vai a trovare il signor Clavering.
Ebbene?
A venti miglia da qui.
Ebbene?
Ti par conveniente e onorevole far questo?
Eleanor grid Mary col tono di una dea offesa io vado a F. a sposare il signor Clavering! Vuoi accompagnarmi ora?
Sicuro!
Come? grid Mary scuotendo per un braccio la cugina. Che cosa intendi fare?
Far da testimone al tuo matrimonio, se  un vero matrimonio, e frappormi tra te e la vergogna, se qualsiasi cosa dovesse invalidarne la legalit.
Non ti capisco esclam Mary abbandonando il braccio della cugina. Credevo che tu non avresti mai dato il tuo assenso a una cosa da te ritenuta mal fatta...
E non lo dar mai. Tutti coloro che mi conoscono comprenderanno che io non do la mia approvazione a questo matrimonio se ti assisto in qualit di testimone forzata.
Ma allora perch vuoi venirci?
Perch pongo il tuo onore al disopra della mia tranquillit, perch amo il nostro comune benefattore e so che egli non mi perdonerebbe mai di aver lasciato la sua prediletta sposarsi, anche contro i suoi desideri, senza che la mia presenza rendesse rispettabile la celebrazione.
In tal modo andrai incontro a una quantit di delusioni e di dispiaceri.
Non maggiori di quelli che soffro ora!
Il signor Clavering non torner con me, Eleanor. Lo lascer immediatamente dopo la cerimonia... Egli parte per lEuropa... E io ritorner a casa...
Ad attender che cosa?
Quello che ogni donna suppongo attenda in circostanze simili. Che il cuore ostinato dun parente si schiuda a pi miti sentimenti.
Oh, Mary grid Eleanor, cadendo a questo punto in ginocchio davanti alla cugina e prendendola per una mano te ne supplico, pensa a ci che stai per fare, pensa alle conseguenze di un atto come questo, prima che sia troppo tardi! Un matrimonio basato sullinganno non pu condurre alla felicit. Lamore... ma non  lamore che ti muove. Lamore ti avrebbe indotta o a congedar subito il signor Clavering o ad accettare apertamente il destino al quale una unione con lui ti avrebbe sottoposta.  solo lostinazione che ti spinge... E quanto a voi soggiunse rivolgendosi a me voi che siete tanto per bene, come mai potete aiutare una fanciulla cos giovane e inesperta a gettarsi in un simile baratro? Ditemi, che ragione avete di mettervi con lei per una via simile?
La stessa ragione per cui volete ostinarvi ad accompagnarci, la ragione che darete voi stessa allo zio quando ve la domander: cio che non avete potuto fare a meno di fare quello che avete fatto, che tutto sarebbe avvenuto anche senza di voi e senza il vostro concorso e consenso, perch Mary fa e far sempre di testa sua, e tutti debbono accettare ci che fa lei.
Eleanor sirrigid, si trasse indietro pi pallida di prima e disse:
Dunque nulla pu commuoverti?
Per tutta risposta Mary fece una piccola smorfia. Stavo per intromettermi a parlare quando Mary stessa mi trattenne:
Non dite che avete paura e che volete ritirarvi! Ho promesso di sposare il signor Clavering e lo sposer ad ogni costo... anche se non lo amo. E volgendosi a Eleanor: Tu ti sei mostrata interessata alle cose mie pi di quanto avrei creduto possibile. Vuoi continuare a interessartene sino a F.? Oppure vuoi lasciarmi libera di riflettere in pace sul passo che sto per compiere e che secondo te produrr cos gravi conseguenze?.
Se verr con te a F., verr come testimone. Il mio dovere di sorella  compiuto...
Sta bene allora! Mi pare che mi convenga accettare questa situazione! esclam Mary con improvvisa gaiezza. Mi dispiace per voi, signora Belden, ma poich la vettura non  che per due persone, resterete qui e sarete la prima a farmi le vostre congratulazioni al mio ritorno stasera!
E, prima che io potessi balbettare qualche parola, le due signorine salirono in vettura, e Mary mi fece un cenno daddio partendo. Non vi so dire come trascorsi quella giornata. Potete immaginarvelo. Alla sera, come aveva promesso, Mary ricomparve avvolta sempre nel suo largo mantello di cui si liber subito per mostrarmi che era vestita da sposa e aveva il capo ornato duna corona di rose.
Mary esclamai voi siete allora...
La signora Clavering, per servirvi! Sono sposa...
Senza sposo... mormorai abbracciandola.
Lei si commosse alla mia emozione, e mi avvidi che la sua tristezza non era passeggera. Mi confess che mille presentimenti la turbavano, che aveva la sensazione di trovarsi in grave pericolo, che sentiva di aver distrutto la sua felicit. Cercai di consolarla, ma quella stessa notte lei fece una scoperta che doveva aumentare le sue apprensioni. Eleanor aveva tenuto un diario degli ultimi giorni, anzi, delle ultime settimane; e come poteva lei esser tranquilla, mi disse il giorno dopo, sino a che Eleanor si rifiutava, come si rifiutava, di distruggere quel diario? Eleanor diceva che quelle pagine erano il suo solo mezzo di difesa, ove lo zio lavesse accusata di aver permesso il matrimonio. Cercai ancora di calmarla, dicendole che Eleanor era buona, che non si sarebbe mai abbassata a farle del male; ma, continuando lei a crucciarsi, la consigliai di suggerire alla cugina di affidare a me il suo diario. Io lo avrei custodito con ogni cura e lei poteva esser finalmente tranquilla su questo punto. Lidea fu accolta da lei con entusiasmo, mi disse che avrebbe unito al diario il suo certificato matrimoniale e tanto fece che riusc a persuadere Eleanor, e il giorno dopo io avevo in mano mia il cofanetto contenente quelle carte, affidate alla mia custodia alle condizioni che gi sapete... Quello che non sapete continu la signora Belden dopo una pausa  che laltra sera, vinta dalla paura, nonostante il vostro consiglio, io ho tirato fuori la cassettina, lho portata via da casa e ora...
E ora ce lho io! esclamai interrompendo la signora Belden a questo punto del suo discorso.
Lo stupore che si dipinse sul volto della signora Belden alle mie parole  indescrivibile. Ma le raccontai subito come lavevo seguita e come ero venuto in possesso dei documenti che le stavano a cuore e come essi esistessero tuttavia, anche se la capanna era stata distrutta dallincendio.
La signora Belden si ricompose e si accinse allora pi tranquillamente a narrarmi la fine della sua storia. Aveva veduto Mary pi di rado e lultima visita sua la ricevette prima della partenza di Leavenworth. Mary le portava un dono di gran valore, che lei si rifiut di accettare, ed era sempre triste e preoccupata. Lo zio diceva non ceder finch avr vita, ne sono pi convinta che mai. Solo alla morte dello zio potr rivedere il signor Clavering. Egli aspetter! Dovr aspettare molto! le fece osservare la signora Belden. Lo zio  ancora vegeto e robusto... Mary esclam allora che il signor Leavenworth era vegeto e robusto solo in apparenza e non aggiunse altro, forse spaventata dal corso che stava prendendo quella conversazione.
Passarono dei lunghi mesi continu a dire la signora Belden e nulla venne a peggiorare una situazione gi cos grave. Io ero sempre sotto il fascino di Mary, tanto che nessunombra poteva oscurarne la sua persona ai miei occhi. Ma quando, in autunno, il signor Clavering mi scrisse personalmente una lettera per dirmi che era troppo crudele lo stato di incertezza in cui Mary continuava a tenerlo, e quando, pochi giorni dopo sentii dire che Mary, a New York, era circondata da uno stuolo di ammiratori e di corteggiatori, compresi come fosse strana e pericolosa una situazione come quella in cui i due si erano cacciati e scrissi a Mary per raccontarle dello stato danimo del signor Clavering e qual rischio lei correva nellabbandonare un innamorato e uno sposo cos ardente. La sua risposta mi sorprese: Per ora ho messo in disparte il signor Clavering mi scriveva e vi consiglio di fare altrettanto anche voi. Quando sar giunto il momento in cui potr riceverlo, non mancher di avvisarlo, ma questo momento non  giunto ancora. Non scoraggiatelo aggiungeva quando sar felice, sar felice sul serio. Scrissi allora al signor Clavering, riferendogli le parole di lei e pregandolo di aver pazienza. Mandai la lettera al suo indirizzo di Londra e attesi lo svolgersi degli eventi. Lattesa non fu troppo lunga. Due settimane dopo appresi la triste notizia della morte del pastore Stebbing e, mentre ancora soffrivo dellagitazione di questo colpo inatteso, lessi in un giornale il nome del signor Clavering tra quelli dei viaggiatori sbarcati a New York, il che mi dimostr che la lettera che gli avevo mandato non era riuscita a calmare la sua impazienza. Non fui molto sorpresa quando, perci, di l a poco, mi giunse una lettera di lui al mio indirizzo, ma priva del segno convenzionale che avrebbe dovuto indicarmi che la lettera non era per me. In essa egli diceva a Mary che, stanco di attendere, avrebbe tentato di tutto per farsi ammettere in sua presenza e avrebbe adoperato anche la forza, se fosse stato necessario, pur di ridurla a miglior consiglio e farla veramente sua. A questa missiva, Mary rispose, sempre per tramite mio, che il signor Clavering avrebbe fatto bene a pensare a quello che progettava di fare, perch ogni suo atto inconsiderato non solo avrebbe ritardato la sua felicit, ma distrutta per sempre laffezione che lei gli portava. Questa risposta non portava n data, n firma, e io non seppi mai leffetto che produsse sul signor Clavering. Tutto quello che so,  che, qualche giorno dopo, il signor Leavenworth fu trovato ucciso nella sua biblioteca e che Anna Chester, giunta direttamente a casa mia la notte stessa del delitto, mi supplic di ospitarla e di tenerla nascosta se desideravo ancora esser utile alla signorina Mary.
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33. TESTIMONIANZA INASPETTATA.
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La signora Belden tacque per un momento, dopo questo lungo racconto. Fui io che ruppi il silenzio per pregarla di raccontarmi la scena dellarrivo di Anna, e lei me la narr, insistendo nel dirmi che non era mai riuscita a cavar dalla bocca della ragazza nulla che potesse illuminarla su quello che era avvenuto in casa Leavenworth.
Ma neanche in seguito vi ha mai dato qualche informazione, qualche spiegazione, dei motivi che potevano averla indotta a fuggire?
Nessuna: rimase sempre chiusa in un mutismo ostinato, anche quando, il giorno dopo, io le domandai francamente se era fuggita a causa del delitto. Non fece altro che convenire che questo era stato il motivo della sua venuta da me, ma non volle aggiungere altro.
Ditemi, signora Belden, i sospetti cui mi avete accennato si fondano essi unicamente sulla storia del matrimonio segreto che avete narrato e sulla venuta di Anna?
S, e anche sulla lettera che Mary mi ha scritto ieri e che ora  in mano vostra... So che in un caso come questo non si dovrebbero far deduzioni affrettate, ma come potrei non farne, sapendo tutto quello che so?
Non risposi. Rimuginavo dentro di me leterna domanda. Era possibile, malgrado tutto, credere ancora che Mary fosse innocente?
 tremendo giungere a certe conclusioni prosegu la signora Belden e nulla, altro che le parole da lei scritte di suo pugno, mi ci avrebbero condotta, ma...
Scusatemi interruppi voi avete detto in principio che non credevate che Mary avesse avuto mano nelluccisione dello zio. Siete pronta a riconfermare la vostra asserzione?
S, s, certo! Qualunque cosa possa pensare riguardo a una sua influenza indiretta, io non posso immaginare che Mary abbia compiuto lei, di sua mano, il delitto. No, no, questo non pu essere! Solo luomo che lamava, la desiderava e sentiva limpossibilit di ottenerla con altri mezzi, pu aver commesso un atto cos orribile...
E voi allora credete...
Che il colpevole sia il signor Clavering? S, purtroppo. Non  orribile, sapendo che egli  suo marito?
 orribile davvero! dissi, levandomi per nascondere alla meglio quanto la sua conclusione mi avesse colpito.
La donna mi guard con imbarazzo.
Spero di non esser stata troppo indiscreta, troppo precipitosa... Con questa ragazza morta in casa mia... Dovrei essere pi prudente...
No, non avete detto nulla! esclamai. Nessuno potr biasimarvi per quello che avete fatto e detto oggi... Ma desidero chiedervi unaltra cosa ancora. Avete qualche altra ragione, al di fuori di una naturale ripugnanza a credere colpevole di un delitto atroce una donna giovane e bella, per gettar la colpa su Henry Clavering, un gentiluomo che voi stessa avete sempre ricordato con rispetto?
No sussurr non ho altra ragione che questa!
Trovai che la ragione era insufficiente per me e mi accinsi ad andarmene, perch sentivo che quellatmosfera era ormai divenuta soffocante.
Scusatemi le dissi ho bisogno di rimanere un momento solo per riflettere su tutto quello che mi avete narrato. Torner presto... e senzaltre cerimonie uscii dalla stanza.
Per un impulso inspiegabile, salii subito le scale e mi posi alla finestra della camera grande che era sopra quella della signora Belden. Le tendine erano chiuse, la camera si trovava in una penombra funerea, ma non soffrivo in quellistante delloscurit e dellorrore. Ero assorto in una lotta interiore con me stesso. Mary Leavenworth era lautrice o complice del delitto? Le ostinate prevenzioni di Gryce, le convinzioni di Eleanor, tutti i fatti venuti a nostra conoscenza, precludevano la possibilit che le conclusioni della signora Belden fossero esatte? Che la polizia potesse considerare il problema come risolto, questo era fuor di dubbio; ma era risolto veramente? Era impossibile trovare altre prove dimostranti che Henry Clavering era il vero colpevole?
Combattuto da tutte queste domande, girai gli occhi per la stanza, riguardai verso il letto dove giaceva la morta. Ah, se la morta avesse ancora potuto parlare invece di rimaner l, fredda e silenziosa! Certo aveva saputo, certo una sua parola avrebbe potuto chiarire il mistero. Mi avvicinai al letto, la guardai ancora. Mi parve che le sue labbra fossero atteggiate a un sorriso ironico, unica risposta alle mie domande angosciose...
Ma, ad un tratto, vidi che di sotto alle sue spalle sporgeva una carta. Era una lettera. Muto dalla sorpresa la trassi fuori con precauzione, era chiusa ma non aveva indirizzo. Aprii la busta e gettai uno sguardo sullo scritto. Era di mano della ragazza stessa, i caratteri a stampatello e lortografia lo rivelavano. Sentendo che era avvenuto un vero e proprio miracolo, uscii dalla stanza e mi fermai in quella attigua per decifrare la grossa scrittura a lapis. Diceva:
Sono una ragazza senza coscienza. Ho saputo tante cose che avrei potuto dire, ma non ho osato dirle perch egli aveva minacciato di uccidermi, intendo quel bel signore dai baffi neri, che vidi uscire dalla camera del signor Leavenworth con una chiave in mano, la notte in cui il signor Leavenworth fu ucciso. Era cos spaventato, che mi obblig ad andar via e a venir qui e a tener tutto segreto, ma non posso tacere pi a lungo. Mi par sempre di sentire la signorina Eleanor gridare e domandarmi se la voglio davvero far andare in prigione. Dio sa che preferisco morire. E questa  la verit e prego tutti di perdonarmi e di non biasimarmi e di non tormentare pi la signorina Eleanor e di rintracciare invece quel signore dai baffi neri.
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34. GRYCE RIASSUME LA DIREZIONE DELLE INDAGINI.
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Era trascorsa una mezzora. Il treno col quale contavo che Gryce sarebbe arrivato era gi in stazione, e io stavo osservando con impazienza la piccola folla di viaggiatori che ne era discesa. Mi stavo domandando se Gryce aveva o no trovato il telegramma abbastanza perentorio per convincerlo a partire, quando lo scorsi che se ne veniva innanzi sorretto dal suo bastone e il volto impenetrabile come il solito.
Bene, bene! esclam, quando gli fui vicino. Dunque la ragazza  morta e tutto va allaria unaltra volta! Ma, di Mary Leavenworth che cosa pensate adesso?
Sarebbe stato naturale che, non appena lo ebbi condotto in casa della signora Belden, io gli avessi fatto subito parola della lettera che avevo trovata nel letto di Anna. Vinto invece da non so quale preoccupazione, lasciai questo argomento per ultimo e gli cominciai a raccontare per filo e per segno tutti gli avvenimenti accaduti prima della scoperta della confessione di Anna. Egli mi stette ad ascoltare con interesse, solo interrompendomi, di quando in quando, per dirmi: Tremendo, Portentoso. Ma la sua pi vivace esclamazione fu quando venni finalmente a parlargli della lettera della morta, e gliela porsi.
Giusto cielo! E questa che roba ?
La confessione della ragazza, che io ho trovato da poco tra le coperte del suo letto.
Egli prese la lettera in mano con la pi grande curiosit, la rigir per ogni verso con aria incredula, la lesse e la rilesse.
Una prova notevolissima esclamai. Un documento che muta totalmente laspetto delle cose...
Davvero? rispose egli con unaria di dubbio che mi attendevo. E voi mi dite che lavete trovata nel letto? Dove, precisamente?
Sotto il corpo della ragazza. Mi sono accorto che sporgeva da sotto le spalle.
Era piegata o no, quando lavete vista?
Piegata nella busta e gli mostrai anche la busta. Egli la osserv attentamente e poi disse:
La busta  molto sgualcita come del resto anche la lettera. Erano in questo stato?
S, erano anche piegate in due.
Piegate in due, ne siete sicuro? Chiusa, piegata in due e poi spiegazzata come se il peso del corpo lavesse ridotta a questo modo?
S.
Nulla che potesse farvi sospettare che la lettera fosse stata insinuata sotto le coperte, dopo la morte della ragazza?
Nulla. Tutto mi pare, anzi, dimostra che la ragazza teneva la lettera in mano quando si  coricata. Poi deve esserle sfuggita di mano e, voltandosi nel letto, la deve aver sgualcita a questo modo col peso del suo corpo.
Gryce riprese a esaminare attentamente il foglio da ogni parte, and anche presso la finestra per studiarlo meglio, in miglior luce, e quando mi appressai a lui per guardare anchio, mi tenne indietro con un gesto, dicendomi:
Continuate a divertirvi con quegli altri documenti del vostro cofanetto. Guardate se tutto  in ordine, come ha detto la signora Belden. Lasciatemi solo un momento!
Vincendo il mio stupore, acconsentii al suo desiderio, ma avevo appena incominciato a sollevare la cassetta, quando egli torn da me, e gett la lettera sulla tavola, gridando tutto eccitato:
Ve lo dicevo che noi ci trovavamo di fronte al mistero pi imbarazzante e curioso! Caro Raymond e mi guard negli occhi per la prima volta preparatevi a una delle pi dure delusioni. Questa pretesa confessione di Anna  un falso, una frode.
Una frode?
S, una frode, una falsificazione, quello che volete. Anna non lha mai scritta.
Ma come fate a saperlo? gridai.
Guardate questa lettera, esaminatela con la maggiore attenzione. Qual  la prima cosa che vi colpisce?
La prima cosa  che la lettera  scritta in stampatello, invece che in corsivo. Ma questo si spiega facilmente trattandosi di questa ragazza...
E poi?
E poi che la lettera  scritta su un foglio di carta comune, di qualit ordinaria...
Davvero?
Mi pare di s.
Osservate la rigatura.
Vedo che le righe vanno sino alla fine della pagina. Evidentemente il foglio  stato ritagliato con le forbici.
In breve,  un foglio grande, ritagliato sino a fargli assumere laspetto di un comune foglio di carta da lettere.
S.
E non vedete che cosa  stato tagliato via riducendo il formato della carta a questo modo?
No, a meno che non vogliate alludere alla marca del fabbricante che in questa qualit di carta  sempre segnata a filigrana in un angolo. Ma questo che importanza pu avere?
Ha importanza, se pensate che a questo modo noi non possiamo avere alcuna indicazione del blocco di carta da cui il foglio  stato tolto, di chi lha fabbricato...
Ma...
Siete pi dilettante di quello che immaginavo. Non capite che Anna non poteva avere alcun interesse a nascondere la provenienza del foglio di carta sul quale ha scritto le sue ultime parole e che il foglio deve essere stato preparato da qualcun altro?
Non vedo bene...
Passiamo allora ad altro. Leggete la confessione e ditemi che cosa ne desumete.
Ne desumo dissi dopo aver riletto che la ragazza, vinta dalle sue costanti apprensioni, si  risolta a sopprimersi e che Henry Clavering...
Henry Clavering? Non mero accorto che il nome di Henry Clavering fosse menzionato in questo foglietto. Scusatemi!
Il suo nome non  menzionato, ma vi  qui la descrizione di un uomo che gli corrisponde perfettamente...
Ma non vi sembra straordinario mi interruppe Gryce che Anna si sia data la briga di descrivere un uomo che conosceva per nome? Voi credete alla storia della signora Belden, non  vero? Allora dovete anche credere che Anna, la quale faceva da intermediaria tra i due innamorati, conosceva personalmente Clavering e sapeva come si chiamava!
Indubbiamente!
E allora perch non ha usato addirittura il suo nome? Se, come lei dice, la sua intenzione era di salvare Eleanor dallaccusa che le pende sul capo, avrebbe dovuto prendere la via pi diritta per farlo. Questa descrizione di un uomo la cui identit la ragazza avrebbe potuto indicar subito, dicendone il nome,  lopera, non di una povera ragazza ignorante, ma di una persona che, volendo imitarla, non c riuscita. Ma v dellaltro. La signora Belden, nel suo racconto, vi ha detto che Anna, venendo qui, disse di esser venuta per obbedire a Mary, invece, in questa presunta confessione, afferma di esser stata inviata qui dalluomo dai baffi neri.
Ma non potrebbe esser stata mandata qui da tutti e due?
S, ma la differenza tra le dichiarazioni scritte e quelle verbali di una persona dan sempre adito al sospetto. Ma perch stiamo qui a discutere, quando poche parole della signora Belden possono mettere in chiaro tante cose? Fatela venir qui!
Poche parole della signora Belden? Io ne ho intese oggi delle migliaia da lei e non ci vedo pi chiaro di prima!
Voi le avete intese, ma io no, fatela venir qui, vi ripeto, caro Raymond!
Mi levai.
Un momento dissi e se Anna avesse trovato il foglio di carta cos ritagliato e lavesse adoperato senza neppur pensare ai sospetti che avrebbe potuto suscitare?
Chi sa? rispose egli.  quello appunto che dobbiamo cercar di sapere...
La signora Belden moriva dallimpazienza, quando andai a chiamarla mi assal di domande. Quando sarebbe venuto il magistrato inquirente? E che voleva da lei quellinvestigatore? Che cosa sarebbe avvenuto ancora? Quando le dissi che Gryce desiderava vederla, consent di buon grado allinvito e si calm. Tutto era per lei meglio dellincertezza. Gryce, durante la mia breve assenza, aveva assunto unaria meno severa e pi accogliente, e invit subito la signora a sedere, scusandosi di invitare a sedere una signora nella sua propria casa.
Ma questa non mi sembra pi casa mia disse la signora Belden. Io ormai sono poco meno che una prigioniera, qui. Vado o vengo, parlo o taccio, a seconda che mi comandano di fare e tutto questo perch una disgraziata creatura, che ho avuto la bont di accogliere sotto il mio tetto, ha avuto la malaugurata idea di morire in casa mia!
Proprio cos disse Gryce.  molto ingiusto! Ma forse noi possiamo accomodare le cose. Questa morte improvvisa deve essere facilmente spiegabile. Voi dite che non avevate alcun veleno in casa?
No, signore.
E che la ragazza non  mai uscita?
Mai.
Cos che lei non pu essersi procurata nulla, anche se lo avesse desiderato.
No, signore.
A meno che lei non se lo fosse portato con s, quando  venuta qui.
Questo non pu essere, signore. Non aveva bagaglio e non aveva nulla in tasca, come potei constatare io stessa.
Che cosa le avete trovato in tasca? Proprio niente?
Un po di denaro spicciolo, e vari biglietti di banca, molti, pi di quanti una ragazza simile possa esser sospettata di averne, e un fazzoletto...
Bene, allora resta provato che questa ragazza non  morta di veleno, non essendoci mai stato veleno in casa.
 proprio quello che anchio ho detto al signor Raymond! esclam la signora, lanciandomi unocchiata trionfante.
Allora deve esser morta di un attacco di cuore prosegu Gryce. Voi dite che ieri stava bene?
S, o almeno sembrava che stesse bene.
Ma non era allegra?
Non dico questo, era anzi allegra, s signore.
Ma come mai? Non capisco. Una ragazza che si trovava in un caso simile non mi pare dovesse dimostrarsi tanto gaia; al contrario, solo il pensiero di quello che aveva lasciato dietro di s, in citt, doveva infonderle dei pensieri molto neri.
Pare anche a me, eppure non sembrava curarsi molto di coloro che aveva abbandonati.
Neppure di Eleanor? Ma forse non sapeva nulla di quel che i giornali hanno detto di Eleanor, della sua posizione, intendo dire, di fronte al mondo e alla giustizia...
S, lo sapeva, perch glielo avevo detto io. Ero rimasta cos male nel vedere Eleanor, che io giudico una persona superiore ad ogni sospetto, posta in cos cattiva luce dai giornali, che non potei resistere e andai da Anna a raccontarle tutto, a sfogarmi. Anzi, le lessi larticolo dun giornale per vedere che impressione le facesse.
E che impressione le fece?
Non posso dirlo. Mi sembrava che se ne interessasse assai poco o che non capisse. Mi domand perch le leggevo quelle cose e mi preg di non parlargliene pi.
Ah, e che altro?
Niente altro. Si tapp le orecchie con le mani, dicendo che non voleva udir pi nulla, e io la lasciai.
E questo, quando accadde?
Circa tre settimane fa.
Ma dopo  ritornata sullargomento?
No, mai.
Ha mostrato, per, di pensarci, si  fatta veder turbata, ansiosa, paurosa?
Neppure per sogno. Se mai, ha mostrato di esser pi sollevata!
Questo  davvero strano e poco naturale! esclam Gryce lanciandomi unocchiata di traverso. Non riesco a spiegarmelo!
Neppure io. Sulle prime mi chiesi se lei fosse tanto ignorante da non comprender limportanza di ci che era accaduto, ma poi cambiai idea, via via che la conobbi meglio. Mi convinsi allora che la sua gaiezza doveva avere un motivo. Mi pare che, se non si preoccupava del passato, considerasse con piacere un futuro prossimo per il quale si andasse preparando. Un giorno, ad esempio, mi chiese se credevo che lei potesse imparare a suonare il piano, e finalmente io giunsi alla conclusione che le dovevano aver promesso del denaro se avesse saputo custodire il segreto affidatole, e che doveva aver dimenticato lo spaventoso passato per pensare allavvenire. Per questo la sua morte  stata un gran colpo per me. Non credevo che una ragazza cos ilare e lieta potesse morire ad un tratto, in questa maniera.
Un momento! la interruppe Gryce. Avete detto che voleva prepararsi, voleva migliorare la sua cultura. Che cosa intendevate dire con questo?
Che aveva desiderio di imparare cose che non conosceva, per esempio a scrivere. Quando  venuta qui, non sapeva che scribacchiare in stampatello...
Quando  venuta qui. Ma dopo ha forse imparato a scrivere?
S, io le facevo degli esemplari di calligrafia e lei li copiava.
Dove sono questi esemplari e queste copie? Desidero vederli. Potreste mostrarmene qualcuno?
Non so, ho strappato quasi sempre tutto, perch non mi piaceva lasciar quei fogli in giro. Ma andr a vedere...
Andate, dunque, anzi verr anchio con voi! Devo dare unocchiata lass, ad ogni modo e si lev senzaltro per accompagnarla, indifferente ai propri reumatismi.
La cosa diventa molto interessante! gli sussurrai mentre mi passava accanto, ed egli, per tutta risposta, mi rivolse un sorriso mefistofelico.
Dopo dieci minuti, ritornarono gi entrambi con una quantit di quaderni e di fogli sparsi che gettarono sulla tavola.
Ecco tutta la carta che c in casa disse Gryce ma guardate questo, innanzi tutto! e mi present un quaderno di carta azzurrina, sul quale erano scritte e ripetute a saziet frasi celebri come queste: Siate buoni e sarete felici, La bellezza sfiorisce presto, I cattivi compagni corrompono i buoni costumi ecc. Che ne pensate?
Scritti assai bene e molto leggibili.
Sono gli ultimi esercizi di Anna. I soli che si son potuti trovare. Non somigliano certo agli scarabocchi che abbiamo visto poco fa!
No.
La signora Belden dice che la ragazza gi da una settimana aveva imparato a scrivere cos e se ne vantava spesso e inchinandosi al mio orecchio: Il documento che avete voi deve essere stato scribacchiato qualche tempo addietro, seppure lo ha scribacchiato lei. Ma vediamo la carta sulla quale era solita scrivere!
Bast una rapida occhiata a tutti i quaderni e agli altri fogli per vedere che si trattava sempre duna carta molto differente da quella adoperata nella confessione.
Questa  tutta la carta che c in casa ripet Gryce.
Ne siete proprio certa? domandai alla signora Belden. Non ci potrebbe essere in casa una qualit di carta che lei abbia usato senza che lo sapeste?
Non credo rispose la signora. Questi sono i soli tipi di carta che teniamo qui; Anna ne aveva molta in camera sua e non pu certo esserle venuto in mente di andarne a cercare dellaltra.
Ma non si sa mai di che capricci sia capace una ragazza! Guardate un po e le mostrai il rovescio della lettera-confessione. Non avete mai avuto in casa vostra un tipo di carta come questo? Osservatelo bene.
No, son sicura di non aver mai visto della carta simile.
Gryce si avvicin e mi tolse il documento di mano, dicendomi:
Che ne pensate adesso? Credete sempre che sia stata Anna a scrivere questa lettera?
Scossi il capo, finalmente convinto che doveva aver ragione, ma gli domandai, dopo un istante, a bassa voce:
Se non lha scritta lei, chi pu averla scritta? E come  potuta finire dove lho trovata?
Questo egli rispose  proprio ci che ci resta da sapere.
E ricominci a rivolgere alla signora Belden domande su domande riguardo alla esistenza che la ragazza aveva condotto in casa sua, ricevendo solo risposte che tendevano sempre pi a confermare che lei non poteva aver portato la confessione con s e tanto meno poteva averla ricevuta da un messo segreto. Il mistero, a meno che non dubitassimo della veridicit di quel che affermava la signora Belden, sembrava impenetrabile, e io cominciavo a disperare di venire a capo di qualche cosa, quando Gryce chiese alla signora:
 vero che ieri avete ricevuto una lettera da Mary Leavenworth?
S, signore.
Ditemi, allora: la busta in cui vi era giunta la lettera non conteneva altro? Non racchiudeva anche unaltra lettera per Anna?
No, ma anche Anna ha ricevuto ieri una lettera, con la stessa posta!
Anna ha ricevuto una lettera e con la stessa posta? esclamammo insieme.
S, ma non era indirizzata a lei, era indirizzata a me. Soltanto, da un certo segno in un angolo della busta, io maccorsi...
Santo cielo! gridai. Dov questa lettera? Perch non ce ne avete parlato prima? Perch ci lasciate brancolare nelle tenebre, quando un solo accenno a questa lettera avrebbe potuto illuminarci?
Non mi  venuto in mente... Non sapevo che fosse cosa di tanta importanza...
Signora Belden interruppi diteci subito dov questa lettera. Lavete voi?
No, io lho data ieri ad Anna e non lho pi vista.
Deve esser di sopra allora, andiamo a dare unaltra occhiata e mi mossi per salir su.
Non la troverete osserv Gryce ci ho guardato gi io e non c nulla fuorch un mucchio di carta bruciata in un angolo. A proposito rivolto alla signora che cosa pu essere quella carta bruciata?
Non so davvero, a meno che non sia proprio la lettera.
Vedremo esclamai precipitandomi per le scale; e quando ebbi portato gi la brocca, dissi: Se la lettera  quella che vi ho veduto tener in mano alla posta, era in una busta gialla.
S.
La carta gialla brucia in modo diverso dalla carta bianca... Ah, la lettera  stata distrutta, ecco un pezzetto di busta gialla e trassi fuori un piccolo pezzetto di carta meno bruciato del resto.
Allora  inutile guardar qui, per sapere ci che conteneva la lettera disse Gryce mettendo da parte la brocca. Bisogna chiederlo a voi, signora Belden.
Ma io non lo so. La lettera era indirizzata a me, ma Anna mi aveva detto, la prima volta che mi aveva chiesto di insegnarle a scrivere, che attendeva una lettera e cos, appena fu giunta, gliela consegnai.
Rimaneste presso di lei mentre lei la leggeva?
No, signore. Avevo fretta in quel momento. Il signor Raymond era venuto proprio allora e non avevo tempo di pensare a lei. Ero poi angustiata dalla lettera che avevo ricevuta io.
Ma certo voi dovete averle rivolto qualche domanda in proposito, prima di sera.
S, quando andai su a portarle il t, ma non volle dirmi nulla. Non volle neppur dirmi se era una lettera della sua padrona.
Eppure voi avete pensato che fosse della signorina Leavenworth.
E come avrei potuto pensare altrimenti, visto che sulla busta vi era il solito segno convenzionale?  vero, che il segno poteva anche esser stato apposto dal signor Clavering...
Avete detto che ieri la ragazza era lieta. Lo era anche dopo aver ricevuto la lettera?
S, per quanto potei veder io, ma non potei trattenermi a lungo con lei, dovevo pensare alla cassetta. Forse il signor Raymond vi ha raccontato... Fu una serata molto agitata e io non pensai troppo ad Anna... Ma...
Un momento interruppe Gryce, facendomi cenno di seguirlo in un angolo della stanza. Veniamo ora al nostro S. Mentre voi, Raymond, eravate uscito di casa e prima che la signora tornasse a riveder Anna, egli pot scorgere la ragazza in un angolo della sua camera chinata su un qualche cosa che probabilmente era la brocca dellacqua. Egli la vide poi inghiottire rapidamente una polvere tratta fuori da una cartina. Niente altro?
No risposi.
Benissimo! e ritorn presso la signora.
Quando salii per andare a coricarmi prosegu la signora Belden mi ricordai naturalmente di Anna e aprii la sua porta. La luce era spenta e credetti che dormisse e perci richiusi la porta e me ne andai.
Senza parlarle?
No.
Avete osservato in che posizione giaceva?
Supina, mi pare, non mi ricordo bene.
Nella stessa posizione in cui  stata trovata stamane?
S.
E questo  tutto ci che potete dire, sia della lettera, sia della sua morte misteriosa?
Tutto, signore.
Signora Belden chiese allora Gryce voi conoscete la scrittura del signor Clavering?
Certo.
E quella della signorina Leavenworth?
S.
Orbene, quale delle due scritture era quella della busta della lettera indirizzata ad Anna?
Non saprei dirlo. Era una scrittura alterata e poteva somigliar tanto a quella di lui, quanto a quella di lei... Ma forse, ora che ci ripenso, pi a quella di lei che di lui.
Sorridendo, Gryce pose la confessione nella busta in cui io lavevo rinvenuta.
Vi rammentate chiese alla signora quanto era grande la lettera che le avete consegnata?
Era molto grande...
E pesante?
Oh s, la busta poteva benissimo contenere due lettere.
Era grande abbastanza e spessa abbastanza da poter contener un foglio come questo? e le pose dinanzi la confessione.
Certamente rispose la signora Belden guardando, stupefatta, la busta presentatale.
Avete ancora bisogno di sapere mi domand Gryce a bassa voce e con occhi che sfavillavano da dove  venuta questa confessione? e, dopo un momento di trionfo silenzioso, si lev e si mise a raccogliere le carte sulla tavola, riponendosele tutte in una tasca capace.
E che intendete fare ora? gli domandai.
Egli mi prese a braccetto e mi condusse nel salotto.
Ritorno a New York. Voglio andare in fondo a questo affare. Voglio sapere da chi  provenuto il veleno che ha ucciso questa ragazza e quali mani hanno scritto la sua pretesa confessione.
Ma saranno qui tra poco il magistrato inquirente e il vostro S. Non volete aspettarli?
No, non posso aspettare. Gli indizi che abbiamo, vanno seguiti subito. Bisogna battere il ferro sin che  caldo...
Eccoli, son gi qui esclamai udendo uno scalpiccio di passi presso la porta dingresso.
S, sono loro! disse la signora e si affrett ad introdurre S e il magistrato inquirente.
Giudicando dalla nostra esperienza, avevamo ragione di essere ridotti allimmobilit una volta venuto il magistrato inquirente, ma invece il dottor Finck di R. si dimostr un tuttaltro uomo da quello che pensavamo. Gli bast di udire tutto il racconto della tragedia, per capire di trovarsi di fronte a un caso molto importante e in cui bisognava procedere con cautela. Inoltre, una spontanea simpatia per Gryce lo indusse a permetterci di far uso di tutti i documenti che volevamo e a prometterci di costituire una giuria e di condurre uninchiesta in modo da non intralciare i nostri piani e da darci il tempo di condurre le indagini che ci proponevamo di fare.
Non dovemmo quindi perder troppo tempo. Gryce part per New York col treno delle sei e mezzo e io con quello successivo, mentre il magistrato inquirente ordinava lautopsia, e i giurati decidevano di rimandare linchiesta al marted successivo.
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35. BUON LAVORO.
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Gryce, prima di lasciar R., mi aveva rivelato in parte i suoi piani, perch io capissi perfettamente che lindizio che egli voleva seguire era dato dalla carta sulla quale la confessione era stata scritta. Trovate colui che possiede il blocco di carta da cui questo foglio  stato preso e voi troverete il duplice assassino egli aveva detto.
Non fui dunque affatto meravigliato quando, andato a trovarlo la mattina dopo, lo vidi seduto davanti a un tavolo sul quale si trovavano un buvard da signora e un mucchio di carte che egli mi disse appartenenti a Eleanor.
Come? gli chiesi. Non siete ancora del tutto persuaso della sua innocenza?
Persuasissimo, ma bisogna sempre essere completi. Nessuna conclusione ha valore se non dopo ricerche pazienti e totali. Senza che lui lo sapesse, sono andato anche a frugare tra gli effetti del signor Clavering, bench la confessione dimostri chiaramente, di per se stessa, che non pu essere stata scritta da lui. Non bisogna andar a cercare le prove solo l dove vi aspettate di trovarle, bisogna andarle a cercare anche l dove non credete di poterle trovare. Ora prosegu avvicinando a s il buvard io non presumo di trovar nulla di ci che cerco, ma pu darsi che ci trovi qualche cosa e questo  abbastanza per un investigatore.
Avete veduto la signorina Leavenworth, stamane? domandai mentre egli vuotava sul tavolo il contenuto del buvard.
S, non potevo procurarmi in altro modo quel che desideravo e lei si  comportata molto gentilmente. Mi ha dato il buvard con le sue proprie mani, senza fare alcuna obiezione.
Come stava la signorina Leavenworth? Ha saputo della morte di Anna?
S, ed era molto angosciata dalla notizia. Direi quasi che le sue convinzioni riguardo alla cugina sono state avvalorate dal nuovo evento. Ma vediamo che cosa c qui e prese un pacchetto di carta; ho trovato questo pacchetto in un cassetto del tavolo della biblioteca di casa Leavenworth. E se non mi sbaglio  proprio quello che cerchiamo...
Per...
Volete dire che il formato di questa carta  quadrato, mentre quello della confessione  il formato della solita carta da lettere? Lo so, ma ricordatevi che il foglio adoprato per la confessione  stato ritagliato. Vediamo la qualit della carta...
Prendendo un foglio dal tavolo e la confessione di tasca li osserv attentamente e poi me li porse. Erano dello stesso colore.
Osservateli alla luce!
Obbedii; i due fogli sembravano assolutamente eguali.
Guardiamo la rigatura.
Le righe delluno e dellaltro foglio si corrispondevano perfettamente.
Ne ero convinto esclam Gryce. Appena aperto quel cassetto e vista la carta, lho riconosciuta.
Ma si tratta di un genere di carta comunissimo. Chi sa quante famiglie ne hanno una scorta nella loro biblioteca!
No, non  tanto comune ribatt egli anzi,  andata molto in disuso. Il signor Leavenworth la adoperava per il suo manoscritto, altrimenti non se ne sarebbe trovata nella sua biblioteca. Ma se siete ancora incredulo, guardate bene qui. Alcune linee della rigatura sono pi marcate, altre pi deboli, quasi impercettibili. Difetti come questi si trovano per solito in un numero consecutivo di fogli. Se potessi trovare il blocco preciso dal quale questo foglio  stato tolto potrei fornirvi una prova indiscutibile. Prendiamo questo blocco qui e, prendendone uno, il primo della pila, si mise a contarne i foglietti. Ve ne erano rimasti solo otto. Il nostro foglietto potrebbe esser stato preso da questo blocco... ma un attento esame delle rigature lo costrinse a scuotere il capo negativamente.
Lesame fu ripetuto per circa una dozzina di altri blocchi, inutilmente. Ma, senza impazientirsi, egli continu il suo esame contando i foglietti di ogni blocco, avvicinandoli e paragonandoli a quello della confessione, sino a che non udii emettere un grido di trionfo. In un blocco aveva finalmente trovato le precise identiche irregolarit di rigatura che distinguevano il foglio trovato nel letto di Anna. Non vi poteva esser pi alcun dubbio. Il foglio della confessione era stato tolto da quel blocco. Dovetti ammetterlo e congratularmi con lui.
Sono obbligato a congratularmi anchio con me stesso egli esclam nonostante la gravit della scoperta che abbiamo fatta. Levidenza  chiara e conclusiva. Dichiaro che sono entusiasta io stesso della perfezione della cosa... Ma che donna! Che intelligenza, che astuzia, che abilit!  davvero peccato mettere in trappola una donna come questa. Ha preso un foglio da un blocco di carta grande, lo ha ridotto al formato duna lettera, poi rammentandosi che Anna non sapeva scrivere, ha scritto lei quel che aveva da dire in caratteri a stampatello, proprio come li avrebbe scritti quella povera ragazza. Magnifica. O meglio, sarebbe stata magnifica se avesse avuto a che fare con uno meno furbo di me.
Immerso nella disperazione, lo lasciavo discorrere.
Avrebbe potuto forse far meglio di cos? egli domand sempre entusiasta. Circondata, sorvegliata comera, avrebbe potuto far meglio? Difficilmente. Quello che lha rovinata  che Anna avesse imparato a scrivere in questi ultimi giorni. Questo per lei  stato fatale. Ma lei non poteva prevedere una cosa simile.
Gryce interruppi, non potendone pi	 avete avuto un colloquio con Mary Leavenworth stamane?
No, non era mia intenzione di averlo. Credo anzi che lei non abbia saputo che ero in casa. Una cameriera in collera con la padrona  un grande aiuto per un investigatore, e, con Molly al mio fianco, non ho avuto bisogno di presentare i miei ossequi alla signorina.
E ora che cosa vi proponete di fare? Avete seguto una traccia sino a dove essa poteva condurvi, trionfalmente, e dovete essere soddisfatto. Vi proponete ora di agire?
Ma, vedremo... Esaminiamo prima i documenti che ho portato da R. Chi sa che essi non ci possano fornire altra luce. Estrasse i foglietti che contenevano il diario di Eleanor e si mise a leggerli.
Mentre egli era cos occupato, io colsi loccasione di esaminare le altre carte contenute nel cofanetto e trovai che esse corrispondevano perfettamente a quanto aveva detto la signora Belden. Erano il certificato di matrimonio e una mezza dozzina o poco pi di lettere. Mentre stavo dando unocchiata al certificato, una esclamazione di Gryce mi scosse:
Che c?
Egli mi porse i foglietti del diario di Eleanor.
Leggete.  un po una ripetizione di quello che vi ha gi ampiamente raccontato la signora Belden, bench da un altro punto di vista, ma vi  un passo che, se non sbaglio, apre la via a una spiegazione del delitto quale noi non labbiamo ancora avuta. Leggete dal principio. Non vi annoierete.
Ordinai i foglietti uno dopo laltro e cominciai a leggere:
R. 6 luglio.
Due giorni dopo il loro arrivo l osserv Gryce.
Ci  stato presentato oggi un gentiluomo che non posso fare a meno di menzionare, innanzi tutto perch  il pi perfetto esemplare di bellezza maschile che io abbia mai veduto, poi perch Mary, che, per solito,  cos volubile e ciarliera riguardo agli uomini che le vengono presentati,  rimasta muta, quando in privato le ho chiesto che effetto le avesse fatto. Forse perch egli  un inglese, e lantipatia dello zio per gli inglesi  ben nota, tanto a me quanto a lei. Ad ogni modo, non sono per niente tranquilla. Quel che  accaduto lanno scorso tra lei e Charles Sommerville mi ha resa sospettosa. Se la storia dellestate scorsa si ripetesse e con un inglese per eroe? Ma non voglio fermarmi a contemplare questa possibilit. Lo zio torner tra pochi giorni e allora ogni rapporto con un uomo che, per razza e per famiglia, sia pur bello e nobile quanto vuole, non pu imparentarsi con noi, dovr cessare per forza. Forse non mi sarei mai messa a pensare a tutto questo se il signor Clavering, appena presentato a Mary non avesse tradito una cos ardente ammirazione per lei.
8 luglio. La vecchia storia si ripete. Mary non solo accetta le attenzioni del signor Clavering, ma le incoraggia. Oggi  stata due ore al piano a cantare delle canzoni che egli predilige, e stasera... Ma non voglio abbassarmi sino a tener nota di circostanze minori che ho potuto osservare. Sarebbe indegno di me. E tuttavia non posso del tutto chiuder gli occhi quando  in giuoco la felicit di tante persone che mi stanno a cuore.
11 luglio. Se il signor Clavering non  assolutamente innamorato di Mary,  sul punto di diventarlo.  difficile ora che si allontani dal suo fianco e non nasconde i suoi sentimenti.  un uomo veramente nobile, troppo nobile perch si possa scherzare capricciosamente con lui.
13 luglio. La bellezza di Mary sboccia come una rosa. Era assolutamente meravigliosa stasera, in rosso e argento. Credo che sia la pi splendida donna che io abbia mai veduta e credo che il signor Clavering condividesse la mia ammirazione perch non le ha levato mai gli occhi di dosso. Ma altro , per una donna come Mary, essere amata, altro  ricambiare lamore. E tuttavia da certi indizi mi vado persuadendo che, se il signor Clavering fosse americano, Mary non resterebbe indifferente alla sua bellezza e al suo amore. Ma non ci ha illusi anche lanno scorso quando pareva che amasse Charles Sommerville? Quando si tratta di lei, temo che arrossire e sorridere voglia dir poco. In questo caso sarebbe forse meglio dire spero.
17 luglio. Mary  entrata in camera mia stasera e mi ha assolutamente stupita quando si  messa a sedere accanto a me.
Oh Eleanor, Eleanor! mi ha mormorato, scossa da singhiozzi che mi son parsi di felicit. Ma quando si  alzata, ha riassunto il suo atteggiamento riservato e alzando la mano come per impormi silenzio se n andata. Non si pu dare altra interpretazione di questa scena. Il signor Clavering deve averle dichiarato i suoi sentimenti e lei  piena di quella gioia inquieta, che fa dimenticare tutti gli ostacoli. Quando torner lo zio?
18 luglio. Quando ieri scrivevo non sapevo che lo zio fosse gi arrivato;  giunto allimprovviso, con lultimo treno, ed  entrato in camera mia, proprio mentre stavo riponendo il diario. Un po stanco, mi ha abbracciata e poi mi ha chiesto di Mary. Ho chinato il capo e solo balbettando ho potuto dirgli che si trovava in camera sua. Subito mi ha lasciata per recarsi da lei, e ho poi saputo che lha trovata seduta, tutta assorta, dinanzi al tavolino da toilette, con al dito lanello di famiglia del signor Clavering. Non so che cosa ne sia seguto, ma certo una scena penosa, perch Mary stamane  indisposta e lo zio  chiuso e triste.
Pomeriggio. Siamo una famiglia infelice. Lo zio, non solo rifiuta di prender un sol momento in considerazione un matrimonio tra Mary e il signor Clavering, ma giunge sino ad esigere che lei lo congedi definitivamente. Sono venuta a sapere questa decisione incresciosa questa mattina, quando ho cercato di trovarmi sola con lo zio e ho voluto perorare la loro causa. Egli mi ha sbito interrotta, dicendomi che io ero lultima persona che dovesse occuparsi di favorire questo matrimonio. Gli ho chiesto il perch, ed egli mi ha risposto che favorire il matrimonio voleva dire, da parte mia, favorire il mio proprio interesse. Se Mary mi disobbedisce e sposa questo inglese, io la disereder e sostituir il tuo nome al suo, nel mio testamento mi ha detto chiarendo il suo pensiero e ha subito lasciato la stanza. Non ho potuto far altro che cadere in ginocchio e pregare. Sono la pi infelice di tutti. Soppiantar lei! No, non mi ridurr a questo. Mary rinunzier al signor Clavering.
Eccoci esclam Gryce che ne dite? Non vi par chiaro il motivo che ha spinto Mary al delitto? Ma andate avanti!
Col cuore affranto, continuai la lettura.
19 luglio. Avevo ragione. Dopo una lunga lotta contro linflessibile volont dello zio, Mary ha consentito a congedare il signor Clavering. Ero presente quando ha fatto nota la sua decisione, e lo zio, raggiante di gioia, lha accolta tra le braccia chiamandola la sua adorata. Ho piacere che egli sia liberato da un pensiero che non gli dava requie. Ma Mary? Qualche cosa nel suo modo di fare mi turba. Vi  qualche cosa che ci divide e non posso dire che cosa sia. Quando si  rivolta a me per chiedermi se ero contenta, ho provato una specie di turbamento. Mi son dominata e le ho teso la mano, ma lei non lha presa.
26 luglio. Come son lunghe le giornate! Lombra della nostra ultima prova mi avvolge ancora. Mi par di scorgere il volto disperato del signor Clavering dovunque io vada. E come mai Mary conserva la sua allegrezza? Anche se non lo ama, credo che almeno il rispetto per la tristezza di lui dovrebbe costringerla a esser pi seria. Lo zio  ripartito. Nessuna parola mia  valsa a trattenerlo.
28 luglio. Tutto  ormai chiaro. Mary si  separata dal signor Clavering solo in apparenza e accarezza ancora lidea di poterlo sposare un giorno. Il fatto mi  stato rivelato da Mary stessa. Mi piace mi ha detto e non ho alcuna intenzione di rinunziare a lui. E perch allora non dirlo allo zio? le ho chiesto. La sua risposta  stata un sorriso amaro e queste parole: Lascio a te capire.
30 luglio. Mezzanotte. Mi sento sfinita, ma bisogna che scriva prima che il mio sangue si calmi. Mary si  sposata. Torno ora dallaverla veduta dare la mano al signor Clavering.  strano che io possa scrivere questo con mano abbastanza ferma, mentre ho lanima piena di sdegno e di rivolta. Ma ecco come sono andate le cose. Avendo lasciato la mia camera per pochi minuti stamane, quando vi sono rientrata ho trovato sul tavolino da toilette una lettera di Mary, in cui mi informava che stava per andare a fare una gita con la signora Belden e che sarebbe stata assente qualche ora. Convinta che andava a trovare il signor Clavering, mi son vestita in fretta e in furia...
Il diario terminava qui.
Ha dovuto certo essere stata interrotta da Mary a questo punto esclam Gryce ma noi abbiamo sentito tutto il resto della storia dalla signora Belden, e il seguito  ormai troppo chiaro. Spero che non avrete pi alcun dubbio...
Nessuno dissi, finalmente convinto. Tutto  anche troppo chiaro.
Gryce si lev.
Ma colei che ha scritto queste pagine  salva soggiunsi per confortarmi. Nessuno che abbia letto questo diario potr insinuare che Eleanor sia capace di commettere un tal delitto.
Certo consent Gryce questo diario la scagiona effettivamente, completamente.
Cercai di non pensare ad altro che allinnocenza e alla salvezza di Eleanor, ma non potei.
Mary per mormorai sua cugina, sua sorella,  perduta!...
Gryce si ficc le mani nelle tasche e per la prima volta davanti a me dimostr dessere anchegli angustiato.
S disse ho paura davvero che sia perduta. Una cos splendida creatura!  un vero peccato! Ora che il mistero  chiarito, quasi mi rincresce che i nostri sforzi siano riusciti cos bene. Se ci fosse uno spiraglio! mormor ma non ce n alcuno!... La cosa  troppo lampante! e cominci a passeggiare agitato su e gi per la stanza, gettando occhiate qua e l.
Vi farebbe molto dispiacere, Raymond soggiunse dopo un poco se Mary Leavenworth fosse arrestata sotto limputazione di omicidio?
S risposi sarebbe per me un dolore ben grande.
Eppure sar costretto a farla arrestare disse egli con una certa esitazione; strana in lui. Me lo impone il mio dovere di rappresentante della giustizia... e anche la mia reputazione di investigatore, una cosa che non posso trascurare. Non sono tanto ricco o celebre da permettermi che questo successo mi sfugga. No, per quanto sia bella... ma anche pronunciando queste parole aveva un tono preoccupato, sembrava pensieroso.
Dopo un po parve che la sua indecisione fosse del tutto scomparsa.
Raymond, tornate qui alle tre. Avr allora pronto il mio rapporto e desidero mostrarvelo. Ritornate.
Avete dunque gi preso la vostra decisione? non potei esimermi dal chiedergli, sembrandomi che mi nascondesse qualche cosa.
S! disse con un gesto particolare e una particolare espressione.
E vi accingete a eseguire larresto di cui avete parlato?
Ritornate alle tre!
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36. LE FILA RACCOLTE.
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Puntualmente, allora indicata, mi presentai alla porta di Gryce e lo trovai che mi aspettava sulla soglia.
Vi sono venuto incontro mi disse per pregarvi di non parlare, durante la conversazione che seguir, neppure una volta, per nessuna ragione. Parler sempre io, e voi starete ad ascoltarmi. N dovrete sorprendervi di qualsiasi cosa io faccia o dica. Sono di buon umore veramente non mi pareva e mi pu saltare il ticchio di chiamarvi con un altro nome invece che col vostro. Non badateci, e, soprattutto non parlate! Ricordatevelo! e, senza mostrar di accorgersi del mio stupore, mi fece salir piano piano le scale.
La stanza in cui egli per solito mi faceva entrare era in cima al primo pianerottolo, ma egli mi fece salire ancora e mi introdusse, con molti segni di circospezione, in unaltra stanza, cos strana che ebbi come limpressione di entrare nella cella dun carcere. In primo luogo, la stanza era quasi al buio, prendendo luce soltanto da un piccolo lucernario. In secondo luogo, era quasi vuota, non essendo ammobiliata che da una tavola e da due seggiole a spalliere di legno, luna contro laltra. Infine verano intorno varie porte chiuse, su ognuna delle quali sapriva un ventilatore rotondo e quei ventilatori sembravano gli occhi fissi di tante mummie. Il luogo era lugubre e, data anche lagitazione dellanimo mio, mi parve dessere avvolto da unatmosfera di paurosa irrealt.
Gryce si sedette su una sedia, mi fece cenno di sedermi nellaltra e mi sussurr, con un tono di voce cos basso che stentavo a udirlo:
Non preoccupatevi troppo di questa stanza,  molto squallida, lo so, ma la gente alla quale  destinata ha per solito altro per la testa e si contenta che non vengano a conoscenza troppe orecchie dei loro segreti. Smith e la sua voce si fece pi sonora laffare  fatto, il premio  mio, lassassino del signor Leavenworth  stato scoperto e tra breve sar in gattabuia! Volete sapere chi ?
Io lo guardavo col pi intenso stupore. Era davvero venuto in luce qualche cosa di nuovo? Le sue conclusioni erano mutate? Tutti questi preparativi e tutte queste finzioni non potevano aver per solo scopo il farmi conoscere quello che gi sapevo, eppure...
Egli interruppe le mie meditazioni, alzando ancora di pi il tono della voce:
Ah, ve lassicuro,  stata una caccia lunga e faticosa! Cera di mezzo una donna, ma tutte le donne del mondo non possono darla a bere a un poliziotto come Gryce; lassassino del signor Leavenworth e anche di Anna Chester  scovato. Zitto! prosegu, bench io non avessi aperto bocca e non avessi fatto alcun gesto. Voi non sapevate che Anna Chester era stata assassinata?  vero, non  stata assassinata proprio alla lettera, ma  stata condotta alla morte e dalla stessa mano che ha ucciso il signor Leavenworth. Come lo so? Ecco. Nella sua camera  stata trovata questa cartina che aveva ancora attaccati i resti di una polvere bianca. Questa polvere  stata analizzata ieri e si  scoperto che era veleno. Ma voi potete dire che si tratta di un suicidio.  vero, si tratta di suicidio, ma chi lha sconvolta sino al punto di costringerla a uccidersi? Naturalmente lunica persona che aveva ragione di temere la sua testimonianza. Ma la prova, dite voi? Ebbene questa ragazza ha lasciata una confessione che cercava di gettar la colpa del delitto su una certa persona creduta innocente, e questa confessione era un falso manifesto per tre fatti: il primo, che la carta sulla quale era stata scritta non poteva esser in possesso della ragazza; il secondo, che i caratteri usati erano in stampatello invece che in corsivo, mentre Anna, grazie agli ammaestramenti della signora presso la quale si era rifugiata, aveva imparato ultimamente a scrivere molto bene; il terzo, che la storia narrata nella confessione non corrispondeva affatto con quella narrata dalla ragazza stessa. Aggiungete a tutto questo il fatto che Anna, la mattina del giorno in cui  stata trovata morta, aveva ricevuto da qualcuno molto addentro nelle cose della famiglia Leavenworth una lettera grande e pesante abbastanza da contenere la confessione e comprenderete che lassassino del signor Leavenworth deve averle mandato insieme e la presunta confessione e la polverina velenosa, con lo scopo di deviare i sospetti e di sbarazzarsi nello stesso tempo di lei, perch i morti non parlano.
Egli fece una breve pausa e mi parve che latmosfera si fosse fatta pi tetra e pesante. Rabbrividii. Sapevo gi tutto quello che andava dicendo, e come mai tutto invece mi sembrava nuovo?
Mi domandate chi  il colpevole? Ah, questo  il segreto. Ma segreto o no, voglio dirvelo e qui abbass la voce non posso pi tenerlo solo per me, mi brucia dentro. Smith, ragazzo mio, luccisore del signor Leavenworth... Ma la gente di chi parla? A chi alludono i giornali? A una donna, a una bellissima donna. Ah, ah, i giornali hanno ragione, si tratta proprio di una donna, di una donna giovane, bella, affascinante. Ma quale? Ecco il problema. Non una donna sola  implicata in questo mistero. Da che Anna  morta, ho inteso fare il nome di Anna. Altri additano la nipote che  stata trattata un po male dallo zio nel suo testamento. Non si tratta n delluna n dellaltra. Per lultima, vi sono per motivi curiosi che giustificano le allusioni e le asserzioni: Eleanor sa pi di quello che sia risultato in pubblico. Peggio, Eleanor si trova in una posizione molto pericolosa per varie ragioni... e qui Gryce riassunse tutti i capi di accusa che si potevano elevare contro Eleanor.
Voi vedete che secondo alcuni Eleanor  perduta egli prosegu se non pu spiegare come siano giunti in mano sua il fazzoletto, la lettera, la chiave della biblioteca, e chiarire che qualcun altro aveva maggiori motivi di lei di desiderare la morte del signor Leavenworth. Ma, caro Smith, a furia di investigare, io sono giunto a chiarire tutto, e non Eleanor, per quanto gravi possano essere le apparenze contro di lei,  la colpevole, ma unaltra donna, parimente bella, e interessante quanto lei. In breve, la colpevole non  altri che sua cugina, la squisita Mary Leavenworth.
Egli pronunzi queste ultime parole con tanta veemenza e a voce cos alta che io ne rimasi sbalordito, come se non avessi saputo gi prima quello che egli stava per dire. Diedi un balzo e mi parve che il balzo risvegliasse come uneco per la stanza, qualcosa come un grido soppresso, e tutta la stanza mi parve piena dorrore e di paura. Tuttavia, quando mi volsi a guardare attorno, non vidi altro che dei tondi ventilatori che mi fissavano.
Voi siete sbalordito. Non mi stupisce. Tutti stanno con gli occhi appuntati su Eleanor Leavenworth mentre io solo conosco la vera colpevole. Voi scotete la testa? (unaltra finzione). Non ci credete? Pensate che un uomo come Gryce possa lasciarsi turlupinare, dopo un mese di indagini e di ricerche. Siete cos testardo come la stessa Mary, che ha avuto la faccia tosta di offrirmi un premio se scoprivo il vero colpevole? Volete che vi risolva ogni dubbio? Ebbene, statemi ancora a sentire. La stessa mattina in cui ebbe luogo linchiesta io ho fatto due scoperte importanti, ancora ignote a tutti quanti. Il fazzoletto che trovai nella biblioteca non solo era macchiato di grasso di pistola, ma aveva un sottile profumo; ebbene, andando a frugare nei tavolini da toilette delle due signorine, mi accorsi presto che il profumo era quello di Mary e non quello di Eleanor. Frugando poi nelle tasche degli abiti che le due signorine avevano indossato la sera avanti, trovai che in tasca dellabito di Eleanor vi era ancora un fazzoletto, mentre non vera alcun fazzoletto nella tasca dellabito di Mary, n vi erano fazzoletti in giro in camera sua. V dellaltro ancora: indagando minuziosamente nella biblioteca, notai un fatto curioso. Sul tavolo cera un temperino, e sparsi sul pavimento in prossimit della poltrona verano piccole schegge di legno, tagliate via di fresco dalla gamba del tavolo. Era evidente che una persona un po nervosa era stata seduta in quel luogo e che, in un momento di oblio, sera occupata, sopra pensiero a scheggiare la gamba del tavolo. Inezie, dite voi, ma quando si tratta di stabilire quale di due persone, una calma e padrona di s, laltra inquieta e nervosa, sia stata seduta in un certo posto, la cosa diventa di estrema importanza. Nessuno che abbia trascorso unora con quelle due donne pu esitare a dire di quale delle due si tratti, quale delle due si sia divertita a tagliuzzare il tavolo della biblioteca. Ma questo non  tutto. Io ho sentito distintamente Eleanor accusar la cugina del delitto, e una donna come Eleanor non avrebbe mai rivolto una simile accusa a una parente, senza le pi gravi e meditate ragioni. Doveva esser sicura che la cugina si trovava in circostanze tali che solo la scomparsa dello zio avrebbe potuto trarla dimpaccio, che il carattere della cugina era tale da non esitare, anche dinanzi alle azioni pi atroci, pur di salvarsi, e infine doveva avere prove serie, tali da avvalorare i suoi sospetti su questa cugina. Ebbene, Smith, lei era sicura di tutto questo, aveva queste prove. Quanto al carattere di Mary, Eleanor ne conosceva bene la cupidigia, la mutabilit, lastuzia. La critica posizione in cui si trovava era il pericolo di perder leredit dello zio, nel caso che si fosse sposata contro la volont di lui, e, quanto alla prove, ricordatevi che, prima che la chiave fosse trovata in possesso di Eleanor, Mary era stata qualche tempo in camera della cugina e che fu proprio nel caminetto di Mary che furono rinvenuti i frammenti di lettera bruciacchiati. Non ho fatto che sunteggiarvi il rapporto che io sto per presentare ai miei superiori e, tra unora, Mary Leavenworth sar arrestata come assassina di suo zio...
Segu un silenzio di tomba che fu interrotto a un tratto da un grido acutissimo. Una forma umana, uscita da non so dove, si precipit nella stanza, mi urt e cadde ai piedi di Gryce, urlando:
Non  vero! Non  vero! Mary Leavenworth  innocente! Chi ha ucciso il signor Leavenworth sono io, io, io!
Era Truman Harwell.
...
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...
37. COLPO DI SCENA.
...
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...
Non avevo mai visto uno sguardo di trionfo simile a quello che illumin il volto del detective.
Bene! disse egli. La cosa  inattesa, ma gradita. Sono veramente lieto di apprendere che la signorina Leavenworth  innocente, ma desidero conoscere qualche altro particolare prima di dichiararmi del tutto soddisfatto. Rialzatevi, signor Harwell, e spiegatevi. Se voi siete luccisore del signor Leavenworth, come va che tutte le apparenze sono contro altri e non contro di voi?
Ma negli occhi ardenti, febbricitanti, delluomo che giaceva ai suoi piedi vera dellansia e del dolore, ma nessuna spiegazione. Vedendo per che egli si sforzava di alzarsi e di parlare, io maccostai e, aiutandolo a levarsi, gli dissi:
Appoggiatevi pure a me!
Egli mi guard con uno sguardo pieno di disperazione e di supplica:
Salvatela, salvate Mary, ve ne prego, fate che questo rapporto non sia inviato!
No! interruppe unaltra voce se credete in Dio e se rispettate lonore duna donna... ed Henry Clavering, dignitoso come sempre, ma in uno stato di estrema agitazione, entr nella stanza. Alla vista di lui luomo che era tra le mie braccia rabbrivid, indietreggi poi fece un balzo per precipitarsi su Clavering, con una violenza che lo avrebbe abbattuto, per quanto Clavering fosse robusto, se Gryce non si fosse gettato tra i due.
Un momento grid Gryce e tenendo fermo con la sua mano poderosa il segretario e ponendo laltra mano in tasca, ne trasse un documento che mostr a Clavering: State tranquillo, il rapporto non  partito ancora!...
Lasciatemi andare! url Harwell. Voglio vendicarmi di questuomo, che, malgrado tutto quello che ho fatto per Mary Leavenworth, osa chiamarla sua moglie. Lasciatemi!... ma a questo punto si irrigid, le mani che volevano afferrare lavversario alla gola ricaddero inerti. Fermi! grid eccola,  lei: odo il suo passo sulle scale!... E Mary Leavenworth apparve davanti a noi.
Fu un momento tremendo, al vederla cos, pallida, quasi selvaggia nel suo orrore, gli occhi rivolti a Henry Clavering, quasi ignorando chi fosse il vero attore in quella terribile scena! Truman Harwell non pot sopportare quella vista:
Ah, ah! grid. Guardatela, come  fredda, bench io abbia tolto il giogo dal suo collo e me lo sia addossato, per lei... e dun balzo si strapp da noi e ricadde ai piedi di Mary: Guardatemi, ascoltatemi!... Non voglio essermi perduto, anima e corpo, per nulla! Mary, dicevano che eravate in pericolo e per questo io ho detto la verit, s, bench sapessi tutte le conseguenze cui andavo incontro... La sola cosa che desidero ora  che mi diciate che mi credete, quando affermo che io ho voluto solo assicurarvi la ricchezza che tanto desideravate, che non ho mai pensato che potesse accadere una cosa simile, chera perch vi amavo e speravo di potermi conquistare il vostro amore!...
Ma Mary non sembrava vederlo, non sembrava udirlo. I suoi occhi erano intenti a Henry Clavering, e nessuno, altro che lui, avrebbe potuto smuoverla.
Voi non mi ascoltate, voi siete di ghiaccio, non volgereste il capo verso di me neppure se vi chiamassi dalle profondit dellinferno!
Ma anche questo grido pass come inavvertito. Respingendo Harwell, Mary fece un passo innanzi e indicando Clavering con la mano tesa, domand:
Come mai questuomo  qui? Che cosa ha fatto per esser chiamato a incontrarmi qui, in un momento come questo?
Le ho detto io di venir a veder luccisore di suo zio! sussurr Gryce al mio orecchio.
Non lo sapete? url Harwell, levandosi in piedi. Ve lo dir io!  perch questi signori, per quanto si credano generosi e cavallereschi, pensano che voi abbiate macchiato di sangue le vostre mani bianche. Questuomo indicando me per quanto si sia in apparenza mostrato gentile e premuroso con voi offrendovi continuamente i suoi servigi, non ha fatto altro, in queste ultime quattro settimane, che annodarvi intorno al collo una corda per strangolarvi, ignaro che io stavo vigilando al vostro fianco, che ero pronto a scrollare il mondo dalle sue fondamenta per salvarvi, che io...
Voi? lei finalmente pareva vederlo e udirlo.
S, proprio io! Quando voi, respinta da vostro zio, avete gridato il vostro desiderio che qualcuno vi aiutasse in quellora di dolore, non vi siete accorta che io?...
Voi? grid Mary. Voi? Un uomo simile, un uomo cos basso che mi sarei vergognata di far scendere su di voi persino la mia ombra, per paura che qualcuno ci credesse di pari grado, allo stesso livello?... Voi avete osato pensare che, perch mi trovavo in una incertezza morale, io avrei accettato lassassinio del mio migliore amico come un mezzo di liberazione? Ah, che orrore e che castigo per me, per la mia superbia, per la mia avidit!
Clavering, non potendo pi contenersi, si avvicin a lei.
Non avete avuto altra colpa che questa, Mary? domand. Non vi  tra voi due altro vincolo di complicit? Non avete sulla coscienza che questa vostra avidit, che il desiderio pazzo di far vostra la ricchezza di vostro zio, a ogni costo, anche a costo di spezzare il cuore della vostra nobile e cara cugina? Ditemi, ditemi che siete innocente! E le prese il capo tra le mani e la guard intensamente negli occhi e poi se la strinse al cuore volgendoci uno sguardo pieno di calma e di tranquillit.
 innocente! disse.
Oh, se voi davanti a Dio e davanti agli uomini, mi credete innocente, malgrado tutto quello che vi ho fatto soffrire, malgrado la lettera che vi scrissi il giorno avanti il delitto, per dirvi che avevo un segreto da nascondere, per dirvi che ero in pericolo mortale, Dio mi perdoni, il male che vi ho fatto perch io non mi potr mai perdonare!... Un momento soggiunse accorgendosi che egli si accingeva a parlare ancora prima che mi diate altre prove della vostra generosit e della vostra fiducia, voglio mostrarmi tale e quale sono, voglio che conosciate il lato peggiore della donna che amate. Signor Raymond e si volse a me per la prima volta in quei giorni in cui voi cercavate di indurmi a parlare e a dir tutto quel che sapevo dellorribile evento, io non cedetti alle vostre insistenze per una sola ragione: perch avevo paura. Conoscevo i sospetti che pesavano su di me, Eleanor me ne aveva informata. Eleanor stessa, e questo era quello che pi mi feriva, mi credeva colpevole. E aveva le sue ragioni. Lei sapeva, dalla busta che avevo trovato sul tavolo dello zio, che proprio al momento della morte egli stava scrivendo al suo avvocato per mutare il suo testamento e metter lei al posto mio. Sapeva anche che io ero stata dallo zio la sera prima, bench io lavessi negato, perch aveva udito il rumore della mia porta aperta e il fruscio della mia veste. Non solo, ma la chiave della biblioteca lei laveva trovata in camera mia, la lettera scritta dal signor Clavering allo zio era stata rinvenuta nel mio caminetto e il fazzoletto, che lei mi aveva visto prendere dal cassetto della biancheria stirata, lo aveva veduto presentare allinchiesta cos macchiato dellunto della pistola. Io non potevo spiegare questo cumulo di circostanze, mi trovavo impigliata in una rete fatale. Sapevo di essere innocente, ma se era difficile convincere della mia innocenza una persona che mi amava, come ne avrei convinto la giustizia e il pubblico? Quando perci Eleanor, fedele ai suoi istinti generosi, rifiut di parlare allorch parlare sarebbe equivalso alla mia rovina, io la lasciai fare, giustificandomi di fronte a me stessa col pensiero che lei mi credeva colpevole e doveva sopportarne le conseguenze. N cambiai modo dagire quando vidi quanto gravi queste conseguenze potevano essere. La paura dellignominia e del pericolo che avrebbe seguito la mia confessione mi suggellava le labbra. Esitai solo una volta, quando mi avvidi che, malgrado le apparenze, voi credevate Eleanor innocente, e mi travers la mente il pensiero che sarei riuscita anchio a convincervi della mia innocenza se mi fossi confidata apertamente a voi. Ma, proprio in quel momento, venne il signor Clavering e, invece di cedere al mio impulso, giunsi allaltro estremo, di minacciare il signor Clavering di negare la realt del nostro matrimonio se egli mi si fosse avvicinato prima che fosse trascorsa lora del pericolo. S, ve lo confermer egli stesso, fu questo il benvenuto che gli diedi quando egli, col cuore affranto e la mente in tumulto per la lunga attesa e lincertezza in cui lavevo tenuto, venne a domandarmi lassicurazione che il pericolo in cui mi trovavo non era stato provocato da me, questo fu il saluto che gli diedi dopo un anno di silenzio e di tortura. Ma leggo ora nei suoi occhi che egli mi perdona, lo sento dalle sue parole... e perdonatemi anche voi, se riuscirete mai a dimenticare quanto ho fatto soffrire anche Eleanor. Quanto a questuomo e indic Harwell non potrei subire supplizio maggiore che di trovarmi come ora con lui in questa stanza; ma mi dica lui se con un solo sguardo, una sola parola io gli ho dato ragione di credere che conoscevo la sua passione o, tanto meno, che la ricambiavo.
Perch domandarlo? grid Harwell. Non vedete che  stata la vostra indifferenza che mi ha fatto impazzire? Stare dinanzi a voi, vicino a voi, seguire ogni vostro gesto, vivere sotto il vostro tetto, sedermi alla vostra tavola, col pensiero che nulla avrebbe potuto mai distaccarmi da voi, spegnere lardore del mio amore per voi, e non aver mai da voi neppure uno sguardo che mi dicesse che mi comprendevate! Questo  stato ci che ha ridotto la mia vita a un inferno. E io ero deciso a far s che voi comprendeste. Mi sarei gettato nelle fiamme per farvi capire chi ero e quanto era lamore che nutrivo per voi. E voi ora mi conoscete, voi ora sapete la mia passione. Anche lontana da me, anche sotto la protezione di vostro marito, voi non potrete mai dimenticare lamore di Truman Harwell! Lo vedrete rilucere in ogni moneta del vostro oro, in ogni bagliore delle vostre gemme, in ogni scintillio delle vostre sete, perch sono stato io che, spinto dal mio amore per voi, ho avuto la forza, quella notte, di entrare nella stanza di vostro zio e di fare in modo che tutta la fortuna di lui fosse finalmente vostra. No, voi non potrete mai dimenticare la mano che vi ha dato tanta ricchezza...
Ansante e con lampi di trionfo negli occhi, egli tacque e prese per un braccio linvestigatore come per lasciarsi portar via, ma Mary gli lanci contro queste parole:
No, Harwell, non vi posso dare neppure questo conforto. Una ricchezza cos conquistata non sarebbe per me che un tormento. Non voglio il tormento, e rifiuto la ricchezza. Da oggi in poi, Mary Clavering non possieder che quello che possiede il marito e, portandosi le mani agli orecchi, si tolse gli orecchini di brillanti e li gett ai piedi dello sciagurato.
Con un urlo bestiale, questi si abbatt al suolo.
Ho venduto la mia anima allinferno per unombra, per unombra e nientaltro.
Questa  la mia pi bella giornata di lavoro, caro Raymond. Fatemi le vostre congratulazioni per il successo della pi coraggiosa partita che sia mai stata arrischiata nellufficio dun investigatore. Gli occhi di Gryce brillavano di soddisfazione.
Avete proprio organizzato tutto voi?
E come no? Sarei potuto star qui a vedere come si mettevano le cose, se non avessi tutto organizzato e complottato? Caro Raymond, stringiamoci la mano, non ho mai raggiunto una conclusione cos soddisfacente per un affare cos imbrogliato.
Ci stringemmo la mano a lungo e con fervore, e poi gli chiesi di darmi qualche spiegazione.
Cera sempre una cosa che mi faceva restare in dubbio, anche nei momenti del pi nero sospetto contro questa donna disse egli e questa cosa era la ripulitura della pistola. Avete mai sentito parlare duna donna che ripulisce una pistola? No. Le donne possono servirsi delle pistole, ma non le ripuliscono mai! Ora vi  un principio di cui ogni investigatore riconosce la fondatezza ed  che, se di cento circostanze importanti novantanove additano con certezza il reo, e una, altrettanto importante, lo scagiona, tutto ledificio dei sospetti va allaria. Riconoscendo la verit di questo principio, esitai quando si tratt di procedere allarresto. La catena era completa, gli anelli erano congiunti bene luno allaltro, ma uno di questi anelli era di formato e di materiale diverso dagli altri, e costituiva uninterruzione nella catena. Risolsi quindi di fare un ultimo tentativo. Convocando Clavering e Harwell, due persone che non avevo ragione di sospettare, ma che erano le sole, oltre a Mary, che potevano essere colpevoli del delitto, comunicai loro che non solo lassassino del signor Leavenworth era stato scoperto, ma che stava per essere arrestato in casa mia e che se loro avessero avuto il desiderio di ascoltare la confessione del colpevole, avrebbero potuto udirla venendo qui a una data ora. Erano troppo interessati entrambi, bench per differenti ragioni, per rifiutare il mio invito, e riuscii a indurli a nascondersi nelle due stanze dalle quali li avete veduti uscire, sapendo bene che, se luno dei due aveva commesso il delitto, lo aveva commesso per amore di Mary e per conseguenza non avrebbe sopportato ludire che Mary era accusata del delitto e sul punto di essere arrestata, senza tradirsi. Non speravo troppo nellesperimento e soprattutto non immaginavo che proprio Harwell fosse il colpevole; ma vivete e imparate, caro Raymond, vivete e imparate!
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38. LA CONFESSIONE DEL COLPEVOLE.
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Non sono un uomo cattivo, sono soltanto un uomo appassionato. Lambizione, lamore, lodio, la gelosia, la vendetta, che per alcuni sono sentimenti transitori, per me sono passioni ardenti e tremende. Ma anche coloro che mi hanno conosciuto meglio, non si sono accorti dei mali che albergavano nellanimo mio. Non se ne  accorta neppur mia madre, la quale spesso esclamava: Ah, se Truman avesse un po pi di sensibilit! Ah, se Truman non fosse cos indifferente a tutto!. Cos a scuola, cos nellufficio dove entrai dopo la scuola. La mia regolarit al lavoro, la mia riservatezza, la mia astensione dai divertimenti sportivi, dal fumo, mi fecero passare per un essere freddo, metodico, passivo. In fondo, sarei veramente rimasto indifferente alla vita, se Mary Leavenworth non fosse apparsa un giorno sul mio cammino. Ma quando, nove mesi or sono, lasciai il mio ufficio per diventar segretario del signor Leavenworth, fu come se una torcia ardente appiccasse a un tratto il fuoco allanima mia. Era cos bella, e la prima volta che la vidi, bench lei mi mostrasse tanta freddezza e tanta alterigia, compresi immediatamente che, da allora, la mia vita sarebbe dipesa da lei, il mio destino regolato dal suo. La studiavo, la seguivo, osservavo i suoi movimenti, i suoi gesti, ora per ora, giorno per giorno, quasi per immedesimarmi con lei, per rendermela inseparabile. Ma capivo benissimo che nulla le avrebbe fatto dare ascolto alle mie adorazioni, che se anche mi fossi gettato ai suoi piedi, mi fossi fatto a pezzi per lei, non si sarebbe mai abbassata fino a me. Io non ero nulla per lei, e nulla sarei rimasto, a meno che non fossi riuscito, in un modo qualunque, a diventare un giorno il suo dominatore.
Trascorsero sei mesi, durante i quali appresi due cose: la prima, che Mary ambiva soprattutto a diventare erede della enorme fortuna dello zio, la seconda, che lei doveva nascondere un segreto che la metteva in pericolo di perderla. Quale fosse questo segreto potei capirlo solo pi tardi; era un segreto damore, e questo mi infuse una certa speranza, perch avevo egualmente capito, nel frattempo, che, in certi argomenti, il signor Leavenworth era irriducibile, e che, nello scontro delle loro due volont, poteva avvenir qualche cosa dimprevisto a me favorevole. Non conoscevo ancora il nome delluomo che era amato da Mary, ma un giorno ebbi una fortuna insperata. Tra la corrispondenza indirizzata al signor Leavenworth, da me aperta come di consueto, trovai una lettera di Henry Clavering in cui gli si facevano rimostranze contro una nipote, bella come una rosa, ma anchessa fornita di spine, e che non esitava a calpestare i diritti che un uomo aveva su di lei. Ne rimasi estremamente stupito e colpito. Mostrai la lettera al signor Leavenworth, scusandomi di averla aperta come le altre, perch non aveva sulla busta alcun segno che la facesse ritenere confidenziale, ma comportandomi in modo da fargli credere che non lavevo percorsa tutta. Egli osserv la lettera, la lesse e la rilesse agitatissimo, poi usc dalla biblioteca, e io, seguendolo immediatamente per le scale, potei vedere che batteva alluscio di Mary. Quando, poche ore dopo, la famiglia si raccolse per la cena, mavvidi che una barriera insormontabile si era elevata tra lo zio e la nipote.
Passarono due giorni, per me lunghi e ansiosi. Il signor Leavenworth aveva risposto alla lettera? Avrei mai veduto apparir sulla scena il misterioso Clavering? Frattanto continuavo il mio lavoro consueto, monotonamente, come un automa, ma sempre in ascolto, sempre in allarme. La terza notte, feci un sogno che non ripeter qui perch lho gi narrato al signor Raymond. Soltanto, nel racconto fattogli, dissi una menzogna. Luomo che mi apparve nellatto di colpire a morte il signor Leavenworth non aveva il volto di Clavering, aveva il mio! La visione ebbe su di me un effetto tremendo. Era un ammonimento? Era una previsione? La morte dello zio era il ponte che io dovevo gettare per varcar labisso che mi separava da lei? Cominciai a pensare di s e, per tutto il giorno seguente, non riuscii a liberarmi dalla visione della mia stessa immagine che saliva le scale cautamente, si poneva dietro le spalle del signor Leavenworth e spianava la pistola contro di lui.
La sera fatale, dopo aver brindato con lui come ho ricordato durante linchiesta, ero rientrato in camera mia. Ma pochi momenti dopo, udendo il fruscio della veste di Mary che saliva per andare dallo zio, compresi che si avvicinava un momento tragico. Che cosa sarebbe avvenuto nella biblioteca? Salii anchio, riuscii in silenzio a introdurmi non visto nel guardaroba e mi posi in ascolto.
Quel che udii bast a convincermi che si trattava di un momento di vitale interesse per lei, che il signor Leavenworth voleva mutare il testamento e diseredarla e che lei era venuta a chiedere perdono della colpa che aveva commesso e a cercar di riacquistare il suo favore. Non sapevo ancora quale fosse la sua colpa. Solo udii che lei diceva di aver agito pi per folle impulso che per amore, che lo deplorava, e che si sarebbe sciolta da ogni obbligo. Pazzo che fui! credetti solo che si trattasse di un fidanzamento e concepii speranze insensate. Quando, un momento pi tardi, sentii che lo zio, col tono pi rigido, diceva che non lavrebbe mai perdonata e udii Mary emettere un grido di vergogna e di rimpianto, decisi dentro di me che lultima ora del signor Leavenworth era suonata. Ritornai nella mia stanza, e attesi che Mary risalisse. Calmo come non ero mai stato in vita mia, ritornai verso la biblioteca, bussai leggermente alluscio, aprii ed entrai. Il signor Leavenworth stava scrivendo, gli dissi che avevo lasciato il mio libretto di appunti e che forse mi era caduto, a terra nel corridoio quando ero andato a prendere il vino. Egli mi fece un cenno dassenso col capo, io andai a prender la pistola in camera da letto, rientrai e, anche prima di capire io stesso quel che facevo, puntai e feci fuoco. Egli cadde col capo sul tavolo, senza un gemito; e i suoi milioni furono di Mary!
Il mio primo pensiero fu di impossessarmi della lettera che egli stava scrivendo. Avvicinatomi al tavolo, gliela tolsi di sotto alle mani e vidi che era un invito al suo legale, come avevo immaginato. Me la misi in tasca, insieme alla lettera di Clavering che era rimasta macchiata di sangue. Solo allora, pensai ai casi miei e riflettei che il colpo di pistola doveva aver rintronato per tutta la casa. Lasciando cader la pistola vicino al morto, mi preparai a gridare al primo che fosse entrato che il signor Leavenworth si era ucciso, ma nessuno entr. Mi misi a esaminare la ferita, e mi accorsi della assoluta impossibilit di far passare per suicidio o per opera di un semplice ladro il mio assassinio. Mi parve che lunica cosa da fare fosse quella di cancellare tutte le tracce dei moventi e del modo in cui il delitto era stato compiuto. Raccolsi la pistola, e la portai nella camera accanto con lintenzione di ripulirla, ma non trovando uno straccio adatto, tornai indietro per prendere un fazzoletto che avevo veduto ai piedi del morto. Era della signorina Eleanor, ma non me ne accorsi, se non dopo aver pulito la canna. La vista delle sue cifre mi colp tanto che trascurai di ripulire anche il cilindro e pensai solo al modo di distruggere quel fazzoletto. Non sapevo come liberarmene; finii col ficcarlo sotto il cuscino duna poltrona, ripromettendomi di venire a riprenderlo allindomani, per darlo alle fiamme. Ci fatto, ricaricai la pistola, la richiusi nel cassetto e mi accinsi a lasciar la camera. Ma qui lorrore del delitto compiuto mi si rivel in tutta la sua atrocit e mi rese incerto sulle mie azioni. Uscendo, chiusi a chiave la porta, cosa che non avrei certo fatta, se fossi stato in possesso di tutte le mie facolt. Solo quando fui sul pianerottolo, compresi lerrore commesso. Era troppo tardi per porvi rimedio, perch davanti a me, con la candela in mano, il volto atteggiato alla pi viva sorpresa, stava Anna, una delle domestiche. Signore esclam dove siete stato? Sembrate uno spettro! e i suoi occhi si posarono sospettosamente sulla chiave che tenevo in mano. Sentii chiudermisi la gola come in una morsa. Mi posi la chiave in tasca e feci un passo verso di lei. Le sussurrai linvito a scendere le scale con me, perch se fossimo rimasti a parlar l, avremmo risvegliato le signorine. Lei mi segu nel salotto e qui le dissi, nel modo meno allarmante possibile, che cosa era successo al signor Leavenworth. Anna, per fortuna, non emise alcun grido, bench fosse agitatissima, e io le spiegai che non sapevo chi avesse commesso il delitto, ma le feci comprendere che, se avesse narrato di avermi veduto a quellora uscire dalla biblioteca con la chiave in mano, sarei stato preso per il colpevole e la pregai quindi di non dir mai nulla a nessuno. Lei promise che non ne avrebbe mai fatto parola ad anima viva, ma la convinsi che, agitata comera, non avrebbe potuto resistere alle domande pressanti della polizia, e usai tutte le mie astuzie per persuaderla ad allontanarsi dalla casa al pi presto, in attesa che la bufera fosse passata. Lei in un primo momento si oppose, poi, allettata dalle mie lusinghe, giunte sino al punto di prometterle che un giorno lavrei sposata se mi avesse obbedito subito, si lasci piegare alla mia volont e progettammo che si sarebbe recata a R. dalla signora Belden. Questa, lei confidava, lavrebbe accolta senza difficolt se le avesse detto che chi laveva mandata era stata la signorina Mary. Le dissi che avrebbe fatto in tempo a prendere il treno della mezzanotte, riuscimmo a trovare uno scialle e un cappello della cuoca, la misi fuor del portone e l sul vialetto, le raccomandai ancora di non dir nulla a nessuno mentre lei mi gettava le braccia al collo, piangendo e supplicandomi di sposarla al pi presto. Fu in questo momento dellabbraccio che lasci cadere a terra la candela che aveva tenuto in mano sino allora senza accorgersene. Io le promisi tutto quel che voleva e, come Dio volle, se ne and.
Dellangosciosa agitazione da cui fui ripreso dopo la sua partenza non dir nulla, se non che commisi laltro errore di richiudere il portone dietro di me e di non disfarmi della chiave, che avrei potuto gettare in giardino, o nella strada. Pi della immagine del morto, pareva perseguitarmi il volto pallido e terrorizzato di Anna. Ma il pensiero del pericolo in cui mi trovavo, poich avevo in tasca non solo la chiave, ma anche le lettere insanguinate, mi riprese. Come disfarmene? Non avevo neppure pi il coraggio di muovermi per la mia camera. Qualche cosa bisognava pur fare. Presi la lettera scritta dal signor Leavenworth e la ridussi a una pallottola che masticai e rimasticai sino a che non fu polpa molle, che sputai in un angolo. Laltra lettera, sporca di sangue, non ebbi il coraggio di mettermela tra i denti e fui costretto a coricarmi tenendomela stretta nel pugno, fino al mattino seguente.
Con la luce dellalba mi ritorn la speranza. Mi levai pi calmo, padrone di me. Invece di nascondere la chiave e la lettera, dovevo anzi metterle bene in vista: questo era probabilmente il solo modo di farle passare inosservate. Andai quindi a portare la lettera in un granaio e la deposi in un recipiente qualunque. Ripresa poi la chiave mi diressi verso la biblioteca con lintenzione di rimetterla nella serratura, ma ne fui impedito dalla signorina Eleanor, che discese le scale immediatamente dopo di me. Riuscii per, senza che lei se ne avvedesse, a gettarla dietro la grata del caminetto del secondo salotto e cos, come sollevato da un grave peso, feci con naturalezza il mio ingresso nella sala da pranzo, come se nulla fosse avvenuto. Vi trovai Mary, pallida e affranta, e incontrando il suo sguardo, quasi sorrisi di compiacenza al pensiero che lavevo liberata e che un giorno avrei potuto confessarle che doveva a me la sua liberazione.
Di quel che avvenne poi, alla scoperta del delitto, non ho bisogno di intrattenermi molto. Non vi era unombra di prova, contro di me; non ero certo io, semplice impiegato della vittima, che potesse essere sospettato; nessuno si era accorto della mia passione, nemmeno quella che ne era loggetto. Cos compii tutti i doveri che mi incombevano, chiamando la polizia e andando a cercare del signor Veeley. Risolsi di dire allinchiesta tutta la verit che mi era possibile dire, ben sapendo che molti colpevoli si tradiscono accumulando menzogne su menzogne, anche riguardo a circostanze di infinito valore. Ahim, solo pi tardi maccorsi della falsa posizione in cui ponevo Mary stessa! Questo fu quando dovetti ammettere di essere stato lultimo a lasciare la biblioteca o meglio che avevo lasciato il signor Leavenworth poco prima che egli venisse ucciso e ammisi di aver udito un fruscio di vesti su per le scale, di l a poco. Poteva rassicurarmi il fatto che tutti i presenti pensarono subito a Eleanor invece che a Mary. Ma se lattenzione, prima o poi, si fosse rivolta a Mary? Io per primo avevo dato adito ai sospetti contro di lei!...
Cominciai allora a mentire. Costretto ad ammettere che unombra di disaccordo era stata di recente visibile tra il signor Leavenworth e una delle sue nipoti, cercai di gettarne il peso su Eleanor come quella pi capace di sopportarlo e negai che il signor Leavenworth avesse ricevuto di recente una qualunque lettera riferibile al delitto. Le conseguenze furono pi serie di quello che avevo preveduto. Altre circostanze parvero subito avvalorare i sospetti che si erano diretti contro Eleanor. Non solo fu dimostrato che il signor Leavenworth era stato ucciso con unarma che gli era appartenuta e da una persona che doveva essergli familiare, ma io stesso fui portato a dire che Eleanor aveva appreso da me a maneggiar larma.
Dato tutto questo, la mia paura di quel che le signorine avrebbero risposto durante il loro interrogatorio si accrebbe. Solo che Mary avesse ingenuamente rivelato di esser salita dallo zio per cercar di persuaderlo a non dar corso alle sue minacce, che mai sarebbe accaduto? Ma certi eventi di cui allora non ero a conoscenza avevano molto influito su di loro. Eleanor non solo sospettava sua cugina del delitto, con qualche apparenza di ragione, ma glielo aveva anche detto, e Mary aveva deciso, spaventata, di negare ogni cosa che potesse avvalorare i sospetti, confidando nella generosit di Eleanor per non essere contraddetta. N la sua fiducia risult mal posta, perch Eleanor, malgrado che la sua propria condotta la ponesse in una posizione difficile, non fece nulla per contraddire la cugina, non solo, ma quando anche solamente a dire la verit poteva recarle danno, si astenne dal dirla.
La condotta di Eleanor produsse un grande effetto su di me. Mi riemp di ammirazione e mi fece comprendere che dovevo tentar di tutto per aiutarla, pur senza far danno a me stesso. Ma dubito assai che la mia simpatia mi avrebbe spinto a far qualcosa, se non mi fossi accorto, dal modo di proceder dellinchiesta e dal peso che si dava a certi particolari, che saremmo stati tutti nel pi grave dei pericoli sino a quando la chiave e la lettera fossero rimasti in casa. Quando venne alla luce il fazzoletto, io avevo gi deciso che bisognava distruggere definitivamente la lettera e la chiave, ma, prodotto il fazzoletto, mi allarmai. Con un pretesto qualunque sgattaiolai dalla sala, salii al piano superiore e al granaio, ripresi la chiave e la lettera e mi diressi verso la camera di Mary, nella speranza di trovarvi il fuoco acceso nel caminetto per gettarvi luno e laltra. Con mio grave disappunto, non trovai che della brace e ostacolato nel mio disegno esitavo sul da fare, quando udii dei passi sulle scale. Non volendo farmi trovare in quella camera in quel momento, gettai la lettera nella grata e mi affrettai verso la porta. Ma nella rapida mossa la chiave mi sfugg di mano e and a finire sotto una poltrona. Mi fermai un momento; i passi sulla scala serano fatti pi prossimi; perduta ogni padronanza in me stesso, fuggii dalla camera. Avevo fatto appena in tempo a raggiunger luscio di camera mia, quando Eleanor apparve sul pianerottolo seguita da due domestiche ed entr nella stanza che avevo allora allora lasciato. Questo mi rassicur alquanto. Lei avrebbe veduto la chiave e avrebbe deciso che cosa farne.
Questo pu spiegare perch la posizione sempre pi difficile nella quale Eleanor venne a trovarsi non dest in me unansiet maggiore. Io pensavo che i sospetti della polizia non si basassero altro che sulle sue reticenze durante linchiesta e sul fazzoletto trovato nella sala della tragedia. Ma anche se ne avessi saputo di pi, forse la mia condotta non sarebbe stata diversa. Solo il pericolo di Mary mi conturbava, e invece tutti sembravano convinti che i maggiori sospetti pendessero su Eleanor. Inoltre, io ero preoccupato di me stesso, perch lesistenza di Anna minacciava la mia sicurezza personale, e sapevo che la polizia avrebbe fatto di tutto per rintracciare la ragazza scomparsa.
Frattanto, dovevo arrendermi a una certezza dolorosa. Invece di guadagnar terreno nellanimo di Mary, io ne andavo sempre pi perdendo. Non solo lei dimostrava il pi grande orrore per il delitto che la poneva in possesso della fortuna dello zio, ma, forse sotto linfluenza del signor Raymond, veniva a poco a poco perdendo quelle caratteristiche di mente e di cuore che mi avevano fatto sperare di potermi cattivare le sue simpatie. Questa rivelazione mi rendeva pazzo, e fui pi volte sul punto di perdere ogni ritegno. Il signor Raymond si  meravigliato talvolta di trovarmi seduto al tavolo dellucciso. Gran Dio, questa era la mia sola salvaguardia. Tenere la mia vittima sempre davanti agli occhi della mente era lunico mezzo che avessi per dimenticare la mia tremenda delusione.
Venne un momento che la mia angoscia non pot pi esser repressa. Scendendo una sera le scale insieme al signor Raymond, vidi nel salotto, di fronte a Mary, un gentiluomo. Il suo solo contegno di fronte a lei mi avrebbe fatto ribollire il sangue nelle vene, ma gli udii pronunciare queste parole: Voi siete mia moglie e lo sapete, qualunque cosa possiate dire o fare.
Fu per me un colpo di fulmine. Dopo quello che avevo fatto per conquistarmela, sentire che un altro era suo marito! Credetti veramente dimpazzire! Non mi restavano che due vie. O saltargli subito addosso, nellimpeto insano della mia rabbia, o tentare un altro colpo. Non volendo gridare e commetter violenze, tentai una via pi perfida. Saputo dal signor Raymond, che era Clavering, come del resto gi sospettavo, abbandonai ogni cautela, ogni senso comune, e lo denunciai come lassassino del signor Leavenworth.
Un minuto dopo, avrei voluto rimangiarmi le mie parole. Accusando un altro, non avevo fatto che attirare lattenzione su me stesso. Ma rimangiare le mie parole era impossibile e cos, dopo una notte di ansiosa meditazione, diedi una spiegazione superstiziosa della mia azione e credetti di essermi salvato da quel pericolo senza che il signor Raymond fosse riuscito a liberarsi da unombra di dubbio sulla colpevolezza di Clavering. Ma mi avvidi ben presto che il signor Raymond nutriva dei forti sospetti su Clavering e decisi di continuare ad approfittarne, tanto pi che, da una conversazione tra due domestici, che avevo sorpreso, avevo saputo che Clavering era stato visto anche da loro entrare in casa la notte del delitto. Con un fatto come questo per punto di partenza che cosa non avrei potuto compiere? Lunico ostacolo che mi si sarebbe frapposto era Anna. Anna sola poteva rovinarmi. Cos io decisi di sopprimerla. Mi sarei liberato di lei e mi sarei vendicato di Clavering, con un colpo solo.
Appena balenatami questa idea, pensai che il miglior modo di disfarmi di Anna era quello di indurla a darsi la morte da s. Mi chiusi subito in camera mia e le scrissi una lettera in caratteri a stampatello, poich lei mi aveva detto che non sapeva leggere la scrittura ordinaria; in questa lettera, prendendomi gioco della sua ignoranza e della sua superstizione, le narravo che ogni notte sognavo di lei e le chiedevo se anche lei sognasse di me; per far questo, avrebbe dovuto, se mai, seguire le istruzioni che le scrivevo: distrugger prima la lettera, stringer nella mano laltra lettera inclusa, inghiottire una polvere miracolosa che avrebbe trovato in una cartina nel plico, e coricarsi. La polvere era un potente veleno, e la seconda lettera una falsa confessione in cui lei accusava del delitto il signor Clavering. Chiusi il tutto in una busta, vi scrissi sopra lindirizzo, tracciai una piccola croce in un angolo come segno convenzionale convenuto con la signora Belden e la spedii.
Segu allora il pi grave periodo di incertezza che io abbia mai sofferto. Bench non avessi firmato la mia lettera, sentii che le probabilit di venire scoperto erano molto grandi. Un errore da parte sua, se avesse aperto la confessione, o non avesse preso la polverina, o si fosse confidata con la signora Belden, o avesse dimenticato di distrugger la lettera, e tutto era perduto. Non potevo esser sicuro di quello che aveva fatto o conoscere il risultato del mio piano altro che per mezzo dei giornali. Immaginate con quanta ansia io li scorsi ogni giorno, come tremai a ogni squillar di campanello, con quanta ansia vigilai ogni atto, ogni parola di coloro che mi circondavano e mi parlavano! E credete che quando finalmente lessi in un giornale che la donna si era data la morte, che il mio piano almeno per questo era riuscito, credete che riacquistassi la calma?
Ma perch parlare ancora? Dopo sei ore venne la chiamata del signor Gryce e... queste mura intorno a me, questa confessione che ho scritto, parlino ormai in vece mia. Io non posso pi n parlare, n agire!...
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39. CONCLUSIONE.
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Oh, Eleanor esclamai, entrando forse con troppo poche cerimonie nel suo salotto siete preparata per notizie veramente liete, per notizie che faran tornare il colorito alle vostre guance cos pallide e vi faranno ancora brillare gli occhi e vi renderanno la vita piena di speranza unaltra volta? Ditemelo e mi chinai su di lei, poich sembrava che stesse per venir meno.
Non so... ho paura che quelle notizie che sembrano cos buone a voi non lo siano tanto per me... Nessuna notizia pu esser buona, fuorch...
Quale? le chiesi prendendole una mano tra le mie con un sorriso rassicurante. Ditemelo, non abbiate timore!...
Ma temere era quasi diventato parte della sua natura.
Quando le ebbi narrato tutta la verit, quando, col maggior tatto possibile, le feci conoscere che i suoi sospetti si erano dimostrati infondati e che il colpevole era Truman Harwell e non Mary, le sue prime parole furono la preghiera che io la conducessi dalla cugina:
Portatemi da lei! Portatemi da lei! Non posso far nulla se prima non le ho chiesto perdono in ginocchio. Quanto sono stata ingiusta!
Vedendo in che stato era, credetti che la miglior cosa da fare fosse di accontentarla e, ordinata una vettura, ci avviammo da Mary.
Lei mi disprezzer, non vorr neppur guardarmi... E avr ragione... Unoffesa come quella che le ho fatto io non potr mai esser perdonata. Ma Dio solo sa quante ragioni di sospetto avevo! Se sapeste anche voi!...
Lo so, lo sa anche Mary; riconosce come le prove contro di lei fossero impressionanti e si domanda se pu veramente essere innocente, con tante apparenze contro di lei... Ma...
Oh, un momento, ditemelo: Mary riconosce davvero?
S, oggi...
Deve esser assai mutata.
Non risposi. Avrebbe giudicato lei stessa coi suoi occhi tra breve. Thomas, che ci apr il portone, non parve molto entusiasta di veder tornare Eleanor.
La signorina Leavenworth  in salotto ci disse.
Vedendo che Eleanor era tanto commossa, le chiesi se voleva attendere un poco prima di entrare o se voleva entrar subito.
Subito, subito, non posso aspettare! esclam, e si diresse verso il salotto. Mary era davanti a lei.
Mary!
Eleanor!
Non occorreva che io guardassi Eleanor ai ginocchi di Mary, Mary che la rialzava, o udire luna che chiedeva perdono, laltra che esclamava di non aver nulla da perdonare, per comprendere che ogni nube si era dileguata tra loro. Bastava udire il tono delle loro voci.
Quando, mezzora dopo, sentii la porta del salotto in cui mi ero ritirato dischiudersi e vidi Mary avvicinarsi a me tutta umile, compresi ci che era avvenuto nellanima sua.
Sia benedetto il pentimento che purifica! mormorai tendendole la mano con un rispetto e una simpatia molto maggiori di quelli che mavesse ispirato sino ad allora.
Lei si commosse profondamente, arross e si ferm al mio fianco.
Vi ringrazio! disse. Vi debbo esser tanto grata di tutto! Ma non posso parlare della mia riconoscenza, ora. Quel che ho da dirvi  di aiutarmi a persuadere Eleanor ad accettare questo patrimonio dalle mie mani.  suo, voi lo sapete,  stato lasciato a lei, o sarebbe stato lasciato se...
Avete riflettuto bene? la interruppi. Siete proprio decisa a cedere a vostra cugina questa ricchezza...
Il suo sguardo parve dire: Come potete domandarmelo?.
Il signor Clavering sedeva al fianco di Eleanor, quando noi entrammo nel salotto. Si alz immediatamente.
Signor Raymond mi disse prendendomi da parte permettetemi, innanzi tutto, di porgervi le mie scuse. Voi avete in vostro possesso un documento che non avrei mai dovuto costringervi a custodire. Fondato su un errore, latto fu un insulto che io deploro amaramente. Se, ripensando alla mia disperazione di quel giorno, potete perdonarmi, ve ne serber eterna gratitudine, se no...
Signor Clavering interruppi non aggiungete altro. Gli eventi di quel giorno appartengono a un passato che io, per me, voglio dimenticare il pi presto possibile. Il futuro ha troppe promesse per noi, perch io possa attardarmi sulle miserie trascorse.
E con uno sguardo di reciproca intesa e di amicizia ci affrettammo a raggiungere le due cugine.
Della conversazione che segu  necessario solo riferire le conclusioni. Eleanor ricus leredit pervenutale da un delitto cos atroce, e fu deciso di destinare il patrimonio Leavenworth a qualche opera di beneficenza, tale da fare onore alla citt. Ci convenuto, i nostri pensieri si volsero ai nostri amici e specialmente al signor Veeley.
Egli deve essere informato di tutto, ha sofferto quanto noi disse Mary, e si offr di andare lei stessa, come atto di penitenza, a narrare ogni cosa per filo e per segno allavvocato.
Ma Eleanor si oppose generosamente.
No, Mary, tu hai sofferto abbastanza. Andremo io e il signor Raymond!
E lasciandoli con la luce di una speranza rinascente su i loro volti, uscimmo ancora nella notte per immergerci in un sogno dal quale non mi sono ancora svegliato, bench lo splendore dei suoi occhi adorati sia, gi da molti e molti mesi, la stella della mia vita.
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FINE.